Charles Bukowski, lo scrittore che derise l’umanità.

«Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo!
Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no,
siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla…
»

Charles Bukowski, biografia e pensieri
Henry Charles Bukowski
, nato ad Andernach in Germania, il  16 agosto del 1920, è il più famoso scrittore e poeta underground in lingua inglese.
Massimo esponente della corrente letteraria denominata “Realismo sporco“, che prende vita negli Stati Uniti intorno agli anni ’70, conduce un’esistenza  fuori dagli schemi convenzionali negli ambienti più sordidi e malfamati degli Stati Uniti, dove la sua famiglia, proveniente dalla Germania, si trasferisce quando ha appena tre anni.
Il padre, spesso disoccupato nell’America della “Grande depressione“, viene descritto dallo stesso Charles manesco e ingiurioso. Picchia abitualmente il figlio e i suoi familiari, e  Charles teme di diventare come lui. O forse di essere già diventato simile al padre, come scrive nella poesia “I gemelli“:
«Allargo  le braccia come uno spaventapasseri al vento, ma non serve a  niente: non posso tenerlo in vita, non ha importanza quanto  ci odiassimo. Sembravamo identici, avremmo potuto essere  gemelli, il mio vecchio e io. Questo è quello che dicevano… Va  bene così. Concedeteci questo momento: in piedi di fronte a  uno specchio, con addosso l’abito di mio padre morto, aspettando anch’io di morire».
L’infanzia e l’adolescenza dello scrittore trascorrono in modo infelice; ridicolizzato dai coetanei per il marcato accento tedesco e gli abiti “da femminucce” che i genitori lo costringono ad  indossare, soffre per la sua timidezza e l’emarginazione dei compagni.
Inizia a bere a tredici anni, affogando nell’alcool la sua disperazione esistenziale. Più volte, nei suoi scritti, si evidenzia questa sua debolezza. Afflitto da una grave forma di acne, il suo viso resterà per sempre sfregiato, nonostante le numerose operazioni a cui si sottoporrà per nascondere quei segni indelebili di un animo precocemente colpito dalla durezza della vita.
Si diploma alla Los Angeles High School e inizia a seguire i corsi di arte, letteratura e giornalismo alla Los Angeles City College.
Per mantenersi agli studi, svolge numerosi lavori, dal lavapiatti al posteggiatore. Tuttavia non riesce a laurearsi e conduce una vita sregolata tra alcool e vagabondaggi. Proprio in quel periodo comincia a scrivere le prime poesie e racconti. Siamo negli anni ’40, e lo scrittore inizia ad avere qualche problema con la legge per renitenza al servizio di leva. Viene arrestato nel 1944 e dopo qualche giorno di prigione, sarà sottoposto ad alcuni esami che lo riterranno inidoneo al servizio militare.
Nel 1956 viene assunto come postino a Los Angeles e da tale esperienza, durata appena tre anni, trae ispirazione per il suo primo romanzo, “Post Office“, pubblicato nel 1971, dove appare per la prima volta quello che sarà il protagonista principale delle sue opere, Henry Chinasky, l’alter ego usato dallo scrittore. Unica eccezione il romanzo pubblicato dopo la sua morte, Pulp (1994)  Nel 1957 sposa una poetessa texana, Barbara Frye, direttrice della rivista Harlequin, che aveva già pubblicato alcune delle sue poesie. La coppia divorzia due anni dopo.

Charles Bukowski, biografia e pensieri

Ovunque vada la folla tu corri nella direzione opposta. La folla va sempre in direzione sbagliata.

A causa di tale separazione, lo scrittore, già ricoverato precedentemente per problemi legati all’alcool, ricomincia a bere e a scrivere poesie.
Riprende a lavorare come archivista di un ufficio postale nel 1960, ma due anni dopo la sua vita viene sconvolta dalla morte del suo grande amore, Jane Cooney Baker. Secondo molti critici è Jane la donna che ha ispirato la maggioranza della sua produzione letteraria.

