Paul Éluard _ La liberazione surrealista

«Sono nato per conoscerti | Per chiamarti | Libertà».
paul eluard la liberazione dell'inconscio
Paul Éluard ( pseudonimo di Eugène Grindel) è considerato uno dei maggiori esponenti del movimento surrealista.
La sua lirica trae ispirazione dal dinamismo di Whitman e dalla musicalità di Verlaine. L’incontro con il movimento surrealista gli dona l’opportunità di una rilettura più profonda della parola scritta che deve dare ampio spazio alla parte irrazionale dell’uomo. Paul riesce ad innovare la poesia senza tuttavia tradire la tradizione; la sua genialità si esprime proprio nell’armonia di una lirica originale nata dalla fusione tra  il patrimonio culturale classico e l’avanguardia surrealista. Éluard studia la poesia celata nei proverbi e nelle comuni espressioni popolari riuscendo ad edificare un linguaggio lirico lineare e diretto, che manifesta in poche parole la relazione tra l’uomo ed il mondo dell’immaginazione e dell’istinto.
La tematica centrale della sua produzione è l’amore, cui il poeta attribuisce un’enorme rilevanza. L’amore diventa un valore irrinunciabile e supremo in grado di sconfiggere la solitudine.
Nato a Saint Denis il 14 dicembre del 1895 da una famiglia della piccola borghesia, sin da bambino si mostra cagionevole di salute e a sedici anni è costretto a trascorrere quattordici mesi in un sanatorio svizzero a causa di un attacco di emottisi. Durante la permanenza nel sanatorio comincia a scrivere le prime poesie le cui tematiche inizialmente si ispirano solo all’amore. Lì conosce Gala, una ragazza russa che diventerà poi sua moglie.
Nel 1914, dimesso dall’ospedale, torna a Parigi, dove la sua famiglia si è trasferita, ed è costretto ad arruolarsi in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale. L’esperienza della guerra lo segnerà profondamente e il trauma scaturito da uno degli atti più insensati commessi dall’uomo gli ispirerà dei versi in cui emergerà il suo spirito pacifista.

Nusch e Paul Éluard

Nusch e Paul Éluard

Nel 1929 conosce Maria Benz, detta “Nusch“, e la crisi che da tempo investiva il suo rapporto con Gala sfocia in rottura.
Gala lo lascerà per unirsi al pittore Salvador Dalì ed il poeta si legherà a Nusch, che gli sarà accanto fino alla sua prematura morte.
Paul segue con dolore le vicende che precederanno l’avvento del nazismo in Germania e del franchismo in Spagna.
Prende le distanze dal partito comunista, ma non abbraccia totalmente la posizione di orientamento trotzkista dei surrealisti, rifiutando di sottoscrivere un manifesto di ribellione alla politica sovietica.
Dopo l’occupazione tedesca la sua poesia si tramuterà in impegno politico e i temi che caratterizzeranno i suoi versi toccheranno la tragicità dell’esistenza umana.
S’iscriverà nuovamente al Partito Comunista, dopo aver partecipato attivamente alla Resistenza, apportando il suo contributo con versi e trasmissioni radiofoniche clandestine. Risale a questo periodo la sua poesia più famosa, “Libertà“. Il suo impegno politico proseguirà con la composizione di versi e viaggi nei paesi dell’Est.
Un attacco di cuore lo stroncherà il 19 novembre del 1951.
Insieme a Breton e Aragon, Paul Éluard è uno dei fondatori del Surrealismo, movimento che trae ispirazione dagli studi di Freud e di Marx. Il teorico di tale corrente, che influenzerà in modo decisivo ogni ambito culturale, il già sopra menzionato, Andrè Breton, sostiene che il surrealismo, nell’arte, deve esprimere immediatamente l’inconscio, concepito come un luogo in cui reale e immaginario, passato e presente si uniscono senza contraddizione alcuna. Da qui sorge la proposta di una scrittura che obbedisca ai movimenti profondi dell’io con lo scopo di penetrarne la realtà più remota. E l’artista deve seguire le libere e casuali associazioni dell’inconscio.
Mediante il Surrealismo si giunge a quella realtà superiore (la surrealtà) in cui si armonizzano i due momenti più significativi del pensiero umano: la veglia e il sogno. Ma poiché il sistema sociale e politico reprime tale esigenza e pretende lavoro e disciplina, la liberazione dell’inconscio può avvenire seguendo un programma politico che si discosta dall’iniziale anarchismo e si avvicina al comunismo.

Tra le raccolte di Paul Éluard bisogna ricordare “Morire di non morire” (1924), “L’amore la poesia” (1929), “La vita immediata“, “Gli occhi fertili“(1936), “Corso naturale” (1938), “Poesia e verità” (1942) e “Poesia ininterrotta” (1946).
Di seguito alcune sue poesie.

