Pensieri e immagini (Agosto 2022)

Da quando Paula (mia figlia) è morta 27 anni fa, ho perso la paura della morte.
Innanzitutto, perché l’ho vista morire tra le mie braccia e ho capito che la morte è come la nascita, è una transizione, una soglia e ho perso la sua paura personalmente.
Ora, se il virus mi cattura, appartengo alla popolazione più vulnerabile, gli anziani, ho 77 anni e so che se lo prendo, morirò. Quindi la possibilità della morte mi è molto chiara in questo momento, la vedo con curiosità e senza paura.
Ciò che la pandemia mi ha insegnato è di lasciar andare le cose, di rendermi conto di quanto poco ho bisogno.
Non ho bisogno di comprare, non ho bisogno di più vestiti, non ho bisogno di andare da nessuna parte o viaggiare. Penso di averne troppo. Mi guardo intorno e mi chiedo perché tutto questo. Perché ho bisogno di più di due piatti?
Quindi scopri chi sono i veri amici e le persone con cui voglio stare.
Cosa pensi che la pandemia ci insegni a tutti?
Ci sta insegnando le priorità e ci sta mostrando una realtà. La realtà della disuguaglianza. Come alcune persone passano la pandemia su uno yacht ai Caraibi e altre persone muoiono di fame.
Ci ha anche insegnato che siamo una famiglia.
Quello che succede a un essere umano a Wuhan, succede al pianeta, succede a tutti noi. Non esiste questa idea tribale che siamo separati dal gruppo e che possiamo difendere il gruppo mentre il resto della gente se ne frega. Non ci sono muri, non ci sono pareti che possono separare le persone.
I creatori, gli artisti, gli scienziati, tutti i giovani, molte donne, stanno prendendo in considerazione una nuova normalità. Non vogliono tornare a ciò che era normale.
Si chiedono quale mondo vogliamo. Questa è la domanda più importante in questo momento.
Quel sogno di un mondo diverso: dobbiamo andare lì.
E rifletto: a un certo punto mi sono resa conto che si viene al mondo per perdere tutto. Più a lungo vivi, più perdi. In primo luogo stai perdendo i tuoi genitori, a volte persone molto care intorno a te, i tuoi animali domestici, i luoghi e anche le tue facoltà.
Non puoi vivere nella paura, perché ti fa immaginare cose che non accadono e soffri il doppio.
Dobbiamo rilassarci un po’, provare a goderci quello che abbiamo e vivere nel presente.
Isabel Allende
(Foto dal Web)

 

Di notte il mio respiro si fa più leggero,
l’anima si eleva e raggiunge pienezza e benessere
e la Signora Luna mi tiene compagnia.
(In memoria di Paola, 4 agosto 1982)

 

“Vorrei sempre essere altrove, dove non sono, nel luogo dal quale sono or ora fuggito. Solo nel tragitto tra il luogo che ho appena lasciato e quello dove sto andando io sono felice.”
– Thomas Bernhard
(? Da Pinterest )

 

L’empatia.
Ho sempre adorato questa parola, dalla prima volta che l’ho sentita, ormai secoli fa, da adolescente.
Mi piacque da subito il suono che essa emetteva, quell’ accento sulla ” i” rimarcato, la bellezza che sprigionava nonostante avesse usato solo poche lettere per farlo.
Poi me ne innamorai, successivamente, del significato racchiusa in essa, carico di vita, che portava e porta con sé il vero significato di questa folle corsa a cui viene dato il nome vita.
Guardare nel dolore altrui e vederci il proprio.
Immedesimarsi in un altra persona, in un animale, in qualcuno che non siamo noi, insomma.
E vivere la loro sofferenza, senza giudicarla, ma capendola e facendola propria.
Può cambiare la vita, sapete ?
– Vincent Giocoliere
(? Web)

 

La bellezza non è che il disvelamento
Di una tenebra caduta e della luce
Che ne è venuta fuori.
Alda Merini
(?Web)

 

Rousseau: “Vi piacciono i gatti?
Boswell: “No.
Rousseau: “Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l’istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali.
Boswell: “Nemmeno una gallina obbedisce agli ordini.
Rousseau: “Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce.
Da “Visita a Rousseau e a Voltaire” di James Boswell.
(?Web)

 

[Sul ponte sventola bandiera bianca]
Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare,
quei programmi demenziali con tribune elettorali.
Quante squallide figure che attraversano il paese,
com’è misera la vita negli abusi di potere.
– Franco Battiato
(? Pinterest)