Charles Bukowski, biografia e citazioni

Charles Bukowski insieme al suo primo grande amore, Jane Cooney Baker

Ha una figlia dalla nuova compagna Frances Smith, nel 1964, e qualche anno dopo lascia il lavoro alle poste perché riceve una proposta editoriale dalla Black Sparrow. Si dedica così a tempo pieno alla scrittura per cento dollari al mese e con la pubblicazione del suo primo romanzo, “Post Office”, comincia ad acquisire notorietà.
La sua vita sentimentale, dopo la morte dell’unica donna amata, è contraddistinta da una grande promiscuità sessuale, storie di poco conto e di breve durata che tuttavia gli forniscono materiale per i suoi libri.
Nel 1985, dopo una lunga relazione burrascosa, si sposa con Linda Lee Beighle che lo aiuta a diminuire il consumo di alcool.
Tre anni dopo si ammala di tubercolosi, ma continua a coltivare la sua passione per la scrittura.
Si spegne a San Pedro, dove si era trasferito con la moglie, il 9 marzo 1994, a causa di una leucemia fulminante ed il suo funerale viene celebrato con rito buddista, religione a cui si era avvicinato negli ultimi anni della sua vita.
Sulla sua lapide si può leggere la frase “Don’t Try” (Non provarci) rivolta agli aspiranti scrittori e poeti e tratta dalla sua bellissima poesia “Rotola i dadi“:

Charles Bukowski, biografia e citazioni

Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo.
Altrimenti non iniziare.
Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare
perdere ragazze, mogli,
parenti, lavori
e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare
non mangiare per 3 o 4 giorni,
 potrebbe significare
 gelare in una panchina nel parco,
 potrebbe voler dire prigione,
 potrebbe voler dire derisione,
 scherno, isolamento.
 L’isolamento è il regalo.
 Tutti gli altri sono
 per te una prova della tua resistenza,
 di quanto realmente desideri farlo.
 E lo farai,
 nonostante il rifiuto
 e le peggiori avversità.

E sarà meglio di qualsiasi altra cosa

tu possa immaginare.
Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo,
non ci sono altre sensazioni
come questa.
Sarai solo con gli dei
e le notti
arderanno tra le fiamme.
Fallo.
Fallo.
Fallo.
Fino in fondo.
Fino in fondo.
Guiderai la vita fino alla
risata perfetta.
È l’unico buon combattimento che c’è.

Charles Bukowski, biografia e pensieri

Tra le sue numerose opere bisogna menzionare “Confessioni di un codardo, “Taccuino di un vecchio  sporcaccione, “Storie di ordinaria follia, “A sud di nessun nord, “Factotum e il già menzionato “Post Office“.
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Incapace di relazionarsi positivamente con gli esseri umani, uno delle sue battute più frequenti è «Umanità mi stai sul cazzo».
Nei suoi scritti ritrae una galleria di personaggi che vivono ai margini della società: prostitute, alcolisti, individui disadattati, vagabondi, alienati e giocatori spregiudicati. Tutti personaggi che si aggirano come fantasmi in un mondo che li rigetta. La sua produzione rappresenta in modo realista la depravazione della vita urbana e la difficile esistenza degli oppressi nella società americana. Il suo linguaggio crudo e le immagini violente che emergono nelle sue pagine dividono tutt’oggi i critici ed è raro, se non impossibile, trovare un suo scritto in un libro di letteratura. Non pochi sono ancora i critici perbenisti che reputano volgare e offensivo lo stile di Charles Bukowski. La loro ottusa superficialità li ha resi incapaci di cogliere i messaggi sociali racchiusi nelle opere di questo grande scrittore.
Un messaggio scomodo in perfetta antitesi a quel tanto pubblicizzato “sogno americano” che Bukoswski infrange senza mezzi termini col mostrare in maniera cruda il disagio di chi non vuole sottomettersi a quei diktat di successo e competizione che annullano la peculiarità di ogni essere umano. E da quella società sfilacciata e disumana 
Bukowski fugge senza rimpianto alcuno usando uno stile aspro, scarno e diretto che predilige il linguaggio colloquiale, sovente ai limiti dello sgradevole ed anche percepibile fisicamente. Tatto, udito, olfatto, insomma tutti i nostri sensi sono coinvolti nella lettura delle sue opere estremamente originali.
L’elemento autobiografico è sempre presente in tutta la sua produzione e i suoi scritti descrivono la mostruosità degli ambienti degradati delle metropoli nordamericane. Della sua esperienza quotidiana tra i diseredati della società nascono dei romanzi crudi e grotteschi che ci colpiscono profondamente. Romanzi senza tempo che ritraggono l’abbrutimento e l’emarginazione di chi vive ai margini della società. Delle pareti scrostate e dei divani raccattati tra la spazzatura sembra essere investiti dal cattivo odore emanato da quelle baracche in cui si accampa quella parte della società senza voce, ma che conduce un’esistenza più significativa delle classi più agiate, come sottolinea lo stesso scrittore, con uno dei suoi più noti pensieri: «Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare».
Il “fenomeno Bukowski” irrompe in Europa con enorme successo, mentre resterà per lo più ignorato dai critici e lettori statunitensi. Le sue poesie, invece, gli recano grande notorietà negli Stati Uniti e ancora oggi i suoi versi vengono letti  e commentati nelle università americane.
Nonostante molti critici abbiano tentato di etichettare l’opera di questo grande scrittore, ritengo non si possa classificare un artista, e in modo particolare Charles, personaggio sui generis e trasgressivo che, nonostante il pessimismo con cui guarda il mondo, riesce a cogliere il lato comico di una vita insensata e molto dura, ma che in fondo vale la pena di vivere.
Per riderci su.
Qualche volta.
Indimenticabile il film a lui dedicato e interpretato superbamente da Mickey Rourke e Faye Dunaway, “Barfly“, del 1987, di cui ne scrive la sceneggiatura.

