«La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia, una prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno mai di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù».
Aldous Huxley

Un noto illustratore satirico polacco, Pawel Kuczynski, ha realizzato dei disegni su carta utilizzando acquarelli e matite, per creare, come egli stesso afferma, delle «rappresentazioni reali del nostro tempo surreale».

Nato nel 1976 a Szczecin, in Polonia, fa un largo uso della satira per raccontare la realtà politica, sociale e culturale di oggi.
Le illustrazioni di Pawel evidenziano gli aspetti più sgradevoli e ipocriti della società e della politica.

Le sue metafore visive non si limitano solamente alla mera riflessione sul mondo che ci circonda, ma riescono anche a far sorgere in tutti noi notevoli sensi di colpa.

Laureatosi all’Accademia delle Belle Arti di Poznan, con specializzazione in Grafica, nel 2004 inizia a realizzare delle illustrazioni che gli faranno guadagnare ben novantadue riconoscimenti internazionali.

Sicuramente la maggioranza di noi ritiene di non essere colpevole dei disastri ambientali, delle guerre, dell’impoverimento culturale e di tutti i numerosi problemi che attanagliano il mondo.

Eppure, se ci si sofferma un po’ di più sulle immagini realizzate da Pawel, quel mosaico di brutture che man a mano va a comporsi…

ci scaraventa in una realtà talmente sconcertante da farci porre degli interrogativi che…

insinueranno un opprimente disagio per il mondo che abbiamo contribuito a creare con la nostra indifferenza, distrazione, superficialità e rassegnazione di fronte al male, considerato un aspetto ineluttabile della vita.

Probabilmente, in quest’ultimo caso non si può dar torto a chi la pensa così.
Anche la sottoscritta ritiene che il male è insito nella natura umana, predomina indisturbato ed è pura utopia pensare di poter essere in grado di estirpalo del tutto.
L’imbarazzo che ci assale guardando le illustrazioni del noto disegnatore polacco sorge da una riflessione sicuramente più profonda.

Ci si domanda cosa abbiamo fatto per impedire che il sistema contemporaneo calpestasse diritti che erano stati ottenuti con il sangue di chi ci aveva preceduto.

E l’ironia, quella forma d’arte molto sottile usata dal disegnatore polacco, punta il dito anche verso tutti noi.

Proprio noi che, anche con il nostro stile di vita, con il nostro disinteresse, con il nostro continuare a coltivare imperterriti il nostro orticello senza curarci dell’ambiente e degli altri…

abbiamo fatto sì che questo sistema attecchisse e avvolgesse nelle sue spire la nostra stessa esistenza e soprattutto quella di coloro che verranno dopo di noi.

Le profonde contraddizioni della nostra società e e dello stile di vita che conduciamo viene sintetizzato con immagini sicuramente forti, ma che riescono nel loro intento.

Sebbene Pawel sostenga di limitarsi solamente ad un’osservazione della realtà, le sue immagini appaiono palesemente volte a pungolarci per poter riflettere su alcune tematiche scottanti della società contemporanea.

I problemi di oggi non sono peggiori rispetto al passato. Il progresso ha reso più semplice la nostra vita.

Qualche dubbio a tal proposito?

Il progresso però, nello stesso tempo, ha mutato il paesaggio, ha disboscato, ha inquinato e sembra che ancora non voglia cessare di distruggere il pianeta in cui abitiamo. La richiesta continua di oggetti di consumo necessita un enorme sfruttamento di risorse. Ma si continua a chiedere sempre di più. Senza fermarsi un momento a riflettere.
Il potere è riuscito, grazie al nostro adagiarci e pensare solo a noi e al nostro piccolo e misero mondo quotidiano, a sottrarre lentamente e silenziosamente diritti fondamentali che tolgono tempo alla Vita.

E quei pochi che tentano di ribellarsi ad un sistema disumano, vengono isolati e derisi. In fondo che bisogno c’è di contestare, si domandano gli utili idioti che popolano il mondo.
Niente di nuovo nella storia dell’uomo. L’adorazione del denaro, le ingiustizie sociali, l’indottrinamento religioso sin dalla nascita, le guerre, lo sfruttamento di uomini, animali e natura hanno sempre caratterizzato qualsiasi periodo storico.
E ancora oggi i problemi più gravi non sono stati risolti da alcun politico, partito o movimento cui abbiamo delegato il compito di rendere il mondo un posto diverso.
Forse perché anche noi abbiamo collaborato con il nostro silenzio, o con tiepide lamentele, il sorgere di qualsiasi palese ingiustizia che si è consumata, o si consuma ancora.

Ed è proprio per questa ragione che le illustrazioni di Pawel ci colpiscono profondamente.
Pawel Kuczynski è in grado di sintetizzare con una sola immagine una situazione complessa e di usare una matita e tonalità diverse di acquarelli per parlare senza pronunciare una parola su quello che accade nel mondo.
Di seguito altri suoi lavori.

«Mi considero solo un osservatore di tutto ciò che mi accade intorno».

«Credo che gli artisti possano fare molto per cambiare il mondo».
«Per me l’illustrazione è una lingua e per noi gli illustratori rappresentano un tramite piuttosto significativo».
«Non sono un amante dei video, preferisco la carta, gli acquerelli, i pastelli, mi piace l’odore della vernice».
N.B. Le immagini sono state reperite nel web e quindi considerate di pubblico dominio. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al seguente indirizzo lacapannadelsilenzio@yahoo.it e saranno immediatamente rimosse.
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