Mi piacciono i momenti di silenzio quando non c’è nessuno e gli animali sono tutti lì, felici di vedermi.
RIP Olivia Newton-John ❤
(?Pinterest)

 

Ma questo è un posto strano. La realtà sfuma e tutto diventa memoria. Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo.
Da “Oceano mare” di Alessandro Baricco.
(? Pinterest)

 

|In un bacio, in una poesia
in un dolore forte
noi cerchiamo la grande occasione
senza passare per la morte.|
Da “L’infinito senza farci caso” di Franco Arminio.
(? Pinterest)

 

Sento che il conto alla rovescia va avanti, ma bisogna solo accettare quella che è la vita.
Abbiamo una possibilità su miliardi di nascere, e dobbiamo esser felici di aver vissuto, siamo stati fortunatissimi. E quindi va anche accettato che, ad un certo punto, il biglietto sia scaduto.
Da quando ho compiuto 90 anni mi chiedono se penso della morte.
Penso che la morte sia una grande scocciatura.
È una mancanza di vita. Se ci pensate noi moriamo ogni notte quando ci addormentiamo. La sofferenza, soprattutto fisica, ma anche psicologica, è la cosa che può turbare.
Ognuno di noi si augura una buona morte.
Penso sempre a un detto di Leonardo Da Vinci:
Così come una buona giornata porta a un buon dormire, così una vita spesa bene porta a un buon morire.
– Piero Angela
(? Web)

 

Innamorarsi veramente significa entrare in una dimensione del tutto differente, cambiare pianeta. Significa spostare il baricentro della propria vita e orbitare intorno a un nuovo punto di riferimento.
– Piero Angela
(Illustrazione di Roby il pettirosso)

 

Immagino che sia proprio così la vita. Una lunga catena di attimi. E immagino che tutto ciò che si può fare è cercare di viverli uno per uno, senza star troppo a pensare a quelli appena trascorsi o che stanno per arrivare.
Da “L’uomo che sussurrava ai cavalli” di Nicholas Evans.
(? Pinterest)

 

Se non vi è rimasta molta anima, e lo sapete, vi resta ancora dell’anima.
Charles Bukowski
(?dal Web)

 

La libertà a cui aspira l’uomo moderno non è quella dell’uomo libero, ma quella dello schiavo nel giorno di ferie.
– Nicolás Gómez Dávila
(? Web)

 

Freya, una femmina di tricheco, era diventata la mascotte del fiordo di Oslo, si avvicinava ai turisti, dormiva sulle barche, e si faceva accarezzare, essendo molto abituata all’essere umano che da anni la alimentava per scattarsi selfie in sua compagnia. Un’attrazione turistica, insomma.
Così, come spesso accade, negli animali selvatici, la mancanza di paura e diffidenza, li porta ad essere eccessivamente confidenti e quindi pericolosi per l’Uomo. Ed è quello che è successo alla povera Freya, che accerchiata giorno e notte da persone, flash e urla di turisti, aveva iniziato a non dormire più come la sua etologia richiedeva. Secondo gli esperti la specie dovrebbe dormire 20 ore al giorno, ma Freya non soddisfava il suo sonno fisiologico a causa del disturbo dei turisti. Così, l’animale, stressato e confidente, secondo le autorità era diventato un pericolo per i turisti. Sì, ma per colpa dei turisti.
La soluzione al problema del tricheco che dormiva sulle barche, quindi, è stata quella di abbatterlo. Uccidere non solo un essere innocente, ma una vittima. Vittima del turismo malsano, vittima dell’ignoranza della gente, dell’egoismo, vittima della cattiva amministrazione che doveva fare il possibile per evitare che la gente la alimentasse, proteggendo il tricheco dall’umanizzazione e dal disturbo.
Invece non è andata così. Freya è stata alimentata, avvicinata, ricattata con il cibo per i selfie, è stata sfruttata per turismo e infine, una volta “utilizzata” a sufficienza, è stata soppressa per aver mostrato segnali di stress dovuti al suo non essere stata rispettata.
Secondo le autorità norvegesi, è stato fatto il possibile per disincentivare i turisti ad avvicinarsi all’animale. «Attraverso le osservazioni in loco della scorsa settimana è stato chiarito che il pubblico ha ignorato l’attuale raccomandazione di mantenere una chiara distanza dal tricheco», ha affermato una dichiarazione della direzione della pesca. «Pertanto, la direzione ha concluso che la possibilità di potenziali danni alle persone era alta e il benessere dell’animale non veniva mantenuto». Così, non trovando soluzioni alternative all’uccisione, Freya è stata uccisa.
Da “La zampa”.
(Illustrazione di Bruno Bozzetto)

