“I ragazzi che si amano” di Jacques Prévert

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“I ragazzi che si amano” di Jacques Prévert
|I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia e il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno

Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.|

[Nell’anniversario della nascita di Jacques Prévert vale la pena tornare a un poeta che ha saputo cogliere l’essenza più pura dell’adolescenza e del primo amore, lontano da ogni retorica. Nei suoi versi l’amore nasce per strada, sotto gli sguardi dei passanti, fragile e insieme invincibile.

Ne “I ragazzi che si amano” Prévert ci mostra due giovani che si baciano contro le porte della notte: sono osservati, giudicati, derisi, eppure appartengono a un altrove luminoso che nessuno può toccare. Il loro amore non è pubblico, non è esibizione: è un’energia segreta che li solleva al di sopra del giorno e della notte.

Ricordare questa poesia significa ricordare che l’amore autentico sfugge al conformismo e al giudizio. E, leggendo questa poesia oggi, siamo invitati a chiederci se siamo stati, o siamo ancora, più simili a quei passanti o a quei ragazzi immersi nell’abbagliante splendore del loro primo amore.]

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