Pensieri e immagini (Luglio 2021)

[L’innocente piacere di vivere per vivere]
Quanto a me, voglio continuare a vivere fino all’ultimo respiro non con la certezza o l’obbligo di individuare altrove un buon posto, ma perché la mia sola gioia consiste nel restare con i miei nel cammino che sale.
– George Sand
(“Ritratto di George Sand” di Eugène Delacroix)

Conquistare l’amicizia di un gatto non è facile; è un animale filosofo, saggio, abitudinario che non ripone a caso i suoi affetti.
– Théophile Gautier
(Immagine reperita nel web)

 

Felice è la semplicità che ignora le biforcazioni del dubbio, ma più selvaggia e più virile è la felicità che fiorisce ai margini degli abissi.
– Ernst Jünger
Ph Pinterest

 

Quando si varca l’arco di ingresso al tempio dei sogni, lì, proprio lì, c’è il mare.
– Luis Sepúlveda
(Ph Pinterest)

 

“La vita non finisce
È come il sogno “
– Franco Battiato
Foto privata e dedicata al mio adorato Coco che ora è in un altro sogno. ❤️

 

Guarda le piccole cose perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi.
– Jim Morrison
(Da mexi-photos)

 

Si chiama nostalgia, e serve a ricordarci che per fortuna siamo anche fragili.
– Cesare Pavese
(Foto da Pinterest)

 

Come la realtà fisica, anche quella psichica non è necessariamente ciò che appare.
Sigmund Freud
(Ph Pinterest)

 

Mi capitava di ridere senza motivo in classe e la maestra, la signorina Piromallo, s’indispettiva tanto che un giorno mi disse che voleva parlare con “un adulto di casa”.
Disse proprio così, e io le portai nonno che venne col cappello e se lo mise in grembo prima di disporsi all’ascolto di ciò che la maestra aveva da dire.
Lei mi accusò, s’indignò, pretese scuse e pentimento.
Lui annuì con la testa e poi le fece notare che il mandorlo del giardino della scuola era in fiore.
“E cosa c’entra?” chiese la Piromallo.
“Lei non trova strano che nonostante questo aprile piuttosto freddo il mandorlo sia fiorito lo stesso?” Rispose nonno continuando a guardare l’albero in boccio.
“Affatto. È nella natura dell’albero fiorire in primavera e comunque non è così freddo da impedirlo. Siamo nella norma direi.” concluse lei con quella voce stridula che ancora ricordo.
“Bene” disse nonno alzandosi e prendendomi per mano.
“Anche il sorriso di mia nipote fiorisce nonostante il freddo che avverto qui dentro. Com’è giusto che faccia un’anima giovane che impara ad essere felice. Quindi direi che siamo nella norma. I miei ossequi signorina Piromallo”.
Camminammo in silenzio fino a casa, poi sulla porta nonno mi fece promettere di non addormentarmi mai senza aver sorriso almeno dieci volte al giorno.
E io glielo promisi.
-Milena Maggio
(Foto dal web)

 

Amo la tenerezza. È la chiave dell’amore.
Quello che resta quando finisce il fuoco del sesso.
– Raffaella Carrà
(Foto Pinterest)

 

“Non c’era bisogno della pandemia per capire che la vicenda umana si svolge dentro la dimensione del pericolo e che non c’è modo di immunizzarsi. Bisogna arare il tremore, seminarvi dentro la nostra voglia di essere qui e di vedere con gli occhi aperti che cosa enorme è ogni giornata, qui nella crepa del mondo.”
– Franco Arminio
(Foto dal web)

 

Uomo libero, sempre amerai il mare!
È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima
nell’ infinito muoversi della sua lama.
E il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Charles Baudelaire
(Foto dal web)

 

