«È troppo triste rendersi conto che la vita assomiglia al gioco degli scacchi, in cui basta una mossa falsa a farci perdere la partita, con l’aggravante che, nella vita, non possiamo nemmeno contare su di una possibilità di rivincita».
Sigmund Freud
Condivido con immenso piacere una tesina di maturità scientifica molto originale redatta da Amedeo Antonio Buccheri, diciannovenne siciliano che studia anche pianoforte al Conservatorio di Catania.
Lo studente ha tratto ispirazione dall’affascinante gioco di strategia degli scacchi.
Il gioco, di origine molto antica e avvolto da un alone di mistero riguardo la sua reale nascita, viene spesso considerato una metafora della vita a causa di quell’evoluzione della partita che rimanda al fluire del tempo della nostra esistenza, con le conseguenze che esso comporta. Una competizione silenziosa che richiede un’elevata concentrazione ed in cui la contrapposizione, su una scacchiera con sessantaquattro caselle e due eserciti, evoca l’inarrestabile antitesi dell’universo e l’incessante lotta tra la vita e la morte.
Da Samuel Beckett a Marcel Duchamp, solo per ricordare qualche nome noto della letteratura e dell’arte, il gioco degli scacchi ha appassionato e continua ad appassionare un numero elevato di persone.
Marcel Duchamp, dopo il suo noto dipinto “Portrait de joueurs d’échecs“, preferisce dedicare la maggioranza del suo tempo al gioco degli scacchi piuttosto che alla pittura, motivando così la sua scelta: «Gioco giorno e notte e niente mi interessa maggiormente che trovare la mossa giusta. La pittura mi piace sempre meno».
Credo non esista un altro gioco al mondo in cui riescono mirabilmente a convivere discipline completamente differenti come la filosofia e la scienza, la matematica e la poesia, l’estetica e la psicologia, la logica e l’arte; ed è probabilmente proprio questa la ragione che ha scatenato l’interesse, in ogni periodo storico, di intellettuali e artisti, sedotti da quel mondo dove la battaglia tra il bianco e il nero incorpora meravigliosamente la metafora dell’infinita disputa tra il bene e il male, l’antagonismo tra principi originari e contrari, incarnazione dell’imperitura disputa e dell’eterno divenire dell’universo e della nostra stessa esistenza.
Amedeo Antonio Buccheri, immergendosi in un lungo lavoro di ricerca personale che abbraccia le materie fondamentali del suo percorso scolastico, ha realizzato un lavoro che merita di essere letto.
Di seguito le slides da lui realizzate.












N.B. La pubblicazione delle immagini e dei testi è stata gentilmente concessa da Amedeo Antonio Buccheri.
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