Ritratto di Paul Éluard di Salvador Dalì

Ritratto di Paul Éluard di Salvador Dalì

Libertà

Sui miei quaderni di scolaro
Sui miei banchi e sugli alberi
Sulla sabbia e sulla neve
Io scrivo il tuo nome

Su tutte le pagine lette

Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome

Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome

Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull’eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome

Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome

Su tutti i miei squarci d’azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome

Sui campi sull’orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome

Su ogni soffio d’aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome

Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell’uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome

Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome

Sui sentieri ridestati

Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome

Sul lume che s’accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome

Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome

Sul mio cane goloso e tenero

Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome

Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull’onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome

Sui vetri degli stupori

Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome

Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome

Sull’assenza che non desidera
Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome

Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome

E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà.

***

Paul Éluard ritratto da Pablo Picasso

Paul Éluard ritratto da Pablo Picasso

Quei tuoi capelli

Quei tuoi capelli d’arance nel vuoto del mondo,
Nel vuoto dei vetri grevi di silenzio e
D’ombra dove con nude mani cerco i tuoi riflessi,

Chimerica è la forma del tuo cuore
E al mio desiderio perduto il tuo amore somiglia.
O sospiri di ambra, sogni, sguardi.

Ma non sempre sei stata con me, tu. La memoria
Mia oscurata è ancora d’averti vista giungere
E sparire. Ha parole il tempo, come l’amore.
***
In pena

In pena per un cielo infranto
per la pioggia che ci bagnerà
vado pensando alla gioia grande
che se vorremo ci prenderà.

Tra dovere ed inquietudine
esita questa vita rude.
(È una molto grande pena
confessarlo, ora)

Qui ogni cosa odora d’erba.
Su tutto il cielo, in cielo, il volo delle rondini
ci distrae, ci fa pensare…
Io penso una speranza quieta.
***
Senza rancore

Lacrime dalle palpebre, dolori dei dolenti,
dolori che non contano e lacrime incolori.
Non chiede nulla, lui, non è insensibile,
triste nella prigione e triste quand’è libero.

È un tempo tetro, è una notte nera
da non mandare in giro neanche un cieco. I forti
siedono, il potere è in pugno ai deboli,
e in piedi è il re, vicino alla regina assisa.

Sorrisi e sospiri, insulti imputridiscono
nella bocca dei muti e negli occhi dei vili.
Non toccare nulla! Qui brucia, là arde;
codeste mani son per le tasche e le fronti.

Un’ombra…
Tutta la sciagura del mondo
e il mio amore addosso
come una bestia nuda.
***

paul eluard la liberazione surrealista

Paul Eluard e Nusch

Nusch

Sentimenti visibili
vicinanza leggera
chioma di carezze.

Senza ombre né dubbi
dai gli occhi a quel che vedono
visti da quel che guardano.

Fiducia di cristallo
tra due specchi
ti si perdono gli occhi nella notte
per unire desiderio e risveglio.
***

Non verremo alla meta ad uno ad uno,
ma a due a due. Se ci conosceremo
a due a due, noi ci conosceremo
tutti, noi ci ameremo tutti e i figli
un giorno rideranno
della leggenda nera dove un uomo
lacrima in solitudine.
***

Gabriel Péri

Un uomo è morto e aveva a sua difesa
Solo le braccia che apriva alla vita
Un uomo è morto e aveva per sua via
Solo quella dove s’odiano i fucili
Un uomo è morto e continua la lotta
Contro morte contro silenzio

Perché tutto quel che volle
Anche noi l’abbiamo voluto
Noi lo vogliamo oggi
Che la gioia sia luce nel fondo
Degli occhi nel fondo del cuore
E la giustizia sul mondo

Ci sono parole che fan vivere
E sono parole innocenti
Il nome calore il nome fiducia
Giustizia amore e la parola libertà
Il nome  figlio e il nome gentilezza
Certi nomi di fiori certi nomi di frutti
La parola coraggio la parola scoprire

E il nome fratello e il nome compagno
E certi nomi di luoghi e paesi
E certi nomi di donne e d’amici
E con questi Péri
Péri è morto per quel che ci fa vivere
E diamogli del tu gli hanno spezzato il petto
Ma grazie a lui ci conosciamo meglio
E diamoci del tu la sua speranza è viva.
***
Sorelle di speranza

Sorelle di speranza o donne coraggiose
Contro la morte avete stretto un patto
Quello di unir le virtù dell’amore

Sopravvissute sorelle
Vi giocate la vita
Perché la vita vinca

Vicino è il giorno o mie sorelle di grandezza
Che delle parole guerra e miseria noi rideremo
Di quanto fu amarezza nulla resisterà

Ogni viso avrà diritto alle carezze.
***

paul eluard la liberazione surrealista

Paul Eluard e Pablo Picasso

Compagni minatori

Compagni minatori io ve lo dico qui
Non ha senso il mio canto se non siete nel giusto
Se l’uomo ha da morire senz’aver la sua ora
Bisogna che i poeti siano i primi a morire.
***

