Risuona ancora il barbarico “YAWP” di Walt Whitman sopra i tetti del mondo

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«Mi contraddico, forse? Ebbene mi contraddico (sono vasto, contengo moltitudini) …»

Walt Whitman, biografia, opere e citazioni
Ritenuto il più grande poeta americano, Walt Whitman libera la poesia dalle convenzioni tradizionali componendo dei versi altamente originali e audaci. Nella prefazione del suo capolavoro “Foglie d’erba” esprime con vigore le sue idee riguardo la poesia difendendo il suo stile estremamente originale che infrange ogni tradizione di rima e di ritmo. Dopo un esordio prettamente tradizionale, Whitman libera la sua penna creando versi innovativi che riescono a fondere in modo sublime poesia, prosa e parole usate nel linguaggio colloquiale mostrando una potente abilità nell’esprimere la profonda passione per i suoi ideali di democrazia e di fratellanza e il suo sincero amore per la natura e tutte le sue creature. Noto anche per aver attribuito un’enorme importanza alle relazioni sessuali e per aver esaltato il corpo come manifestazione della vita, non poche sono state le critiche rivolte alle sue poesie, giudicate spesso eccessivamente sensuali e immorali. Per Whitman, non c’è realmente distinzione tra spirito e materia: il corpo umano è un tempio da onorare. Nei suoi versi, la carne non è motivo di paura o vergogna, ma piuttosto uno spazio sacro da scoprire e amare. Questa volontà di celebrare il piacere e la sensualità, così distante dalle convenzioni rigide del XIX secolo, conferisce ai suoi scritti quella vibrante energia che ci fa sentire vivi, pulsanti, parte di un ritmo universale. La sua raccolta di poesie, accolta inizialmente con freddezza dai lettori statunitensi, ha migliore fortuna nel Regno Unito, sebbene durante gli ultimi anni della sua vita, Whitman diventa una sorta di figura cult nel mondo letterario americano. La sua opera sembra rappresentare i giovani Stati Uniti nel loro momento di grande espansione, esaltata dal poeta con innovazioni stilistiche che rigettano la rima, utilizzano versi che superano anche le tre righe e ricorrono a lunghissimi elenchi in cui vengono posti l’uno accanto all’altro, per sottolinearne l’uguaglianza, tutti i protagonisti e gli aspetti della società americana.
Walt Whitman, biografia, opere, stile e citazioniNato il 31 maggio del 1819 a Long Island da una famiglia molto modesta, trascorre l’ infanzia a Brooklyn dove frequenterà la scuola fino a undici anni. Molto abile nel lavoro manuale, aiuta il padre carpentiere nella sua attività e successivamente comincia a lavorare come apprendista presso una tipografia. Nel 1835 riesce ad aprire una sua tipografia, ma un incendio la distrugge ed è costretto a cambiare lavoro.
Durante gli anni in cui svolge la mansione di stampare libri, non resiste alla curiosità di leggerli formandosi così, da semplice autodidatta. La sia preparazione culturale gli consente di insegnare l’anno successivo in piccole scuole in cui adotterà un metodo didattico nuovo, ponendo in primo piano l’individualità del bambino. Ma la sua attività di insegnante dura molto poco; viene infatti accusato di aver intrattenuto una relazione sessuale con uno dei suoi studenti e gli viene preclusa per un periodo di tempo la possibilità di esercitare tale professione.
Nel 1841 intraprende la professione di giornalista e nel 1848 dirige il “Brooklyn Freeman”, giornale progressista e dichiaratamente avverso alla politica schiavista.
Un viaggio compiuto nel 1848, che gli dà l’occasione di visitare New Orleans e Chicago, gli permette di conoscere, attraverso la navigazione del Mississippi e dei Grandi Laghi, la meravigliosa natura del suo paese. E dal 1851 al 1854, mentre lavora come falegname a Brooklyn, comincia a prendere appunti per catturare tutte le emozioni dentro di sé e che poi daranno origine alla sua grande raccolta di poesie “Foglie d’erba“, continuamente revisionata e riscritta più volte. Pubblicherà da sé la prima versione di tale libro e cercherà di venderlo come ambulante, fermando la gente per strada ed invitandola ad acquistare la sua opera.
Questa raccolta di versi, caratterizzata da un linguaggio libero e da una sensualità profonda, scatena scandalo in molti salotti letterari, ma guadagna anche guadagnato l’ammirazione e il rispetto di Ralph Waldo Emerson, che gli scrive una lettera di incoraggiamento piena di entusiasmo. Da quel momento, Walt inizia a capire che la sua voce poetica ha il potere di toccare le anime degli americani. La suddetta raccolta comprende inizialmente dodici poesie in cui il poeta esprime un “io” poetico che si sente intimamente connesso con il mondo. In liriche come “Canto di me stesso” e “Io canto il corpo elettrico”, celebra la bellezza del corpo umano, l’energia della democrazia e il legame indissolubile tra l’uomo e la natura.
Negli anni successivi, continua senza sosta a rivedere e arricchire la sua raccolta. Aggiunge la sezione “Calamus”, una serie di poesie che approfondiscono l’affetto e l’erotismo maschile con un’intensità che sfida i tabù del suo tempo. Successivamente, include “Dall’ondeggiante oceano”, che si concentra sulle suggestioni del mare, visto come fonte di mistero e libertà. Ogni nuova edizione riflette il percorso intimo e spirituale dell’autore, fino all’edizione finale, quella del 1891-1892, che raccoglie ben 383 componimenti.

