Pensieri e immagini ( Maggio 2023 )

Pensaci bene prima di prendere un gatto.
Ti farà credere che sia stato tu
ad averlo trovato in mezzo alla strada, in un cassonetto, dentro un gattile.
Ti farà credere che sia stato tu ad averlo salvato, che incontrarvi sia stata fortuna,
pura casualità, quando invece era lì ad aspettarti, quando invece era il vostro appuntamento fin da sempre.
Pensaci bene prima di prendere un gatto.
In quegli occhi si entra una volta
per poi non uscire mai più.
Sappi che di quell’amore puro,
infinito e randagio
non potrai mai più liberarti.
I gatti amano per volontà
non per bisogno, non per istinto
i gatti amano per essere liberi.
Pensaci bene prima di prendere un gatto
che prendere poi, è un termine inadeguato, sciatto.
Sbagliato.
Un gatto non si prende né si adotta, un gatto si custodisce.
E ricordarti che dovrai accettare il suo caos
la sua elegante arroganza
i suoi attimi di smisurata dolcezza
prenderti cura della sua solitudine
dei suoi momenti di incantevole assenza.
Pensati come a un primo appuntamento
che ogni istante si ripete.
Circondalo di attenzioni, sempre
come un amante corteggia la sua dama
con dolci parole e infinite carezze.
Sappi che ogni istante lui sa dove ti trovi
come ti senti e di cosa hai bisogno per essere felice.
Pensaci bene prima di prendere un gatto
perché nessuno più di lui
sa di cosa è fatto l’amore.
Parlo del rispetto dei propri spazi
e dei propri umori.
Parlo del bisogno di nascondersi,
a volte da tutto e da tutti.
Parlo di saper riconoscere quando è inutile insistere perché avvicinandosi a volte ci si perde e di quando insistere, invece
è l’unico modo per tornare a stare vicini.
Parlo dell’arte di sapersi osservare da lontano
dove ogni cosa acquista la sua forma.
Parlo di saper riconoscere la meraviglia
di volersi entrambi in quei momenti di rara bellezza che rimangono impressi per sempre.
Parlo di quando all’improvviso, dal nulla più assoluto si accende la follia e si inizia a correre come pazzi, a giocare come ragazzini,
buffi e ridicoli come rendersi conto
che la felicità va abbracciata graffiata, protetta.
Perché può durare un attimo.
Ma soprattutto,
pensaci bene prima di prendere un gatto
perché arriverà il giorno in cui dovrai dirgli addio.
E saprà stupirti di nuovo come ha fatto per tutta la sua vita
Mentre non riesce più a reggersi in piedi.
Mentre è sdraiato da giorni lì nello stesso punto di casa dove ha scelto di morire.
Mentre non vuole nessuno vicino, tranne te.
E con le ultime forze ancora ti urla il suo amore.
Le fusa che gli escono strane e spente, stonate.
Ma che tu ricorderai come il canto più dolce
che ti sia stato concesso ascoltare.
Non cercare di dimenticarlo quel dolore, di vincerlo.
Non si può.
Una parte di te si è spenta con lui.
Una parte di te… si è perduta, per sempre.
– Andrew Faber
(📸 Marius Neag )

 

Persone. Persone. Rumore infinito. Ed io sono così stanco. E mi piacerebbe dormire sotto gli alberi; alberi rossi, alberi blu, vorticanti di passione.
Da “I fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij.
( 🎨 Joseph Reicherts )

 

[ Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore. ]
[ Tutti abbiamo dei desideri che preferiremmo non svelare ad altre persone e desideri che non ammettiamo nemmeno di fronte a noi stessi. ]
Sigmund Freud
( Immagine da Pinterest )

Amici? Pochi. In un modo o nell’altro riescono sempre a ferirmi, o a tradirmi: ed essere traditi in amicizia è molto peggio che esser traditi in amore.
Io, per il mio prossimo, perdo un sacco di tempo, cerco sempre di fare del bene, anche se non è un bene da monumento equestre: ma tutto sommato ci comprendiamo pochino. Succede così raramente di incontrare una persona umana fra il prossimo. Son più umane le bestie degli uomini e ogniqualvolta mi accorgo di questo mi viene una tale voglia di andarmene, ritirarmi in campagna, dove nessuno mi veda, tra i cavalli, tra i polli. Davvero, sono sei mesi che mi cerco una tenutella in campagna. Ah! Che meraviglia non usar più le automobili, non sentir più la puzza, non subir più la gente; stamani in via del Tritone c’era un ingorgo, per poco mi svengo, e quel fracasso di clacson, quella puzza di benzina, quella mancanza di aria [….]
– Anna Magnani
(📸 da Pinterest )

