Il malinconico Thomas Hardy.

«Vi è una loquacità che non dice nulla e vi è un silenzio che dice molto».

Thomas Hardy, biografia, opere e citazioni
Grande poeta e romanziere inglese, Thomas Hardy guarda con affetto e compassione i personaggi da lui creati manifestando una visione fatalistica e oppressiva della vita e credendo in una forza sovrannaturale del tutto indifferente alla sorte degli esseri umani. Nelle sue opere si nota un decisivo distacco dalla visione ottimistica del periodo vittoriano e ciò gli procurerà non poca ostilità da parte dei critici e degli editori.
Il suo atteggiamento pessimista nei confronti di quell’osannato progresso di moda in quel periodo, lo porta a volgere il suo sguardo, con romantica nostalgia, verso le antiche tradizioni rurali che, secondo lo scrittore, offrono all’uomo la possibilità di vivere in armonia e di sopravvivere dinnanzi ad un universo silente e ostile.

Thomas Hardy, biografia, opere e citazioni
Il suo indugiare nella bellezza della natura, tratteggiata con straordinaria sensibilità e tocchi impressionisti, ha donato al mondo pagine di alta letteratura, sebbene noi lettori restiamo perplessi nel riscontrare dentro ambientazioni prettamente romantiche una filosofia pessimista sorta dalla convinzione che l’uomo non possa sfuggire alla forza misteriosa di un destino volto a travolgerlo inesorabilmente. E la natura stessa, coinvolta nelle tragedie dei personaggi ritratti, rispecchia anch’essa quel sentimento di tragedia universale di un’esistenza priva di alcun significato in un tumulto di azioni futili. Ma ad un’attenta lettura si nota anche che, nonostante il pessimismo dello scrittore, vi sono dei momenti in cui Hardy sembra prenderci per mano per immergerci nella bellezza ineguagliabile della natura.

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Sebbene, con il passare degli anni, il pessimismo dello scrittore investe anche quella natura aspra e solitaria che sconvolge l’animo umano di cui ne descrive in profondità le emozioni che vi si agitano dentro.
Figlio di un umile scalpellino, nasce il 2 giugno del 1840 in un piccolo paesino del Dorset, una contea inglese situata nella parte sudoccidentale della nazione. Proprio in quella zona, che chiamerà “Wessex”, così come era denominata anticamente, ambienterà i suoi romanzi.
Nonostante le condizioni poco agiate della famiglia, riuscirà a conseguire la laurea in architettura e si trasferirà a Londra dove per un periodo di tempo eserciterà la sua professione dirigendo un noto studio.
A trentuno anni pubblica il suo primo grande successo, il noto romanzo “Via dalla pazza folla” di cui molte sono state le trasposizione cinematografiche. L’ultima è stata distribuita anche nelle nostre sale cinematografiche nel 2015.

Thomas Hardy, biografia, opere e citazioni

Una scena del film “Via dalla pazza folla”.

Dopo il successo del romanzo, Thomas Hardy abbandona la professione di architetto e si dedica completamente alla narrativa e alla poesia.
Nello stesso anno, il 1874, si sposa con Emma Gifford e trasferisce la sua residenza in una villa solitaria, da lui stesso progettata, vicino Dorchester, dove trascorrerà il resto della sua vita.

Thomas Hardy, biografia, opere e citazioni

Thomas Hardy insieme alla moglie.

Emarginato dalla borghesia a causa delle sue umili origini, continua l’ambizioso progetto iniziato con la sua prima opera dei cinque “Romanzi di Wessex“, di cui il più famoso è “Tess dei D’Urbervilles“, pubblicato nel 1891.
Da questo romanzo il regista Roman Polanski ha realizzato il film Tess nel 1979, vincitore di tre premi Oscar.