Dal 1863 al 1865 assiste, come infermiere volontario, i feriti della guerra civile e tale esperienza sarà poi raccolta nell’opera “Rulli di Tamburi“, scritta nel 1865 e inclusa poi in “Foglie d’erba”.
Trascorre interminabili giornate negli ospedali di Washington D.C., dedicandosi alla cura dei soldati feriti e vivendo da vicino il dolore e il coraggio di quei giovani in trincea. Non si limita solo ad offrire un conforto materiale, ma dona anche supporto morale e spirituale ai feriti. Si narra che, mentre si prende cura dei soldati, si toglie la propria uniforme per avvicinarsi a loro con l’umanità e la solidarietà di un vero fratello in quel momento di estremo tormento. Questo contatto diretto con la sofferenza umana lascia un segno profondo nella sua scrittura, donando ai suoi versi un’autentica sensazione di fratellanza e compassione universale.
Anche se non vi sono prove documentate di relazioni omosessuali fisiche, i suoi versi e le sue lettere mostrano un profondo affetto erotico per alcuni uomini. Questo ha portato all’interpretazione moderna di Whitman come “omosessuale” o “bisessuale” di fatto. Tuttavia, nel contesto dell’Ottocento, queste sfumature vanno interpretate come segni di una “amicizia virile” che non corrispondono necessariamente all’orientamento sessuale che conosciamo oggi.
La personalità di Whitman è un affascinante intreccio di contrasti che si uniscono in un’unica potente voce: da un lato, c’è la straordinaria capacità di abbracciare il mondo con un’energia travolgente; dall’altro, abbiamo un animo riflessivo che cerca il lato invisibile delle cose di ogni giorno. E se nella sua scrittura possiamo cogliere echi di un amore virile, non dovremmo giudicarlo attraverso le rigide etichette dell’identità sessuale: invece, lasciamo che le sue parole ci ricordino che l’amore può manifestarsi in forme infinite, superando ogni confine. Il nostro poeta, in fondo, ci insegna che siamo tutte foglie d’erba—diverse, eppure parte dello stesso stelo. Se oggi siamo incerti nel definire la sua sessualità, è forse perché, come la vita, anche l’amore è un fiume in piena: sfugge agli argini e scorre liberamente. In questo fluire, ci porta con sé, rivelandoci che l’essenza di ogni essere umano è molto più ampia di qualsiasi etichetta.
D’indole solitaria e tormentata, trascorre gli ultimi vent’anni della sua vita a Camden, nel New Jersey, insieme al fratello George, dopo essere stato colpito da un ictus che gli procura una parziale paralisi.
Continua a pubblicare e scrivere altre poesie, nonostante le precarie condizioni di salute.
La morte lo coglierà il 26 marzo del 1892.

In questo poeta alla ricerca di sé, che guarda con attenzione il mondo che lo circonda per interiorizzarlo nel proprio io poetico, che lo stesso Whitman definisce “corpo-anima“, si denotano le influenze tratte dalle sue esperienze di vita e dal trascendentalismo di Emerson. A questo cantore di un’America vista come simbolo di democrazia, che ama passeggiare e sperimentare quella sensazione di estasi nell’unirsi profondamente alla natura, che inneggia alla libertà, all’amore e alla solidarietà umana, opponendosi con forza a tutti i pregiudizi presenti nella sua epoca, dedico una raccolta delle sue poesie più belle, invitandovi a perdervi nelle liriche di questo grandissimo poeta americano.

Walt Whitman, biografia, opere e citazioni

O Capitano! mio Capitano!