 

Asino che dorme” di Jacques Prévert
È un asino che dorme,
bambini, guardatelo dormire
non svegliatelo
non fategli qualche scherzo
quando non dorme, è spesso infelice.
Non mangia tutti i giorni.
Ci si dimentica di dargli da bere.
E spesso lo picchiano.
Guardatelo
è più bello di tutte le statue che vi dicono
di ammirare e che vi annoiano.
È vivo, respira, confortevolmente
installato nel suo sogno
i grandi dicono che la gallina sogna
il grano e l’asino l’avena.
Ma i grandi lo dicono così
per dire qualcosa,
farebbero meglio a occuparsi dei loro sogni
e dei loro piccoli incubi personali.
Sull’erba vicino alla sua testa ci sono due
piume. Se le ha viste prima di addormentarsi
forse sogna d’essere un uccello e di volare.
O forse sogna qualcos’altro.
Per esempio che è a scuola tra i ragazzi
nascosto nell’armadio
tra i fogli da disegno.
C’è un ragazzino che non sa risolvere
il suo problema.
Allora il maestro gli dice:
tu sei asino, Nicolas!
È disastroso per Nicolas.
Sta per piangere.
Ma l’asino viene fuori dal nascondiglio
il maestro non lo vede.
E così l’asino risolve il problema
del ragazzino.
Il ragazzino porta il suo problema
al maestro e il maestro gli dice:
Molto bene Nicolas!
Allora l’asino e Nicolas
ridono sottovoce fragorosamente
ma il maestro non li sente.
E se l’asino non fa questo sogno
vuol dire che sta sognando qualcos’altro.
Tutto ciò che sappiamo è soltanto che sogna.
Tutti quanti sognano.
(?da Pinterest)

 

Gli innamorati non perdono tempo a scrivere “ti voglio bene”, mandano una sigla, tvb.
E se si vuole far partecipi gli amici di un dolore o di una gioia, basta inviare loro il disegnino che mostra un faccino triste o sorridente. L’omologazione assoluta.
Spero che i poeti, gli scrittori, gli artisti, gli scienziati continuino a scrivere lunghe lettere agli amici, ai colleghi, alle loro donne.
Altrimenti i nostri posteri non capiranno nulla dei nostri sentimenti, di com’eravamo.
– Andrea Camilleri
(? da Pinterest)

 

E poi ci sono le ferite che non guariscono, quelle che non guariranno mai.
Sono le ferite che difendono la dignità.
Vanno tenute in vita.
Non si accettano inviti a dimenticarle, a placarle, a addomesticarle.
Non si può preferire il benessere alla verità.
E ci verrà offerto molte, molte volte, dalle piú diverse persone.
Esiste una lotta, tra chi vuole fare del mondo un posto grazioso, avvolto dal pensiero positivo e dal nascondimento delle tenebre e chi nelle tenebre c’è stato, ne ha i segni addosso e vuole vivere, ma non vuole dimenticare, vuole stare nell’onore al vero.
È una lotta all’ultimo respiro, non bisogna soccombere e non si tratta di diventare violenti
ma saldi, decisi, feroci:
la verità dell’esistenza,
la dignità di portare ferite, non si tocca.
E non si tratta.
Non si scende a patti.
Il mondo è anche un inferno e chi c’è stato vuole ricordarlo, e dirlo.
Da: ”Questo immenso non sapere” di Chandra Livia Candiani.
(? Pinterest)

 

La spontaneità è una posa difficilissima da mantenere.
Oscar Wilde
(Foto dal Web)

 

Il mondo fa paura ma
in esso nuotano in
un immenso acquario
betulle volpi torrenti di
fiori strade di campagna e
case di legno e ancora
i concerti di Brahms e
i valzer di Chopin.
– Jarosław Iwaszkiewicz
(? Pinterest)

 

La vita consiste in rari momenti singoli di altissimo significato e in innumerevoli intervalli in cui nel miglior caso ci si aggirano intorno le ombre di quei momenti. L’amore, la primavera, ogni bella melodia, la montagna, la luna, il mare – tutto parla una sola volta veramente al cuore: seppure giunge mai a parlare. Giacché molti uomini non hanno affatto quei momenti e sono essi stessi intervalli e pause nella sinfonia della vita reale.
Friedrich Nietzsche
(sleepingatlast.com)

 

Ho subito un danno.
Le persone danneggiate sono pericolose.
Sanno di poter sopravvivere.
È la sopravvivenza che le rende tali perché non hanno pietà.
Sanno che gli altri possono sopravvivere, come loro.
(? Juliette Binoche e Jeremy Irons, “Il danno” di Louis Malle)

