“Riflessi sull’acqua”, Paul Signac in mostra a Lugano

«Il pittore anarchico non è colui che crea quadri anarchici,
ma colui che combatterà con tutta la sua individualità 
contro le convenzioni ufficiali».

Ritratto di Paul Signac di Maximilien Luce (1890).

Ritratto di Paul Signac di Maximilien Luce (1890).

È già iniziata il 4 settembre a Lugano una mostra dedicata a Paul Signac che si protrarrà fino all’otto gennaio del 2017. Ben oltre centoquaranta opere dell’artista, appartenenti ad una collezione privata, sono ospitate dal MASI “Il nuovo Museo d’arte della Svizzera italiana“, situato in Piazza Bernardino Luini n. 6.
Per ulteriori informazioni basta cliccare qui e si avranno notizie più dettagliate riguardanti gli orari e il costo dei biglietti.
L’esposizione, dal suggestivo titolo “Riflessi sull’acqua“, consente ai visitatori di vedere le opere più emblematiche del percorso artistico di Signac che, dopo l’ iniziale adesione all’Impressionismo, abbraccerà la tecnica pittorica del “Puntinismo” insieme all’amico Georges Seurat. Ma l’artista non adotterà solamente lo stile neoimpressionista con cui è noto in tutto il mondo e che mai abbandonerà. Il suo desiderio di conoscenza lo porterà infatti a manifestare interesse anche per altre correnti artistiche e a sperimentare altre tecniche, oltre la pittura ad olio, tra le quali prediligerà l’acquarello.
Dalla sua passione nel catturare in tele di piccola dimensione porti, paesaggi marini e velieri deriva probabilmente il nome della mostra a Lugano.
Il titolo “Riflessi sull’acqua” riesce a ben racchiudere l’intensa e delicata opera di Paul Signac e la sua immensa passione per il mare.

"Cassis, Cap Lombard, Opus 196", 1889, Gemeentemuseum Den Haag.

“Cassis, Cap Lombard, Opus 196”, 1889, Gemeentemuseum Den Haag.

La mostra è sicuramente da considerarsi imperdibile perché ben illustra la carriera di uno dei massimi protagonisti dell’arte di fine Ottocento che alternerà all’en plein air dipinti meditati a lungo nel suo studio avvalendosi di una tecnica estremamente rigorosa e diversa da quella impressionista, volta a catturare le impressioni visive di una realtà così come appare in un determinato momento senza rielaborarla in un atelier.

"Capo di Noli", 1898. Wallraf-Richartz Museum, Cologne.

“Capo di Noli”, 1898. Wallraf-Richartz Museum, Cologne.

Tuttavia non bisogna dimenticare che il Puntinismo (Pointillisme), di cui Signac e Seurat sono considerati i più significativi esponenti, trae ispirazione anche dallo studio degli impressionisti sul contrasto tra i colori complementari e la riduzione dell’utilizzo del grigio per creare dipinti caratterizzati da una luce intensa e naturale.
Una tecnica indubbiamente rivoluzionaria che solo in pochi riuscirono a comprendere.

"Golfe Juan" (1896), Worcester Art Museum.

“Golfe Juan” (1896), Worcester Art Museum.

Ma i puntinisti si spingeranno oltre la teoria enunciata da Eugène Chevreul sulla “legge del contrasto simultaneo dei colori“, secondo cui ogni colore condiziona quello che gli sta vicino, rimandando su di esso il proprio complementare.
Grazie all’influenza di studi significativi compiuti in quegli anni nel campo dell’ottica, si assiste ad un’altra rivoluzione artistica in cui si dipinge ponendo sulla tela, uno accanto all’altro, tocchi di colore differenti per dimensioni e intensità e punti cromatici separati. (da qui il termine “Puntinismo“)

"I Gazometri a Clichy" (1886), Melbourne, National Gallery of Art.

“I Gazometri a Clichy” (1886), Melbourne, National Gallery of Art.

Il risultato ottenuto è incredibilmente luminoso e le opere create da questi pittori “cromoluminaristi“, come preferisce denominarli Seurat, trasmettono una serenità che accarezza l’animo di noi osservatori.
Nello stesso tempo si nota un congelamento del movimento che distingue i puntinisti dagli impressionisti e che frantuma le figure ritratte tramutandole in un pulviscolo di atomi colorati. Queste incantevoli sperimentazioni apriranno la porta ad altri studi sull’indipendenza espressiva del colore e sull’energia delle forme di post-impressionisti come Van Gogh ed anche di espressionistifauvescubistifuturisti e astrattisti.

