Riflessioni, citazioni e immagini ( Aprile 2026 )

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“L’anima non si rompe tutta insieme come un vetro.
Si sparge.
Un pezzo.
Poi un altro.
Si posa sulle cose che abbiamo amato troppo.
Resta nelle pieghe dei giorni che non abbiamo capito subito.
Si attarda nei nomi che non chiamiamo più, ma che continuano a risponderci dentro.
Un pezzo resta in una stanza dove non torni più.
Uno resta nei luoghi in cui sei stata felice senza accorgertene.
Uno si ferma nelle parole che non hai avuto il coraggio di dire.
Alcuni poi li posiamo davanti a qualcuno sperando che li raccolga.
Il resto continua a camminare,
facendo finta di essere intero.
Ci insegnano a essere interi.
A tenere tutto insieme.
A non perdere pezzi per strada.
A essere composti.
Ma Petrarca scrive da dentro quella dispersione.
Non prova a negarla.
Ci sono pezzi che non riconosci più.
Quelli che ti sorprendono
quando torni in una versione di te
che pensavi dispersa.
Ci sono frammenti che trattengono luce, come vetri dimenticati al sole.
Altri custodiscono il buio — non quello che spaventa, ma quello che ci conosce.
Andiamo avanti così, con una geografia invisibile dentro, fatta di assenze che hanno imparato ad abitarci.
Non siamo ciò che resta intatto.
Siamo ciò che scegliamo di non lasciare indietro.
Allora crescere diventa camminare con le mani piene di pezzi, senza pretendere di incastrarli subito.
Finché qualcosa ci chiama indietro — un odore, una musica, una parola detta a metà — e allora torniamo.
Non per ricomporre.
Non per aggiustare.
Solo per raccogliere.
Con una cura lenta, quasi antica.
Come si fa con ciò che non si può sostituire.
Avendo, ogni tanto, la grazia di fermarsi, chinarsi, e riconoscere un frammento come proprio.
Anche se è cambiato.
Anche se siamo cambiati.
Anche se non combacia più con niente
tranne che con noi.
Un frammento alla volta.
Senza fretta.
Senza ordine.
Fino a capire che non esiste una forma definitiva, ma una fedeltà silenziosa a tutto ciò che siamo stati e a ciò che diventeremo.
Forse l’anima è proprio questo:
la capacità di non perdersi del tutto,
anche quando ci siamo dispersi ovunque.
– Laura Pezzino.
( di Frederick Somme via Pinterest )

 

|Il sacro non si può comprare.
Se non lasci la zavorra, in queste zone non entri. Più in alto vai, più la materia si fa leggera, più hai la percezione di mondi delicati e sottili. Devi lasciare fuori le grossolanità e un certo genere di pensieri. Alcune sensazioni, un litigio, una guerra, ti contaminano e i tuoi sentimenti sono tirati giù, verso il basso. Invidie e gelosie sono mondi che, se non si riescono a eliminare, almeno si deve cercare di controllare. Paul Valéry ha scritto una pagina di indimenticabile bellezza sulla competizione tra gli uomini: il competitivo ha bisogno dell’altro, da solo non è nessuno. […]
Oggi manca a sempre più gente il contatto diretto con la natura. L’uomo lontano dalla natura s’imbarbarisce e si convince di poter essere senza pudore il delinquente che in potenza è. E quando ostenta la sua distanza dal creato dà libero sfogo al peggio di sé.
C’è molto cammino personale da compiere quaggiù per arrivare alla propria meta, soprattutto per noi occidentali, sempre più immersi nel rumore e nella confusione. Credo di essere un po’ monotematico: tutto si riduce sempre alla stessa questione, non riesco ad allontanarmi dal concetto di evoluzione, per cui una bella persona è una persona evoluta. L’apice di un’evoluzione porta necessariamente con sé la bellezza.
Quando vedi una persona entrare in una stanza, ti accorgi immediatamente del mondo che porta in giro.
Ho sempre pensato, da quando ho cominciato ad avere coscienza di me stesso, che l’evoluzione passi attraverso il cambiamento di sé. Si parte dall’analisi e dall’accettazione (o meno) di certi aspetti del carattere. Se uno crede che alcune cose non vadano bene e lo fanno star male, bisogna cambiare.|
– Franco Battiato
( 📸 da Pinterest )

