Un professore saluta i suoi studenti alla fine degli esami di maturità. Parla di Gaza, di responsabilità, di memoria. Ricorda Hind Rajab, Montale, Dante. Poi propone libri, cinema e una partita a tennis, purché l’avversario sappia giocare.
Un giornalista de “Il Tempo” ha contestato questa lettera. Vi ha trovato faziosità, indottrinamento e perfino un invito alla ribellione. Marina Boscaino, sul “Fatto Quotidiano”, ha invece mostrato quanto quella lettura fosse forzata e distante dal testo.
Abbiamo letto la lettera. Poi l’abbiamo riletta.
Non vi ho abbiamo trovato propaganda. Abbiamo trovato un insegnante che, concluso il proprio compito, chiede ai ragazzi di non dimenticare ciò che hanno visto accadere mentre diventavano adulti. Li invita a riconoscere le responsabilità del potere e a conservare la libertà di giudizio. Esattamente ciò che dovrebbe fare la scuola, almeno finché pensare non verrà definitivamente tolto dai programmi.
Ecco la lettera:
|Care e cari, ho visto i quadri degli esami. Molto bene, direi. Brave e bravi. Vi saluto con un ultimo messaggio. Avete vissuto questi tre anni di liceo mentre si compiva lo sterminio a Gaza. Quello che è successo in questi tre anni nei confronti della popolazione civile innocente, dei bambini, degli anziani, delle donne, dei medici, dei giornalisti e anche dei giovani uomini (tutti terroristi di Hamas i giovani gazawi?) non dimenticatelo. Non dimenticate i responsabili: le donne e gli uomini di potere dei paesi cosiddetti civili e democratici, non solo chi ha premuto il grilletto, lanciato missili, sganciato bombe, guidato droni, ma anche chi ha prodotto e venduto armi, chi ha avuto responsabilità politiche, chi ha lucrato dividendi e fatto profitti, e chi è rimasto ignavo a guardare senza fare niente.
Alcuni di voi occuperanno posizioni di potere, diventeranno dirigenti di importanti aziende, maneggeranno capitali, conosceranno altre persone di potere, amministratori di grandi imprese e funzionari dello Stato e dell’Unione Europea. Sarebbe interessante chiedere a ognuno di loro: hai mai sentito parlare di Hind Rajab? Tu dov’eri quando uccidevano Hind Rajab? Cosa facevi? Cosa hai fatto dopo? Quando vi capiterà di vedere la faccia rapace di uno dei potenti di oggi, guardatelo negli occhi ricordando la “Primavera hitleriana” di Montale: il muso dei capretti uccisi e la sagra dei miti carnefici. E soprattutto: più nessuno è incolpevole.
Qualche volta, rileggete le ultime parole di Virgilio a Dante nel XXVII del Purgatorio. Se vi va, ci vediamo al cinema e ci scambiamo libri. Se qualcuno è bravo a tennis, possiamo giocare. Ma bravo, sennò mi annoio. Un abbraccio.|

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