“Pass The Salt” _ Il cortometraggio che sta impazzando sulla rete accende un dibattito

Molto più spesso di quanto immaginiamo accanto a noi c’è sempre un amico presente e assente nello stesso tempo.
Quell’amico con il telefonino sempre in mano o poggiato sulla tavola che controlla Facebook mentre state pranzando insieme; lo stesso che, nel bel mezzo di una discussione, distratto dalla suoneria che lo avverte di un messaggio su WhatsApp, non resiste alla tentazione di leggere e rispondere. E lo si vede pure sorridere mentre scrive. Poi si guarda intorno a sé come se nulla fosse accaduto e domanda pure di che cosa si stava parlando.
Quando ci troviamo insieme a quel genere di persona, si ha la sensazione di non essere nello stesso luogo. Il suo corpo è visibile, ma la sua mente vaga altrove. È un esperto di comunicazione in rete, riesce ad inviare messaggi in modo veloce, conosce tutte le nuove faccine e, se malauguratamente gli chiedi informazioni su una certa immagine animata che ti ha inviato il giorno prima, devi sorbirti centinaia di spiegazioni, ti riempie pure il telefonino di messaggi da cui scaricare quelle più “trendy” e tu maledici il momento in cui hai posto la domanda.
Ormai siamo talmente abituati a queste scene che quasi non riusciamo più a farci caso quando accadono.
Spesso si notano anche in famiglia, quando ci si trova a tavola e si cena insieme ai figli che portano con sé il cellulare e digitano per rispondere ad uno o più messaggi. Non mi dite che non è mai accaduto almeno una volta perché non vi credo. Le scuse sono numerose e variano dal “dobbiamo metterci d’accordo sul locale dove andare dopo cena” al “la mia fidanzata ha litigato con i suoi e la devo confortare.
Il giovane regista statunitense Matthew Abeler, studente di comunicazione mediatica ed elettronicaha realizzato un cortometraggio che illustra in modo divertente il nostro uso eccessivo della tecnologia e che in poco tempo ha registrato quasi tredici milioni di visualizzazioni.
Il video, oltre ad essere esilarante e grottesco, pone in evidenza una questione che ci invita a riflettere sulle nostre relazioni con gli altri da quando la tecnologia è entrata nella nostra vita.
Ecco il cortometraggio che sta impazzando sulla rete.

Il padre chiede in modo garbato ad uno dei figli di passargli il sale, ma quest’ultimo, distratto dal telefonino, gli porge il pepe. E il genitore mette in atto una scena sorprendente per far comprendere ai figli la mancanza di rispetto nei confronti suoi e della famiglia. Un video indubbiamente geniale e che ha vinto il Best Comedy Award nel 2014. Recentemente è stato messo in rete e in poco tempo è stato visto e condiviso da milioni di persone.
Il messaggio lanciato dal giovane studente è molto chiaro.
La tecnologia sta cambiando radicalmente il nostro modo di interagire con gli altri ed anche se ha agevolato la nostra vita, bisognerebbe non abusarne in circostanze poche adeguate. E allora domandiamoci quando è stata l’ultima volta in cui abbiamo intrattenuto una conversazione approfondita con qualcuno senza controllare il telefonino almeno una volta. Probabilmente anche noi, spesso inconsapevolmente, pur non aspettando un messaggio importante, abbiamo compiuto certi gesti che sembrano ormai diventati abitudinari.
Il fotografo di strada londinese Babycakes Romero ha catturato numerose immagini che ritraggono la nostra vita di ogni giorno realizzando anche una collezione intitolata “La morte della conversazione?” di cui vedrete alcune foto la cui pubblicazione è stata gentilmente consentita dallo stesso autore. Grazie, Babycakes!

La morte della conversazione? Fotografia di Babycake Romero
Queste foto documentano perfettamente il nostro isolamento da chi ci sta accanto quando usiamo in modo sconsiderato il nostro smartphone. Connessi con tutto il mondo e disconnessi dalle persone più vicine a noi.

La morte della conversazione? Fotografia di Babycake Romero

Secondo Romero, «l’educazione riguardante l’uso dei telefonini in società sembra essere scomparso e lascia emergere una sorta di bassa autostima delle proprie capacità comunicative» interagendo con il mondo in modo banale e sbrigativo, servendosi di messaggi brevi e faccine spesso ipocrite che sostituiscono la parola densa di significato.

La morte della conversazione? Fotografia di Babycake Romero

«Il fenomeno strano e interessante – aggiunge senza mezzi termini il fotografo – «è che le persone sembrano ricavare più piacere dalle coccole virtuali piuttosto che da quelle reali.» Se si osservano infatti con attenzione gli sguardi delle persone ritratte da Romero, si notano espressioni sorridenti, come se comunicare con un dispositivo fosse più caloroso del reale contatto con la persona che ci sta accanto.

La morte della conversazione? Fotografia di Babycake Romero

«La diffusione dello smartphone è stata così rapida che non abbiamo avuto il tempo di elaborare un galateo riguardo il suo uso quando siamo insieme agli altri, ma abbiamo un disperato bisogno di porre delle regole fondamentali per impedire che l’utilizzo del telefonino possa avere un effetto negativo sulle nostre relazioni interpersonali.»

Babycake Romero, la morte della comunicazione?

«Non ho nulla contro la tecnologia, ma sento che sta cominciando ad influenzare negativamente le relazioni sociali e si sente il bisogno di sapere quando bisogna spegnerlo per evitare che diventiamo tutti spenti in modo permanente.» Conclude così il fotografo.
Ma mi domando se abbiamo veramente bisogno di regole per capire quando sia il caso di spegnerlo o basterebbe semplicemente seguire il buonsenso. Che senso ha cenare con gli amici o la famiglia con gli occhi sempre rivolti a quell’aggeggio di cui sembra che molti non riescano più a farne a meno?

La pubblicazione delle foto è stata gentilmente concessa dal fotografo Babycakes Romero. Vi consiglio di visitare il suo blog per vedere altre sue interessanti collezioni.
Ecco l’indirizzo: http://babycakesromero.com/blog/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Digiprove sealCopyright secured by Digiprove © 2015

3 Comments

  • marilena661 says:

    Il video lo conoscevo,riproduce perfettamente l’ineducazione di chi abusa di questi smartphone. E non sono solo i giovani a farlo.
    Ho trovato invece molto interessanti le foto di Babycakes Romero. Non conoscevo questo fotografo. Veramente bravo! Presto visiterò il suo blog.

  • Free Piano says:

    Free Piano

    Hello 🙂 Your post is very brilliant and fascinated, I like the idea and conce[tion. I retargeting main address for all friends Thanks!

Leave a Reply