Questa immagine ha vinto il World Press Photo.
Ma non è una vittoria.
È la prova più limpida di una sconfitta: la nostra.
Tra le macerie, dove la vita resiste per istinto, non per scelta, lo sguardo di Saher Alghorra non celebra ma testimonia.
E testimoniare, a volte, è l’unico modo per non voltarsi dall’altra parte.
Se una fotografia diventa premiata quando racconta la distruzione, allora dovremmo chiederci se stiamo davvero guardando… o abbiamo imparato ad abituarci?
( Foto dal web )

 

I cani sono incredibili, sono magici. Sono quanto di più vicino ci sia alla spiritualità.
Basta guardare un cane o incontrarne uno per strada.
Se riesco a giocare con un cane al mattino, sono già pronto ad affrontare il resto della giornata. Sono creature straordinarie. Hanno un’anima. Sono intelligenti. Non si poteva immaginare nulla di meglio.
Non c’è niente di bello come un cane. Non c’è niente di meglio al mondo: né una macchina, né i soldi, né una casa. Un cane è semplicemente incredibile.
Sono quindici anni di gioia… e poi una tristezza terribile.
Ricky Gervais, umorista inglese dal talento tagliente e dall’intelligenza irriverente, ha saputo trasformare la comicità in uno strumento di lettura del nostro tempo. Creatore di opere memorabili e voce fuori dal coro, accanto all’ironia coltiva da sempre una tenerezza assoluta per tutti gli animali.
( 📸 da Pinterest )

 

Non è soltanto un’immagine che commuove, è un atto d’accusa steso a terra davanti a chi possiede ancora una coscienza.
Quel grande sudario di 25 metri, sul quale sono scritti i nomi di diciottomila bambine e bambini di Gaza uccisi sotto il governo di Netanyahu, attraversa in queste settimane diverse città italiane e interroga chiunque lo guardi.
Ricordare quei nomi dovrebbe incidere sulle decisioni della politica, orientarne le priorità, misurarne la credibilità.
E lo stesso principio dovrebbe valere ovunque, senza geografie morali e senza comode eccezioni, per Gaza come per ogni altro luogo in cui l’innocenza viene travolta dalla violenza.
Per questo va riconosciuto il merito di quei gruppi della società civile che hanno voluto e saputo compiere questo gesto. Un gesto silenzioso e, proprio per questo, di straordinaria forza.
( 📸 da Pinterest )

 

|Non usare il telefono.
La gente non è mai pronta a rispondere.
Usa la poesia.|
Jack Kerouac ( da una lettera del 1950 indirizzata allo scrittore Edward Dahlberg )
📸 da Pinterest

 

Esistere è questo, pensai, un sussulto di gioia, una fitta di dolore, un piacere intenso, vene che pulsano sotto la pelle, non c’è nient’altro di vero da raccontare.
– Elena Ferrante – “I giorni dell’abbandono
@phpinterest

 

Poi succede che un giorno le vedi per come sono.
All’improvviso, le persone che volevi a tutti i costi nella tua vita, le vedi per come sono.
E senti di aver fatto un grosso torto a te stessa, per aver tanto insistito.
Ti pare incredibile aver tenuto da parte parole tanto belle soltanto per loro.
Averle amate nonostante di amabile avessero poco. Ma succede che un giorno vedi tutto com’è.
E ti trovi di fronte uno spettacolo quasi ridicolo che tu, proprio tu, hai messo in scena. Allora sorridi.
Con la mano tiri via il velo dagli occhi e te lo conservi, per ricordarti del tempo in cui non sapevi vedere. Alzi la testa, ti sposti i capelli dal viso, il rossetto dalle labbra e riparti.
Sei più forte adesso.
È sempre più forte chi ha il coraggio della verità.
– Serena Santorelli
( 📸 da Pinterest )

 

Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.
Andy Warhol
La Terra oggi sembra una donna stanca, bellissima e ferita, che continua a donarci tutto mentre noi le restituiamo distrazione, rumore, ferite. La chiamiamo casa, ma spesso la trattiamo come qualcosa che ci appartiene, dimenticando invece che siamo noi ad appartenerle. Non siamo i padroni della Terra, ma soltanto ospiti di passaggio, chiamati ad averne cura. I mari soffocano, gli alberi cadono, l’aria si appesantisce. E come se non bastasse, anche le guerre continuano a lacerarla, incendiano campi, avvelenano cieli, distruggono città e seminano dolore dove prima c’era vita. In questa Giornata Mondiale della Terra dovremmo forse ricordare una cosa semplice: non si può amare davvero il futuro se si continua a devastare il presente.
#giornatamondialedellaterra
( Immagine da Pinterest )

 

