Quando la musica diventa coscienza: Bruce Springsteen e le strade di Minneapolis

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Bruce Springsteen ha scelto di rispondere a ciò che di grave e inquietante sta accadendo negli Stati Uniti, con Minneapolis trasformata, suo malgrado, in uno dei teatri più dolorosi di questa stagione invernale. Non ha scelto la via del comunicato ufficiale, ma quella più duratura e incisiva della musica. “Streets of Minneapolis nasce così: come gesto pubblico, consapevole, rivolto contro l’amministrazione Trump e contro l’operato dell’ICE nella città del Minnesota. Non un atto impulsivo, ma una presa di posizione che affonda le radici nella tradizione americana dell’impegno civile.

Che cosa è l’ICE?
L’Immigration and Customs Enforcement, conosciuta come ICE, è l’agenzia federale statunitense incaricata del controllo dell’immigrazione e delle frontiere interne. Istituita in un clima di emergenza permanente, ha progressivamente assunto un ruolo che va ben oltre l’applicazione della legge, operando spesso con modalità militarizzate e scarsamente trasparenti. Nel dibattito pubblico, l’ICE è divenuta il simbolo di una deriva securitaria in cui la tutela dello Stato sembra prevalere, non di rado, sulla protezione dei diritti fondamentali e sulla dignità delle persone.

Agenti federali dell’ICE fermano una persona a Minneapolis in seguito all’uccisione di un uomo da parte di un agente federale, sabato 24 gennaio 2026. (Alex Kormann/Star Tribune via AP)

In queste ultime settimane a Minneapolis non è stata solo la tensione delle strade a farsi sentire, ma il dolore di due vite spezzate in circostanze che avrebbero dovuto essere ben lontane dalla violenza. Renée Good, una donna di trentasette anni e madre di famiglia, si era trovata suo malgrado al centro di un’operazione dell’ICE e, mentre cercava di allontanarsi dagli agenti, era stata colpita mortalmente da un collega dell’agenzia federale. Pochi giorni dopo, Alex Pretti, infermiere trentasettenne, si era avvicinato alle stesse forze mentre cercava di filmarne le azioni e di aiutare una donna colpita dallo spray urticante: i video mostrano Pretti con il telefonino in mano e intento a soccorrere altri, prima di essere affrontato dagli agenti e, in seguito, ucciso da colpi d’arma da fuoco.

Renée Good e Alex Pretti

Le immagini diffuse nei giorni successivi restituiscono una sequenza che interroga più di quanto spieghi. Pretti filma gli agenti con il cellulare. In un altro video, girato da un passante, si vede un agente sottrargli una pistola, regolarmente detenuta. Poi l’intervento di più uomini: lo spray al peperoncino, il corpo a terra, una breve colluttazione. Infine gli spari. Secondo la polizia, il possesso dell’arma sarebbe bastato a dimostrare un’intenzione aggressiva. Una spiegazione che, per molti, non chiude la ferita ma la allarga.
A Minneapolis le operazioni dell’ICE hanno innescato una tensione che va ben oltre la cronaca locale. Interventi federali condotti con modalità sempre più muscolari hanno trasformato la città in un luogo di protesta diffusa, dove cittadini, associazioni e istituzioni locali contestano apertamente la presenza e l’operato dell’agenzia. Ne è nato uno scontro emblematico: da un lato lo Stato che rivendica sicurezza e controllo, dall’altro una comunità che chiede trasparenza, limiti e rispetto dei diritti civili. Minneapolis è così diventata, suo malgrado, uno dei punti in cui l’America è costretta a interrogarsi su se stessa.
Springsteen reagisce con la rapidità di chi sente l’urgenza morale del presente. Scrive la canzone in un giorno, la registra il giorno dopo e la rende pubblica immediatamente. Sul suo sito parla senza mezzi termini di “terrorismo di Stato” e dedica il brano alla città di Minneapolis, ai suoi abitanti, agli immigrati innocenti, e alla memoria di Renée Good e Alex Pretti. È un saluto semplice, quasi privato: “Restate liberi”.


Il titolo non è casuale. “Streets of Minneapolis dialoga apertamente con “Streets of Philadelphia, la canzone che trent’anni prima aveva raccontato un’altra America ferita, vincendo un Oscar ma soprattutto lasciando un segno nella coscienza collettiva. Ancora una volta, le strade diventano il luogo dove la storia incontra le vite comuni.
Del resto, la carriera di Springsteen è attraversata da questa tensione morale. “Born in the USA dava voce ai veterani dimenticati del Vietnam; “The Ghost of Tom Joad riportava alla luce le ombre della Grande Depressione; “American Skin (41 Shots) raccontava la morte di Amadou Diallo, crivellato di colpi a New York nel 1999. Canzoni diverse, epoche diverse, la stessa domanda di fondo: che cosa succede quando la legge smette di proteggere e comincia a colpire?

Pochi giorni prima della morte di Alex Pretti, apparendo a sorpresa a un evento benefico nel New Jersey, Springsteen aveva già pronunciato parole durissime contro l’ICE e l’uccisione di Renée Good. Aveva parlato di truppe federali mascherate, di una città occupata, di cittadini uccisi per aver esercitato il diritto di protestare. E aveva lanciato un appello semplice, quasi antico: se si crede davvero nella legge, allora nessuno può esserne al di sopra. Nemmeno lo Stato stesso.

Di seguito la traduzione del testo della canzone “Streets of Minneapolis”:

Attraverso il ghiaccio e il freddo dell’inverno
Lungo Nicollet Avenue
Una città in fiamme ha combattuto fuoco e ghiaccio
Sotto gli stivali di un occupante
L’esercito privato di Re Trump del DHS
Con le armi allacciate ai cappotti
È venuto a Minneapolis per far rispettare la legge
O almeno così raccontano la storia
Contro fumo e proiettili di gomma
Alle prime luci dell’alba
I cittadini si sono schierati per la giustizia
Le loro voci risuonavano nella notte
E c’erano impronte di sangue
Dove avrebbe dovuto esserci pietà
E due morti lasciati a morire su strade innevate
Alex Pretti e Renée Good

Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Cantare attraverso la nebbia insanguinata
Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero in mezzo a noi
Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato
Nell’inverno del ’26
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis

I criminali federali di Trump lo hanno picchiato
In faccia e sul petto
Poi abbiamo sentito gli spari
E Alex Pretti giaceva sulla neve, morto
La loro accusa era di legittima difesa, signore
Semplicemente non credete ai vostri occhi
Sono il nostro sangue e le nostre ossa
E questi fischietti e telefoni
Contro le sporche bugie di Miller e Noem

Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Che piange attraverso la nebbia insanguinata
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis

Ora dicono di essere qui per far rispettare la legge
Ma calpestano i nostri diritti
Se la tua pelle è nera o marrone, amico mio
Puoi essere interrogato o deportato a vista

Nei cori dell’ICE ora in circolazione
Il cuore e l’anima della nostra città persistono
Attraverso vetri rotti e lacrime di sangue
Per le strade di Minneapolis

Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Cantare attraverso la nebbia insanguinata
Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato
Nell’inverno del ’26
Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero in mezzo a noi
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis

 

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