"Auxerre, La Rivière", 1902. Collezione privata.

“Auxerre, La Rivière”, 1902.
Collezione privata.

Partendo dalla constatazione che ogni tinta è influenzata dal colore o dai colori che le sono vicini, i neoimpressionisti accostano i colori, anziché mescolarli, applicando la “teoria della mescolanza ottica” secondo la quale la scientifica divisione dei colori (Divisionismo), attuata con tocchi separati di pigmenti puri, tende a fondersi e l’occhio di chi osserva il dipinto percepisce, da una certa distanza, colori più vibranti rispetto a quando vengono mescolati.

"Les Andelys", 1886.

“Les Andelys”, 1886.

Così come Seurat, Paul Signac proietta la sua pittura verso uno studio scientifico mirato a calcolare con precisione gli accostamenti dei colori per poter creare la massima luminosità. Entrambi utilizzano il contrasto simultaneo dei colori che non prevede alcun mescolamento, ma un accostamento degli stessi, in particolar modo di quelli complementari. Ogni colore è influenzato da quello a cui viene accostato e la fusione non avviene sulla tela, ma nella retina di chi osserva.

"Grand Canal" (Venice), 1905, Toledo Museum of Art, Toledo, Ohio.

“Grand Canal” (Venice), 1905, Toledo Museum of Art, Toledo, Ohio.

Dall’accostamento dei colori primari (rosso, giallo e blu) con i rispettivi complementari (verde, viola, arancione), la retina trae in modo automatico le tinte intermedie e i colori secondari. Secondo tale teoria, dunque, il verde, che è un colore complementare, acquisterà una tinta più brillante se accostato ad altri puntini del colore primario giallo.
Signac riprende il metodo di Seurat usando però pennellate più larghe, a zone rettangolari o quadrate, come già si può notare dalle immagini che ho condiviso.

"Road to Gennevilliers", 1883, Musée d'Orsay, Paris.

“Road to Gennevilliers”, 1883, Musée d’Orsay, Paris.

Nato a Parigi l’11 novembre del 1863 da un’agiata famiglia di commercianti stabilitasi ad Asnieres-sur-Seine, Paul Signac manifesterà la sua passione per l’arte nel cuore di Montmartre, dove la famiglia si trasferirà qualche anno dopo la sua nascita. Nel 1879 inizia a frequentare il cabaret “Le Chat Noir” e nello stesso anno visita la quarta mostra impressionista in cui scopre Caillebotte, Cassatt, Degas , Monet e Pissarro. La sua vocazione artistica comincia ad inviargli segnali ben chiari, ma Gauguin lo invita ad abbandonare la pittura pronunciando parole molto dure: «Non copiate qui, signore».

 

"Asnieres", 1882. Collezione privata.

“Asnieres”, 1882. Collezione privata.

L’anno seguente Signac perde il padre e la madre concentra ancor più le sue attenzioni su di lui, figlio unico adorato e molto viziato. Vorrebbe che il figlio intraprenda gli studi di architettura, ma ciò non avviene. Nell’ottobre del 1880 l’anticonformista e ribelle Signac abbandona gli studi dopo aver assistito ad una mostra di Claude Monet,
Travolto da una profonda e irresistibile attrazione per la pittura, da quel momento in poi comincerà a frequentare mostre e a cimentarsi nello studio delle opere degli Impressionisti, appassionandosi in particolar modo ai dipinti di Jean-Baptiste Guillaumin.

"La Seine", 1867-1868. Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo.

“La Seine”, Jean-Baptiste Guillaumin (1867-1868). Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo.

Divenuto apprendista dell’artista Émile Bin, Signac approfondisce i suoi studi sull’Impressionismo e subisce il fascino del vedutismo cominciando a ritrarre paesaggi a lui familiari. In quegli stessi anni sboccia anche il suo amore per la navigazione, grazie al pittore Gustave Caillebotte, e quel tema non solo farà parte in modo decisivo della sua produzione artistica, ma lo indurrà anche ad acquistare, nel corso della sua vita, circa una trentina di imbarcazioni.

"Concarneau. Calme du soir" (1891). New York, Metropolitan Museum of Art.

“Concarneau. Calme du soir” (1891). New York, Metropolitan Museum of Art.

Di temperamento ribelle e profondamente anarchico, dopo aver partecipato nel 1884 all’esposizione del primo Salon des Indépendants, Signac volge la propria attenzione alle scoperte scientifiche sull’ottica teorizzando così un nuovo metodo pittorico. Insieme all’amico Georges Seurat contribuirà alla nascita del Puntinismo a cui aderirà, anche se per breve tempo, Camille Pissarro. E proprio grazie all’amico Pissarro, Signac conosce nel 1882 una sua lontana cugina, Berthe Robles, con cui convolerà a nozze dieci anni dopo.