Un piccolo omaggio al grande “Hank“, scrittore maledetto che con autoironia e rabbia anarcoide porta avanti una protesta priva di qualsivoglia identità politica, attraverso una raccolta dei suoi pensieri e dei suoi versi più incisivi.

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Nella prossima vita voglio essere un gatto. Dormire venti ore al giorno e aspettare che ti diano da mangiare. Starsene seduti a leccarsi il culo. Gli umani sono dei poveretti, rabbiosi e fissati.
***
Come diavolo fai a dire che ami una persona sola, quando al mondo ce ne sono milioni che potresti amare molto di più, e la sola stronzata che ti fa parlare è il fatto che non le conoscerai mai nella tua vita… L’amore è una forma di pregiudizio, si ama ciò di cui si ha bisogno.
***
Credo che non viaggerò mai più. Viaggiare non è altro che una seccatura: di problemi ce ne sono sempre più che a sufficienza dove sei.
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Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.
***
La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida.
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Gente che va su e giù per le scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, le porte dei garage che si aprono schiacciando un pulsante. Poi vanno in palestra per smaltire il grasso.
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Il matrimonio, Dio, i figli, i parenti e il lavoro. Non ti rendi conto che qualsiasi idiota può vivere così e che la maggior parte lo fa?
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Il miglior lettore e il miglior essere umano sono quelli che mi fanno la grazia della loro assenza.
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L’anima libera è rara ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perché provi un senso di benessere quando le sei vicino.
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Attenti a quelli che cercano continuamente la folla, da soli non sono nessuno.
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E pensavo:
forse mi ci abituerò.
Non mi ci abituai mai.
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Charles Bukowski, biografia e citazioni
La differenza fra una democrazia e una dittatura è che in una democrazia prima voti e poi prendi ordini; in una dittatura non devi perdere tempo a votare.
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La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.
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La mia unica ambizione è quella di non essere nessuno, mi sembra la soluzione più sensata.
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Le feci tener su le scarpe coi tacchi alti. Sono un freak. Il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare. Gli psichiatri hanno un termine specifico per questo, ed io ho un termine specifico per gli psichiatri.
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L’incertezza della conoscenza non era diversa dalla sicurezza dell’ignoranza.
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L’individuo equilibrato è un pazzo.
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Non cerco mai di migliorarmi o di imparare qualcosa, rimango esattamente come sono. Non sono uno che impara, sono uno che evita. Non ho voglia di imparare, mi sento perfettamente normale nel mio mondo pazzo; non voglio diventare come gli altri.
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Tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla.
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Alcune persone non meritano il nostro sorriso, figuriamoci le nostre lacrime.
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Alcune persone non impazziscono mai. Che vite davvero orribili devono condurre.
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Il mondo sarebbe un posto di merda senza le donne. La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita. Ringraziale, coglione!
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Charles Bukowski, biografia e citazioni
Ovviamente è possibile amare un essere umano, se non lo si conosce abbastanza bene.
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Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.
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Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.
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Pensate a tutti i milioni di persone che vivono insieme anche se non gli piace, odiano il lavoro ma hanno paura di perderlo, non c’è da meravigliarsi se hanno la faccia che hanno.
***

Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
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Presi la bottiglia ed andai in camera mia. Mi spogliai tenni le mutande ed andai a letto: era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scultura, composizione, direzione d’orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d’azzardo, alcool, ozio, gelato allo yogurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta: Io l’avevo fatta da un pezzo la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano i fatti loro.
***
Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare.
***
Ero alla bancarotta, il governo era alla bancarotta, il mondo era alla bancarotta.
Ma chi cazzo li aveva, i fottuti soldi?
***
Roba da matti. La signora Morte era matta. Io ero matto. I piloti degli aerei erano matti. Non guardate mai il pilota. Salite a bordo e ordinate da bere.
***
Resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni e meno sono le chance più dolce è la vittoria.
***

Charles Bukowski, biografia e citazioniSii gentile

Ci viene sempre chiesto
di comprendere l’altrui
punto di vista
non importa quanto sia
antiquato
stupido o
disgustoso.

Uno dovrebbe
guardare
agli errori degli altri
e alle loro vite sprecate
con
gentilezza,
specialmente se si tratta di
anziani.

Ma l’età è la somma
delle nostre azioni.
Sono invecchiati
malamente
perché hanno
vissuto
senza mettere mai a fuoco,
hanno rifiutato di
vedere.

Non è colpa loro?
Di chi è la colpa?
Mia?

A me si chiede di mascherare
il mio punto di vista
agli altri
per paura della loro
paura.

L’età non è un crimine
ma l’infamia
di un’esistenza
deliberatamente
sprecata
in mezzo a tante
esistenze
deliberatamente
sprecate lo è.
***

Tanta gente urla la verità, ma senza stile è inutile, non serve.
***
Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: “Oh, è terribile quello che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda”. Poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz’anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.
***
Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice.
***
Pareva autentico. Ma tante cose paiono autentiche, come le lapidi.
***

Charles Bukowski, biografia e citazioni
Umanità, mi stai sul cazzo da sempre. Ecco il mio motto.
***
Ognuno di noi ha i suoi inferni, si sa. Ma io ero in testa, di tre lunghezze sugli inseguitori.
***
Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore. Io non son bravo con le parole. Direi però, dato che tutti ci s’adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza. È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell’ errore, vivendo in uno stato come d’intontimento o di paura. Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia.
***
Spero che la macchina parta. Spero che il lavandino non sia ingorgato. Sono contento di non essermi scopato una studentessa. Sono contento di avere problemi ad andare a letto con le donne che non conosco. Sono contento di essere un idiota. Sono contento di non sapere niente. Sono contento di non essere ancora morto. Quando mi guardo le mani e vedo che sono ancora attaccate ai polsi mi dico che sono un uomo fortunato.
***

Scrivere poesie non è difficile; è difficile viverle.
***
Perché bevo? Perché non riesco ad affrontare la vita quando sono sobrio.
***
Il genere umano ha molte debolezze, ma le due principali erano: incapacità di arrivare in orario e incapacità di mantenere le promesse.
***
Quel bar non lo aveva mai visto così pieno. Sulla via per l’inferno c’è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine.
***
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…Il mio cervello si chiude.
Ascolto. Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.

***
Avevo gli occhi tristi e le scarpe vecchie e nessuno mi voleva bene. Ma avevo da fare.
***

Charles Bukowski, biografia e citazioni
Sapete, a volte se un tipo non crede in quello che fa, se la cava molto meglio, perché è libero da implicazioni emotive.
***
Era un lavoro impossibile, come tanti altri. Ti ammazzavi di fatica e avresti voluto andartene, poi la fatica aumentava e ti dimenticavi di andartene, e i minuti non passavano mai, e ti sembrava di vivere intrappolato dentro un unico minuto, senza speranza, senza via di scampo, troppo inebetito per tagliare la corda e senza un posto dove rifugiarti se anche l’avessi fatto.
***
«Perché non ti trovi un lavoro decente?»
«Non ci sono lavori decenti. Se uno scrittore non riesce a campare creando, vuol dire che è morto»
«Oh, smettila, Carl! Al mondo ci sono miliardi di persone che non campano creando. Vuol dire che sono morte?»
«Sì»
***
A quanto pareva un uomo aveva solo un’alternativa, vivere una vita frenetica o diventare un barbone.
***

