A spasso con Bob, storia di una grande amicizia tra due diseredati

a spasso con bob storia di una grande amicizia
James Bowen è un ex tossicodipendente londinese di ventisette anni che ha appena iniziato la terapia con il metadone. Vive in un piccolo appartamento di un fatiscente alloggio popolare a Tottenham, a nord di Londra, e si guadagna da vivere suonando la chitarra e cantando per le strade. Ha ventisette anni e una storia molto difficile alle spalle. Da bambino, a causa del lavoro della madre, è spesso costretto a cambiare nazione e ciò gli impedisce di stringere amicizie durature con i suoi coetanei di cui diventa spesso oggetto di scherno per il suo carattere insicuro ed il suo accento inglese. La rabbia accumulata durante gli anni della sua infanzia esplode durante l’adolescenza e lo spinge ad abbandonare la famiglia e a trovar conforto nell’eroina per sfuggire alla solitudine. Gli errori commessi in passato gravano pesantemente sulle sue spalle insieme ad una disperata solitudine e alla paura di non essere in grado di vincere la dura battaglia contro la droga. Le sue giornate si trascinano tristemente tra i ricordi amari di un’infanzia senza radici e l’indifferenza della gente che, spesso, non si ferma nemmeno un attimo ad ascoltare la sua musica o a rivolgergli la parola. E se qualcuno si ferma incuriosito nel vedere quel giovane artista di strada e gli pone qualche domanda, James avverte la sensazione che non si tratti di un reale interesse verso la sua persona, «Non potrei giurarci, ma credo che contemplare la rovina di un proprio simile abbia un suo fascino. Ho l’impressione che la gente tiri un sospiro di sollievo pensando: Grazie a Dio non è toccato a me, oppure: Oggi a me, domani a te. E così si rilassa, dice a se stessa che, sì, in fondo la vita non è poi così male, che poteva andare peggio, come a quel povero barbone, per esempio».
Ma la vita, come lui stesso afferma, nell’incipit del suo libro, offre sempre una seconda possibilità.
Un giorno, al suo ritorno a casa, un freddo giovedì di marzo del 2007, avverte un sommesso miagolìo e si accorge, così, della presenza di un gattino rosso deperito, ferito e tremante sullo zerbino di uno degli appartamenti del palazzo in cui vive. a spasso con Bob, storia di una vera amicizia
Dopo essersi accertato che il gatto non appartenga a nessuno, lo porta nel suo modesto appartamento arredato con oggetti per lo più raccattati nelle pattumiere e che un suo conoscente aveva definito “La bottega dell’antiquario” di Charles Dickens.
Già dalla prima notte trascorsa con colui che diventerà il suo migliore amico, quando il micio si acciambella accanto al calorifero, il suono carezzevole delle fusa udito da James prima di addormentarsi, gli infonde una serenità che forse non aveva mai avvertito.
Un gatto diseredato che lotta per la propria sopravvivenza quotidianamente diventa il migliore amico del solitario e malinconico James. Due reietti appartenenti ad una specie diversa diventeranno amici per tutta la vita.
E ai randagi, così simili a lui, il ragazzo dedica queste parole: «Sono loro i diseredati di questa città, creature vagabonde che combattono ogni giorno per la sopravvivenza e che in molti casi, come il mio nuovo amico, sono anche ferite e malconce. Forse quella palla di pelo rosso aveva riconosciuto in me la sua anima gemella».
