Citazioni, poesie e curiosità dalla pagina Facebook ( Febbraio 2025 )

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I poveri dell’Africa Subsahariana che fanno chilometri per trovare dell’acqua non sono i poveri dell’Africa. Sono i poveri della nostra umanità. Siamo tutti responsabili. Poi, ci sono persone di 90 anni che hanno milioni di milioni e continuano ad accumulare denaro. E non abbiamo nemmeno il coraggio di tassarli e dirgli “Basta!” È incredibile. Questi sono i problemi del mondo, di un mondo che non ha una governance. Se non siamo capaci di stabilire degli obiettivi, di occuparci dei problemi del mondo e di affrontarli, rendendoli la nostra ragione di vita, mettiamo in pericolo la nostra stessa vita. La fase del capitalismo che stiamo vivendo, ha portato il progresso. Probabilmente, ha aumentato l’aspettativa di vita di 40 anni. Ma, allo stesso tempo ci ha rovinato la vita, ci ha rubato il tempo. Ci ha trasformato tutti in merce di scambio. Siamo tutti in vendita. Abbiamo inventato una società del consumo con un bisogno costante di crescere. Perché se l’economia non cresce è una tragedia. Abbiamo inventato una montagna di bisogni superflui. Buttiamo via, compriamo, buttiamo via e… Ma è la nostra vita che stiamo sperperando. Perché quando compro qualcosa, o tu compri qualcosa, non lo compriamo con i soldi. Lo compriamo con il tempo della nostra vita che abbiamo speso per guadagnare quei soldi. Con l’unica differenza che l’unica cosa che non si può comprare è la vita. La vita si esaurisce. Ed è terribile sprecare la propria vita per perdere la libertà. La vita è troppo bella per darle così poca importanza. Forse, dobbiamo aspettare che il malcontento si diffonda per renderci conto del valore che hanno le cose più semplici e fondamentali della vita.
– Pepe Mujica
( 📸 da Pinterest )

 

I peggiori sono quelli che vivono sempre nel mezzo.
Non scelgono.
Non si sbilanciano.
Non fanno mosse, pur di non fare sbagli.
Inutili.
Dal Web
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|Un sistema di educazione vero, un sistema di acculturazione è quello che scaturisce quando genitori e figli comunicano fra loro.
Può essere anche una passeggiata in un bosco. Può essere anche una passeggiata in città, fermandosi davanti a un edificio o a un arco e il genitore dice: Vedi quell’arco? Sai perché è lì? E così facendo racconta la storia al figlio. Oppure nel bosco: vedi quegli alberi? Si chiamano faggi, sai perché sono preziosi per l’equilibrio della nostra vita? Oppure leggendo un libro: vedi questo pittore? Sai perché questo quadro ha avuto un’importanza fondamentale quando è uscito? Questa è l’educazione.|
– Corrado Augias
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L’occhio guarda, per questo è fondamentale. É l’unico che può accorgersi della bellezza. La visione può essere simmetrica lineare o parallela in perfetto affiancamento con l’orizzonte. Ma può essere anche asimmetrica, sghemba, capricciosa, non importa, perché la bellezza può passare per le più strane vie, anche quelle non codificate dal senso comune. E dunque la bellezza si vede perché è viva e quindi reale. Diciamo meglio che può capitare di vederla. Dipende da dove si svela. Ma che certe volte si sveli non c’è dubbio […]. Il problema è avere occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono, nemmeno l’ordito minimo della realtà. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esista. Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.
Pier Paolo Pasolini
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Esiste una terra dove il silenzio è d’oro e il chiacchiericcio superfluo non trova spazio: la Finlandia. Qui, a differenza di molte altre nazioni europee dove parlare del meteo o scambiare commenti banali è all’ordine del giorno, lo “small talk” è quasi inesistente. La lingua finlandese non ha nemmeno una parola per descrivere questo tipo di conversazione poco profonda, perché per loro ogni parola conta davvero quando ha significato.
È interessante notare che molti bambini finlandesi scoprono questo aspetto culturale solo quando iniziano a imparare l’inglese e si rendono conto che in altre parti del mondo scambiarsi chiacchiere leggere è la consuetudine. Qui, invece, ogni silenzio è carico di significato, un prezioso momento di riflessione piuttosto che un vuoto da riempire a ogni costo.
Durante una serata o un incontro informale, i finlandesi non tendono a riempire ogni momento di silenzio con parole. Anche un lungo intervallo di silenzio viene considerato un’opportunità per riflettere e per ascoltare se stessi e gli altri in modo più profondo. Questa filosofia, che valorizza la calma e la contemplazione, è presente anche in altre parti del Nord, come in certe città scandinave.
Quindi, se hai l’opportunità di visitare la Finlandia, non esitare ad abbracciare il silenzio. Non c’è bisogno di forzare conversazioni superficiali: il rispetto per questo spazio di riflessione sarà sicuramente gradito e, chissà, potrebbe anche aiutarti a capire meglio il valore delle parole quando sarà veramente il momento di esprimerle.
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|Seduto a poppa, mi chiedevo quanto ancora potrà durare un mondo così, retto esclusivamente dai criteri incolti, disumani e immorali dell’economia.
Scorgendo l’ombra di isole lontane me ne immaginavo una ancora abitata da una tribù di poeti tenuti in serbo per quando, dopo il Medioevo del materialismo, l’umanità dovrà ricominciare a desiderare altri valori nella propria esistenza.|
Da “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani.
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Le cadeva addosso una malinconia dolce come una carezza lieve, che le stringeva il cuore a volte, un desiderio vago di cose ignote.
– Giovanni Verga
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|Io sono verticale
Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.
Stasera, all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo piu’ perfetto –
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me piu’ naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.|
Sylvia Plath
( 📸 da Pinterest )