O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è finito,
La nave ha superato ogni tempesta, l’ambito premio è vinto,
Il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante,

Gli occhi seguono la solida chiglia, l’audace e altero vascello;
Ma o cuore! cuore! cuore!
O rosse gocce sanguinanti sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

O Capitano! mio Capitano! alzati e ascolta le campane; alzati,
Svetta per te la bandiera, trilla per te la tromba, per te
I mazzi di fiori, le ghirlande coi nastri, le rive nere di folla,
Chiamano te, le masse ondeggianti, i volti fissi impazienti,
Qua Capitano! padre amato!
Questo braccio sotto il tuo capo!
É un puro sogno che sul ponte
Cadesti morto, freddato.

Ma non risponde il mio Capitano, immobili e bianche le sue labbra,
Mio padre non sente il mio braccio, non ha più polso e volere;
La nave è ancorata sana e salva, il viaggio è finito,
Torna dal viaggio tremendo col premio vinto la nave;
Rive esultate, e voi squillate, campane!
Io con passo angosciato cammino sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.
***

Walt Whitman, biografia, opere e citazioni

Io canto l’individuo

Io canto l’individuo, la singola persona
Al tempo stesso canto la Democrazia, la massa
L’organismo, da capo a piedi, canto,
La semplice fisionomia, il cervello da soli non sono degni
della Musa: la Forma integrale ne è ben più degna,
E la Femmina canto parimenti che il Maschio.

Canto la vita immensa in passione, pulsazioni e forza,
Lieto, per le più libere azioni che sotto leggi divine si attuano,
Canto l’Uomo Moderno.
***

Che cos’è l’erba?
Mi chiese un bambino portandomene a piene mani;
come potevo rispondergli?
Non so meglio di lui che cosa sia.
Suppongo che sia lo stendardo della mia vocazione,
fatto col verde tessuto della speranza.
O forse è il fazzoletto del Signore,
un ricordo profumato lasciato cadere di proposito,
con la cifra del proprietario in un angolo
sicchè possiamo vederla e domandarci di chi può essere?
O forse l’erba stessa è un bambino,
il bimbo generato dalla vegetazione.
O un geroglifico uniforme che voglia dire,
crescendo tanto in ampi spazi che in strette fasce di terra,
fra bianchi e gente di colore, Canachi, Virginiani,
Membri del Congresso, gente comune,
io do loro la stessa cosa e li accolgo nello stesso modo.
***

Noi due ragazzi che stretti ci avvinghiamo

Noi due ragazzi che stretti ci avvinghiamo,
mai che l’uno lasci l’altro,
sempre su e giù lungo le strade, compiendo escursioni a Nord e a Sud,
godiamo della nostra forza, gomiti in fuori, pugni serrati,
armati e senza paura, mangiamo, beviamo, dormiamo, amiamo,
non riconoscendo altra legge all’infuori di noi,
marinai, soldati, ladri, pronti alle minacce,
impauriamo avari, servi e preti, respirando aria,
bevendo acqua, danzando sui prati o sulle spiagge,
depredando città, disprezzando ogni agio, ci beffiamo delle leggi,
cacciando ogni debolezza, compiendo le nostre scorrerie.
***


Un’ora per la pazzia e la gioia
Un’ora per la pazzia e la gioia!
Oh, furioso! Non rinchiudetemi!
(Che cos’è che mi libera così nella tempesta?
Che significano le mie urla tra i lampi e i venti rabbiosi?)
Bere i mistici deliri più in profondità che ogni altro uomo.
Oh, sofferenze tenere e selvagge.…
Oh, abbandonarmi a te, chiunque tu sia, e tu a me, sfidando il mondo.
Ritornare in Paradiso! Oh, timido e femmineo.
Attirarti a me, porre su di te per la prima volta le mie labbra.
Oh, l’enigma, il nodo triplice, il gorgo scuro e profondo, tutto senza lacci, illuminato.
Andare di corsa dove finalmente c’è spazio abbastanza e aria a sufficienza!
Svincolarsi da legami e convenzioni, io dai miei, tu dai tuoi!
Trovare un nuovo e sinora impensato accordo col meglio della Natura!
Avere la bocca libera dal bavaglio!
Sentire oggi e ogni giorno che noi bastiamo come siamo.
Oh, qualcosa di mai provato, qualcosa di simile all’estasi.
Sfuggire del tutto ad ogni ancora e a ogni presa.
Andare liberi, amare liberi, precipitarsi incauti e pericolosi.
Corteggiare la distruzione col sarcasmo e con l’invito.
Ascendere, saltare verso i cieli dell’amore che mi indichi, salire sin lassù con la mia Anima inebriata.
Perdermi, se così deve essere.
Nutrire il resto della mia vita con un’ora di pienezza e di libertà.
Con un’ora breve di pazzia e di gioia.
***

A una semplice prostituta
Non scomporti – sii a tuo agio con me
sono Walt Whitman, liberale e forte come la Natura,
e finché il sole non ti eviterà, non sarò io ad evitarti,
finché le acque non si rifiuteranno di brillare per te,
né le foglie di frusciare per te,
le mie parole non si rifiuteranno di brillare e stormire per te. Piccola mia, fisso con te un appuntamento,
e ti chiedo di prepararti per essere degna
di questo incontro,
ti chiedo anche di essere paziente e pura finché io giunga. Per ora ti saluto con uno sguardo eloquente
affinché tu non possa dimenticarmi.