Se non fossi ateo, crederei in un Dio che ha scelto di salvare le persone sulla base della totalità delle loro vite e non sulla base del tipo di parole che recitano. Penso che preferirebbe un ateo onesto e virtuoso a un bigotto che pronuncia il Suo nome ogni momento.
– Isaac Asimov

 

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.
Piero Calamandrei
Il 25 aprile è una domanda rivolta a ciascuno di noi. Che cosa facciamo, ogni giorno, della libertà ricevuta in dono da chi ha avuto il coraggio di difenderla?
C’è stato un tempo in cui scegliere significava rischiare tutto. Oggi ci è chiesto di non tradire quell’ eredità con l’indifferenza, il silenzio, la rinuncia al pensiero.
La libertà vive nei gesti quotidiani, nel rispetto, nella partecipazione, nella dignità riconosciuta agli altri.
Per questo il 25 aprile non appartiene al passato, continua a parlarci del futuro.
#25aprile
#festadellaliberazione
#resistenza

 

La democrazia non è morta sempre con un colpo di Stato: a volte si è spenta lentamente, mentre tutti hanno pensato che sarebbe durata per sempre.
Ci sono momenti in cui una società non si accorge di stare cambiando.
A Padova, lo scorso 21 aprile, Alessandro Barbero ha parlato del fascismo non come di un mostro lontano, rinchiuso in una fotografia in bianco e nero, ma come di qualcosa che può tornare a vivere quando le persone smettono di riconoscerlo.
Ha ricordato che nessun potere autoritario si presenta dicendo la verità. Nessuno annuncia di voler togliere libertà o zittire chi dissente. Si parla invece di ordine, di sicurezza, di decisioni rapide. Si dice alla gente che i problemi sono semplici e che basta avere il coraggio di colpire i colpevoli giusti.
È in quel momento che bisogna prestare attenzione. Non quando i danni sono già compiuti, ma quando il linguaggio cambia. Quando discutere diventa una perdita di tempo. Quando chi fa domande viene trattato come un nemico. Quando le regole sembrano fastidi creati per rallentare chi comanda.
Barbero ha guardato al presente sottolineando che vi sono paesi in cui si vota ancora e tuttavia qualcosa si restringe ogni anno.
La stampa diventa più debole.
L’opposizione viene derisa.
Le istituzioni si piegano.
Da fuori sembra tutto intatto.
Da dentro, molto meno.
Ha parlato anche della responsabilità di chi osserva. Perché l’indifferenza è comoda, ma ha un prezzo. Quando i cittadini rinunciano a partecipare, qualcun altro prende il loro posto. Quando tutti ripetono che non cambia mai nulla, spesso il cambiamento è già iniziato.
Alla fine il suo discorso ha lasciato una verità semplice. La democrazia non si salva da sola. Ha bisogno di persone che la usino, la difendano, la pretendano. E il fascismo non si riconosce soltanto dai simboli che mostra, ma da ciò che porta via un poco alla volta.
Possiamo davvero chiamarla democrazia, la nostra, o ci siamo limitati a conservarne il nome mentre lentamente ne hanno svuotato la sostanza?
( 📸 da Pinterest )

 

Sono dunque un uomo normale, costretto però a vivere in una società anormale e sub-normale,
demenziale e deformante,
dove la maggioranza consuma qualunque tipo di sostanza messagli a disposizione dal mercato,
qualunque tipo di mercanzia esposta a destra e a manca, poco importa se impregnata di sangue, di sofferenza e di morte.
Una società formata da gente che non sceglie, non seleziona, non pensa,
ma che semplicemente butta dentro con ingordigia e indifferenza,
obbedendo agli schemi, ai cattivi esempi e alla diseducazione televisiva di massa.
– Dr. Vaccaro
( 📸 Halnaker Tree Tunnel nel West Sussex, Regno Unito – via Pinterest )

 

Prima di donare il mio corpo,
devo donare i miei pensieri,
la mia mente,
i miei sogni.
E tu
non volevi nessuna
di queste cose.
Sylvia Plath
( 📸 da Pinterest )

 

Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole.
Da “Hotel Supramonte” di Fabrizio De Andrè.
( Foto dal Web )

 

Il sistema collasserà se ci rifiutiamo di comprare quello che ci vogliono vendere – le loro idee, la loro versione della storia, le loro guerre, le loro armi, la loro nozione di inevitabilità. Ricordatevi di questo: noi siamo molti e loro sono in pochi. Hanno bisogno di noi, più di quanto ne abbiamo noi di loro. Un altro mondo non solo è possibile, ma sta arrivando. Nelle giornate calme lo sento respirare.
Arundhati Roy
( 📸 da Pinterest )

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