Non dimentichiamo queste immagini

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Attivisti della Flotilla, diretti a Gaza e sequestrati in acque internazionali dalle forze militari israeliane, costretti a inginocchiarsi e trascinati sul pavimento mentre dagli altoparlanti risuona l’inno nazionale israeliano.
E poi Ben-Gvir, davanti ai prigionieri, che sventola la bandiera israeliana e li deride: “Benvenuti in Israele, qui siamo noi i padroni di casa.
In quelle parole e in quei gesti c’è qualcosa di più della repressione; c’è la volontà di piegare la dignità e di trasformare la paura in linguaggio politico.
Corpi fermi, occhi coperti, ginocchia a terra. Non persone da ascoltare, ma presenze da piegare. Non cittadini, non attivisti, non esseri umani con una voce e una storia, solo figure da esibire come monito.
Bendare qualcuno significa togliergli lo sguardo. Metterlo in ginocchio significa chiedergli obbedienza. Mostrarlo così significa dire a tutti gli altri: guardate cosa succede a chi osa.
Per questo non possiamo voltare lo sguardo. Quando un essere umano viene umiliato, la domanda non è più da che parte stia. La domanda è che cosa resta della nostra umanità.

( 📸 da Pinterest )

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