Pensieri e immagini (Giugno 2021)

La cosa interessante, delle persone intelligenti, è che sembrano pazze alla gente stupida.
– Nikola Tesla
(Foto dal web)

 

[Ritorniamo dentro al nostro essere bambini]
Amate l’infanzia; favoritene i giuochi, le gioie, le amabili inclinazioni. Chi di voi non ha rimpianto talvolta questa età in cui il riso non si spegne mai sulle labbra e l’anima è sempre serena?
Jean-Jacques Rousseau
Ph : Anka Zhuravleva

Se il Paradiso esiste è giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l’apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni.
– Giorgio Celli
(Foto dal web)

 

Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care […]
– Dino Buzzati
(Fake Story : Sevgili Fotoğrafları)

Chi sa vedere le cose belle è perchè ha la bellezza dentro di sè.
Gustav Klimt
– Ph Pinterest

 

È per merito dei sognatori se anche noi, i disincantati, siamo un po’ meno di pietra e disperati di quanto saremmo senza di loro.
– Amos Oz
(sleepingatlast.com)

 

«… il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente, fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza…»
– (Immanuel Kant, Critica della ragion pratica, Bari, Laterza, 1966, p. 201)
Ph Michał Karcz

 

“Chi pensa di conoscerti, o averti capito, a tal punto da fare affermazioni sul tuo conto e la tua condotta, è ben lontano da conoscere persino se stesso. Non ti resta che sorridergli e biasimarlo.”
– Fabio Privitera
(Edie Sedgwick, foto dal web)

 

“Ricordo anche le morti di tanti animali che amavo: la Checca e il lupo Dick, morti a trenta giorni di distanza l’una dall’altro. E poi la gatta Fricchettina. La morte di un animale, forse, commuove più di quella umana”.
“I miei avevano vissuto la loro vita, se ne erano andati sereni e restavano vivi nel mio ricordo. Un animale è un po’ come un bambino, è un essere indifeso”
da “Passeggiate nei prati dell’eternità”, Margherita Hack
(Foto dal web)

 

Pietre sul cammino?
Le custodisco tutte,
un giorno ci costruirò un castello.
Fernando Pessoa
(Foto di Elizabeth Gadd)

 

La maggior parte delle persone non sa amare né lasciarsi amare, poiché teme di svelare il proprio segreto, il triste segreto di ogni essere umano,
un gran bisogno di tenerezza, senza la quale non si può resistere.
– Sándor Márai
(Ph Pinterest)

 

Il giorno fatale in cui la mia bara avanzerà,
non pensate che il mio cuore sia in questo mondo.
Non gemete, non piangete in angoscia,
non cadete nella fossa che i demoni hanno scavato.
Sarebbe così triste.
Quando assisterete al mio funerale
non dite che me ne sono andato:
sarà la mia riunificazione.
Quando mi calerete nella fossa, non dite ‘addio’.
La tomba è un velo prima dell’incontro in paradiso.
Quando vedrete calare,
pensate al sorgere.
Che male c’è se luna e sole tramontano?
Ciò che sembra tramonto è un’alba.
Pure se appare una prigione, la cripta libera l’anima.
Se il seme non è sepolto non cresce.
Perché dubitare di questo seme umano?
Se il secchio non scende, non tornerà su pieno.
Perché il Giuseppe dello spirito deve temere la cisterna?
Chiudi la bocca qui e aprila nell’oltre,
e il tuo canto sarà nell’aria senza luogo.
– Jalāl al-Dīn Moḥammad Rūmī
(Ph Pinterest)

 

Cercate la vostra anima,
andate a fiutare il vento,
andate via,
lontano.
Jack Kerouac
(Foto dal web)

 

Ho steso corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d’oro da stella a stella, e danzo.
Arthur Rimbaud
(Foto di Max Eremine)

 

Tanto più grande è un uomo, tanto più si espone a essere ferito da tutti: la tranquillità è solo per i mediocri, la cui testa sparisce nella folla.
– Cèline
(Ph Pinterest)

 

Il solo posto al mondo in cui si può incontrare un uomo degno di questo nome è lo sguardo di un cane.
– Romain Gary
(Foto dal web)

 

Non c’è via d’uscita dalla mente?
Sylvia Plath
(Foto dal web)

 

“Hai un cuore troppo grande per questo mondo che veste stretto.”
unpuntinolontano
Panh Rithy (@RPanh)

 

Bisogna dare un senso alla vita, appunto perché non ne ha nessuno.
– Henry Miller
(Foto dal web)

 

Il silenzio della notte,
che rimodella ogni confusione del giorno.
Quasi che la notte fosse luce.
– Don Dino Pirri
(@kathrinfederer)

 

“Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza.”
– Socrate
(Foto dal web)

 

Solo uno spirito disperato può raggiungere la serenità, e per essere disperati bisogna aver molto vissuto e amare ancora il mondo.
– Blaise Cendrars
(Ph Pinterest)

 

[È possibile recuperare l’innocenza perduta?]
|Dimmi, Agathe, qualche volta non ti vola via il cuore,
via dall’oceano nero dell’immonda città,
verso un diverso oceano acceso di splendore,
più chiaro, azzurro e fondo della verginità?
Dimmi, Agathe, qualche volta non ti vola via il cuore?|
Da “Moesta et errabonda” di Charles Baudelaire.
(Immagine reperita nel web)