George Seurat, Ritratto di Paul Signac (1890), collezione privata.

George Seurat, Ritratto di Paul Signac (1890), collezione privata.


L’unione tra Signac, Seurat e Pissarro, denominati gli “scienziati impressionisti“, aprirà la strada a studi approfonditi e influenzerà l’arte moderna con quella tecnica empirica della divisione dei toni in piccole macchie di colore puro che, accanto ad altri colori, si ricomporranno nell’occhio dell’osservatore che li percepirà come un’unica tonalità.
L’opera di Signac, caratterizzata da una maggiore libertà nella composizione pittorica, diventerà una figura di riferimento per molti artisti delle successive correnti artistiche dei Fauves e del Cubismo.

 

"Ritratto di Félix Fénéon " (1890), New York, Metropolitan Museum of Art.

“Ritratto di Félix Fénéon ” (1890), New York, Metropolitan Museum of Art.

Nel 1885 si reca al Gobelins per approfondire i suoi studi sulla “scienza del colore” e assiste agli esperimenti sul fenomeno della riflessione della luce bianca.
Partecipa l’anno seguente all’ottava mostra degli impressionisti e sarà l’ultima a cui assisterà.
Nel 1887 stringe amicizia con Vincent Van Gogh, arrivato a Parigi da appena un anno e accompagna il pittore olandese nella sua ricerca del colore ad Asnières, luogo in cui ama dipingere en plein air, insieme a lui.

 

"Barges, Asnieres", 1883. Collezione privata.

“Barges, Asnieres”, 1883. Collezione privata.

Per Van Gogh si tratterà però solo di un’esperienza di breve durata perché il suo temperamento impulsivo può conciliarsi ben poco con il rigore e gli esperimenti scientifici sul colore, sebbene, come già sottolineato prima, l’opera di Signac è molto più spontanea e luminosa di quella di Seurat ed il principio dei colori puri insieme alla tecnica del contrasto simultaneo, che dona luminosità ai colori, influenzerà non poco l’arte del grande e sfortunato pittore olandese.

"Bassin à flots, Saint-Malo", 1927. Collezione privata.

“Bassin à flots, Saint-Malo”, 1927.
Collezione privata.

Nel 1888, Signac, affascinato dal movimento anarchico francese, collabora con uno dei maggiori militanti del periodo, l’amico Jean Grave, e gli dona alcuni suoi dipinti per poter contribuire al sostegno del giornale “La Nuova Ora“.  Così come Pissarro ed altri intellettuali del periodo porta avanti la “lotta contro tutte le convenzioni ufficiali“.

Le sue convinzioni anarchiche lo inducono a produrre alcuni dipinti molto interessanti che, grazie alla tecnica usata del congelamento dei movimenti, riesce a ben trasmettere il rigetto dell’artista nei confronti delle convenzioni sociali. Uno di questi quadri, straordinario come tutte le sue opere, è “Dimanche“, realizzato proprio negli anni in cui il pittore manifesta apertamente la sua adesione al movimento anarchico e ben evidenzia la sua avversione nei confronti del conformismo borghese.

"Dimanche", 1888-1890. Collezione privata.

“Dimanche”, 1888-1890.
Collezione privata.

In questa simbolica raffigurazione del matrimonio borghese, sembrano apparire in movimento solo due elementi della natura: il gatto, animale che ben simboleggia l’anarchia e che in quell’immobilità muta di una stanza soffocante dalla finestra chiusa, drizza il pelo mostrando inquietudine, e la pianta che sembra tendere le foglie verso una sorgente luminosa. I due protagonisti del dipinto appaiono isolati e non comunicano tra loro. La donna, ritratta di spalle, volge il suo sguardo fuori dalla finestra, mentre l’uomo, di cui il pittore non lascia intravedere lo sguardo, sembra intento ad attizzare un fuoco che nel dipinto non appare. La natura si oppone ad un matrimonio probabilmente combinato oppure d’interesse, tra due persone che non mostrano di amarsi.

"Au temps d’harmonie. L’âge d’or n’est pas dans le passé, il est dans l’avenir", 1893-1895. Mairie de Montreuil Montreuil, France.

“Au temps d’harmonie. L’âge d’or n’est pas dans le passé, il est dans l’avenir”, 1893-1895.
Mairie de Montreuil
Montreuil, France.