Sapevo che le code mi stavano uccidendo. Non riuscivo ad accettarle, al contrario di tutti gli altri. Tutti gli altri erano normali. Per loro la vita era bella. Potevano far la coda senza provare dolore. Potevano mettersi in coda e starci per sempre.
***
La gente è fortunata. Le piace tutto: coni gelati, concerti rock, cantare, ballare, odio, amore, masturbazione, panini col würstel, balli folk, Gesù Cristo, i pattini a rotelle, lo spiritualismo, il capitalismo, il comunismo, la circoncisione, i fumetti, Bob Hope, lo sci, la pesca, l’omicidio, il bowling, i dibattiti. Tutto. Non hanno molto, perché non si aspettano molto. Ma sono una grande banda.
***
Quando la morte verrà a pigliarci, […] ci sputerà via come un osso già spolpato e pulito da un pezzo, indurito e secco e… che cosa? E niente.
***
Lo sapevate che i gatti dormono venti ore su ventiquattro? Non c’è da stupirsi che abbiano un aspetto migliore del mio.
***
Mi scusi,” ha detto, “lei è Charles Bukowski?”
“Charles Darwin,” ho risposto e l’ho piantato lì.
***
Il mondo vivrebbe molto più facilmente senza libri che senza fogne. E ci sono posti sulla terra dove ce ne sono pochi degli uni e poche delle altre. Io naturalmente preferirei vivere senza fogne, ma io sono malato. Eppure mi alzo e mi sento un guscio vuoto.
***

Charles Bukowski, biografia e citazioni
Ci sono delle persone che devono sempre andare da qualche parte; andiamo in barca! Andiamo al cinema! Andiamo a scopare! Andate a cagare tutti quanti, dico sempre io, lasciatemi in pace qui.
***
Aveva desideri semplici: gli piaceva ubriacarsi più spesso possibile, da solo, e gli piaceva dormire lunghe ore e stare a casa, da solo. Un’altra stranezza di Martin Blanchard è che non si sentiva mai solo. Più riusciva a starsene lontano dalla razza umana, più si sentiva bene.
***
Ecco il problema di chi beve, pensai, versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.
***
«Mi sembri giù. Stai male?».
«La mia donna mi ha lasciato».
«Ne troverai un’altra e ti lascerà anche quella».
***
«Sei mai stato innamorato?»
«L’amore è per la gente vera».
«Tu sembri vero».
«La gente vera non mi piace».
«Non ti piace?»
«La odio».
***
Era come fare un lancio col paracadute — se non si apre non ci si può mica incazzare con qualcuno.
***
Allungai una mano, aprii il libro verso la metà e cominciai a leggere Guerra e Pace di Tolstoj. Niente di nuovo. Era ancora un brutto libro.
***

Charles Bukowski, biografia e citazioni
«La gente non ha bisogno di affetto. Quello di cui ha bisogno è il successo, in una forma o nell’altra. Magari successo in amore, ma non necessariamente.»
«La Bibbia dice, “Ama il prossimo tuo»
«Potrebbe anche voler dire lascialo in pace. Vado a comprare un giornale»
***
La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta ma per un po’ almeno non ti prende alla gola.
***
Come cazzo è possibile che ad un uomo piaccia essere svegliato alle 6.30 da una sveglia, scivolare fuori dal letto, vestirsi, mangiare a forza, cagare, pisciare, lavarsi i denti e pettinarsi, poi combattere contro il traffico per finire in un posto dove essenzialmente fai un sacco di soldi per qualcun altro e ti viene chiesto di essere grato per l’opportunità di farlo?
***
La poesia qualcosa vale, credetemi. Impedisce di impazzire del tutto.
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La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.
***

La maggior parte della gente non è preparata alla morte, alla propria o a quella di chicchessia. Ne sono scioccati, terrorizzati. È come una grossa sorpresa. Che diavolo, non dovrebbe esserlo. Io mi porto la morte nel taschino. A volte la tiro fuori e le parlo: “Ciao bella, come va? Quand’è che vieni a prendermi? Sono pronto”.
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La cosa migliore è essere soli ma mai veramente soli.
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A volte mi sento come fossimo tutti prigionieri di un film. Sappiamo le battute, sappiamo dove metterci, come recitare, manca solo la macchina da presa. Però non possiamo uscire dal film. Ed è un brutto film.
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Scarpe da lavoro | e io | dentro di loro | con tutte le luci | spente.
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Detesto i prati. Tutti hanno un prato con l’erba. […] E quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri, si diventa tutti gli altri.
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Prendi nota di questo principio e avrai finito di patire: è raro che una femmina abbandoni la sua vittima senza averne un’altra a portata di mano.
***

