Pensieri e immagini (Novembre 2020)

“La mia felicità” di Friedrich Nietzsche
Da quando fui stanco di cercare,
ho imparato a trovare.
Da quando un vento mi ha fatto resistenza,
navigo con tutti i venti.
( Foto di Rodney Smith)

Non siamo sbagliati: sentiamoci sprecati. Ne abbiamo il sacrosanto diritto.
– Green Eyed Vincent
(Foto di Martin Stranka)

La comicità è una questione complessa.
Il confine tra tragico e comico è labilissimo, di una stessa cosa puoi ridere prima e piangere. – Gigi Proietti
(Ph Web)

Io vorrei, superato ogni tremore
giungere alla bellezza che mi incalza,
dalla rovina del silenzio, fonda,
togliere la misura della voce
e cantare all’unisono coi suoni;
stamparmi nelle palme ogni vigore
in crescita perenne e modulare
un attento confine con le cose
ov’io possa con esse colloquiare
difesa sempre da incipienti caos.
Vorrei abitare nel segreto cuore
centro d’ogni più puro movimento,
animare di me gli spenti aspetti
dei fantasmi reali e riplasmare
le parabole ardenti ove ogni grazia
è tocca dal suo limite. Variata
stupendamente da codesti incontri
numererò la plurima mia essenza
entro un solo, perenne,
insistere di toni adolescenti.
Nell’aperta misura delle ali
del più libero uccello,
nel vigore degli alberi,
nella chiarezza-musica dei venti,
nel frastuono puerile dei colori,
nell’aroma del frutto,
sarò creatura in unico e diverso
principio, senza origine né segno
d’ancestrale condanna.
E so, per questa verità, che il tempo
non crollerà spargendo le rovine
dei violati contatti alla mitezza
del mio nuovo apparire, né la sacra
identità del canto verrà meno
ai suoi idoli vivi.

Alda Merini
(Ph Web)

Quando un individuo si attacca a un credo o a una dottrina perde la propria libertà. Diventando dogmatico, ritiene che la propria dottrina corrisponda alla sola e unica verità e considera eretica ogni altra credenza. Da una tale visione ristretta scaturisce ogni forma di discordia e conflitto. Le dispute che ne derivano si sviluppano all’infinito e, oltre a rappresentare una perdita di tempo, talvolta degenerano in guerra. L’attaccamento alla propria visione è il più grave ostacolo al cammino spirituale. In virtù di tali visioni ristrette, l’individuo è talmente irretito da non saper più mantenere aperta la porta della verità.
Bhagwan Shre Rajneesh
(Ph Web)

Sembra esserci nell’uomo, come nell’uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove.
– Marguerite Yourcenar
(Foto: Kertész André)

Ero aquilone e credevo d’esser libero,
ma un filo di paura mi legava al mondo.
Così, in un brivido d’incoscienza, spezzai ogni legame e scelsi
di essere vento.
– Michelangelo Da Pisa
(Ph Web)

Ogni volta che rispondi
con delicatezza
all’arroganza
stai insegnando al mondo
la più grande delle rivoluzioni.
– Gio Evan
(Foto di Gabor Egyed)

La mente è più grande del cielo
Perché se li metti fianco a fianco
L’ una contiene l’altro
Facilmente.
Emily Dickinson
(Ph Web)

Io non conosco nessun altro segno di superiorità nell’uomo che quello di essere gentile.
– Ludwig van Beethoven
(Foto di Rafiq Maqbool)

Quando qualcuno ti delude, anche se lo perdoni, niente sarà più come prima.
(Dal Web)


Amate gli animali […]Non inquietateli, non tormentateli, non togliete loro la gioia: non opponetevi all’intenzione di Dio. Uomo, non porti al di sopra degli animali: essi sono senza peccato mentre tu, nella tua grandezza, guasti la Terra al tuo solo apparire lasciando dietro di te la tua lurida traccia.
Fëdor Dostoevskij“I fratelli Karamazov”.
Foto di Alessio Albi.

È bello girare in collina insieme col cane: mentre si cammina, lui fiuta e riconosce per noi le radici, le tane, le forre, le vite nascoste, e moltiplica per noi il piacere delle scoperte.
Fin da ragazzo, mi pareva che andando per boschi senza un cane avrei perduto troppa parte della vita e dell’occulto della terra.
– Cesare Pavese
(Foto di Tanja Brandt)

“Poiché non sappiamo quando moriremo si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile, però tutto accade solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte. Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio? Un pomeriggio che è così profondamente parte di voi che senza, neanche riuscireste a concepire la vostra vita, forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno. Quante altre volte guarderete levarsi la luna, forse venti. Eppure, tutto sembra senza limite.”
Da “Il tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci

Costruire una capanna
di sassi, rami, foglie
un cuore di parole
qui, lontani dal mondo
al centro delle cose,
nel punto più profondo.
Pierluigi Cappello, da “Stato di quiete”.
(Ph Web)

Soffro di iperattività immaginativa, la mia mente tende a saltellare un po’ di qua e di là e ho qualche guaio tra fantasia e realtà.