Chi accresce il sapere aumenta il dolore.
– Giordano Bruno
(Katherine Hepburn, foto dal web)

 

[Ciò che io voglio curare è la Terra. Proprio così. La Terra ora è malata. Diventa sempre più grave, e fra non molto finirà per morire!
– Black Jack]
Vedo una grande meraviglia tonda girare per lo spazio, vedo minuscole fattorie, villaggi, rovine, cimiteri, prigioni, fabbriche, palazzi, baracche, abituri di barbari, tende di nomadi sulla superficie,
vedo da un lato la parte in ombra dove i dormienti dormono, e dall’altro lato la parte che il sole illumina, vedo i rapidi mutamenti accurati della luce e dell’ombra,
vedo le terre lontane, vere e vicine ai loro abitanti, come la mia lo è a me.
Walt Whitman
(Foto dal web)

Le persone si dimenticano della morte; dimenticano che essi in questo mondo non vivono, ma passano. In questo inganno si trovano i bambini, ma molto spesso anche gli adulti, perfino in vecchiaia, non pensano alla morte; vivono così come se la morte non ci fosse, come se fossero certi di vivere eternamente.
Queste persone solo al momento della morte capiscono la loro vera condizione e con terrore, ma ormai troppo tardi, scorgono l’orrore irrimediabile di tutta la loro vita. Pertanto, se io fossi chiamato a dare un unico consiglio agli esseri umani, io non direi loro che una cosa: fermatevi per un istante, smettete di lavorare, guardatevi intorno, pensate a ciò che siete, pensate a ciò che vorreste essere, mirate ad un ideale. Date valore ai vostri giorni, colmate le vostre vite di un senso, di uno scopo, di “ricchezza”, di amore.
Lev Tolstoj
(Foto di Jean-François Jonvelle)

 

[La forza della gentilezza]
Eppure il mondo va avanti
perché siamo gentili fra noi.
Nessun giornale domani parlerà
di una madre che ha letto una storia
alla sua bambina prima di dormire
o di un padre che le ha preparato la colazione,
di qualcuno che ci ha ascoltato senza distrarsi,
di un amico che ci ha tirato su il morale
o di uno sconosciuto che ci ha sorriso sull’autobus.
Eppure, se ci facciamo caso,
ogni giorno troviamo la gentilezza sul nostro cammino.
Molti di noi sono gentili senza saperlo.
Fanno ciò che fanno senza chiamarlo gentilezza,
solo perché è giusto fare così.
– Piero Ferrucci
(Dipinto di Elicia Edijanto)

“Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato, ne è diventato il padre e la madre.
Adulto è colui che ha curato le ferite della propria infanzia, riaprendole per vedere se ci sono cancrene in atto, guardandole in faccia, non nascondendo il bambino ferito che è stato, ma rispettandolo profondamente riconoscendone la verità dei sentimenti passati, che se non ascoltati diventano presenti, futuri, eterni.
Adulto è colui che smette di cercare i propri genitori ovunque, e ciò che loro non hanno saputo o potuto dare.
È qualcuno che non cerca compiacimento, rapporti privilegiati, amore incondizionato, senso per la propria esistenza nel partner, nei figli, nei colleghi, negli amici.
Adulto è colui che non crea transfert costanti, vivendo in un perpetuo e doloroso gioco di ruolo in cui cerca di portare dentro gli altri, a volte trascinandoli per i capelli.
Adulto è chi si assume le proprie responsabilità, ma non quelle come timbrare il cartellino, pagare le bollette o fare le lavatrici.
Ma le responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni, delle proprie paure e delle proprie fragilità.
Responsabile è chi prende la propria vita in carico, senza più attribuire colpe alla crisi, al governo ladro, al sindaco che scalda la poltrona, alla società malata, ai piccioni che portano le malattie e all’insegnante delle elementari che era frustrata.
Sembrano adulti ma non lo sono affatto.
Chi da bambino è stato umiliato, chi ha pensato di non esser stato amato abbastanza, chi ha vissuto l’abbandono e ne rivive costantemente la paura, chi ha incontrato la rabbia e la violenza, chi si è sentito eccessivamente responsabilizzato, chi ha urlato senza voce, chi la voce ce l’aveva ma non c’era nessuno con orecchie per sentire, chi ha atteso invano mani, chi ha temuto le mani: per tutti questi “chi”, se non c’è stato un momento di profonda rielaborazione, se non si è avuto ancora il coraggio di accettare il dolore vissuto, se non si è pronti per dire addio a quel bambino, allora “l’adultità” è un’illusione.
Io ho paura di questi bambini feriti travestiti da adulti, perché se un bambino ferito urla e scalcia, un adulto che nega le proprie emozioni è pronto a fare qualsiasi cosa.
Un bambino ferito travestito da adulto è una bomba ad orologeria.
Ciò che separa il bambino dall’adulto, è la consapevolezza.
Ciò che separa l’illusione dalla consapevolezza è la capacità di sostenere l’onda d’urto della deflagrazione del dolore accumulato.
Ciò che rimane dopo che il dolore è uscito è amore, empatia, accettazione e leggerezza.
Non si giunge alla felicità attraverso la menzogna.
Non si può fingere di non aver vissuto la propria infanzia.
Non si può essere adulti se nessuno ha visto il bambino che siamo stati, noi per primi.
Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato e ne è diventato il padre e la madre.”
– Janusz Korczak
(“Raccolta di citazioni”, foto dal web)

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