Pensieri e immagini (Agosto 2021)

L’ozio è fatale solo ai mediocri.
Albert Camus
(Foto di Franck Courtes)

 

“Siediti come un sultano tra le lune di Saturno e prendi l’uomo solo, molto in astratto: ti sembrerà un prodigio, una grandezza e un dolore. Ma dallo stesso pulpito prendi l’umanità in massa e, nella maggior parte, ti sembrerà un’accozzaglia di duplicati superflui, sia contemporanei che ereditari.”
– Herman Melville
(Foto di Elizabeth Gadd)

 

“Siamo tutti destinati a divenire un ricordo e ce ne dimentichiamo ogni giorno.”
– Massimo Lo Pilato
(Immagine dal web)

 

Il mondo è di chi ha capito che non avrà un’altra occasione.
(Foto e citazione dal web)

 

Non temiamo i momenti difficili. Il meglio arriva da lì.
– Rita Levi Montalcini
(Foto dal web)

 

Alcuni dicono che il sonno profondo è senza sogni e che si sogna solo nei momenti che precedono il risveglio, e che nel giro di pochi secondi si immaginano eventi della durata di minuti o di ore intere. Altri invece sostengono che si sogna per tutta la durata del sonno, così come le sensazioni e le esperienze si susseguono ininterrotte allorché si è svegli; ma che noi ricordiamo – quando ricordiamo qualcosa affatto – solo dei frammenti, gli episodi conclusivi della lunga vicenda onirica; come se uno che, di notte, fosse in grado di visitare gli abissi del mare ma che, al ritorno, riuscisse solo a ricordare gli ultimi istanti, prima di riaffiorare alla superficie: l’acqua verde che filtra la luce del giorno, le sabbie dell’approdo mattutini. Altri ancora ritengono che nel sogno profondo si spalancano le porte di antichissime, misteriose caverne della mente e ne escono fuori forze oscure, che però sono per loro natura inesprimibili – e quindi invisibili agli occhi di chi sogna. Alcune di tali forze oscure tuttavia (così sostiene questa teoria) riescono a risalire, dalle profondità degli abissi psichici, verso la soglia della coscienza, e nel risalire attraggono a sé qualche brandello, qualche scheggia – per concordanza o per affinità – della memoria individuale del dormiente che sogna: quindi qualcosa arriva dall’abisso alla ragione. I sogni sono perciò bolle, bollicine, immateriali globi di sostanza reale, che risalgono per loro natura attraverso l’elemento del sonno, che tutto avviluppa; e troppo numerose per venir conosciute e ricordate dal dormiente, il quale al suo risveglio ne afferra solo una qua e là, come un bimbo – d’autunno – può afferrare una foglia fra le mille e mille che, intorno a lui, cadono al suolo.
– Richard Adams
(Immagine reperita nel web)

 

C’è una vita a tutti visibile, e ce n’è un’altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla.
Ognuno di noi ha la propria ‘no man’s land’ in cui è totale padrone di sé stesso. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell’etica, una sia morale e l’altra immorale; l’una sia lecita l’altra illecita. Semplicemente l’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero.
(dal libro ‘Il giunco mormorante’ di Nina Berberova)
(Ph: The Englishwoman, Victoria Lockwood by Bruce Weber, styled by Grace Coddington, Vogue UK, December 1984)

 

Atto d’amore è accogliere in noi la nostra parte più ferita e fragile, accorgersi che dobbiamo amare l’ultimo degli uomini perché arriva terribile il momento in cui ci accorgiamo che l’ultimo degli uomini siamo noi.
– Carl Gustav Jung
(Foto di kasia-aus su flickr)

 

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.
– Giorgio Caproni
(Foto dal web)

 

Miei segni particolari: incanto e disperazione.
– Wislawa Szymborska
(Immagine reperita nel web)

 

Sarei forse più sola
senza la mia solitudine
Emily Dickinson
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È molto, molto difficile mettere d’accordo cuore e cervello.
Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
Woody Allen
(Foto dal web)

 

«Ma allora, cos’è che ti conforta?»
«La certezza della mia libertà interiore, » disse lui dopo aver riflettuto « questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscano poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare».
Da “Suite francese” di Irène Némirovsky.
(Steffan Hill)

 

“Avevo sempre avuto questa tendenza a immergermi talmente
in qualcosa da dimenticarmi per un po’ del resto del mondo.”
– Haruki Murakami
(Foto da Pinterest)

 

L’ anima è piena di stelle cadenti.
Victor Hugo
(soupsane.tumblr.com)

 

X AGOSTO
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!
– GiovanniPascoli
(Immagine da Pinterest)

 

“La stella della sera” di Edgar Allan Poe
L’estate era al suo meriggio,
e la notte al suo colmo;
e ogni stella, nella sua propria orbita,
brillava pallida, pur nella luce
della luna, che più lucente e più fredda,
dominava tra gli schiavi pianeti,
nei cieli signora assoluta –
e, col suo raggio, sulle onde.
Per un poco io fissai
il suo freddo sorriso;
oh, troppo freddo – troppo freddo per me!
Passò, come un sudario,
una nuvola lanugiosa,
e io allora mi volsi a te
orgogliosa stella della sera,
alla tua remota fiamma,
più caro avendo il tuo raggio;
giacché più mi allieta
l’orgogliosa parte
che in cielo svolgi a notte,
e di più io ammiro
il tuo fuoco distante
che non quella fredda, consueta luce.
(“Notte stellata sul Rodano”, Vincent Van Gogh)