***

,

lo sono colui che ha un angoscioso desiderio

lo sono colui che ha un angoscioso desiderio d’amore;
gravita la terra? la materia non attira, bramandola, tutta
la materia?
Così il mio corpo verso tutti quelli che incontro o
conosco.
***

Non chiudete le porte

Non chiudete per me le vostre porte superbe biblioteche,
perché ciò che mancava su tutti i vostri scaffali pieni,
e di cui voi avevate più bisogno, vi porto,
dalla guerra emergendo, un libro ho fatto,
le parole in esso sono niente, l’impulso in esso ogni cosa,
un libro separato, non legato al resto né sentito
dall’intelletto,
ma voi non dette latenze vibrerete in ogni pagina.
***

 

Come il tempo si avvicina

Come il tempo si avvicina una nuvola cupa,
un terrore al di là di ciò che conosco mi oscura.
Andrò via,
traverserò gli Stati intanto, ma non so dire verso dove o
quanto a lungo,
forse presto un giorno o una notte mentre starò cantando
la mia voce all’improvviso cadrà.
Oh libro, oh canti! Allora tutto non ammonterà che a
questo?
dobbiamo semplicemente arrivare a questo inizio di noi?
– eppure è abbastanza, anima;
oh anima, siamo apparsi, con sicurezza – e questo basta.
***

Paumanok

Bellezza marina! sdraiata a scaldarti!
Da un lato ti bagna il tuo interno oceano, largo, pieno di
traffici, vapori, vele,
dall’altro ti accarezza il vento dell’Atlantico, feroce o
dolce -possenti scafi scorrono scuri nella distanza.
Isola dei dolci ruscelli d’acqua buona – d’aria e terreno
salubre!
Isola della spiaggia salmastra, della brezza, del mare!
***


Dall’ondeggiante oceano la folla

Dall’ondeggiare oceano, la folla, venne teneramente a
me una goccia,
mormorando Io ti amo, tra non molto morirò
ho fatto un lungo viaggio solo per guardarti, toccarti,
perché non potevo morire sinché non ti avessi guardato,
perché temevo di poterti poi perdere.

Ora ci siamo incontrati, ci siamo guardati, siamo salvi,
ritorna in pace all’oceano mio amore,
anch’io sono parte di quell’oceano amore, non siamo così
separati,
considera il grande globo, la coesione di tutto, quando è
perfetta!
Ma per me, per te, il mare irresistibile deve separarci,
e se per un’ora ci tiene lontani, non può tenerci lontani
per sempre;
non essere impaziente – un istante – sappi che io saluto
l’aria, l’oceano e la terra,
ogni giorno al tramonto per amor tuo, amore.

***

Poeti futuri

Poeti futuri Poeti futuri! oratori, cantori, musicisti a venire!
L’oggi non può giustificarmi e chiarire che cosa sono,
ma voi, una nuova nidiata, nativa, atletica, continentale,
più grande di quelle conosciute prima,
sorgete! poiché voi dovete giustificarmi.
Per me io non scrivo che una o due parole indicative per
il futuro,
non faccio che avanzare un momento soltanto per
girarmi e affrettarmi nell’oscurità.
Sono un uomo che vagabonda senza mai davvero
fermarsi, getta uno sguardo casuale su di voi e poi
distoglie il suo volto,
lasciando a voi di provarlo, di definirlo,
attendendosi le cose più importanti da voi.

***

 

Vivere con gli animali

Credo che potrei andarmene a vivere con gli animali, così placidi sono e dignitosi.
lo mi soffermo e li guardo a lungo e ancora li guardo.
Non sudano né – lamentano la loro condizione,
non giacciono svegli nell’ombra a piangere i loro peccati,
non mi fanno venire la nausea discutendo dei loro doveri,
nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per la manìa
di possedere le cose,
nessuno s’inginocchia dinanzi al suo simile,
né a coloro che vissero mille anni or sono,
nessuno di essi è rispettabile o infelice su tutta la terra.
***

 

Canto il Corpo Elettrico 

1

Canto il corpo elettrico,

gli eserciti di coloro che amo mi cingono e io cingo loro,

non mi lasceranno andare finché non andrò con loro, non risponderò a loro,

e non li corromperò, e non li caricherò completamente con la carica dell’anima.