Charles Bukowski, biografia e citazioni

Il fatto è che prendere il culo e portarlo un po’ fuori da qui mi costringe a guardare l’Umanità e quando guardi l’Umanità devi PER FORZA reagire. È tutto troppo, un horror show continuo. Sì, laggiù mi annoio, sono terrorizzato, ma per il momento mi sento anche una specie di studioso. Uno studioso dell’inferno.
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Non amo particolarmente la gente. Più lontano ne sto e meglio mi sento.
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Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire.
***

Non è una gara. Non ho mai desiderato la fama o i soldi. Desideravo buttar giù le parole come volevo io, tutto qua. E dovevo buttarle giù, se no mi prendeva qualcosa che era peggio della morte. Le parole non come qualcosa di prezioso, ma come qualcosa di necessario.
***
Per essere uno scrittore istintivamente fai ciò che nutre te e le parole, che ti protegge contro la morte in vita. Per ognuno è una cosa diversa. E per ognuno è una cosa che cambia. Per me una volta significava bere tantissimo, bere fino a uscire pazzo. Mi affilava le parole, le portava fuori. E avevo bisogno di pericolo. Avevo bisogno di mettermi in situazioni pericolose. Con gli uomini. Con le donne. Con le automobili. Con il gioco. Con la fame. Con qualsiasi cosa. Nutriva le parole. Per decenni è stato così. Ora è cambiato. Ora ho bisogno di qualcosa di più sottile, di più invisibile. È una sensazione nell’aria. Parole dette, parole sentite. Cose viste. Qualche bicchiere mi serve sempre. Ma ora cerco le sfumature e le ombre. Le parole mi vengono da cose di cui sono quasi inconsapevole. Va bene. Ora scrivo porcherie di genere diverso. Qualcuno se n’è accorto.
“Hai sfondato il muro,” è ciò che mi dicono quasi sempre.
Capisco perfettamente quello che sentono. Lo avverto anch’io. Le parole sono diventate più semplici ma allo stesso tempo più calde, più scure. Mi alimento a nuove fonti. La vicinanza con la morte rinvigorisce. Ho tutti i vantaggi. Riesco a vedere e sentire cose che ai giovani sono nascoste. Sono passato dall’energia della gioventù a quella della vecchiaia.
***
Perché le persone interessanti sono così poche? Con tanti milioni, perché sono così poche? Dobbiamo continuare a vivere con questa specie noiosa e monotona? Sembra che il loro unico gesto sia la Violenza. In quello sono bravissimi. Brillano. Luccicore di merda, che ci ammorba ogni possibilità. Il problema è che devo continuare a interagire con loro. Almeno se voglio che le luci continuino ad accendersi, che mi riparino il computer, se voglio tirare lo scarico del cesso, se devo comprare le gomme nuove, farmi togliere un dente o farmi tagliare la pancia, devo continuare a interagire. Ho bisogno di quegli stronzi per le piccole necessità, anche se loro, in sé, mi fanno inorridire. E inorridire è una parola gentile.
Ma mi martellano la coscienza con i loro fallimenti in aree vitali. Tutti i giorni, per esempio, mentre vado alle corse continuo a sintonizzare la radio su stazioni diverse in cerca di musica, musica decente. È tutta brutta, piatta, senza vita, stonata, fiacca. Eppure alcune di queste composizioni si vendono a milioni e i loro creatori si considerano veri “artisti”. È porcheria, porcheria orribile che entra nella testa dei giovani. A loro piace. Cristo, dagli merda e mangeranno merda. Non sono capaci di distinguere? Non sono capaci di ascoltare? Non sentono che è sciacquetta, roba vecchia?
***
Charles Bukowski, biografia e citazioni
Pensate a tutte le persone che in vita loro non hanno mai sentito musica decente. Non c’è da meravigliarsi che le loro facce cadano a pezzi, non c’è da meravigliarsi che uccidano senza pensarci due volte, non c’è da meravigliarsi che non abbiano cuore.
***
Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Bene, ora si divora da solo.
***
Non ho mai trovato un vero amico. Con le donne, ogni volta era una nuova speranza, ma quello succedeva i primi tempi. Lo capii subito, smisi di cercare la “ragazza dei sogni”; me ne bastava una che non fosse un incubo.
***
Non so gli altri, ma io al mattino quando mi chino per allacciarmi le scarpe penso: Cristo Onnipotente, e ora? La vita mi fotte, non ce la intendiamo. Devo prenderla a piccole dosi, non tutta assieme.
***
L’uomo è la fogna dell’universo.
***
Le uniche persone che conoscono la pietà sono quelle che ne hanno bisogno.
***
Tutti gli scrittori sono dei poveri idioti. È per questo che scrivono.