Thomas Hardy, biografia, opere e citazioni

Nastassja Kinski in una scena del film Tess

Il romanzo narra la tragica storia di una semplice ragazza di paese convinta dai genitori, che vogliono sfidare il destino, a credere di essere imparentata con la famiglia nobiliare dei D’Urberville. Violentata o sedotta (la scena viene lasciata alla nostra immaginazione) da un ragazzo proveniente da una famiglia di nuovi ricchi che ha acquistato il nome della famiglia in questione, Tess intraprende un percorso senza ritorno, cercando di costruirsi inutilmente una vita serena. E anche quando il mondo rurale da lei abbandonato le offre per un breve periodo di tempo quella protezione di cui ogni essere umano ha bisogno, gli errori del passato le presenteranno il conto.
La trama di questo romanzo è solo un pretesto dello scrittore per esprimere la sua filosofia sul destino e il contrasto tra i valori della vita rurale che rispettano la vita, a differenza di quei nuovi valori del mondo moderno che s’inchinano solo dinnanzi al denaro.

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E questi “valori” emergono non solo nei personaggi, ma anche nella stessa natura dove la ragazza vede dei piccioni agonizzanti tra gli alberi, feriti unicamente per il piacere sportivo dei ricchi che cominciano ad invadere anche le campagne stravolgendone il paesaggio.
Il romanzo viene stroncato dalla critica che lo considera osceno ed eccessivamente pessimista.
L’opera successiva, pubblicata nel 1895, “Giuda l’oscuro“, racconta la storia di un giovane uomo che conduce la sua famiglia e la sua stessa vita alla rovina.  Giuda è un povero diseredato della società che non si sente “abitante né tra gli uomini né tra i fantasmi”. Ed essendo invisibile agli occhi degli uomini è “oscuro” perché sembra quasi che la sua esistenza non venga percepita dagli altri.
Anche da questo romanzo di denuncia sociale nei confronti della società vittoriana, è stato tratto un film diretto da Michael Winterbottom nel 1996, intitolato semplicemente “Jude” e interpretato da Kate Winslet e Christopher Eccleston.

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Una scena del film “Jude” del 1996

La fiducia nel progresso e le ottuse convenzioni vittoriane vengono derise e criticate con durezza e nelle sue opere traspare sempre la filosofia di uno scrittore che non riesce ad intravedere una soluzione per le vittime indifese dei suoi romanzi, segnate sin dalla nascita da un tragico destino.

Thomas Hardy, biografia, opere e citazioni

La statua di Thomas Hardy a Dorchester

Le sue due ultime opere scuotono a tal punto i suoi lettori che Hardy decide di abbandonare il romanzo per dedicarsi alla poesia; pubblica infatti tra il 1898 e fino alla sua morte, avvenuta a Dorchester l’undici gennaio 1928, ben otto volumi di poesie in cui si distinguono “I dinasti“, una nuova forma di poema epico suddiviso in tre parti sulle guerre napoleoniche e che rimanda alle tragedie greche. La sua migliore collezione di versi è raccolta nel volume “Le poesie del Wessex” in cui si denota lo stile anticonvenzionale dello scrittore, già emerso nei suoi romanzi. Uno stile influenzato dall’arte impressionista in cui in ogni opera appaiono intense e suggestive tonalità cromatiche e, per dare un tocco realista, lo scrittore non disdegna espressioni dialettali e parole arcaiche.
Profondamente innovativa la sua tecnica di narrazione che anticipa la “Settima arte” a causa dell’utilizzo di inquadrature panoramiche, dissolvenze e meravigliosi primi piani. 