Con il passare degli anni la palese adesione al movimento anarchico diviene molto pericolosa a causa di alcuni moti violenti effettuati in nome di tale gruppo. Per tale ragione, Signac, pur non abbandonando le sue idee politiche, diviene più prudente e del suo quadro simbolico considerato il manifesto del movimento anarchico, oggi conosciuto con il nome “Au temps d’harmonie. L’âge d’or n’est pas dans le passé, il est dans l’avenir” (“Al tempo dell’armonia. L’età dell’oro non è nel passato, ma è nell’avvenire”), bisogna sapere che il titolo originale era “Au temps d’anarchie” (“Al tempo dell’anarchia”). A causa di certe derive anarchiche, l’artista preferisce non associare all’anarchia quel mondo paradisiaco raffigurato in questo meraviglioso quadro dove ognuno può fare ciò che veramente desidera, ovviamente nel rispetto altrui, senza contemplare alcuna distinzioni di classe.

"The Dining Room", 1886-1887. Kröller-Müller Museum (Netherlands - Otterlo).

“The Dining Room”, 1886-1887. Kröller-Müller Museum (Netherlands – Otterlo).

Un dipinto gioioso che mostra cosa sia veramente l’anarchia, termine che nell’immaginario collettivo viene associato al caos. L’anarchia si pone come obiettivo la mancanza di un potere e produce quella stessa armonia riscontrabile in quel famoso quadro.
Anarchia come armonia.
Senza costrizioni che piovono dall’alto gli esseri umani potrebbero riuscire ad organizzarsi in maniera armoniosa.
Utopia? Forse. Ma è quello il sogno di Signac e di altri uomini che rifiutano l’idea di adeguarsi ad un mondo piatto e grigio. Il grande Bukowski diceva: «Avrei potuto accontentarmi, ma è così che si diventa infelici.» E Signac non insegue di certo l’infelicità adattandosi a quel mondo insulso ben raffigurato in un altro suo noto dipinto, “The Dining Room“.
Esposto al Salon des Indépendants di Parigi nel 1887, mostra un uomo e una donna seduti ad un tavolo ed una cameriera. La tipica famiglia borghese si riunisce in quella sala da pranzo che poi scopriremo si tratta della famiglia dello stesso Signac: sua madre, suo nonno e la sua domestica si trovano dinnanzi ad un tavolo in un angosciante silenzio di pietra.
La rigidità dei personaggi ritratti è ben palese ed in quella solennità congelata sulla tela appare quel mondo detestato dall’artista. 
La stanza è illuminata da dietro con una luce proveniente da una finestra sulla parete posteriore che crea potenti contrasti di luce e di ombra e Signac evidenzia le aree del quadro con l’utilizzo di bianchi giallastri appena oscurati.

 

"Complat-le-Chateau. The Castle, Opus 160", 1887. Musée d'Art Moderne et d'Art Contemporain de Liège (Belgium - Liège).

“Complat-le-Chateau. The Castle, Opus 160”, 1887.
Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain de Liège (Belgium – Liège).

Nel 1891 Seurat viene colpito da una meningite folgorante. La morte improvvisa dell’amico scuote a tal punto Signac da spingerlo a trasferirsi sulle coste della Bretagna e a ritirarsi per un po’ di tempo in solitudine. Dopo qualche mese ricomincia a dipingere e realizza, oltre alle marine di Concarneau, una delle sue opere più famose, da molti ritenuta il suo capolavoro: “Femme se coiffant“.

"Femme se coiffant", 1892. Musée d'Orsay.

“Femme se coiffant”, 1892. Musée d’Orsay.

La sua maturità artistica è ormai stata raggiunta, ma Signac, oltre a continuare a coltivare la passione dei viaggi, non smette di approfondire le sue ricerche che raccoglierà in un saggio dedicato all’amico Seurat “Da Eugene Delacroix al neoimpressionismo“. Pubblicato nel 1899, il libro offre un’ottima sintesi del percorso di ricerca artistica attuato insieme all’amico e costituirà una significativa fonte d’ispirazione per molti artisti.

"Antibes, The Small Port of Bacon", 1917. Collezione privata.

“Antibes, The Small Port of Bacon”, 1917.
Collezione privata.

Con il passare degli anni Signac comincia a discostarsi ancora di più dalle composizioni scientifiche ed il suo stile si arricchisce di una maggiore libertà e spontaneità. Si accresce la sua passione per le imbarcazioni e non poco è il tempo che il pittore trascorre lungo le coste francesi del Mediterraneo e dell’Atlantico. La sua pennellata diventa più larga e corposa ed i contrasti di colore ancora più evidenti, grazie all’influenza dell’espressionismo a cui l’artista guarda con entusiasmo così come il sorgere del suo grande amore per l’acquarello che lo accompagnerà fino alla morte.

