Omero Gatto Nero, la commovente storia di un gatto non vedente

«Questo libro è per quelli come me, ma anche per quanti hanno rinunciato a credere negli eroi e nei miracoli quotidiani; per chi ama i gatti e per chi invece si professa fermamente “non gattofilo”; per quelli convinti che normale e ideale significhino la stessa cosa e per chi sa che, talvolta, spingersi un pochino oltre il confine della normalità può arricchire un’intera esistenza.»Omero gatto nero, recensione del libro di Gwen CooperOmero Gatto Nero, scritto da Gwen Cooper, da tempo volontaria presso organizzazioni che si occupano di bambini e animali, è la storia vera di un’adozione effettuata dalla scrittrice nel 1997.
Gwen, quando ha inizio la storia narrata, ha un lavoro precario, è ospite di un’amica e deve riprendersi da una storia d’amore appena conclusa.
Vive con due gatte, Rossella e Vashti, e non manifesta la minima intenzione di prenderne un altro, dato il momento difficile che sta attraversando.
Un pomeriggio la dottoressa Patricia Khuly, giovane medico veterinario che si occupa delle gatte di Gwen, contatta telefonicamente la ragazza e le racconta la storia commovente di un micino di appena quattro settimane trovato da una coppia e abbandonato nel suo studio perché affetto da un’infezione virulenta che aveva reso necessaria la rimozione chirurgica dei suoi occhi. La coppia aveva chiesto a Patricia di sopprimere il gatto, ma la dottoressa, dopo essersi accertata dell’ottima salute del cucciolo, non ritiene giusto togliergli la vita a causa di quella menomazione.
Omero gatto nero, recensione del libro
Gwen decide di andarlo a vedere, ma non promette nulla alla dottoressa. Non si sente all’altezza di prendersi cura di un gattino cieco, è afflitta da un’infinità di interrogativi e non si sente pronta ad affrontare una prova così difficile. Ma nello stesso tempo cresce in lei la consapevolezza che quel batuffolo di lanugine nera, affetto da un terribile handicap, non avrebbe trovato nessuno disposto ad adottarlo.
Quando si trova davanti a quel minuscolo esserino con gli occhi cuciti affinché non si vedano le orbite, non riesce a resistere e lo porta con sé.
Il desiderio di accudirlo e di riempirlo di amore è più forte dei problemi costretta ad affrontare in quel delicato periodo della sua vita.
Nonostante gli amici si mostrino scettici di fronte tale scelta di adozione, insinuando in lei altri innumerevoli dubbi, il delizioso micino si rivela un esploratore infaticabile dal cuore grande e pieno di una gioia di vivere in grado di rasserenare chiunque.
Gwen, subito colpita dalla vitalità del micio, eroe costantemente impegnato nella ricerca, decide di dargli il nome «del narratore cieco che aveva immaginato Ulisse, che si era figurato la vita in prospettiva epica sebbene non potesse vedere
L’ingresso di Omero nella vita di Gwen insegna alla ragazza ad affrontare la vita con coraggio e a spalancare sempre il cuore agli altri. La sua vita comincia gradualmente a mutare e a trarre insegnamento dal piccolo amico. Il gatto le insegna che non servono gli occhi per sentire di essere amati o per comprendere le emozioni altrui. La disabilità di Omero rappresenterà uno stimolo per Gwen.
Nell’osservare quotidianamente il coraggio del gatto, il suo infinito amore e la sua capacità di adattarsi a qualunque nuova situazione incoraggerà la ragazza a trovare dentro di sé quella forza che non immaginava di avere. E le insegnerà a crescere e diventare più responsabile. Se prima doveva occuparsi solamente di due gatte senza menomazione alcuna, ora è costretta a fare i conti con un essere indifeso che necessita di particolari accorgimenti. Ma Omero, usando i sensi dell’udito e dell’olfatto, riesce a condurre una vita normale e alquanto movimentata: caccia le mosche, riesce a muoversi agilmente e persino ad usare il bagno di Gwen. Insomma compie salti e acrobazie come qualsiasi gatto e niente e nessuno riesce ad intimidirlo.

Omero gatto nero, recensione del libro
Gwen imparerà da lui a non arrendersi mai, ad essere entusiasta di ogni attimo della sua vita e a a superare gli ostacoli senza timore alcuno. E quando incontrerà l’amore in Laurence, a cui dedica il libro, capirà il dono immenso ricevuto da quel gatto: la forza di non arrendersi mai e di guardare sempre avanti, qualunque cosa accada.
«L’amore per un gatto o qualche altro animale domestico, per una persona, non ha bisogno di occhi, anzi si può trovare anche solo sapendo leggere il cuore, imparando a scoprire la vita in ogni sua parte, vivendola senza paura di sbagliare, di cadere
Chi ha la fortuna di vivere con un animale è ben consapevole di ricevere lezioni di saggezza indimenticabili. Omero per lei è un esempio. E’ la forza di non arrendersi, di andare avanti nonostante tutto.

Omero gatto nero, recensione del libro

Gwen Cooper insieme ad Omero

Il libro si legge in poco tempo grazie ad uno stile scorrevole e piacevole. E riesce nello stesso tempo a commuovere, divertire e scaldare il cuore. Un libro tenero che non ha di certo grandi pretese letterarie, ma che serve a ricordarci l’esistenza di persone speciali in questo mondo, pronte sempre ad aiutare il prossimo anche se ha quattro zampe e menomazioni rilevanti. L’amore non conosce barriere, né separazioni di genere o razza. E Omero, gatto dal destino segnato, se non avesse incontrato Gwen, riesce a dimostrare che la diversità non esiste, è solo un’invenzione della nostra mente e nulla sottrae. Al contrario, dona un talento straordinario che si traduce in unicità.
Così la scrittrice conclude il suo percorso con Omero: «Io sono gli occhi di Omero. E lui è il mio cuore. E alla fine noi due avevamo trovato un’altra persona il cui cuore era abbastanza grande da accoglierci entrambi.»
Omero ha lasciato questa terra l’anno scorso e sicuramente sarà in quel “ponte dell’arcobaleno” pronto ad accogliere la sua dolcissima amica Gwen quando arriverà anche per lei il suo momento.
Sedici anni trascorsi in modo sereno e gioioso grazie all’amore di una donna eccezionale.

Molto significativa la citazione che introduce il libro:
« Gli stranieri, vedete, ed i mendichi
vengono da Giove tutti, e non v’ha dono
piccioli sì, che lor non torni caro.»
Omero, Odissea

Incipit del libro:
Quando rientro a casa dal lavoro la routine è sempre la stessa.
Per un paio di orecchie il ding dell’ascensore è il primo indizio che la mia apparizione è imminente, e quando infilo la chiave nella toppa sento una lieve pressione di zampe dall’altra parte della porta.

 

Omero gatto nero, recensione del libro

Uno dei tributi che gli americani hanno dedicato al dolcissimo Omero…


Di seguito un video che può essere apprezzato anche da chi non conosce l’inglese. Le immagini del nostro Omero parlano da sé 🙂

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