Ecco una raccolta di pensieri ed immagini dalla pagina Facebook della capanna. Buona lettura e buona visione 🙂

Corazze
“Dice che il dolore fortifica. Ti fa le ossa, dice. Diventi uomo. Dice. Forse è per questo che non piango. In questi ultimi anni io ho avuto un sacco di lutti. Pezzi di cuore che si sono persi per strada. E ogni pezzo, è un pezzo di questa corazza. Tipo un’armatura. E tu pensi che è fico, che alla fine diventi invincibile. Sono i cavalieri dello zodiaco che ci hanno fregato a noi. Non ti dicevano che l’armatura è pesante. Che ti rallenta. Ti isola. Ti paralizza. Strato dopo strato, il dolore ti trasforma in una specie di monolite corazzato. In fondo alla cassaforte però tu stai sempre lì.“
– Zerocalcare
( Immagine da Pinterest )

|Morire bene significa morire in tempo.
Non c’è inferno peggiore che assistere alle esequie dei propri desideri. Al funerale delle nostre passioni. La morte è per questi motivi che ci perseguita ogni giorno. Ciò che ci sterilizza, ciò che rattrista la pelle, l’assenza di scopo, l’apatia, il distacco dagli altri esseri.
Questa è la morte che uccide e non quella finale. Per questo dobbiamo sperare che la morte ci sorprenda ancora assetati, mentre siamo ancora pieni di gioia. Che ci spenga quando siamo ancora accesi.|
– Santiago Kovadloff
( 📸 da Pinterest )

|La sensibilità è dei deboli, dici? La sensibilità è delle persone più forti che conosca. Provaci tu a sentire tutto, e a non crollare ogni santo giorno.|
– Gian Marco Manzo
( 📸 da Pinterest )

|Sì, mi isolo, non perché non ami le persone,
ma perché mi esaurisco a contatto con il mondo: il rumore, la folla, le conversazioni troppo lunghe. Mi isolo anche perché preferisco stare da solo piuttosto che circondato da persone che non vibrano sulle mie stesse frequenze.
Non sto dicendo che siano meno interessanti, non ho questa presunzione. Dico semplicemente che siamo diversi. Le nostre sensibilità e percezioni non raggiungono gli stessi vertici.
Dico anche che, più invecchio, più so chi sono, dove sto andando e cosa voglio, e soprattutto cosa non è più in linea con me. Non ho bisogno di compagnia. Non mi sento mai solo, mi sento meravigliosamente bene nel silenzio.
E se ricevo qualcuno, è perché lo desidero, perché ne traggo piacere!
Molto spesso, la mia calma, la mia pace interiore, le mie risorse, il mio lasciare andare, la mia serenità , li attingo dalla mia bolla: “a casa mia”, da solo, o “in mezzo alla natura”, da solo ancora e sempre.
Non sono asociale, sono un empatico selettivo. Un empatico che rispetta le sue percezioni e ascolta il suo corpo, la sua mente, la sua anima.
Amo profondamente le persone, ascoltarle, consigliarle e aiutarle… Ma dopo tutto questo, il mio “Io” reclama una pausa.
Quindi, se qualcuno si riconosce in queste parole, sappia che, quando passiamo del tempo con qualcuno, non è per riempire un vuoto, ma perché ne abbiamo veramente voglia.|
– Eden Cara
(📸 Krzysztof Marian Dobrowolski via Pinterest )

I finlandesi hanno distillato l’essenza del relax e l’hanno trasformata in una parola unica: kalsarikännit. Non è solo un termine, ma un’arte di vivere. È quell’esperienza semplice e perfetta di starsene a casa con indumenti morbidi, con un drink in mano e nessuna intenzione di mettere piede fuori.
Ma attenzione: kalsarikännit non è pigrizia. È una celebrazione consapevole del piacere di stare con se stessi, un antidoto alla frenesia del mondo moderno. È il momento in cui il divano diventa il trono più regale, la tuta il capo più sofisticato e la solitudine una scelta di puro benessere. Forse si legge un libro, si guarda la propria serie preferita o semplicemente ci si lascia trasportare dalle note di una playlist che ci fa sentire a casa.
Questa tradizione finlandese ci insegna che non serve fare grandi cose per sentirsi bene: a volte, basta concedersi il lusso della semplicità . È un inno al rallentare, al ritrovare il proprio equilibrio in un mondo che ci vuole sempre in movimento. Non c’è nulla di più autentico e rigenerante.
(📸 da Pinterest )

“Si dice analfabeta funzionale perché è funzionale al potere.”
“Analfabetismo funzionale quasi al 50%
+ suffragio universale al 100%
= la classe politica di oggi.“
– Fabrizio Caramagna
L’analfabetismo funzionale è un’emergenza silenziosa che affligge l’Italia. Non si tratta di non saper leggere o scrivere, ma di non riuscire a dare un senso alle informazioni, di non essere in grado di capire un testo, è come avere gli strumenti giusti, ma non saperli usare.
In Italia, i dati sono allarmanti: siamo tra i Paesi europei con il più alto tasso di analfabetismo funzionale. E questo non è solo un ostacolo personale, ma un freno per tutta la società . Una popolazione che non riesce a interpretare la realtà che la circonda è meno libera, meno capace di partecipare in modo critico e consapevole.
( 📸 da Pinterest )

|Il sistema collasserà se ci rifiutiamo di comprare quello che ci vogliono vendere, le loro idee, la loro versione della storia, le loro guerre, le loro armi, la loro nozione di inevitabilità .
Ricordatevi di questo: noi siamo molti e loro sono in pochi. Hanno bisogno di noi più di quanto ne abbiamo noi di loro.
Un altro mondo, non solo è possibile, ma sta arrivando.
Nelle giornate calme lo sento respirare.|
– Arundhati Roy
[Arundhati Roy è una scrittrice, attivista e intellettuale di grande spessore, capace di muoversi con disinvoltura tra narrativa, saggistica, poesia e impegno politico. La sua prosa poetica e l’analisi acuta dei temi trattati, come la globalizzazione, il colonialismo, le disuguaglianze sociali e l’impatto ambientale, mostrano un’abilità unica. Le sue opere non sono solo un invito alla riflessione e alla denuncia, ma anche una celebrazione della bellezza e della complessità dell’esperienza umana.]
( 📸 da Pinterest )

“Niente è più
lo stesso due volte.
Nemmeno l’amore,
né le persone,
né la vita…
Col tempo tutto passa
Visto con un po’ di pazienza,
l’indimenticabile trasformarsi
nell’oblio, e che cos’era
essenziale diventare superfluo. “
( Autore sconosciuto )
Foto da Pinterest

|Il peggior analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non ascolta, non parla
né partecipa agli avvenimenti politici.
Non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce,
della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
Un analfabeta politico è tanto animale che si inorgoglisce e gonfia il petto
nel dire che odia la politica.
Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica proviene la prostituta, il minore abbandonato,
il rapinatore ed il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto,
ingannatore e corrotto,
leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali.|
– Bertolt Brecht
( 📸 da Pinterest )
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