Pensieri e immagini (Aprile – Maggio 2021)

“I giusti” di Jorge Luis Borges
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
(Ph Web)

Come
se si potesse
scegliere in amore.
Come
se non fosse un fulmine
che ti spezza le ossa
e ti lascia
lungo disteso
in mezzo al cortile.
– Julio Cortázar
(ohsolovelyobsessions.tumblr.com)   

Non c’è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.
La morte
è sempre in ritardo di quell’attimo.
Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.
– Wislawa Szymborska
(Foto di Kylie Woon)

Lei non lo vide mai più, dopo quella notte. E tu, nonna come lo sai? Perché io ero là… Potevi andare lassù, potresti ancora. Perché non vai? No tesoro mio, ora sono diventata vecchia, preferisco che lui mi ricordi com’ero una volta. Come fai a sapere che lui è ancora vivo? Non lo so, non ne sono sicura ma io credo che lo sia. Vedi, prima che lui venisse in questa città la neve non era mai caduta, ma dopo il suo arrivo è caduta. Se ora lui non fosse lassù, non credo che nevicherebbe così. A volte può vedermi ancora ballare tra quei fiocchi. Da “Edward Mani di Forbice” (Ph Web)

Esiste una rabbia che non ha niente a che fare con la cattiveria.
È il ruggito di chi sta difendendo la propria fragilità.
– Orianna Fallaci
(Ph Web) 

Il rimpianto è un tipo di dolore molto particolare; di fronte ad esso siamo impotenti. È come una finestra che si apra di sua iniziativa: la stanza diventa gelida e noi non possiamo fare altro che rabbrividire. Ma ogni volta si apre sempre un po’ meno, finché non arriva il giorno in cui ci chiediamo che fine abbia fatto.
– Arthur Golden
(Ph deviantart.com)

Io e la gente ci capiamo pochino, alle feste preferisco la solitudine, per riempirmi la serata bastano due gatti che giocano sul tappeto.
– Anna Magnani
(Ph Web)

Se io potessi vivere nuovamente la mia vita
nella prossima cercherei di commettere più errori.
Correrei più rischi, viaggerei di più, scalerei più montagne,
contemplerei più tramonti e attraverserei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono stato,
avrei più problemi reali e meno problemi immaginari.
Da “Istanti” di Jorge Luis Borges.
(findingjules.com)

Alle ragazze dalle labbra rosa e dal piede leggero, a tutte quelle come me, che non son più ragazze, ma credono che esista ancora un posto per provare ad esserlo, che ridono spostando il capo ed accendendo gli occhi, che hanno ancora un sasso stretto dentro al pugno da lanciare, che aspettano una sfida e una scommessa ancora da vincere.
-Karen Blixen
(Ph Web)

A dire la verità sono una nostalgica,
che vorrebbe sempre fermare il tempo.
-Banana Yoshimoto
(“Moon Night” photography by Gennadiy Dneprov)

Vivo in quella solitudine che è penosa in gioventù, ma deliziosa negli anni della maturità.
Albert Einstein
(Ph Web)

Qui
vivono per sempre
gli occhi che furono chiusi alla luce
perché tutti
li avessero aperti
per sempre
alla luce
Giuseppe Ungaretti, “Per i morti della Resistenza”.
(Ph Web)

Quando si fa il pieno di realtà, ci si deve rifornire di sogni.
– Edvania Paes
(Foto di Jerry Uelsmann)

A volte devi indietreggiare di uno o due passi, riconsiderare, staccare per un mese. Non fare niente, non volere niente. La pace è fondamentale, il ritmo è fondamentale. Qualsiasi cosa tu voglia non l’avrai provandoci con troppa insistenza.
Charles Bukowski
(Ph Web)

L’amicizia non fa sconti, è un sentimento onesto: restituisce tutto ciò che si è seminato.
– Paolo Crepet
(imickeyd.tumblr.com)

Rammaricarsi delle esperienze fatte vuol dire arrestare il proprio sviluppo; negarle equivale a mettere una menzogna sulle labbra della nostra vita. Sarebbe come rinnegare l’anima.
– Oscar Wilde
(Foto di Rodney Smith)

“Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine o un odore o un suono che poi non te lo toglie più. E quella lì era la felicità.”
– Alessandro Baricco
(Ph Web)

La poesia è un mucchietto di neve
In un mondo col sale in mano.
La poesia è amputazione.
Scrivere è annusare
la rosa che non c’è.
– Franco Arminio
(Foto dal Web)

Dobbiamo aver cura delle persone leali, sensibili e attente.
Quelle che intuiscono come stai solo dal tono di voce
o dalle parole di un messaggio.
Sono le persone più preziose in assoluto, sono rarissime e bisogna meritarle.
(oprisco su flickr)

Chi ha cuore vive molte più vite e muore tutte le volte che qualcun altro soffre.
– Fabio Privitera
(Foto di Elizabeth Gadd)

“Si arriva ad un’età, con fatica e un sacco di errori, in cui non si sente più il bisogno di spiegare nulla di sé. Non si regala più il libretto d’istruzioni, non si deve dimostrare niente a nessuno. Non serve l’approvazione altrui.
Non si entra in competizione, non si vuole piacere per forza, non si ha più paura di dire no, quando è necessario. Si accetta di deludere ed essere delusi, si prende atto che, a volte, è anche colpa nostra idealizzare troppo. Si diventa semplicemente grandi o più simili a se stessi. Che poi magari non è un traguardo, ma mi piace credere che sia così.”
Da Tumblr

Nella vita ho incontrato persone interessantissime e confrontato punti di vista. Più di tutto ho osservato. Aeroporti, comportamenti, malinconie. Ho imparato che le categorie sono la cosa più stupida che esista. Ho visto intellettuali volgarissimi, geni e tassisti filosofi.
– Franco Battiato
(Ph Web)

La sola arte di cui mi accontento è quella che, elevandosi dall’inquietudine, tende alla serenità.
André Gide
( Foto di Elizabeth Gadd )

«Lei stessa a volte si meravigliava delle ipotesi atroci che le passavano per la testa, e intanto bisognava continuare a sorridere, sentirsi ripetere che era felice, fingere di esserlo, lasciarlo credere».
Gustave Flaubert, “Madame Bovary”.
(Ph Web “Madame Bovary” film, 2014)

Ho un debole per te. Si, dico a te. Che ami il tuo disordine, perché ti fa sentire viva. Che dove non hai scelta, scegli di essere felice. Che ami la tua parte sbagliata senza averne paura. Che non sei mai arrivata prima, ma va bene lo stesso. E perdi la testa per le persone leggere, quelle con l’anima di traverso. Con il cuore stonato che gli respira dentro. Ho un debole per te. Che parli al mare dei tuoi sogni e dei tuoi guai, che scrivi poesie quando sei ubriaca, che resti accanto ad un amico che ha bisogno. Che fai l’Amore solo quando Ami e non ti chiedi più cosa ne pensano gli altri. Ho un debole per te che quando sei nel letto chiudi gli occhi e speri di non farti male.
Che resti ciò che sei. E forse anche se non lo dici mai, un po’ lo sai anche tu, di essere speciale.
– Andrew Faber
(cristianaapostol.deviantart.com)

“C’è un momento preciso in cui le persone mi cadono dal cuore. Può sembrare strano, forse impossibile, eppure certe persone cadono, escono fuori; perdono il posto che, prima di quel momento, gli era appartenuto.
Non le spingo, non le caccio via, cadono e basta.
Non è vero che certe persone restano nel cuore per sempre. Le persone che mi restano nel cuore sono quelle che mi hanno fatto del bene, anche se poi per mille motivi giusti o sbagliati che siano, i rapporti finiscono.
Quelle che mi feriscono, che fanno il possibile per farmi a pezzi, che non sono capaci di essere buone, alla lunga cadono.
Forse ci metto anche più tempo di quanto dovrei. Forse.
Ma, sono una che da mille possibilità, che ci prova, che ci crede. Poi, però, alcune mi cadono. E so che nel mio cuore non entreranno mai più.” (Cit.)
(Foto dal web)

La memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni.
– Primo Levi
(Foto di Greg e Chrystal Mimbs)

Mi piacciono i lupi,
creature solitarie
ma capaci di integrarsi nel branco
e di sacrificarsi per esso.
Liberi, indipendenti,
mai addomesticabili.
Eterni ribelli,
occhi luminosi e fieri
che profumano di foresta,
che conoscono i cicli della luna
e si fanno guidare
dalla musica del vento.
Lunga vita agli indomiti lupi.
Liberi e ribelli.
Indomabili.
– Agostino Degas
(Foto dal web)

Camminerò
Con il cuore colmo di vita e di amore camminerò.
Felice seguirò la mia strada.
Felice invocherò le grandi nuvole cariche d’acqua.
Felice invocherò la pioggia che placa la sete.
Felice invocherò i germogli sulle piante.
Felice invocherò polline in abbondanza.
Felice invocherò una coperta di rugiada.
Voglio muovermi nella bellezza e nell’armonia.
La bellezza e l’armonia siano davanti a me.
La bellezza e l’armonia siano dietro di me.
La bellezza e l’armonia siano sotto di me.
La bellezza e l’armonia siano sopra di me.
Che la bellezza e l’armonia siano ovunque,
sul mio cammino.
Nella bellezza e nell’armonia tutto si
compie.
Tratto dal ‘Canto della Notte dei Navaho’.
(‘Saucer Magnolia’ di Judith Mcmillan)

Parlo della bellezza. Non ci si mette a discutere su un vento d’aprile. Quando lo si incontra ci si sente rianimati.
– Ezra Pound
(Foto dal web)

Esistono procedimenti magici che aboliscono le distanze di spazio e tempo: le emozioni.
Simone De Beauvoir
(Foto dal web)

Perdere chi non conosce rispetto
è un grandissimo guadagno.
– Antonio De Curtis
(Foto di Gregory Colbert)

Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo.
– (The Butterfly Effect)
(Da Pinterest)

Anche i piccoli libri hanno il loro destino.
– Terenziano Mauro
(“The Stories of Our Lives” by Tracy Lundgren)

S’impara col tempo che il tempo è prezioso. Che a dire meno, si dice di più.
– Proverbio giapponese
(Foto dal web)

E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita.
Hermann Hesse – Siddharta
(Foto dal web)

Le cortesie più piccole
– un fiore o un libro –
piantano sorrisi come semi
che germogliano nel buio.
Emily Dickinson
(Foto dal web)

Se guardi una persona negli occhi entri in lei.
– Osho
(“Mermaid” by Malene Reynolds Laugesen)

La grazia, più bella ancora che la bellezza.
– Jean de La Fontaine
(Art : Lushpin Evgeny)

Citazione tratta dal film ” Nomadland”.

Fuggiremo il riposo
Fuggiremo il sonno
Supereremo in velocità l’alba e la primavera
E prepareremo giorni e stagioni
A misura dei nostri sogni.
Paul Éluard
(Foto dal web)

“Il cielo era così infinito che a guardarlo fisso dava le vertigini.”
– Murakami Haruki
– Screenshot dal film ” Nomadland”

l passato non è passato, nel cuore delle madri: è presente.
– Alberto Jacometti
(Foto dal web)

E non è vero che ci si abitua,
si è sempre più stanchi,
semplicemente.
Charles Bukowski
(Pinterest)

(Illustr

‘Temono l’ amore perché crea un mondo che non possono controllare’
George Orwell
(Illustrazione di Cynthia Decker)

Gli occhi di un gatto sono due finestre
dietro le quali una divinità misteriosa
ci osserva in silenzio.
– Fabrizio Caramagna
(Foto dal web)

Un silenzio può essere incontenibile quanto una risata. E può accumularsi, come fiocchi di neve senza peso. Può far crollare un soffitto.
– Jonathan Safran Foer
((Foto di Pavel Tereshkovets)

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infine volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E’ qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l’altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia.
E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. E’ una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. E’ il tuo sangue, e anche sangue di altri.
Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”.
– Kafka sulla spiaggia , Murakami Haruki.
(Katherine Hepburn, foto dal web)

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