Si dubitava che coloro che corrompono i propri corpi si nascondono?

E se coloro che contaminano i vivi sono cattivi come coloro che contaminano i morti?

E se il corpo non fa pienamente tanto quanto l’anima?

E se il corpo non fosse l’anima, cos’è l’anima?

2

L’amore del corpo dell’uomo o della donna ostacola il conto, il corpo stesso ostacola il conto,

quello del maschio è perfetto, e quello della femmina è perfetto.

L’espressione del viso ostacola il conto,

ma l’espressione di un uomo ben fatto non appare solo nel suo viso,

è anche nei suoi arti e nelle sue giunture, è curiosamente nelle giunture dei suoi fianchi e polsi,

è nel suo cammino, nel portamento del suo collo, nella flessione della sua vita e delle sue ginocchia, l’abito non lo nasconde,

la forte dolce qualità che ha trafigge il cotone e il panno,

vederlo passare comunica tanto quanto la migliore poesia, forse di più,

ci si sofferma a vedere la sua schiena, e la parte posteriore del suo collo e delle sue spalle.

Lo sviluppo e la pienezza dei bambini, i seni e le teste delle donne, le pieghe dei loro abiti, il loro stile mentre passiamo per strada, il contorno della loro forma verso il basso,

il nuotatore nudo nella piscina, visto mentre nuota attraverso il verde trasparente, o giace a faccia in su e rotola silenziosamente avanti e indietro nel moto dell’acqua,

l’inclinazione in avanti e indietro dei vogatori nelle barche a remi, il cavaliere in sella,

ragazze, madri, casalinghe, in tutte le loro azioni,

il gruppo di lavoratori seduti a mezzogiorno con le loro pentole da pranzo aperte, e le loro mogli in attesa,

la donna che consola un bambino, la figlia del contadino nell’orto o nel cortile delle mucche,

il giovane che zappa il mais, l’autista di slitta che guida i suoi sei cavalli tra la folla,

la lotta dei lottatori, due apprendisti, abbastanza cresciuti, robusti, bonari, nati nel paese, fuori nel lotto vuoto al tramonto dopo il lavoro,

i cappotti e i cappelli gettati a terra, l’abbraccio dell’amore e della resistenza,

la presa superiore e quella inferiore, i capelli arruffati sopra e che accecano gli occhi;

la marcia dei pompieri nei loro costumi, il gioco del muscolo maschile attraverso pantaloni e cinturini da cintura puliti,

il lento ritorno dall’incendio, la pausa quando la campana suona improvvisamente di nuovo, e l’ascolto in allerta,

le attitudini naturali, perfette, varie, la testa piegata, il collo curvo e il conteggio;

cose simili amo—mi allento, passo liberamente, sono al seno della madre con il bambino piccolo,

nuoto con i nuotatori, lotto con i lottatori, marcio in linea con i pompieri, e mi fermo, ascolto, conto.

3

Conobbi un uomo, un contadino comune, padre di cinque figli,

e in essi i padri di figli, e in essi i padri di figli.

Quest’uomo era di meravigliosa vigoria, calma, bellezza di persona,

la forma della sua testa, il giallo pallido e il bianco dei suoi capelli e della sua barba, il significato incommensurabile dei suoi occhi neri, la ricchezza e l’ampiezza dei suoi modi,

queste cose andavo a visitarlo per vederle, era anche saggio,

era alto sei piedi, aveva più di ottant’anni, i suoi figli erano massicci, puliti, barbuti, abbronzati, belli,

loro e le sue figlie lo amavano, tutti coloro che lo vedevano lo amavano,

non lo amavano per concessione, lo amavano con amore personale,

beveva solo acqua, il sangue appariva scarlatto attraverso la pelle bruno-chiara del suo viso,

era un frequente cacciatore e pescatore, navigava la sua barca da solo, ne aveva una bella che gli era stata regalata da un falegname navale, aveva fucili da caccia che gli erano stati regalati da uomini che lo amavano,

quando andava a caccia o a pesca con i suoi cinque figli e molti nipoti, lo si sceglieva come il più bello e vigoroso della banda,

avresti desiderato a lungo di stare con lui, avresti desiderato sederti accanto a lui sulla barca perché tu e lui poteste toccarvi.

4

Ho percepito che stare con quelli che mi piacciono è sufficiente,

fermarsi in compagnia con gli altri la sera è sufficiente,

essere circondato da carne bella, curiosa, respirante, che ride è sufficiente,

passare tra di loro o toccare qualcuno, o appoggiare il mio braccio anche solo leggermente intorno al suo collo per un momento, cos’è questo allora?

