Vivere in armonia con la Natura

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A pochi giorni dal triste episodio che ha visto protagonista l’orsa Daniza, “colpevole” di aver aggredito un cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo, nel Trentino, e morta per una “dose eccessiva di anestetico” nel tentativo di catturarla per rinchiuderla in un’area chiusa, ritengo sia utile soffermarsi a riflettere sul rapporto uomo-Natura.
Ancora una volta abbiamo assistito, impotenti, ad un altro episodio di antropocentrismo che reca enormi ferite al nostro pianeta. Chi mi conosce da tempo sa che non ho mai fatto mistero della mia passione per Spinoza la cui filosofia riguardo il rapporto tra uomo e Natura è ancora oggi, purtroppo, di estrema attualità. Il filosofo in questione considerava l’antropocentrismo un pregiudizio che ha compromesso non solo la vita dell’uomo ma anche la salute della nostra Terra.

Uccisione orsa Daniza
Purtroppo molti sono ancora gli uomini che mostrano un’enorme ignoranza credendo alla favoletta della meravigliosa terra creata da Dio in funzione dei loro interessi e delle loro passioni. La Natura per gli antropocentrici viene vista solamente come l’ambiente in cui poter dare sfogo ai loro impulsi e desideri. E di conseguenza, tutto ciò che esiste in natura non è altro che “un dono di Dio” al loro servizio affinché possano dar sfogo a tutti i loro impulsi e necessità.
Questo terribile pregiudizio, tramutatosi in superstizione, ha compromesso la salute della nostra meravigliosa terra e si è radicato nelle menti di molti uomini con le conseguenze nefaste che purtroppo conosciamo molto bene e su cui è inutile soffermarsi.
Quello su cui vorrei riflettere oggi è il rapporto dell’uomo moderno con la natura, con quello spettacolo affascinante che si presenta davanti ai nostri occhi ogni giorno, e che, più spesso di quello che pensiamo, non riusciamo più ad osservare e a goderne.
Non ci accorgiamo più nemmeno di un fiore policromo, di un uccello che si libra nel cielo, e nemmeno dello stesso cielo, così vicino e allo stesso tempo così inafferrabile.
Spettacolo vivace e irriproducibile, ben diverso dalle meschinità terrene, e che dovrebbe ridimensionare la nostra superbia aiutandoci a raggiungere quella gioia interiore anche attraverso semplici gesti come riposarsi all’ombra di un albero o lasciandoci inebriare dal profumo dei fiori.
Ciò di cui dovremmo riappropriarci è la curiosità per la bellezza della nostra terra, curiosità schiacciata dal fardello della vita moderna che, attimo dopo attimo, ci ha risucchiato in un vortice di morali mirate a renderci schiavi delle ideologie dominanti.

armonia
Stiamo perdendo la curiosità di scoprire cosa si nasconde dentro un albero, il meravigliarci del cielo stellato e di ciò che possa celare nella sua immensità. Quanti saranno ancora i momenti della nostra vita vissuti in simbiosi con la natura? Anche i ricordi, con il passare degli anni, si affievoliscono e con essi le sensazioni provate, se già non sono sprofondate nell’oblìo e ne resta solo una tiepida nostalgia che sconfina nel disincanto di una vita che privilegia il materialismo.
Fermiamoci a riflettere.
Siamo sempre in tempo per riappropriarci di quella simbiosi.
L’intervista selezionata dalla capanna riguarda uno degli argomenti che penso stia a cuore a molti di noi: il vivere in armonia con la natura. Custodiamo le parole di Hernàn Huarache Mamani come un tesoro dal valore inestimabile. Conosciamo, anche attraverso le parole racchiuse in questa intervista, uno degli ultimi eredi di un’antica generazione di curanderos andini, nonchè superbo scrittore spesso in giro per il mondo spinto dal desiderio di condividere con noi i propri pensieri. Non dimentichiamo che noi uomini abbiamo bisogno di vivere in armonia con la natura per raggiungere quella serenità che ci stiamo lasciando sfuggire. Tocchiamo la terra, annusiamo il suo meraviglioso profumo e creiamo uno spazio verde nelle nostre case. Ma soprattutto cerchiamo di comprendere che facciamo parte della natura e che l’uomo, proprio perchè parte della natura, deve vivere in armonia con la stessa per nutrire la propria anima.
Leggiamo insieme le riflessioni di Hernàn Huarache Mamani su tale tematica.

