Le parole del silenzio — Luca Cristellon

 

Benvenuti nella capanna del silenzio

Enjoy the Silence – Kai Hormann

Forse per il troppo dilagare delle chiacchiere e del frastuono, è cresciuto recentemente anche l’interesse per l’opposto, per il silenzio e la parola densa e significativa. In particolare sul silenzio si sono visti convergere interessi rinnovati, si sono svolti dei convegni scientifici ed alcuni studiosi con i loro libri hanno saputo scoprire l’importanza di questi argomenti in alcuni grandi pensatori del passato.Fra questi particolarmente significativo è il volume di Silvano Zucal Romano Guardini filosofo del silenzio1, recentemente presentato anche a Trento.

In occasione di questa pubblicazione sembra dunque importante e in un certo senso doveroso fermarsi a riflettere su questo argomento tanto suggestivo e, a ben vedere, tanto cruciale per la nostra epoca.

Mai come oggi il silenzio è violentato, continuamente, da rumori, suoni e parole, per lo più vane ed inopportune; continuamente radio, televisioni e giornali sembrano far di tutto per limitare lo spazio vuoto, puro, in cui il silenzio vuole vivere. Sembra quasi che del silenzio di abbia paura, quasi terrore. Lo si evita, lo si sfugge con ogni stratagemma, ogni cosa può servire per non trovarvisi di fronte, specchio troppo limpido e sincero di una realtà tragica nella sua presuntuosa e vana inconsistenza, inganno continuo che non si vuol svelare, che non si vuole o non si può accettare.

Reciprocamente ci aiutiamo ad evitare quello che in fondo sentiamo come un’esigenza profonda, tutti assieme ci sforziamo, non del tutto innocentemente, di continuare l’inganno delle illusioni e delle chiacchiere, siamo disposti a qualunque cosa per non ascoltarci dentro, per non dare spazio al silenzio e alle sue domande.

Però, più cresce l’inconsapevole sforzo della fuga, e più la forza che ci lega al silenzio aumenta.

Non possiamo farne a meno.

Anche se non è facile ascoltare il suono del silenzio, guardarsi dentro lo specchio che il silenzio ci offre. Sicuramente potrebbe riservare delle sorprese, a ciascuno. E in fondo a questo specchio, ciascuno, se sapesse sostenerne fino in fondo la vista, troverebbe davvero qualcosa di determinante, di centrale e, per fortuna, di inesprimibile.

Anche solo rendersi conto di questa componente importantissima per la vita e lo sviluppo dell’uomo non è facile, come si diceva. Altra cosa è accettarla, altra cosa ancora svilupparla e farla propria, in essa vivere, crescere, alimentarsi.

Non per tutti è la ricca fonte del silenzio, non per tutti le sue acque sgorgano. Purtroppo per molti i suoi percorsi rimangono ignoti, purtroppo molti rimangono comunque invischiati nella palude delle parole vane, nelle chiacchiere assurde e mondane di un mondo che vuole ingannarsi, che vive di adulazioni e di adulatori, di farse e di commedie, in cui tutti recitano una parte, rivestono un ruolo, ricalcano un personaggio noto. Sensazioni e sentimenti artificiali e artificiosi sono il destino di molti che non vogliono o non sanno rialzare la testa dal comodo pasto delle chiacchiere, che non vogliono abbandonare la pacata serenità delle conversazioni di consuetudine.

A loro il silenzio non potrà dire nulla.

Loro, in quello specchio, vedrebbero forse solo se stessi e, non piacendosi, lo getterebbero.

Non tutti quindi sono in grado di accettare e coltivare quest’esigenza comune, insita nella natura dell’uomo, questo bisogno di silenzio che ci costituisce. Per molti tutto si riduce al rincorrersi sempre più frenetico delle attività e degli impegni, incapaci di capire che in questo atteggiamento la loro personalità si disperde, si disgrega, tremendamente si frantuma. Al contrario nel silenzio ci può essere lo spazio per sospendere questa pazza corsa verso il vuoto, si può trovare un momento di riflessione in cui comprendersi, capirsi e ritrovarsi, in quella dimensione intima e profonda che dovrebbe essere il nucleo di ciascuno.

Nel silenzio, solo nel silenzio la personalità dell’uomo può riacquistare consapevolezza di sé, riprendere coscienza della propria importanza.

Su questo punto non credo che ci siano possibilità di mediazione: o nel silenzio concentrarsi e riprendersi o nel frastuono e nelle chiacchiere disperdersi e smarrirsi. Questo è il primo, principale passo da compiersi sul cammino, arduo e stupendo, del silenzio. Una volta acquisita la capacità di centrare la propria vita su di sé, il silenzio potrà dire a ciascuno molte altre cose, in esso ognuno saprà portare avanti un percorso personale ed autonomo, non sempre facile, ma di sicuro arricchimento umano ed intellettuale.

Molti sono i volti che il silenzio ci presenta, molti sono i colori con cui di volta in volta si mostra; tutti contribuiscono a farne un quadro in formazione, una storia in svolgimento in cui ritrovarsi. Nel silenzio c’è infatti il volto affascinante e terribile della malinconia, la sua immensa capacità di intensificare tutto e la sua tristezza paralizzante, c’è la sensibilità estetica per la natura e l’arte e c’è la possibilità di parlare significativamente, c’è quasi la misantropia ed in esso si annida il rischio demoniaco, ma c’è anche una componente chiave della religiosità più piena.

Nel silenzio i volti sono molti e tutti hanno un messaggio, forse di tutti si potrebbe scrivere troppo, ma a loro ed al silenzio si farebbe un torto eccessivo.

Solo i pensatori come Kierkegaard e Guardini, che attraverso il silenzio hanno vissuto e si sono formati umanamente ed intellettualmente, possono parlare e scrivere del silenzio e sul silenzio con un’intensità che mette i brividi. Agli altri, a noi, non resta che devotamente leggere e raccogliere i loro scritti, attentamente studiare ed esporre i loro pensieri, affascinati ascoltare le loro parole e portare ad altri il sublime messaggio che vogliono darci, consapevoli che le loro non sono parole comuni, bensì le parole del silenzio.

( Immagine reperita su Pinterest )

5 commenti

  • Maria Antonietta ha detto:

    Bellissima…

    • lacapannadelsilenzioblog ha detto:

      Mai come oggi si sente irresistibilmente il richiamo a spazi d’introspezione in cui poter ascoltare il suono del silenzio. Schiacciati da oceani di impegni quotidiani, spesso evitiamo, anche volutamente, di soffermarci ad ascoltare il nostro essere. Questo blog è nato per questo. Non si tratta del solito blog che si limita a raccogliere i pensieri di autori famosi e meno famosi su determinati temi, ma vuole promuovere il confronto sul nostro modo di concentrarci su noi stessi e svolgere attività che riescono ad estraniarci da un mondo sempre più incentrato su valori effimeri e materialisti.

  • sabrina ha detto:

    bellissima

  • Free Piano ha detto:

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