***
“Il problema degli uomini che passano il tempo a ciondolare nei bar è che hanno un livello percettivo simile a quello del verme solitario.”
“Da cosa lo deduci?”
“Dal fatto che sono prigionieri di un rituale.”
“Che rituale?”
“Quello di far cattivo uso delle proprie energie.”
***
Le donne erano destinate a soffrire; non c’era da meravigliarsi che volessero sempre grandi dichiarazioni d’amore.
***
Ero dotato, sono dotato. A volte mi guardo le mani e mi rendo conto che sarei potuto diventare un grande pianista o qualcosa del genere. Ma che cos’hanno fatto, le mie mani? Mi hanno grattato le palle, hanno scritto assegni, hanno allacciato scarpe, hanno tirato la catena del water ecc. Ho sprecato le mani. E la testa.
***Charles Bukowski, biografia e citazioniVoglio dire, potrei essere chiunque, che importanza ha? Che cosa c’è in un nome?
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Mentre aspettavo ammazzai quattro mosche. Accidenti, la morte era dappertutto. Uomini, uccelli, belve, rettili, roditori, insetti, pesci, nessuno aveva la minima probabilità di sfuggirle. Li sistemava tutti. Non sapevo che cosa fare, al riguardo. Mi venne la depressione.
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Il giorno dopo mi recai alle Pompe Funebri Porto d’Argento a controllare la situazione. Un settore maledettamente redditizio, quello… niente periodi morti.
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Lo strizzacervelli non sapeva che l’attesa è una di quelle cose che fa impazzire la gente? La gente aspettava per tutta la vita. Aspettava per vivere, aspettava per morire.
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Non arrivavo da nessuna parte, e neanche il resto del mondo, per quello. Stavamo tutti in giro in attesa di morire e nel frattempo facevamo alcune cosette per riempire lo spazio. Certuni non facevano neanche le cosette. Eravamo delle verdure.
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Voglio dire, mettiamola così: voi immaginate che niente abbia un senso, ma non può essere che tutto sia così, perché vi rendete conto che non ha senso e questa vostra consapevolezza gli dà quasi un senso. Avete capito quello che intendo? Un pessimismo ottimistico.
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Anche un pochino di vita ti è cara, quando sei alla fine della vita.
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“Che differenza c’è fra poesia e prosa?”
“La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ci mette un bel po’.
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Ci vuole un certo dosaggio, fra solitudine e folla. Un certo equilibrio ecco il trucco, per non finire fra quattro pareti imbottite.
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Charles Bukowski, biografia e citazioni
Diventa bravo in qualsiasi campo, e ti crei subito dei nemici. I campioni vengono innalzati affinché la folla provi poi maggior gusto a vederli rotolare, battuti, fra la merda, e goda a subissarli di fischi.
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Il guaio di ogni aforisma, di ogni affermazione, è che può facilmente diventare una mezza verità, una fregnaccia, una bugia o un appassito luogo comune.
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Le due più grandi invenzioni dell’uomo sono il letto e la bomba atomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina.
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Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena.
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L’unico atto poetico necessario è la scrittura della poesia, e tutto quello che viene dopo è propaganda.
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S’incomincia a salvare il mondo salvando un uomo alla volta. Tutto il resto è magniloquenza romantica o politica.
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Solo un testa di cazzo ha una risposta per ogni domanda e una sporta di consigli.
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Charles Bukowski, biografia e citazioniDuemila anni di cristianità e che abbiamo ottenuto? Poliziotti che cercano di tener insieme una merda che va in putrefazione, e che altro? Guerre a non finire, bombardamenti, grassatori per le strade, rapine, gente accoltellata, tanti pazzi che ne hai perduto il conto, non ci fai più caso, lasci che vadano in scorribanda per le strade, in divisa da poliziotti, oppure no.