James decide di dare un nome al suo amico, ispirandosi al personaggio di una serie televisiva: “Killer Bob“, una sorta di Dottor Jeckyll e Mr Hyde, che può ben rappresentare la duplice personalità di tutti i gatti: sornioni e apparentemente tranquilli, ma pronti a scattare quando meno te lo aspetti, come posseduti da un’entità sovrannaturale.
Bob, nonostante la riluttanza iniziale di James, ragazzo problematico che si ritiene la persona meno adatta a prendersi cura di un altro essere vivente, entra prepotentemente nella sua vita. Il gatto, com’è ben noto, sceglie la persona con cui stare. Non si svende al primo arrivato e, come giustamente osserva James, «è un animale notoriamente molto esigente quando si tratta di concedere la sua fiducia; se decide che il padrone non la merita, semplicemente se ne va in cerca di un altro».
Il fardello di dieci anni della sua vita bruciati dalla dipendenza dalla droga lo perseguita e lo rende sfiduciato, sebbene già prima d’incontrare Bob, avesse deciso di tentare la disintossicazione.
Eppure l’interrogativo permane.
Un ragazzo solo e disperato che vive alla giornata e non ha un amico, nè una famiglia su cui contare, avrebbe potuto trovare la forza di uscire dal tunnel della droga? Sicuramente nessuno, nemmeno lo stesso James potrebbe oggi essere in grado di poter dare una risposta certa. È palese però che, prima d’incontrare Bob, il ragazzo non manifestava alcuna voglia di vivere perchè sguarnito di validi stimoli per cui lottare.
Ma adesso ha un amico. E non è un amico qualsiasi. È un gatto bisognoso di cure e di attenzioni. Chi decide di prendere con sè un amico a quattrozampe, è pienamente consapevole dell’impegno rilevante che comporta una simil scelta.
E forse è stato proprio Bob a porgere a James quella spinta decisiva per sconfiggere quel nemico che lo sta annientando?
Certamente non sono stati gli psichiatri ad aiutarlo, dato che anni prima si erano solamente limitati a diagnosticare ad un adolescente confuso, patologie mentali come la schizofrenia e la depressione maniacale.
Quel James, come tanti invisibili della società a cui spesso i passanti non rivolgono nemmeno un sguardo, è solo e deve cercare non solo di procurarsi il cibo, ma anche di continuare la terapia per cercare di liberarsi definitivamente dalla droga. Prima dell’arrivo di Bob, cerca disperatamente di trarre forza da quella musica che nessuno ascolta. Non mette mai da parte la sua chitarra e continua a suonare per scaldare la sua anima anche nei momenti più cupi della sua vita, quando non ha nemmeno un tetto e dorme per strada. E la gente lo evita.
«Se sei un barbone, non hai nè dignità nè identità e, cosa ancora peggiore, tutti ti evitano. Sei una non-persona e la gente non vuole avere nulla a che fare con te. Senza che tu quasi riesca ad accorgertene, ti ritrovi solo al mondo, senza uno straccio di amico…Se non hai una fissa dimora, sei un relitto della società e tutti ti sbattono la porta in faccia.»
Ma adesso Bob non è più solo. Ha un amico. Un amico vero.