[ Ricordo perfettamente che per molti giorni rimasi triste quando venni a sapere che nel mondo c’erano i poveri e i ricchi; e lo strano è che non tanto mi addolorasse l’esistenza dei poveri, quanto sapere che, nello stesso tempo, c’erano anche i ricchi. ]
[ Mi ricordo di aver detto, in uno di quegli impeti di reazione: “Un giorno o l’altro le cose cambieranno…” e non so se quella frase fosse una preghiera, una minaccia, o le due cose insieme. ]
Eva Peròn
( Foto da Pinterest )

Da nulla consacrato,
Non appartenente a nessuno,
Libero d’una libertà che mi ha massacrato.
Pier Paolo Pasolini
( 📸 da Pinterest )

 

Si direbbe che tu voglia fuggire da te stesso, per non vivere ciò che finora non hai vissuto. Ma non puoi fuggire da te stesso. Ciò che non hai vissuto resta con te in ogni istante e chiede soddisfazione. Se ti fai cieco e sordo di fronte a questa esigenza, sarai cieco e sordo verso te stesso. In tal modo non raggiungerai mai il sapere del cuore.
– Carl Gustav Jung
(📸 Walter Weinberg )

 

L’atto di disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l’inizio della ragione.
– Erich Fromm
( 📸 Jeff Widener/AP )

 

Lettera di un veterinario al papa.