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La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo.
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Non posso dirvi perché dovessi bere così tanto prima di sbronzarmi. Forse per via della mia gran rabbia o del grande dolore, oppure perché mi mancava un pezzo del cervello-anima. Forse per via di tutte e due le cose.
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Essere molto malati ed essere morti sono condizioni molto simili agli occhi della società.
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Mi annoiano a morte quegli intelletti preziosi che devono dir diamanti ogni volta che aprono bocca. M’annoio a dover lottare per ogni alito di vento che faccia respirar la mente. Ecco perché mi sono tenuto lontano dalla gente per così tanto tempo. E adesso che vado in società, scopro che devo tornare nella mia caverna. Ci sono altre cose oltre alla mente: gli insetti, i palmizi, i macinini da pepe, e io terrò un macinino da pepe nella mia caverna. Così, allegria.
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Ecco di cosa avevano paura gli uomini. non solo di essere rinchiusi una volta per tutte. ma anche di non avere un solo amico. così, non meravigliatevi, pensai, una situazione così TI FA venire lo scagnazzo. ti può AMMAZZARE. il loro trucchetto semplice semplice è quello di farti entrare nella civiltà e di bloccarti dentro. di obbligarti ad aver tessere d’ogni tipo nel portafoglio. soldi. assicurazione. automobile. letto. finestra. cesso. gatto. cane. piante. strumenti musicali. certificato di nascita. cose con cui incavolarsi. nemici. seguaci. sacchi di farina. stuzzicadenti. culo non affetto da contagio. vasca da bagno. macchina fotografica. sciacqui per bocca. oh mio dio, ooo. serratura (tuffatici dentro, nuotaci dentro, grattagli la schiena) (tutto quel che avete – infilatevi nel cuore cose come un paio di pinze, ali di gomma, un cazzo di ricambio nella cassetta dei medicinali.
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Charles Bukowski, biografia e citazioni
Era bello. che fosse lei a stringermi. a lasciar perdere le parole.
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Ero troppo ubriaco per lamentarmi: sentivo solo il morso e la tristezza selvaggia di un’altra buona cosa persa per sempre.
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Mi sono trovato a camminare in un mare di fango sotto una pioggia fine e ho pensato, caspita, devi essere matto come dicono altrimenti perché continueresti a camminare in questo fango?
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Io vedo dove Brigitte Bardot s’è tagliata i polsi e ha preso delle pillole, ma come noialtri si arrangerà a continuare nonostante tutto.
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Mentre il mio spirito se ne va in macchina lungo il mare su strade sterrate rognose più tossiche di un sigaro scadente e mentre continuo ad andare solo e spensierato le case dei ricchi su in alto sembrano folli, annebbiate e atterrite sulle cime delle piatte montagne.
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Datemi la carica come a un giocattolo, fatemi cadere oltre il bordo del tavolino da caffè dove il cielo si butta in mare – verso l’ultima fine indicibile.
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Charles Bukowski, biografia, stile, opere e citazioni
È questa la nostra nuova civiltà: come gli uomini una volta vivevano sugli alberi e nelle caverne adesso vivono in automobile e sull’autostrada.
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Scrivo ancora. Nei primi quattro mesi di quest’anno ho scritto duecentocinquanta poesie. Sento ancora la follia scorrermi dentro, ma ancora non ho scritto le parole che avrei voluto, la tigre mi è rimasta sulla schiena. Morirò con addosso quella figlia di puttana, ma almeno le avrò dato battaglia. E se fra voi c’è qualcuno che si sente abbastanza matto da voler diventare scrittore, gli consiglio va’ avanti, sputa in un occhio al sole, schiaccia quei tasti, è la migliore pazzia che possa esserci, i secoli chiedono aiuto, la specie aspira spasmodicamente alla luce, e all’azzardo, e alle risate. Regalateglieli. Ci sono abbastanza parole per noi tutti.
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Eterna risorge sempre la speranza, come un fungo velenoso.
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Charles Bukowski, biografia e citazioni

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