 

|Esiste una parola in lingua tedesca che è semanticamente intraducibile in italiano: Zweisamkeit. È quello stato paradisiaco in cui due anime si ritrovano, formando un alone di solitudine fra loro, isolandosi dal mondo e bastando a se stesse.
Quel palpito io lo provai.|
– Vincenzo Fiore
La parola tedesca Zweisamkeit evoca, dunque, un’esperienza quasi mistica in cui due anime si incontrano in un abbraccio silenzioso, creando un rifugio intimo lontano dal caos del mondo esterno. È quel momento in cui il tempo sembra fermarsi, dove le distrazioni svaniscono e l’unica verità è la connessione tra due persone. Le parole diventano superflue, sostituite da sguardi e silenzi carichi di significato, in grado di esprimere tutto l’amore e la complicità tra due esseri che si riconoscono l’uno nell’altro. Un rifugio dove l’unione dei cuori diventa la luce in grado di rischiarare anche i momenti più bui della nostra esistenza. Zweisamkeit diventa così un simbolo di un amore che, ritirandosi dal mondo, riesce a illuminare la vita con la sua straordinaria luminosità.
( 📸 da Pinterest )

 

17 Febbraio 1600
Avete più paura voi ad emanare questa sentenza che non io nel riceverla“.
– Giordano Bruno
Audace filosofo e scrittore italiano, Giordano Bruno ha illuminato il suo tempo con idee rivoluzionarie. In un’epoca dominata da dogmi rigidi e da un universo considerato finito, immaginò un cosmo infinito, popolato da innumerevoli mondi, e osò mettere in discussione le verità ufficiali. La sua vita, caratterizzata da un coraggio straordinario, si concluse tragicamente, trasformandolo in un simbolo duraturo della libertà di pensiero e della continua ricerca della verità.
( 📸 dal Web )

 

|È meglio ardere in un’unica fiamma piuttosto che spegnersi lentamente.|
|Se i miei occhi potessero mostrare la mia anima, chiunque piangerebbe vedendomi sorridere.|
Il 20 febbraio del 1967 nasceva il cantautore e musicista Kurt Cobain.
Cobain non era solo il frontman dei Nirvana, ma rappresentava l’anima inquieta di un’intera generazione. Con la sua voce potentemente espressiva, testi significativi e un sound grezzo e genuino, ha portato il grunge da un contesto underground ad una rivoluzione musicale di grande impatto.
Quando “Nevermind” (1991) esplose con “Smells Like Teen Spirit”
diventò il simbolo del malessere giovanile degli anni ’90. Scettico riguardo alla fama e alle aspettative dell’industria musicale, combatté a lungo con i suoi demoni interiori fino alla tragica conclusione nel 1994. Oggi, il suo spirito ribelle e la sua musica continuano ad ispirare milioni di persone. (Foto da Pinterest )

 

Tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. È questo l’ incubo dei potenti.
– Ernst Jünger
( Immagine da Pinterest )

 

|Ci sono state mille cose che non ho scelto. Sono arrivate all’improvviso senza preavviso e hanno trasformato la mia vita per sempre. Cose buone e brutte, che non ho mai cercato, ma che mi hanno trovato, cambiando il corso dei miei giorni. Ho preso strade, una vita che non mi aspettavo di vivere. Ma se non ho potuto scegliere cosa è venuto, ho scelto come affrontarlo. Ho scelto i sogni per colorare i miei giorni, la speranza per sostenere la mia anima e il coraggio per sfidare l’inevitabile. Perché vivere è questo: non controllare ciò che arriva ma decidere come restare in piedi.|
Rudyard Kipling
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|La vita è come la tua prima partita di scacchi. Quando cominci a capire come funziona hai già perso.|
– Carlos Ruiz Zafon
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|”Metti che tu hai lavoro per un operaio, e che per avere quel posto si presenta solo uno. Ti tocca dargli la paga che vuole. Ma metti che si presentano in cento.” Il ragazzo posò la raspa. Il suo sguardo s’indurì e la sua voce s’inasprì. “Metti che quel posto lo vogliono in cento. Metti che quei cento hanno dei bambini, e che quei bambini sono affamati. Metti che dieci centesimi bastano per comprare un po’ di farina di mais a quei bambini. Metti che cinque centesimi bastano per fargli mettere almeno qualcosa sotto i denti. E per quel posto si sono presentati in cento. Tu offrigli cinque centesimi, e vedi se non s’ammazzano tra loro per avere i tuoi cinque centesimi.“|
John Steinbeck
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|Diventiamo più silenziosi con gli anni, non perché non ci sia nulla da dire, ma perché capiamo che alcune parole pesano più di quanto possano essere sostenute.
A poco a poco si allontana anche l’arroganza di credere che tutto sia eterno.
Prima l’insolenza ci faceva sfidare tutto; ora la vita ci ha insegnato che ci sono battaglie che si perdono ancor prima di essere combattute.
Ma anche nella stanchezza e con le crepe e l’usura, ci sono cose che semplicemente non lasciamo perdere, perché ciò che davvero ci tocca, ci abita per sempre.
Perché i sogni, quando sono veri, resistono al tempo, alla sconfitta e al disincanto.
Non spariscono, aspettano solo, aggrappandosi a quel poco che rimane di noi quando tutto il resto è andato via.|
– Francisco de Enciso Zárate
( 📸 dal Web )

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