Woody Allen
(Ph Web)

“Ora pensiamo in positivo.
Pensa al momento in cui morirai ma sarai felice di morire perché hai vissuto bene. Un po’ come quando finisce una bellissima vacanza: certo vorresti qualche giorno in più, però sei contento di tornare, perché te la sei goduta al massimo.
Per quale motivo sorriderai quel giorno, prima di lasciare per sempre questa vita?
Sicuramente non per i soldi che hai accumulato, non per le auto che hai guidato o i vestiti firmati che hai indossato, né tantomeno per la taglia che avevi.
Chi è andato molto vicino al momento supremo ed è tornato indietro, racconta che sorrideva per i bei momenti con gli amici, per il bene fatto al prossimo, per avere vissuto appieno: riso, pianto, lottato (vinto e perso), tutto a suo modo.
Ascolta bene il testo di My Way, cantata da Frank Sinatra, e fai in modo di poterla cantare mentre stai morendo.”
– Claudio Belotti
(Ph Web)

Hanno il fascino di sempre le donne senza età,
quelle che sanno accogliere
sui loro visi le tracce sottili lasciate dalla vita.
Donne che non si ostinano
a voler apparire perennemente giovani,
che si accettano come sono,
che scoprono ogni giorno la loro interiorità.
Sembrano preziosi ricami lasciati
dal tempo che fugge
come improvviso alito di vento,
quei segni incisi sui loro volti,
ricordi, illusioni, delusioni, gioie, amori, sogni.
Sembrano scritti di antichi monaci amanuensi ,
disegnati sulla loro pelle dalle carezze degli anni.
Per loro è costante stupore
guardare con sereno distacco
dalla finestra dalla vita.
I loro sorrisi assomigliano a luoghi e sono oasi
che offrono inattesa ospitalità e calore,
sono il richiamo di una gioventù sempre presente,
un’ eco di amori che vivono nella memoria.
E’ sorprendente leggere nei loro sguardi
gli attimi di felicità vissuta,
i ricordi sempre attuali, le passioni mai sopite.
Grazie al cuore che non è mai stanco di emozioni,
grazie alla vita che è un lungo e meraviglioso viaggio
che non smette mai di insegnare ed emozionare.
Agostino Degas
Fotografia di Meryl Streep (Dal Web)

Abbiamo bisogno di contadini,
di poeti, gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento.
Più che l’anno della crescita,
ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.
Attenzione a chi cade, al sole che nasce
e che muore, ai ragazzi che crescono,
attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere
più che aggiungere, rallentare più che accelerare,
significa dare valore al silenzio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza.
– Franco Arminio
(Ph Web)

Presi il mio cuore
e lo posi nella mia mano
lo guardai come chi guarda
grani di sabbia o una figlia.
Lo guardai pavido e assorto
come chi sa d’esser morto;
con l’anima solo commossa
del sogno e poco della vita.
Fernando Pessoa
(Jeanloup Sieff, Gérard Blain, Paris, 1959)

Libertà” di Langston Hughes
La libertà non verrà
oggi, quest’anno
o mai
tramite il compromesso e la paura.
Io ho gli stessi diritti
di chiunque altro
di camminare
con le mie gambe
e possedere la terra.
Sono stufo di sentirmi ripetere
Lascia correre
Domani è un altro giorno
Non mi serve la libertà da morto.
Non posso vivere del pane di domani.
La libertà
è un seme robusto
seminato
nella grande necessità.
Io pure vivo qui.
E voglio la libertà
esattamente come te.
(“Swimmer”, Monika Strzelecka)

Mi sentivo ed ero un libro con righe chiare di parole sensibili e taglienti, nessuno sapeva intravederne le fragilità, si pungevano e andavano via. Sono sempre stata e mi son sempre sentita come un libro aperto, circondato da analfabeti.
Sylvia Plath
(“The Mirror” by Edward Steichen)

La tua casa non è dove sei nato. Casa è dove cessano tutti i tuoi tentativi di fuga.
– Naguib Mahfouz
(Illustrazione di Pascal Campion)

N.B. Le immagini sono state reperite nel web, quindi considerate di pubblico dominio e appartenenti a google e ai legittimi proprietari. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al seguente indirizzo lacapannadelsilenzio@yahoo.it e saranno immediatamente rimosse.

98 Condivisioni

Lascia un commento

error: Content is protected !!