Mi presento, ho 62 anni, sono un Veterinario ed ho 2 figli di cui uno autistico, sono padre e proprietario di animali, genitore coscienzioso ed a contatto quotidianamente col mondo dell’animalismo e col mondo della disabilità, padre e veterinario contemporaneamente.
Una frase che i miei clienti mi ripetono costantemente è “chi non ha mai avuto un cane/gatto non riesce minimamente ad immaginare il mondo di amore che queste creature sanno donare.
Ecco, lei non ha mai avuto un cane o un gatto, lo si capisce dal modo in cui sottovaluta la questione, non è colpa sua, me ne rendo conto, se avesse provato quel tipo di affetto che il suo predecessore conosceva bene (Papa Ratzinger amava la compagnia dei gatti) non avrebbe detto cose tanto superficiali e fuorvianti.
La cosa grave che, mi permetta, non le fa onore è il creare la contrapposizione “chi ama gli animali non ama i bambini”, è un concetto errato e divisivo, chi ama la vita riconosce il dolore, negli occhi di un bambino o di un animale, amare vuol dire immedesimarsi, capire, ascoltare, quella dell’amore è una ginnastica quotidiana e non è mai divisiva, l’amore per la vita, sotto qualsiasi forma, arricchisce e non impoverisce.
Ma davvero lei crede che quello di Francesco di Assisi, il santo povero, l’uomo che camminava a piedi scalzi e coperto di umili panni, fosse tempo perso?, che non avrebbe dovuto parlare agli uccellini, scrivere il cantico delle creature, ammansire il lupo di Gubbio?
Ma lo sa che il santo d’Assisi diceva: “Se avete uomini che escluderanno una qualsiasi delle creature di Dio dal rifugio della compassione e della pietà, avrete uomini che trattano nello stesso modo i simili”
Ma ha mai visto la benedizione degli animali che si tiene in molte chiese il 17 gennaio nella tradizionale festa di S. Antonio Abate? E’ un tripudio di gioia, vecchietti e bambini ognuno col proprio animaletto domestico, tutti uniti dalla fede e dalla speranza, io stesso ci andai portando Tommasino un gatto reso diversamente abile dall’aggressione di un branco di cani nella speranza di un miracolo
Ma davvero lei crede che la fame nel mondo sia dovuta allo spreco di risorse per acquistare le crocchette? E no, qui divento cattivo io!, ma non è che forse dovrebbe preoccuparsi della ristrutturazioni degli immobili da 700 mq del cardinale Bertone finanziate coi soldi delle elemosine?, non dovrebbe preoccuparsi degli spot a pioggia per l’8 per mille? (nel 2004 sono costati 4.650.000,00 euro, non oso pensare adesso) per accaparrarsi la gestione di fondi che normalmente andrebbero comunque alla beneficenza ma che passando per voi vengono ridotti da spese folli?
Ma lo sa quanti bambini avreste saziato coi 4 milioni dati a Mediaset e Rai?
Gesù diceva “quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” e allora tutti questi spot autocelebrativi per l’8 per mille? Il vangelo lo citate solo quando vi conviene?
Per giudicare bisogna conoscere la gente, non il lusso. Lei non ha la minima idea di quante vite hanno salvato gli animali, di quanto un gatto possa curare la depressione di un anziana vedova e col nido svuotato, di quanto un cane possa essere di aiuto all’autostima di un ragazzo disabile, di quanto un cucciolo possa aiutare un bambino abbandonato dal padre fuggito con un’altra donna, di quanto un cagnolino possa attenuare il dolore di una coppia di anziani che hanno perso il loro unico figlio, tutte storie di vita che non potrebbero sfociare nell’adozione di un bambino, tutte storie di vita che lei dal suo trono dorato non vede.
Le persone, caro Papa, non fanno più figli perché non se lo possono permettere, perché in Italia un fitto costa quanto uno stipendio e quindi si deve lavorare fulltime in due, perché a Milano un asilo nido costa più dello stipendio di un call center, perché ti offrono solo lavoro precario ed orari impossibili… con quale presupposto una persona coscienziosa e non ricca può fare un figlio?
Vuole più accudimento per i bambini? Faccia la guerra al precariato, al lavoro nero, allo sfruttamento e si troverà circondato da persone felici di fare figli ma, la prego, la smetta di far guerra agli animali, sono creature di Dio, sono un dono per l’anima, sono una palestra per imparare la tolleranza, il rispetto, sono una manna dal cielo nell’universo di solitudine ed alienazione che sempre di più attanagliano le nostre metropoli.
L’amore, quello vero, non divide ma aggrega, in ogni cuore ogni sentimento crea lo spazio per uno nuovo.
L’amore per la vita, qualunque vita, è un valore totalizzante e mai riduttivo.
Amare insegna ad amare.
La donna che lei ha pubblicamente scacciato e deriso è una credente ed ha 50 anni, non è propriamente l’età per fare o adottare figli, certamente avrà sbagliato dicendo “mi benedice mio figlio?” ma lei che ha benedetto finanche una lussuosa Lamborghini bianca forse avrebbe potuto perdonarla, in ogni caso quel cagnolino sarà importante per quella donna e lei era venuta fiduciosa ad incontrarla.
Un’ occasione persa.
(Dottor Vincenzo Minuto, Medico Veterinario)
( 📸 da Pinterest )

 

[ Quando un’immagine vale più di mille parole… ]
Il titolo di questa immagine, scattata a Homs, la terza città più grande della Siria, dal fotografo iraniano Hassan Ghaedi, è semplicemente “Mother”.
Dopo i bombardamenti, una madre torna in quello che rimane della sua casa per prendere un giocattolo del figlio.
La foto in questione ha vinto il Siena International Photo Awards.

Sono Asperger e questo significa che sono diversa dalla norma.
A scuola ero sempre sola, senza amici, mi sedevo in un angolo.
A casa lo stesso, stavo male, avevo un disturbo alimentare.
Tutto è passato ora, perché ho capito qual è la mia strada.
Non sono la bambina arrabbiata che urla davanti ai leader mondiali, non sono come alcuni media mi rappresentano, sono una ragazza timida, studiosa, una nerd che ha a cuore il presente e il futuro del Pianeta e dunque anche il mio.
Ho trovato uno scopo in un mondo che spesso sembra vuoto e senza significato a così tante persone. Quando gli haters (odiatori) se la prendono per il tuo aspetto e la tua differenza, significa che non sanno dove andare. E tu sai che stai vincendo.
– Greta Thunberg
@liberaMente

 