"Barfleur, the Harbor", 1917. Collezione privata.

“Barfleur, the Harbor”, 1917.
Collezione privata.

Nonostante nei primi vent’anni di carriera Signac ottenga poco successo, non smetterà mai di dipingere.
Tra i fondatori del Salon des Indépendants, nel 1908 ne viene eletto presidente e nel 1915 viene nominato pittore ufficiale della Marina.
Separatosi da Berthe, vive con la sua seconda moglie, Jeanne-Selmersheim Desgrangesad, anch’essa pittrice, ad Antibes. Da Jeanne avrà una figlia, Ginette, nel 1915.

"Audierne", 1921. Acquarello e matite su carta. Collezione privata.

“Audierne”, 1921.
Acquarello e matite su carta.
Collezione privata.

Vive gli anni della Prima Guerra Mondiale con profondo tormento. Vede crollare i suoi principi pacifisti e nel periodo del conflitto dipinge molto poco. Solo quando quella terribile esperienza avrà fine, Signac riprenderà a dipingere e, nel 1929, decide di dedicarsi ad una serie di acquerelli raffiguranti i porti francesi. Un progetto molto impegnativo che lo indurrà a visitare molte zone costiere e ad affittare la casa di un pescatore nel Barfleur.

"Beaucaire", 1933. Acquarello e matita nera su carta.

“Beaucaire”, 1933.
Acquarello e matita nera su carta. Collezione privata.

Si spegnerà a Parigi il 15 agosto del 1935, dopo una lunga malattia ed una carriera artistica che abbraccerà dipinti meditati a olio e singolari acquarelli dalla luminosità particolarmente intensa. Questi ultimi, realizzati nel corso dei suoi frequenti viaggi per mare, esprimono ancor più il talento di Signac nel ritrarre superbamente quei “riflessi sull’acqua” di cui si potrà godere nella mostra di Lugano.
Di seguito altre immagini di alcune sue opere.

 

"Comblat le Chateau. Le Pré". 1886, Dallas Museum of Art.

“Comblat le Chateau. Le Pré”. 1886, Dallas Museum of Art.

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"Antibes, Evening", 1914. Musée d'Art Moderne et Contemporain de Strasbourg.

“Antibes, Evening”, 1914.
Musée d’Art Moderne et Contemporain de Strasbourg.

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"The Auteuil Viaduct", 1899-1900. Collezione privata.

“The Auteuil Viaduct”, 1899-1900.
Collezione privata.

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"The Beach", 1888. Collezione privata.

“The Beach”, 1888.
Collezione privata.

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"Boats at Anchor in Locmalo", 1922. Collezione privata.

“Boats at Anchor in Locmalo”, 1922.
Collezione privata.

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"The Bonaventure Pine", 1893. Museum of Fine Arts - Houston, United States.

“The Bonaventure Pine”,
1893.
Museum of Fine Arts – Houston, United States.

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"Cap Canaille, Cassis, Opus 200", 1889. Collezione privata.

“Cap Canaille, Cassis, Opus 200”, 1889.
Collezione privata.

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"Capo de Noli", 1898. Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud (Germany - Cologne).

“Capo de Noli”, 1898. Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud (Germany – Cologne).

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"A Clipper, Asnieres", 1887. Collezione privata.

“A Clipper, Asnieres”, 1887.
Collezione privata.

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"Concarneau; Sardine Boat and the Old City", 1891. Collezione privata.

“Concarneau; Sardine Boat and the Old City”, 1891. Collezione privata.

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"An Cove in Saint-Tropez", 1926. Collezione privata.

“An Cove in Saint-Tropez”, 1926.
Collezione privata.

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"An Cove in Saint-Tropez", 1909. Collezione privata.

“An Cove in Saint-Tropez”, 1909. Collezione privata.

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"The Festival at Asnières", 1884. Collezione privata.

“The Festival at Asnières”, 1884. Collezione privata.

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"Fog, Herblay, Opus 208", 1889. Musée d'Orsay (France - Paris):

“Fog, Herblay, Opus 208”, 1889. Musée d’Orsay (France – Paris).

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"Harbour Scene", 1886. Kröller-Müller Museum (Netherlands - Otterlo).

“Harbour Scene”, 1886.
Kröller-Müller Museum (Netherlands – Otterlo).

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