Ha fatto una cosa che nei palazzi del potere dev’essere sembrata indecente, quasi una parolaccia detta a tavola davanti agli ospiti.
Ha chiesto ai ricchi di pagare.
Non ai ricchi per modo di dire, quelli che hanno il cappotto buono e il mutuo cattivo. No. Ai ricchi veri. Quelli con appartamenti da più di cinque milioni di dollari a New York, comprati non per viverci, ma per possederli. Case enormi, luminose, lucidate dal silenzio, con vista sulla città e nessuna vita dentro. Salotti senza voci. Cucine senza odore di cena. Finestre accese solo dalla rendita.
Su quelle case ha messo una tassa annuale. La chiamano pied-à-terre tax, perché quando si toccano i patrimoni eleganti bisogna sempre usare una parola francese, così il fastidio sembra più raffinato.
E la città ha incassato mezzo miliardo di dollari l’anno.
Mezzo miliardo da appartamenti vuoti. Una favola moderna, ma al contrario. Invece della zucca che diventa carrozza, è la rendita che finalmente diventa asilo nido.
Poi è andato dallo Stato e ha fatto un’altra cosa “sovversiva”. Ha chiesto soldi. Non con la voce tremante di chi domanda un favore, ma con quella di chi conosce il conto e pretende il resto. Ha trattato, ha insistito, ha portato a casa quattro miliardi in più. Quattro miliardi che altri sindaci non avevano nemmeno provato a chiedere. Forse per prudenza. Forse per abitudine. O forse perché certe porte, quando sono rivestite di mogano, fanno più paura di un lupo cattivo.
Ma il bello, o il brutto, dipende da che parte del contratto gonfiato ti trovi, è venuto dopo.
In ogni assessorato ha messo un Chief Savings Officer, che tradotto significa qualcuno incaricato di seguire le briciole dei soldi spariti. E le briciole, guarda caso, portavano sempre a tavole ben apparecchiate.
Sono saltate fuori consulenze inutili, contratti gonfiati come palloncini alle feste dei privilegiati, straordinari misteriosi, software pagati il doppio, forse perché dentro dovevano esserci nascosti anche la Divina Commedia, il Sacro Graal e due biglietti per Broadway.
Risultato, 1,77 miliardi di risparmi reali.
In soli cinque mesi, il deficit è stato azzerato.
Ci si potrebbe pensare, bene, applausi, conferenza stampa, grafici colorati, strette di mano e via tutti a pranzo. Invece no. Perché ha commesso l’ultima imprudenza. Quei soldi li ha spesi per le persone.
Un miliardo e duecento milioni per gli asili nido universali. Più fondi a biblioteche, parchi e scuole. Mille nuovi insegnanti. Miliardi per le case popolari.
Insomma, una cosa davvero inaudita. Il denaro pubblico usato per il pubblico. Roba da far venire un mancamento a chi pensa che lo Stato debba essere severissimo con i poveri e molto comprensivo con gli attici.
A New York, un sindaco di trentaquattro anni, etichettato come “pericoloso socialista”, ha dimostrato qualcosa di terribilmente semplice.
Le ricette esistono.
I soldi esistono.
Gli sprechi esistono eccome, e godono pure di ottima salute.
Quello che manca è il coraggio politico.
E da queste parti, il coraggio lo mettono nei comizi, nei manifesti, nelle frasi solenni. Poi, quando arriva il momento di viverlo, non c’è più nessuno in casa.
(
da Pinterest )

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