Cinque sono le cose che si rimpiangono mentre si sta per morire, le uniche reali di una vita:
La prima sarà non aver vissuto secondo le nostre inclinazioni ma prigionieri delle aspettative altrui.
Cadrà la maschera di pelle con la quale ci siamo resi amabili, o abbiamo creduto di farlo. Ed era la maschera creata dalla moda, dalle false attese nostre, per curare magari il risentimento di ferite mai affrontate. La maschera di chi si accontenta di essere amabile. Non amato.
Il secondo rimpianto sarà aver lavorato troppo duramente, lasciandoci prendere dalla competizione, dai risultati, dalla rincorsa di qualcosa che non è mai arrivato perché non esisteva se non nella nostra testa, trascurando legami e relazioni. Vorremmo chiedere scusa a tutti, ma non c’è più tempo.
Per terzo rimpiangeremo di non aver trovato il coraggio di dire la verità. Rimpiangeremo di non aver detto abbastanza “ti amo” a chi avevamo accanto, “sono fiero di te” ai figli, “scusa” quando avevamo torto, o anche quando avevamo ragione. Abbiamo preferito alla verità rancori incancreniti e lunghissimi silenzi.
Poi rimpiangeremo di non aver trascorso tempo con chi amavamo. Non abbiamo badato a chi era sempre lì, proprio perché era sempre lì. Eppure il dolore a volte ce lo aveva ricordato che nulla resta per sempre, ma noi lo avevamo sottovalutato come se fossimo immortali, rimandando a oltranza, dando la precedenza a ciò che era urgente anziché a ciò che era importante (…)
Per ultimo rimpiangeremo di non essere stati più felici. Eppure sarebbe bastato far fiorire ciò che avevamo dentro e attorno, ma ci siamo lasciati schiacciare dall’abitudine, dall’accidia, dall’egoismo (…). Invece di scoprire nel mondo quello che il bambino vede nelle mappe della sua infanzia: tesori. Quello che l’adolescente scorge nell’addensarsi del suo corpo: promesse. Quello che il giovane spera nell’affermarsi della sua vita: amori.
– Alessandro D’Avenia
(Foto dal web)

 

Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile.
Tutte quelle storie sulla tua strada.
Trovare la tua strada.
Andare per la tua strada.
Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada?
Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.
– Alessandro Baricco
(Ph Pinterest)

 

“Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto. Questo mistero è il tempo. Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che talvolta un’unica ora ci può sembrare un’eternità, ed un’altra invece passa in un attimo… dipende da quel che viviamo in quell’ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore.”
Dal libro ‘Momo’ di Michael Ende.
(Foto di Tatiana Kanevskaya)

 

Più silenzio, vi prego,
meno parole vuote
e piano con l’iperbole.
Meno chiasso e ciance,
smettiamola di gonfiare le banalità,
il sentito dire
e di piangere lacrime pronte.
Non ricalchiamo il frivolo,
sordi alle voci basse e profonde,
sordi ai sussurri.
All’alba, il coro magnifico
è quello delle avi,
canta la natura mentre si risveglia,
parlano i fiori e il profumo dell’erba.
Avete mai provato ad ascoltare gli alberi?
E il cielo di notte?
O le onde,
sdraiati sull’acqua lontano dalla riva,
quando il sole tramonta?
Più silenzio…
Perché abbiamo sempre da ridire
o da esporre un’opinione?
Ognuno di noi così poco sa,
e così tanto può imparare ascoltando.
E penso a Kant che sentiva le stelle,
agli eremiti, alla musica dell’organo,
e a chi ha il coraggio di parlare
senza voler compiacere la folla.
Ma forse sono stata una bambina strana.
– Helena Malachová
(Dipinto di Lucy Grossmith)

 

“Ci sono sempre fiori per chi vuole vederli”.
Henri Matisse
( ‘Wild Flowers’ by Kirstin Mccoy)

 

“Spesso ciò che dobbiamo lasciare andare non è la persona, ma l’idea che ci eravamo fatti di lei.”
(Dal web)

 

Cosa volete?
Non ho più vent’anni.
Quando ero giovane, mi dicevano che bisogna sapersi annoiare.
E io mi sforzavo.
Ma adesso, è più forte di me.
Alla mia età bisogna fare quel che si vuole.
La vita è troppo corta.
Annoiarmi, frequentare degli stupidi,
fingere, mostrare di trovarli intelligenti.
No, no, non ce la faccio.
Via, coraggio.
Su, andiamo Brichot,
non c’è tempo da perdere.
Marcel Proust, “La prigioniera”.
(Anna Karina, foto da Pinterest)

 

Se c’è un peccato contro la vita, è forse non tanto disperarne, quanto sperare in un’altra vita, e sottrarsi all’implacabile grandezza di questa.
Albert Camus
(Foto dal web)

 

Vivere con lucidità una vita semplice, silenziosa, discreta, tra libri intelligenti, amando poche persone.
– Nicolás Gómez Dávila
(Foto da Pinterest)

 

[ Quando siete felici, fateci caso ]
Praticare un’arte,
non importa a quale livello di consapevolezza tecnica,
è un modo per far crescere la propria anima,
accidenti.
Cantate sotto la doccia.
Ballate ascoltando la radio.
Raccontate storie.
– Kurt Vonnegut
(Tumblr photography)

Ci sono degli “Scusa ho sbagliato” che arrivano così tardi che non trovano più nessuno.
– Lorenzo Meozzi
( Foto di Pavel Tereshkovets )

 

“Coloro che non imparano niente dai fatti sgradevoli della propria vita costringono la coscienza cosmica a riprodurli tante volte quanto sarà necessario per imparare ciò che insegna il dramma che è accaduto.
Quello che neghi ti sottomette,
quello che accetti ti trasforma.”
– Carl Gustav Jung
(Ph Pinterest)

