“Per una notte, una sola notte, fate tacere le armi…”

«Mi sono recata al confine siriano e ho assistito all’arrivo di ondate di sfollati in fuga verso la Giordania. Per arrivare fin lì avevano attraversato il deserto a piedi senza nient’altro che i vestiti che indossavano. Molti bambini erano senza scarpe. Sono scoppiata a piangere nell’assistere alle loro sofferenze. Nei campi profughi la maggior parte dei bambini non andava a scuola. A volte la scuola non c’era. A volte andare a scuola era pericoloso. E a volte i bambini lavoravano invece di ricevere un’istruzione, perché il padre era stato ucciso. Ho visto tanti bambini lungo la strada, in un clima torrido, in cerca di lavori pesanti come il trasporto di pietre per poter nutrire la loro famiglia.
Il mio cuore era pieno di dolore. Qual è il loro peccato? Che cos’hanno fatto di male per dover emigrare? Perché questi bambini innocenti devono sopportare tali avversità? Perché vengono privati della scuola e di un ambiente pacifico?»
Malala Yousafzai

Oggi vorrei condividere una bellissima e toccante poesia scritta dalla giornalista freelance italo-siriana Asmae Dachan. La donna, insignita di numerosi e prestigiosi premi e nominata a vita Ambasciatrice di Pace della “University of Peace Switzerland“, ha creato il blog “Scrivere per riscoprire il valore della vita umana” che vi consiglio di leggere.
La poesia in questione, scritta dopo due anni dall’inizio della guerra civile che flagella la Siria, reca il titolo di “Per una notte, una sola notte, fate tacere le armi…“, ed è ancora, purtroppo, estremamente attuale.


Son trascorsi ben cinque anni dalla composizione di Asmae Dachan, ma la guerra che affligge la martoriata terra siriana sembra non aver mai fine. Una guerra che colpisce soprattutto i civili, tra cui moltissimi bambini, e di cui ben poco si parla. Come se non facessimo parte della stessa famiglia umana, come se usare gas per uccidere bambini e vivere sotto assedio sia da considerarsi un fatto normale.

Foto di Yannis Behrakis.

Ogni tanto qualche telegiornale dedica un servizio di pochi minuti a questo paese ormai allo stremo. Segue qualche veloce commento e domina il silenzio.
Un silenzio che fa rabbrividire e riflettere su ciò che siamo diventati, o siamo sempre stati. Mentre scorro svogliatamente la home di facebook in cui scorgo per lo più “atroci” dilemmi sulla prova costume o sulle diete veloci per poter affrontare l’estate in forma, mi sorgono non pochi dubbi sulla natura umana. Sebbene la consapevolezza del fatto che non tutti siano indifferenti a questa tragedia, mi spinge a condividere qui questa commovente poesia.

Bambino siriano dorme tra i suoi genitori…

Solo per questa notte, fate tacere le armi.

Fermate i bombardamenti, fermate gli scontri armati, fermate le sirene.

Per una sola notte, dopo 27 mesi, lasciate che scenda il silenzio sulla Siria…

Lasciate che siano solo le voci degli uccelli notturni ad animare le strade, le città.

Lasciate che il vento canti libero, lasciate che salga il fruscio delle foglie, il mormorio delle onde…

Silenzio… per una notte lasciate che il silenzio scenda sulla Siria, fate tacere le armi…

Silenzio…

Potrete sentire i singhiozzi delle donne violate…

I pianti dei bambini mutilati, rimasti orfani, traumatizzati…

Il dolore delle madri e dei padri che hanno dovuto tumulare i propri figli…

L’angoscia degli innocenti nelle prigioni…

I sussurri degli angeli strappati alla vita senza un perché…

I passi dell’amore esanime…

Silenzio… vi parlerà l’anima immortale di un’umanità che ha perso la sua stessa anima e vaga in pena…

Per una notte, una sola notte, fate tacere le armi…


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Categorie: Poesie

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