Non chiedo altro piacere, nuoto in esso come in un mare.

C’è qualcosa nel rimanere vicino agli uomini e alle donne e nel guardarli, e nel contatto e nell’odore di loro, che piace bene all’anima,

tutte le cose piacciono all’anima, ma queste piacciono bene all’anima.

5

Questa è la forma femminile,

un nimbo divino ne esala dalla testa ai piedi,

attira con un’attrazione feroce e innegabile,

sono attratto dal suo respiro come se non fossi più che un vapore indifeso, tutto cade a parte tranne me e lei,

libri, arte, religione, tempo, la terra visibile e solida, e ciò che ci si aspettava dal cielo o si temeva dall’inferno, sono ora consumati,

filamenti pazzi, germogli ingovernabili ne giocano fuori, la risposta altrettanto ingovernabile,

capelli, seno, fianchi, piegatura delle gambe, mani che cadono negligentemente tutte diffuse, anche le mie diffuse,

riflusso punto dal flusso e flusso punto dal riflusso, carne d’amore che si gonfia e fa dolcemente male,

getti limpidi e illimitati d’amore caldo ed enorme, gelatina tremolante d’amore, colpo bianco e succo delirante,

notte di sposo d’amore che lavora sicuramente e dolcemente nell’alba prostrata,

ondulando nel giorno disposto e cedevole,

perso nella fenditura del giorno che abbraccia e dalla carne dolce.

Questo il nucleo—dopo che il bambino è nato dalla donna, l’uomo è nato dalla donna,

questo il bagno di nascita, questo l’unione di piccolo e grande, e l’uscita di nuovo.

Non vergognatevi donne, il vostro privilegio racchiude il resto, ed è l’uscita del resto,

voi siete le porte del corpo, e voi siete le porte dell’anima.

La femmina contiene tutte le qualità e le tempera,

è al suo posto e si muove con perfetto equilibrio,

è tutte le cose debitamente velate, è sia passiva che attiva,

deve concepire figlie così come figli, e figli così come figlie.

Come vedo la mia anima riflessa nella Natura,

come vedo attraverso una nebbia, Uno con inesprimibile completezza, sanità, bellezza,

vedo la testa piegata e le braccia piegate sul petto, la Femmina che vedo.

6

Il maschio non è meno l’anima né di più, anche lui è al suo posto,

anche lui è tutte le qualità, è azione e potere,

il rossore dell’universo conosciuto è in lui,

lo scherno gli si addice bene, e l’appetito e la sfida gli si addicono bene,

le passioni più selvagge e più grandi, la beatitudine che è massima, il dolore che è massimo gli si addicono bene, l’orgoglio è per lui,

l’orgoglio completamente diffuso dell’uomo è calmante ed eccellente per l’anima,

la conoscenza gli si addice, gli piace sempre, porta ogni cosa alla prova di se stesso,

qualunque sia l’indagine, qualunque sia il mare e la vela, alla fine prende le misure solo qui,

(Dove altro prende le misure se non qui?)

Il corpo dell’uomo è sacro e il corpo della donna è sacro,

non importa chi sia, è sacro—è il più meschino della banda di lavoratori?

È uno degli immigrati dal viso spento appena sbarcati sul molo?

Ciascuno appartiene qui o ovunque tanto quanto il benestante, tanto quanto te,

ciascuno ha il suo posto nella processione.

(Tutto è una processione,

l’universo è una processione con un moto misurato e perfetto.)

Sai così tanto di te stesso da chiamare il più meschino ignorante?

Pensi di avere diritto a una buona vista, e lui o lei non ha diritto a una vista?

Pensi che la materia si sia coesa dal suo galleggiamento diffuso, e il terreno sia in superficie, e l’acqua scorra e la vegetazione germogli,

solo per te, e non per lui e lei?

7

Il corpo di un uomo all’asta,

(Perché prima della guerra andavo spesso al mercato degli schiavi e osservavo la vendita,)

aiuto l’asta, lo sciatto non conosce a metà il suo mestiere.

Signori, guardate questa meraviglia,

qualunque siano le offerte degli offerenti, non possono essere abbastanza alte per questo,

per questo il globo si preparava quintilioni di anni senza un animale o una pianta,

per questo i cicli rotanti rotolavano veramente e costantemente.

In questa testa il cervello che sconcerta tutti,

in esso e sotto di esso le qualità degli eroi.

Esaminate questi arti, rossi, neri o bianchi, sono abili in tendine e nervi,

saranno spogliati perché possiate vederli.