 

Eternamente libero e sensibile, il gioco della nuvola.
Jack Kerouac
(Foto da Pinterest)

 

[C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d’antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.]
Da “L’aquilone” di Giovanni Pascoli.
(flickr.com)

‘L’ultimo fu il passero.
Non voleva abbandonare il nido, nascosto ai predatori nella biforcazione di un ramo, al cui interno pigolavano i suoi piccoli non ancora capaci di volare.
Svanì con un grido, risucchiato dal cielo nero.
Anche il riccio aveva cercato scampo nella tana scavata nella terra, come la lepre.
La terra si chiuse sopra di loro.
Terrorizzata, ferita, confusa, mamma cinghiale non riuscì a trovare il varco che l’avrebbe messa in salvo oltre la boscaglia.
Separata dai suoi figli roteò su stessa, ascoltando le loro urla, senza vederli.
La uccise prima la paura.
Il colubro se ne andò in silenzio, contorcendosi nell’agonia.
Nello stesso silenzio caddero gli insetti e i ragni e le farfalle dalle delicate ali variopinte.
Le pecore si strinsero insieme, invano.
Invano ululò il cane legato alla catena.
Infine la fiamma mi percorse risalendo dalle radici in una vampa, fino alle foglie più alte, consumandomi nel rogo.
Avevo vissuto più di cento anni.
La mia vita si estinse nell’orrore di un minuto.’
– Daniela Pintor
(Immagine dal web)

 

“Leggere ci libera e ci aiuta a disubbidire: alle leggi dell’apparenza, alla paura degli altri. Più usciamo dal nostro corpo, dalla nostra casa, dal nostro modo di pensare e ci impastiamo di altre storie, più diventiamo capaci di vivere e decidere la nostra.
È un’attività pericolosa, aprire un romanzo, perché quando inizi scopri che era molto più facile ignorare come si vive dall’interno una vita diversa, di emarginazione e abbandono, oppure di coraggio e ribellione. Era molto più comodo far finta di niente, restare immobili, non cambiare strada né idea, ma era anche una prigione.
Può darsi che sia un’utopia, ma io ci credo: che leggere serve a diventare noi stessi diventando gli altri. E ad aumentare la solidarietà – quindi la felicità – collettiva.”
Silvia Avallone
(Edinburgh Café Photo: Dieter Krehbiel)

 

E poi la vita ci insegna
che bisogna sempre volare in alto.
Più in alto dell’invidia,
più del dolore, della cattiveria
Più in alto delle lacrime, dei giudizi.
Bisogna sempre volare in alto,
dove certe parole non possono
offenderci, dove certi gesti non
possono ferirci, dove certe persone
non potranno arrivare mai.
Alda Merini
(Foto da Pinterest)

 

Alcune persone ci conoscono,
altre sanno andare oltre.
“Oltre” è un posto raro.
– Simone Carta
(Digital Painting by Niken Anindita)

 

“Il mare è confine aperto, in continuo movimento. Ecco perché chi vive in Sicilia è inquieto, e cerca sempre la terra oltre l’orizzonte e vuole scappare, cercare altrove ciò che spesso, alla fine della propria vita, scopre di avere sempre avuto accanto a sé.
Per i siciliani, il mare è padre. E se ne accorgono quando ne sono lontani, quando non possono sentire quell’odore forte di alghe e sale che li avvolge nel momento in cui il vento si alza, portandolo fin nei vicoli delle città.
Per i siciliani, il mare è madre. Amato e geloso. Imprescindibile. Talvolta crudele.
Per i siciliani, il mare è forma e confine della loro anima.
Catena e libertà.”
Da “L’inverno dei leoni”, Stefania Auci.
(Foto dal web)

 

Il silenzio là fuori era così dolce che mi pareva di sentirne il canto; da qualche parte avevo letto che tutto è armonia se solo riusciamo a sentirla, così rimasi in ascolto ed ebbi cura di muovermi, senza spostarlo.
Il Silenzio.
Da “Il terrazzino dei gerani timidi” di Anna Marchesini.
(Foto di Ilknur Avdan)

 

Mi chiedi se esiste qualcosa più forte dell’amore?
Certo che esiste: l’orgoglio è di gran lunga più forte.
– Vasco Rossi
(Foto dal web)

 

Ho imparato a essere felice là dove sono. Ho imparato che ogni momento di ogni singolo giorno racchiude tutta la gioia, tutta la pace, tutti i fili di quella trama che chiamiamo vita. Il significato è riposto in ogni istante. Non c’è un altro modo per trovarlo. Percepiamo solo e soltanto ciò che permettiamo a noi stessi di percepire, tutti i giorni, un istante dopo l’altro.
Hermann Hesse
(Immagine reperita nel web)

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