Nel brano di seguito riportato di uno dei romanzi più struggenti di Hardy, “Nel bosco“, scritto nel 1887, vi è un esempio dello stile ineguagliabile di uno dei più grandi scrittori inglesi:
«Il posto è solitario e quando comincia a far buio ritornano alla mente del vagabondo gli allegri convogli che un tempo sfilavano a frotte lungo quella strada, i piedi coperti di piaghe che l’hanno percorsa, e le lacrime che l’hanno bagnata…».
Qualsiasi lettore che prenda in mano una delle opere di Thomas Hardy resta immediatamente affascinato dalla bellezza e dalla vibrante profondità percepibili già nelle prime pagine di una storia che si svolge dinnanzi ai nostri occhi, travolgendo il nostro animo.
Tra le sue opere, oltre alle già menzionate, ricordiamo “Il ricordo del nativo” e “Vita e morte del sindaco di Casterbridge“.
A questo immenso scrittore dedico un omaggio con una raccolta delle sue più significative citazioni insieme a brani tratti dalle sue opere.

Thomas Hardy, biografia, opere e citazioni

Che cuore sincero ci siamo lasciati alle spalle! Che sentimento troveremo mai, eguale nel genere umano: la fedeltà di un cane.
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Il pessimismo significa, in breve, giocare una partita sicura. Non puoi mai perderla; puoi vincere. È la sola visione della vita dalla quale non verrai mai deluso. Avendo realizzato cosa fare nelle peggiori circostanze possibili, quando sorgono le migliori, come potrebbe capitare, la vita diventa un gioco da ragazzi.
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Mediante l’esperienza scopriamo una scorciatoia per mezzo di un lungo vagabondare.
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Posso renderti felice, – disse lui… – E a casa vicino al fuoco, ogni volta che alzerai lo sguardo io sarò lì; e ogni qualvolta che alzerò lo sguardo, tu sarai lì.
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Il silenzio di quell’uomo è meraviglioso da ascoltare.
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Thomas Hardy, biografia, opere e citazioni

Thomas Hardy ritratto del 1906 di Jacques-Emile Blanche.

Dov’era l’angelo custode di Tess? Dov’era la Provvidenza della sua ingenua fede religiosa? Forse, come quell’altro Dio di cui aveva parlato l’ironico Tisbita, stava chiacchierando oppure inseguendo qualcosa, o era in viaggio o dormiva o non voleva essere svegliato.
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Emanava da lei come un senso d’isolamento, di estraneità; la solitudine della brughiera era concentrata in quel volto che dalla solitudine era nato.
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La giovane evitava in particolare i faggi e i frassini, che gocciolavano più insidiosamente di tutte le altre piante. Così facendo dimostrava quanto le donne comprendano bene gli umori e le caratteristiche della natura: un uomo che avesse attraversato quei campi non si sarebbe nemmeno accorto che dagli alberi scendeva acqua.
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Un amante senza imprudenza non è un amante.
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Mi piacciono le storie immorali… tutte le belle storie sono un po’ volgari o immorali, credetemi. Se i narratori avessero potuto ricavare la decenza e la moralità dalle storie vere, chi si sarebbe dato il disturbo d’inventare le parabole?
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Thomas Hardy, biografia, opere, pensiero e citazioni
I maschi sono una classe sociale così terribile nell’ispezionare una povera donna.
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Lei, Tess, non era un’esistenza, un’esperienza, una passione, un complesso di sensazioni per nessuno all’infuori che per sé stessa. Per tutto il resto dell’umanità, Tess non era altro che un pensiero fugace. Perfino per gli amici, non era altro che un pensiero che, forse, passava nel loro cervello più di frequente. Se anche si disperava giorno e notte, la maggior parte di loro avrebbe fatto solo questo commento: «Ah, vuole rendersi infelice». […] La massima parte della sua infelicità nasceva dalla sua situazione nei confronti delle convenzioni sociali e non dalle sue sensazioni innate.
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La realtà gli ripiombò addosso come lo strazio di una ferita ricevuta in un momento di eccitazione che la sopprime.
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La sua colpevolezza consisteva nel non fare alcun tentativo di governare i propri sentimenti con una cauta e sottile indagine sulle eventuali conseguenze.
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Gli uomini si riducono alla nullità e all’oblio, altrettanto spesso col non sfruttare al massimo la propria tensione spirituale, quando l’hanno, quanto col mancare di tensione quando essa è indispensabile.
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