 

Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati. Un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire straordinario?
Da “Io e Marley”.
(?Pinterest)

 

Non so che lingua parlino gli angeli in paradiso, ma quelli sulla terra abbaiano.
– Massimo Lo Pilato
(? fotografiapuntodincontro.com)

 

[Amare i bambini non significa viziarli]
Non lasciarmi piangere, mamma.
Non diventerò più forte,
non diventerò più saggio.
Non ascoltare questi commenti,
i tuoi baci non mi vizieranno,
il tuo petto non mi renderà dipendente,
non lo faccio per disturbare.
Non lasciarmi piangere, mamma.
Posso solo fidarmi di te,
conosco solo la tua voce,
il tuo odore,
penso solo a te da quando sono uscito dalla tua pancia.
Non lasciarmi piangere, mamma
Non insegnarmi a consolarmi da solo,
non ne ho bisogno,
perché so che potrò sempre contare su di te.
Non ascoltarli.
Non mi vizi quando rispondi al mio pianto.
Non ti chiedo conforto di notte per disturbare,
ti cerco perché ho bisogno di te,
perché non capisco questo mondo in cui viviamo,
perché sto appena imparando ad amare.
Non insegnarmi da così piccolo a piangere,
a soffrire,
a sentire la solitudine.
Lo imparerò, te lo prometto.
Un giorno soffrirò davvero e il mio pianto non sarà per farmi prendere in braccio o per farmi allattare,
un giorno il mio pianto sarà da adulto
e non potrai consolarlo.
Quel giorno voglio ricordare giorni più semplici.
Giorni in cui i miei genitori mi baciavano
e solo con questo smettevo di piangere.
Quei giorni non tornano
e se non li ho mai avuti
non potrò ricordare.
(Dal web)

Il segreto delle Grandi Storie è che esse non hanno segreti. Le Grandi Storie sono quelle che abbiamo già sentito e che vogliamo sentire di nuovo. Quelle in cui possiamo entrare da una parte qualunque e starci comodi. Non ci ingannano con trasalimenti e finali a sorpresa. Non ci sorprendono con l’imprevisto. Ci sono familiari come le case in cui abitiamo. Come l’odore della pelle del nostro amante. Sappiamo in anticipo come vanno a finire, eppure le seguiamo come se non lo sapessimo. Allo stesso modo in cui sappiamo che un giorno dovremo morire, ma viviamo come se non lo sapessimo. Nelle Grandi Storie sappiamo chi sopravvive, chi muore, chi trova l’amore e chi no. E ciò nonostante vogliamo sentirle un’altra volta.
In questo consiste il loro mistero e la loro magia.
Da “Il Dio delle Piccole Cose” di Arundhati Roy.
(?Pinterest)

 

La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno ma dall’incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili.
– Carl Gustav Jung
(? Pinterest )

 

Il neoliberismo ha clamorosamente fallito. E purtroppo la crisi non è solo finanziaria. Diventerà presto anche crisi economica reale e ad essa dobbiamo aggiungere la crisi climatica, quella energetica, quella dell’acqua. Procedendo con un modello basato esclusivamente sulla ricerca del massimo profitto e di una crescita parossistica dei consumi saremo costretti a scontrarci inesorabilmente con i limiti dello sviluppo. Bisogna istituire nuove regole e reintrodurre nelle scelte dei governi i criteri della giustizia sociale e della solidarietà verso i più poveri e i più deboli all’ interno dei paesi e nei rapporti tra paesi. Dopo il crollo dell’ Urss gli Stati Uniti si sono sentiti dei vincitori ed hanno imposto al mondo le loro regole. Ora dovrebbe essere chiaro a tutti che quelle regole non hanno funzionato.
– Mikhail Gorbaciov
(? Web)

 

Il modo in cui trattiamo gli animali è l’ultima frontiera morale, l’ultima prova della nostra umanità, lo specchio attraverso il quale possiamo vedere più profondamente nelle nostre stesse anime.
– Bernard Elliot Rollin
(?da Pinterest)

 

[Nel nostro tempo e nell’ambiente civile della nostra società, i bambini vivono molto lontani dalla natura ed hanno poche occasioni di entrare in intimo contatto con essa o di averne diretta esperienza]
[La natura si è a poco a poco ristretta, nella nostra concezione, ai fiorellini che vegetano, e agli animali domestici utili per la nostra nutrizione, pei nostri lavori, o per la nostra difesa. Con ciò anche l’anima nostra si è rattrappita]
Maria Montessori
(Foto dal Web)


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