«Quando una volta chiesi ad un contadino del canyon del Colca, nel Sud del Perù, che cosa bisogna fare per diventare un vero uomo, lui mi rispose:
“Vivere in armonia con la natura. In campagna molti ancora lo fanno, ma in città quasi tutti dimenticano il fatto di essere figli della Grande Madre.
Pensano che l’uomo sia il padrone della terra, e questa è la loro maggiore ignoranza, perché l’uomo è soltanto un filo nel tessuto di tutti gli esseri viventi che la Pachamama tesse. Siamo tutti fratelli e sorelle. Le piante, le pietre, gli animali e tutto quanto esiste va rispettato e curato, perché non ci appartiene, è soltanto dato in prestito come aiuto alla nostra evoluzione spirituale.”
Noi che coltiviamo la terra siamo come la levatrice, lavoriamo alla nascita di una nuova vita, mettendo i semi nella terra, piantando le radici da cui crescerà un’altra pianta. Siamo come i genitori perché ci prendiamo cura di ogni pianta del nostro giardino, innaffiandola, potandola, fertilizzandola, affinché diventi bella e dia i suoi migliori frutti.
La Terra è un immenso giardino, e prendersene cura induce a coltivare se stessi e il proprio giardino interiore. Ogni seme che piantiamo diventa una qualità che innestiamo nel nostro essere, ogni erbaccia che estirpiamo è metafora di un vizio di cui non abbiamo più bisogno per la nostra crescita.
I seminari sulla Pachamama sono finalizzati a far capire alle donne e agli uomini che essi sono parte della natura e che, per la legge della reciprocità, qualsiasi cosa accade loro accadrà alla Madre Terra e, viceversa, qualsiasi cosa accade alla Madre Terra accadrà a loro, prima o poi.
Quando vedo come gli uomini hanno riempito di cemento molti luoghi mi viene tristezza, perché sono parti della terra in cui lei non respirerà più e in cui non potranno crescere alberi. Quando vedo le montagne di spazzatura che escono dalle città le guardo con amarezza perché so che finiranno per sporcare ancora di più la madre terra. Da bambini i nostri genitori ci dicevano: “non sporcare mai il posto dove mangi, dormi e vivi.” E’ il contrario di ciò che sta accadendo ora.
Molte persone inquinano per ignoranza. Inquinano anche con i loro pensieri e parole negativi senza rendersene conto. Non capiscono che tutti gli esseri viventi sono collegati fra loro e con la Madre Terra e che qualunque cosa faccia male all’acqua, alle piante, alla terra, all’atmosfera finirà per far male anche a noi, i suoi figli.
Come possiamo uccidere nostra madre, che ci dà la vita?
Il mio compito è insegnare a rispettare e ad amare la Terra, farne capire la sacralità: essa è la nostra dimora, e il Grande Spirito, che ci ha permesso di venire a fare esperienze in questo pianeta, ce l’ha affidata magnifica. Dobbiamo conservarla così oppure renderla ancora più bella. In questo modo potremo ringraziarlo per il dono della vita e per il fatto di essere ospiti- per un determinato periodo di tempo- in un meraviglioso pianeta. Impariamo a non sporcarlo, perché le generazioni future meritano di trovare una terra pulita, bella, un luogo dove sia possibile sperimentare pace e felicità.
La mia voce è la voce della Pachamama, perché io sono figlio della Terra, consapevole che lei mi ha dato la vita e che mi permette di stare nella sua casa. Per questo, ogni giorno con umiltà faccio una preghiera:
Madre Cosmica, Madre Sacra, sempre bella, sempre accogliente, Madre che doni la vita, ti ringrazio per il dono che mi hai fatto fino ad ora, sono pronto a vivere la vita in questo momento. Fammi vivere nel tuo grembo sereno, libero, fammi capire sempre qual è la strada che devo percorrere oggi.” »

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