Sensi squisiti, occhi illuminati dalla vita, coraggio, volontà,

fiocchi di muscolo pettorale, colonna vertebrale e collo flessibili, carne non flaccida, braccia e gambe di buone dimensioni,

e meraviglie dentro ancora.

Dentro scorre sangue,

lo stesso vecchio sangue! lo stesso sangue rosso che scorre!

Si gonfia e zampilla un cuore, lì tutte le passioni, i desideri, le aspirazioni,

(Pensi che non ci siano perché non sono espressi nei salotti e nelle aule?)

Questo non è solo un uomo, questo il padre di coloro che saranno padri a loro volta,

in lui l’inizio di stati popolosi e di ricche repubbliche,

di lui innumerevoli vite immortali con innumerevoli incarnazioni e piaceri.

Come fai a sapere chi verrà dalla prole della sua prole attraverso i secoli?

(Chi potresti scoprire di essere venuto da te stesso, se potessi risalire attraverso i secoli?)

8

Il corpo di una donna all’asta,

anche lei non è solo se stessa, è la madre feconda delle madri,

è la portatrice di coloro che cresceranno e saranno compagni delle madri.

Hai mai amato il corpo di una donna?

Hai mai amato il corpo di un uomo?

Non vedi che questi sono esattamente gli stessi per tutti in tutte le nazioni e in tutti i tempi su tutta la terra?

Se qualcosa è sacro, il corpo umano è sacro,

e la gloria e la dolcezza di un uomo è il segno di una virilità incontaminata,

e nell’uomo o nella donna un corpo pulito, forte, dalla fibra solida, è più bello del viso più bello.

Hai visto lo sciocco che ha corrotto il proprio corpo vivo? o la sciocca che ha corrotto il proprio corpo vivo?

Perché non si nascondono, e non possono nascondersi.

9

O mio corpo! Non oso abbandonare i tuoi simili negli altri uomini e donne, né i tuoi simili,

credo che i tuoi simili debbano stare in piedi o cadere con i simili dell’anima, (e che siano l’anima,)

credo che i tuoi simili stiano in piedi o cadano con le mie poesie, e che siano le mie poesie,

poesie di uomo, donna, bambino, giovane, moglie, marito, madre, padre, giovane uomo, giovane donna,

testa, collo, capelli, orecchie, goccia e timpano delle orecchie,

occhi, ciglia, iride dell’occhio, sopracciglia, e il risveglio o il sonno delle palpebre,

bocca, lingua, labbra, denti, palato, mascelle, e le cerniere della mascella,

naso, narici del naso, e la partizione,

guance, tempie, fronte, mento, gola, parte posteriore del collo, collo,

spalle forti, barba virile, scapola, spalle posteriori, e l’ampio giro laterale del petto,

braccio superiore, ascella, incavo del gomito, braccio inferiore, tendini del braccio, ossa del braccio,

polso e articolazioni del polso, mano, palmo, nocche, pollice, indice, articolazioni delle dita, unghie,

ampio petto, capelli ricci del petto, sterno, lato del petto,

costole, ventre, spina dorsale, articolazioni della spina dorsale,

fianchi, incavi dei fianchi, forza dei fianchi, giro interno ed esterno, palle maschili, radice maschile,

forte serie di cosce, che portano bene il tronco sopra,

fibre delle gambe, ginocchio, rotula, coscia superiore, coscia inferiore,

caviglie, collo del piede, pianta del piede, dita dei piedi, articolazioni delle dita dei piedi, il tallone;

tutte le attitudini, tutta la forma, tutti gli appartenenti del mio o del tuo corpo o del corpo di chiunque, maschio o femmina,

le spugne polmonari, il sacco dello stomaco, le viscere dolci e pulite,

il cervello nelle sue pieghe all’interno della struttura cranica,

simpatie, valvole cardiache, valvole palatali, sessualità, maternità,

femminilità, e tutto ciò che è una donna, e l’uomo che viene dalla donna,

l’utero, i capezzoli, i capezzoli, il latte materno, le lacrime, le risate, il pianto, gli sguardi d’amore, le perturbazioni e le risalite d’amore,

la voce, l’articolazione, il linguaggio, il sussurro, il grido ad alta voce,

cibo, bevande, polso, digestione, sudore, sonno, camminata, nuoto,

equilibrio sui fianchi, salti, inclinazione, abbracci, curvatura e serraggio del braccio,

i continui cambiamenti della flessione della bocca, e intorno agli occhi,

la pelle, l’ombra abbronzata dal sole, le lentiggini, i capelli,

la curiosa simpatia che si prova quando si tocca con la mano la carne nuda del corpo,

i fiumi che circondano il respiro, e lo respirano dentro e fuori,

la bellezza della vita, e quindi dei fianchi, e quindi verso il basso verso le ginocchia,

le sottili gelatine rosse dentro di te o dentro di me, le ossa e il midollo nelle ossa,

la squisita realizzazione della salute;

O dico che queste non sono solo le parti e le poesie del corpo, ma dell’anima,

O dico ora che queste sono l’anima!