a spasso con bob l'amicizia tra due diseredati
Un amico che non si separerà mai da lui e lo accompagnerà anche quando il ragazzo continuerà la sua vita di sempre, a suonare e cantare per le strade. Bob diventa il figlio di James e lui se ne prenderà cura in modo amorevole.
E, improvvisamente, l’artista di strada sempre ignorato dai più, non appartiene più al mondo degli invisibili che popolano le strade delle città di tutto il mondo.
La gente è incuriosita da quell’insolita coppia, comincia ad avvicinarsi, pone domande, chiede di poter fotografare i due amici, di realizzare dei video e gli spiccioli che, prima dell’arrivo di Bob, bastavano a stento per procurare un po’ di cibo a James, cominciano ad aumentare, consentendo ad entrambi di poter vivere in modo più dignitoso.
Un gatto compie quel miracolo che forse nessun essere umano sarebbe riuscito a mettere in atto. Riesce ad avvicinare gli uomini ad un reietto, ad un fastidioso “scarto della società” che, per essere caduto così in basso “deve sicuramente avere qualche colpa”.
James segue scrupolosamente la cura che lo allontanerà dalla droga, trova un lavoro temporaneo, si riappacifica con la famiglia e…scrive un libro che diventa un bestseller internazionale.

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Il 14 marzo 2012 una lunga fila di persone con un libro in mano ha atteso pazientemente davanti ad una libreria di Londra l’autografo di uno scrittore esordiente e quello di un gatto, effettuato con un timbro che rappresenta la morbida zampetta con i cuscinetti a forma di cuore nel libro che si apprestavano a leggere.
La sofferenza di James che in modo pacato racconta episodi della sua vita prima che il destino lasciasse che Bob entrasse nella sua vita, e le numerose avventure vissute insieme al suo piccolo grande amico, hanno un forte impatto emotivo nel nostro cuore e ci consentono di conoscere la dura esistenza dei senzatetto, dei barboni e degli artisti di strada.
Per le strade di Dublino si può leggere una scritta che invita la gente che passeggia allegramente per le strade a guardare a terra. Quanti uomini, donne e ragazzi con lo sguardo rivolto verso il basso giacciono immobili in attesa che qualcuno elargisca loro qualche spicciolo e una parola gentile? E magari li aiutino a credere ancora che vi siano persone meravigliose non indifferenti al dolore dei propri simili?
Non dimentichiamo mai di rivolgere il nostro sguardo a queste persone sofferenti e trascorriamo un po’ di tempo insieme a loro. A volte basta veramente poco per cambiare la vita di un essere umano.
E non dimentichiamoci nemmeno dei randagi che affollano le nostre città. Quando incontriamo un animale dallo sguardo smarrito, accertiamoci che non sia senza tetto e prodighiamoci per aiutarlo a trovare una casa e tanto amore. Anche gli animali soffrono la solitudine, la fame, il freddo…non è di certo necessario leggere innumerevoli saggi scritti da scienziati per averne la conferma. Percorrono con noi lo stesso breve cammino su questa terra e hanno anch’essi i nostri stessi diritti. Sono in grado di donare un amore infinito che è da considerarsi pura follia non sperimentarlo.
Le parole di James penetrano nel nostro cuore: « Bob è il mio più caro amico, è stato lui a guidarmi verso una vita diversa e migliore e in cambio non ha mai chiesto niente di difficile; vuole soltanto che io mi prenda cura di lui, cosa che faccio con immenso piacere. Tutti dobbiamo concederci una pausa, tutti hanno diritto a una seconda occasione. Bob e io ci siamo presi la nostra».

a spasso con bob la grande amicizia di due diseredati
Ciò che colpisce maggiormente in questa fiaba moderna è che i due protagonisti non sono cambiati. James continua a suonare insieme al suo piccolo amico agli angoli delle vie di Londra. La notorietà e i soldi non hanno intaccato minimamente le loro vite da cui presto verrà anche tratto un film.
E se vi trovate a Londra, non esitate a cercare questi due amici inseparabili, che sembrano quasi vivere in un’altra dimensione, nel loro grande mondo costruito faticosamente senza mai smettere di credere l’uno nell’altro.
La capanna si domanda quanti hanno ritrovato se stessi e la fiducia nel futuro grazie all’amore di un animale. Se avete delle storie da raccontare, non esitate ad inviarcele. Le condivideremo in questa piccola nicchia al riparo dai rumori fastidiosi del mondo.
Ecco un breve documentario sulla storia di James e Bob

Incipit del libro:
«Qualcuno di famoso ha detto che la vita ci offre sempre una seconda possibilità: basterebbe allungare la mano e afferrarla al volo. Il guaio è che di solito non ce ne accorgiamo e ce la lasciamo scappare.
Tutto ciò l’ho sperimentato sulla mia pelle: quante buone occasioni perse per un soffio…Poi all’inizio della primavera del 2007, qualcosa è cambiato: è stato il giorno in cui ho incontrato Bob. Ripensandoci, mi viene da dire che forse anche per lui il nostro incontro è stato la sua grande occasione.
Era un giovedì di marzo, una giornata piuttosto grigia e triste. Londra non si era ancora scrollata di dosso l’inverno e faceva molto freddo. L’aria era pungente e, dopo aver suonato e cantato tutto il giorno in strada dalle parti di Covent Street, avevo deciso di tornare un po’ prima nell’alloggio popolare che mi era stato assegnato a Tottenham, il quartiere periferico a nord della città
».

( Le immagini sono state reperite su Pinterest )

 

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