 

“Quanto tumulto è la luce!”
Johann Wolfgang von Goethe
* Ph Pinterest

 

Era nel mio carattere evitare la folla per legarmi appassionatamente a pochi.
– Mary Shelley
(Foto da Pinterest)

 

“A quindici anni avevo il cervello pieno di immagini grandiose e retoriche. Per fortuna! Ho sempre pensato che se a quell’età non hai un pizzico di folle poesia o slancio verso l’impossibile, non arrivi ai quaranta con una voce vera. Il tempo assottiglia tutto, l’amore, il dolore, la vita e soprattutto la bellezza. Il tempo uccide il desiderio e corrompe l’amore.”
Da “La pazienza della lucertola” di Adriana Capogrosso, libro/mania, pag. 52.
(beonella.tumblr.com)

 

Quando alla fine si è governati da una banda dove una metà sono fascisti e l’altra metà sono coglioni non c’è una grande prospettiva per il Paese.
– Gino Strada
(Foto dal web)

 

”Si chiama calma e mi costò molte tempeste.
Si chiama calma e quando scompare esco di nuovo a cercarla.
Si chiama calma e mi insegna a respirare, pensare e ripensare.
Si chiama calma e quando la follia la tenta si scatenano venti terribili difficili da dominare.
Si chiama calma e arriva con gli anni quando l’ambizione giovanile, la lingua sciolta e la pancia fredda cedono il posto a più silenzi e più saggezza.
Si chiama calma quando s’impara bene ad amare, quando l’egoismo cede il posto al dare e l’anticonformismo svanisce per aprire il cuore e l’anima, arrendendosi interamente, a chi vuole ricevere e dare.
Si chiama calma quando l’amicizia è così sincera che tutte le maschere cadono e tutto può essere raccontato.
Si chiama calma e il mondo la evita, la ignora, inventandosi guerre che nessuno vincerà mai.
Si chiama calma quando si gode il silenzio, quando i rumori non sono solo musica e follia, ma il vento, gli uccelli, la buona compagnia o il rumore del mare.
Si chiama calma e non si paga con niente, non c’è moneta di alcun colore che possa coprire il suo valore quando diventa realtà.
Si chiama calma e mi è costata tante tempeste e le attraverserei mille volte ancora pur di tornare a incontrarla.
Si chiama calma, la godo, la rispetto e non la voglio lasciar andare.”
– Dalai Lama
(Immagine reperita nel web)

 

Il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.
– Alejandro Jodorowsky
(Foto dal web)

 

Distesa sul divano, con le mani tra le ginocchia, Mariam fissava i mulinelli di neve che turbinavano fuori dalla finestra.
Una volta Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo.
Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente.
“A ricordo di come soffrono le donne come noi” aveva detto. “Di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso”.
Da “Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini.
(“Burka” di Jorge Ruiz Dueso)

 

Vedere un mondo in un granello di sabbia
e un paradiso in un fiore selvatico,
tenere l’infinito nel palmo della mano
e l’eternità in un’ora.
– William Blake
(Immagine reperita nel web)

 

Monotonia, noia, morte.
Milioni di uomini vivono in questo modo,
senza saperlo.
Lavorano negli uffici.
Guidano una macchina.
Fanno picnic con la famiglia.
Allevano bambini.
Poi interviene una cura “urto”,
una persona, un libro, una canzone,
che li sveglia,
salvandoli dalla morte.
– Anaïs Nin
(Foto dal web)

 

Lo spirito libero odia tutte le abitudini e le regole, tutto ciò che è duraturo e definitivo, e per questo lacera continuamente, seppur con dolore, la tela in cui è invischiato, sebbene ciò gli procurerà piccole e grosse ferite dolorose: quei fili infatti deve strapparli con il proprio corpo e con la propria anima.
Friedrich Nietzsche
(Immagine reperita nel web)

 

La cosa che tollero meno al mondo, anche meno dell’ignoranza, è la maleducazione. perché se avere il cervello piccolo è una disgrazia, essere cafoni è una scelta.
– Antonio Pinna
(Foto dal web)

 

Viaggiare è una frattura continua di tutte le abitudini, una smentita inflitta incessantemente a tutti i pregiudizi.
– Marguerite Yourcenar
(Foto dal web)

 

Ci resta sempre in fondo al cuore il rimpianto di un’ora, di un’estate, di un fuggevole istante in cui la giovinezza si schiude come una gemma.
– Irène Némirovsky
(Foto dal web)

 

Fai la brava.
Non esagerare.
Comportati bene.
La gente cosa penserà di te?
Quante volte ho sentito queste parole.
Fin da bambina mi sono state ripetute fino a stordirmi.
Soffocare i bisogni della mia anima selvaggia.
Spezzare il collegamento con il mio spirito libero.
O ero troppo o troppo poco.
Abbassa la musica, posa la penna, zittisci il canto, ferma la danza.
Per essere degna di amore.
Bruciare la parte selvaggia, ridurre in cenere l’istinto.
Consumata dal fuoco della cremazione invece che dal fuoco creativo.
Uniformarmi per essere accettata?
Mai più.
A costo dell’esilio.
Il vero io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
– Paulo Coelho
(Immagine reperita nel web)

 

Mi rifiuto di essere tanto debole da raccontarlo a chiunque.
Sylvia Plath
(Immagine reperita nel web)

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