Carpe Diem

Goditi la giornata,
non lasciarla finire senza crescere un po’.
Senza essere stato felice, senza aver nutrito i tuoi sogni.
Non essere sopraffatto dallo scoraggiamento.
Non permettere a nessuno di negarti il diritto di esprimerti, il che è quasi un dovere.
Non abbandonare il tuo entusiasmo per rendere la tua vita straordinaria.
Non mancare di credere che le parole e la poesia possano cambiare il mondo.

Perché qualunque cosa accada, la nostra essenza rimarrà intatta.
Siamo esseri umani pieni di passioni.
La vita è deserto e oasi.
Ci abbatte, ci fa male, ci insegna, ci rende protagonisti della nostra storia.

Anche se il vento soffia contro, il potente lavoro continuo. è possibile cambiare una stanza.
Non smettere mai di sognare, perché solo nei sogni l’uomo può essere libero.
Non cadere per il peggiore degli errori: il silenzio.

La maggior parte delle persone vive in un silenzio terribile. Non rassegnarti e non fuggire.
Valorizza la bellezza delle cose semplici, se riesci a fare belle poesie, su piccole cose.
Non attirare le tue convinzioni.
Tutti abbiamo bisogno di essere accettati, ma non possiamo remare contro noi stessi.
Trasforma la tua vita in un inferno.
Goditi il panico che ti fa avere una vita.
Prova a viverlo intensamente senza mediocrità.

Pensa a te stesso come futuro e affronta il compito con orgoglio e senza paura.
Impara dalle esperienze di coloro che hanno vissuto prima di te e possono insegnarti.
Non permettere che la vita passi senza aver vissuto!

 

Foto di {Dwight} su flickr
via Pinterest


Abbassa il tuo sguardo, bella luna

Abbassa il tuo sguardo, bella luna, e inonda questa scena,
Versa benigna i fiotti del nimbo della notte
Su volti orrendi, tumefatti, violacei,
Sopra i morti riversi con le braccia spalancate,
Versa il tuo nimbo generoso, sacra luna.

 

Ahimè! Ah vita!

Ahimè! Ah vita! di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei di senza fede, di città piene
di sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più
sciocco di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato
in tanti nodi,
la domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre –
Che cosa c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita?

Risposta

Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.

Tutto vale

Io credo che una foglia d’erba non valga affatto
meno della quotidiana fatica delle stelle.
E la formica è ugualmente perfetta, come un granello di sabbia,
come l’uovo di uno scricciolo,
E la piccola rana è un capolavoro pari a quelli più famosi,
E il rovo rampicante potrebbe ornare i balconi del cielo.
E la giuntura più piccola della mia mano qualsiasi meccanismo può deridere.

Quando lessi il libro

Quando lessi il libro, la famosa biografia,
è questa (mi dissi) che l’autore chiama vita di un uomo.
Così qualcuno scriverà la mia vita, quando io sarò morto.
(Come se un altro potesse veramente conoscerne qualcosa,
se perfino io penso spesso che ne so poco o niente,
qualche cenno, qualche sparso debole inizio, segnali indiretti
che per mio uso esclusivo cerco qui di tracciare).
***



La poesia salverà il mondo

Il mondo sottomarino,
Foreste al fondo del mare, i rami, le foglie,
Ulve, ampi licheni, strani fiori e sementi,
folte macchie, radure, prati rosa,
Variegati colori, pallido grigio verde,
porpora, bianco e oro, la luce vi scherza
fendendo le acque
Esseri muti nuotan laggiù tra le rocce,
il corallo, il glutine, l’erba, i giunchi,
e l’alimento dei nuotatori
Esseri torpidi brucan fluttuando laggiù,
o arrancano lenti sul fondo,
Il capodoglio affiora a emetter lo sbuffo
d’aria e vapore, o scherza con la
sua coda,
Lo squalo dall’occhio di piombo,
il tricheco, la testuggine, il peloso
leopardo marino, la razza,
E passioni, guerre, inseguimenti, tribù,
affondare lo sguardo in quei fondi
marini, respirando quell’aria così
densa che tanti respirano,
Il cambiamento, volgendo lo sguardo qui
o all’aria sottile respirata da esseri che
al pari di noi su questa sfera
camminano,
Il cambiamento più oltre, dal nostro
mondo passando a quello di esseri
che in altre sfere camminano.

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