Due modi ci sono per non soffrire.
Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
– Italo Calvino
(📸 da Pinterest )

 

[…] Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni di vetro e sabbia? Chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni? Gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, l’arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?
Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa e c’è il sospetto che sia triviale l’affanno e l’ansimo dopo una corsa, l’ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita.
– Francesco Guccini
(📸 dal Web )

Non trovo da nessuna parte una traccia del diritto di proprietà degli uomini sulla terra. Soltanto un diritto di passaggio.
– Fabrizio Caramagna

( 🎞“Man”, Animated Short Film by Steve Cutts )

[ Il 20 maggio è la Giornata Mondiale dedicata alle Api. Nell’immaginario collettivo, l’ape che solitamente esiste è l’’Ape Maja’, la laboriosa, instancabile e socialissima ape che produce il miele.
Tutte le api sono indicatori ambientali e anche le ‘Maja’ sono in sofferenza in questo momento, ma si tratta di una sofferenza in qualche modo vigilata perché sono curate dagli apicultori che le nutrono e le aiutano a combattere i parassiti.
In realtà, soltanto nel nostro paese, esistono circa 1000 diverse specie di api che non producono miele ma svolgono il ruolo fondamentale dell’impollinazione dei fiori. Ogni ape ha una lingua di diversa lunghezza e dunque adatta a raggiungere il polline di diverse specie di fiori, come se ci fossero tante porte di cui ognuna ha una chiave diversa. Alcune di loro nidificano nel terreno e altre sono solitarie. Di queste api possiamo prenderci cura anche noi, seminando sui balconi varietà di fiori a loro gradite – si trovano delle miscele apposta nei negozi – e magari preparando delle casette per dare loro la possibilità di nidificare.
Già perché anche le api, come gli uccelli, sono in grave difficoltà perché gli edifici moderni non contemplano spazi per la convivenza con altre specie. Le case di campagna, fatte di pietra, mattoni, legno, sono dei veri e proprio ecosistemi in cui l’essere umano conviveva – e convive – con un gran numero di animali: insetti, mammiferi, uccelli, rettili. Il cemento armato invece non offre spiragli, fessure, angoli protetti e questo ci rende soli dal punto di vista naturalistico. Ma gli animali sono comunque intorno a noi e non aspettano altro che di riprendere la proficua convivenza.
E in fondo la desolazione della modernità, l’ombra triste proiettata dai nostri cuori, non dipenderà anche da questo? Da questa chiusura verso la complessità e la ricchezza della natura che ci circonda.
Vi confesso che quando vedo i grandi palazzi di vetro in cui vengono prese le decisioni sui destini del mondo, cioè sul nostro futuro, provo un grande disagio. Quelle enormi torri specchiate sono la causa della morte di un grandissimo numero di uccelli che ci vanno a sbattere contro. Non c’è uno spiraglio, non c’è un riparo, non c’è niente di diverso della proiezione dell’arroganza umana. Come si possono prendere decisione sagge vivendo in un ambiente così falsamente onnipotente?
Non sarà che anche la nostra anima soffra di una sorta di cementificazione, senza più spiragli, spifferi, cavità dentro le quali accogliere i sentimenti capaci di farci ribellare alle torri di specchi? ]
– Susanna Tamaro
( 📸 Rene Fournier, saatchiart.com )

“Riempitevi la mente: è la vostra stanza del tesoro e nessuno al mondo può interferire con essa. Riempitevi la testa di robaccia e la vostra testa marcirà. Potete anche essere poveri ed avere le scarpe rotte, ma la vostra mente… la vostra mente sarà sempre un palazzo.”
– Citazione tratta dal libro “Le ceneri di Angela” (titolo originale Angela’s Ashes) dello scrittore statunitense di origine irlandese Frank McCourt
Foto tratta dal film ” Angela’s Ashes”

 

Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande “I CARE”. È il motto intraducibile dei giovani americani migliori: “me ne importa, mi sta a cuore”. È il contrario esatto del motto fascista “me ne frego”.
#DonMilani #100anni
(📸 da Pinterest )

 

Se senti dolore, sei vivo. Se senti il dolore degli altri, sei un essere umano.
Lev Tolstoj
📸 miqueridaladybug.tumblr.com

 

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