La vittoria di Guernica

1
Bel mondo di tuguri
Di miniere e di campi

2
Visi buoni al fuoco visi buoni al freddo
Ai rifiuti alla notte agli insulti alla frusta

3
Visi buoni a tutto
Ecco il vuoto vi fissa
La vostra morte servirà d’esempio

4
Morte cuore rovescio

5
Vi hanno fatto pagare il pane
Il cielo la terra l’acqua il sonno
E la miseria
Della vostra vita.
***

Parlare senza avere niente da dire

parlare…
senza avere niente da dire
comunicare
in silenzio
i bisogni dell’anima
dar voce
alle rughe del volto
alle ciglia degli occhi
agli angoli della bocca
parlare
tenendosi per mano
tacere…
tenendosi per mano
***

T’amo per tutte le donne che non ho conosciuto

T’amo per tutte le stagioni che non ho vissuto
Per l’odore d’altomare e l’odore del pane fresco
Per la neve che si scioglie per i primi fiori
Per gli animali puri che l’uomo non spaventa
T’amo per parlare
T’amo per tutte le donne che non amo
Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco
Senza di te non vedo che un deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore
Non ho potuto rompere il muro del mio specchio
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica
T’amo per la tua saggezza che non è la mia
Per la salute
T’amo contro tutto quello che ci illude
Per questo cuore immortale che io non posseggo
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che mi inebria
Quando sono sicuro di me.
***

paul eluard la liberazione surrealista

Nusch” di Dora Maar.


La curva dei tuoi occhi

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
Ruota un mondo di danza e di dolcezza,
Nimbo del tempo, arca notturna e fida,
E non tutto so più quel che ho vissuto
Perché non sempre gli occhi tuoi m’han visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
Canne del vento, risa profumate,
Ali che il mondo coprono di luce,
Navi che il cielo recano ed il mare,
Caccia dei suoni e fonti dei colori,

Profumi schiusi da un nido di aurore
Sempre giacenti sulla paglia d’astri,
Come la luce vive d’innocenza
Il mondo vive dei tuoi occhi puri
E va tutto il mio sangue nei tuoi sguardi.
***

Anche quando dormiamo

Anche quando dormiamo vegliamo l’uno sull’altro
E questo amore più greve del frutto maturo di un lago
Senza riso e senza pianto dura da sempre
Un giorno dopo l’altro una notte dopo di noi.
***

Ti guardo e il sole cresce
Presto ricoprirà la nostra giornata
Svegliati cuore e colori in mente
Per dissipare le pene della notte
Ti guardo tutto è spoglio
Fuori le barche hanno poca acqua
Bisogna dire tutto con poche parole
Il mare è freddo senza amore
E’ l’inizio del mondo
Le onde culleranno il cielo
E tu vieni cullata dalle tue lenzuola

Tiri il sonno verso di te
Svegliati che io segua le tue tracce
Ho un corpo per attenderti per seguirti
Dalle porte dell’alba alle porte dell’ombra
Un corpo per passare la mia vita ad amarti
Un corpo per sognare al di fuori del tuo sonno
***
L’abitudineLe mie amichette sono tutte gobbe:adorano la loro madre.
I miei animali son tutti vincolanti,
hanno piedi di mobile
e mani di finestra.
Il vento si sforma,
gli serve un abito su misura,
smisurato.
Ecco perché
dico la verità pur senza dirla.

***

Bisogna proprio crederci

I giochi di questi bambini curiosi che sono i nostri
Giochi semplici che incantano i loro occhi
Pieni di una febbre che li avvicina e li allontana
Dal mondo in cui sognamo di far posto agli altri

I giochi di nuvole e d’azzurro
Di cortesie e di scorribande alla stregua di un cuore
futuro
Che non avrà mai colpe
Gli occhi di questi fanciulli che sono i nostri occhi
di un tempo

Avremmo incanti quanti mai ne ebbero le fate.
***
…ci sono parole che fanno vivere, una di queste è la parola compagni.
***

Nel mio dolore
 
Nel mio dolore nulla è in movimento
Di quello che io stesso sono stato
Attendo nessuno verrà
Né di giorno né di notte né mai più
I miei occhi si sono separati dai tuoi occhi
Perdono fiducia perdono la luce
La mia bocca si è separata dalla tua bocca
La mia bocca si è separata dal piacere
E dal senso dell’amore e dal senso della vita
Le mie mani si sono separate della tue mani
Le mie mani lasciano sfuggire tutto
I miei piedi si sono separati dai tuoi piedi
Non avanzeranno più non ci sono più strade
Non conosceranno più né il peso né il riposo
Mi è concesso di veder finire la mia vita
Con la tua
La mia vita è in tuo potere
che ho creduto infinita
E l’avvenire la mia sola speranza è il mio sepolcro
Identico al tuo circondato da un mondo indifferente
Ero così vicino a te che ho freddo vicino agli altri.
***
N.B. Le immagini e il video sono stati reperiti nel web e quindi considerati di pubblico dominio. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al seguente indirizzo lacapannadelsilenzio@yahoo.it e saranno immediatamente rimossi.
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