Mark Zuckerberg, la vita degli altri è affar suo…

«Non sei uno stronzo Mark. Cerchi solo ostinatamente di esserlo».
(tratta dal film “The Social Network”)

Mark Zucherberg, biografia, curiosità e citazioni
Una semplice intuizione ha reso miliardario un brillante studente di Harvard.
Il più giovane miliardario del mondo.
La maggioranza della gente vuole conoscere la vita degli altri.
I motivi possono essere differenti; c’è chi non conduce un’esistenza felice e vuole consolarsi guardando le disgrazie altrui, c’è chi vuole semplicemente sapere se la persona che ha destato il suo interesse sia già impegnata e non ha il coraggio di chiederglielo personalmente, c’è chi desidera sapere cosa stanno facendo i suoi ex compagni di classe e c’è chi è semplicemente curioso di conoscere la vita degli altri.
Ormai un’invenzione rivoluzionaria nel campo dell’informatica ha reso possibile quello che nessuno pensava fosse attuabile. E per un semplice motivo. Nessuno aveva mai pensato di creare uno strumento di comunicazione che consentisse di rimpicciolire ancora di più il mondo.
Ma per fortuna, un genio di nome Mark Zuckerberg, ha risolto il problema. E oggi non si domanda più il numero di telefono di una persona. La domanda ricorrente è «Sei su facebook?»

Mark Zuckerberg, biografia, curiosità e citazioni

Foto di Julian Stratenschulte

Ma chi è questo giovane miliardario che da una semplice intuizione è riuscito a creare uno strumento così innovativo e destinato ad entrare nei libri di storia?
Qualche indizio sulla sua personalità l’abbiamo ricevuto durante la visione del famoso film “The Social Network“, vincitore di numerosi premi e apprezzato dallo stesso Mark, nonostante ne abbia rilevato qualche piccola inesattezza. Dopo aver visto il film ha commentato con soddisfazione la grandezza del regista che è riuscito a delineare un ritratto fedele della sua giovinezza. Sguardo svagato da genio, poco socievole e talvolta arrogante, appare così nella pellicola di Fincher. I suoi occhi sembrano spesso fissare il vuoto e poi, improvvisamente, s’illuminano. Nuove idee si affollano nella sua mente e corre per studiare il modo in cui metterle in atto.

Mark Zuckerberg, biografia, curiosità e citazioni

Jesse Eisenberg nel ruolo di Mark Zuckerberg nel film “The Social Network”

Il film in questione descrive solo un breve periodo della sua vita, anche perché la sua scalata al successo avviene in pochissimo tempo e forse il regista era principalmente intenzionato a far comprendere in che modo fosse nato il social network più famoso del mondo e a ritrarre la personalità inafferrabile e imprevedibile di questo ragazzo.
Ammetto di non aver letto nessun libro che parlasse di Mark e quindi cercherò di ricostruire la sua biografia cercando alcune informazioni su Internet. Anch’io sono molto curiosa di conoscere la vita degli altri. Ma solo quella delle persone veramente interessanti!

Mark Zuckeberg, biografia, curiosità e citazioni

Molto carino da bambino, il nostro Mark

Mark Elliot Zuckerberg, è nato il 14 maggio del 1984 a White Plain, capoluogo di una parte dell’area metropolitana di New York City. Figlio di un dentista e di una psichiatra, viene educato secondo i dettami della religione ebraica.
Eccellente studente, soprattutto nelle materie umanistiche, mostra uno straordinario interesse riguardo lo studio del latino e del greco antico.
Ma già alle scuole medie la sua passione per l’informatica si rende ogni giorno più evidente e comincia a scrivere software. Il padre lo incoraggia in tale interesse e, oltre ad insegnargli il linguaggio delle programmazione della Atari, gli paga delle lezioni private presso il noto sviluppatore di software David Newman. Quest’ultimo, positivamente colpito dalla genialità del suo giovanissimo allievo, racconterà che non era affatto facile seguire i suoi velocissimi ritmi di apprendimento.
Prima di accedere alla prestigiosa Università di Harvard, Mark, durante gli studi nella scuola superiore alla Phillips Exter Academy, frequenta un corso di programmazione al Mercy College di New York. E proprio in quegli anni, crea un software, il Synapse Media Player. In quella scuola gli studenti dell’ultimo anno devono presentare i loro progetti e, a seconda della valutazione, potranno ottenere un punteggio che gli consenta di accedere a studi superiori. Mark ancora non ha alcuna idea per il progetto da attuare. Ma un giorno, mentre discute con gli amici, il suo computer smette improvvisamente di mandare le canzoni della playlist.
Mark detesta quel sistema e decide di cambiarlo. Crea così un software che memorizza gli interessi musicali dell’utente e e manda brani che si accostano alle preferenze di chi ascolta. Poi presenta questo software per il suo progetto scolastico. Non è difficile immaginare il successo ottenuto a scuola e non solo lì. La Microsoft gli offre 950.000 dollari per un contratto di lavoro di tre anni, ma il ragazzo rifiuta per poter continuare gli studi universitari e lascia che il download del software rimanga gratuito.

Mark Zuckerberg

Il Synapse Media Player

Nel settembre del 2002, appena immatricolato ad Harvard, dove studia Psicologia e Informatica, diventa membro di una confraternita di studenti di religione ebraica, sebbene, nonostante l’educazione religiosa ricevuta, fosse già diventato ateo.
Introverso e goffo, soprattutto nel rapportarsi con le ragazze, i suoi ex colleghi raccontano che non poche sono le ore trascorse nella sua stanza del college davanti al computer.
Una delle sue attività preferite, quando si trova in compagnia dei coetanei, è quella di declamare versi tratti dall’Iliade.
Intraprende una relazione con la studentessa Erica Albright, ma la storia si chiude molto presto.
Una sera la ragazza, stanca degli atteggiamenti altezzosi ed egocentrici di Mark, tronca definitivamente il rapporto. E la stessa sera in cui viene lasciato da Erica, Mark darà inizio ad uno spregiudicato hackeraggio piantando inconsapevolmente i semi per la nascita di Facebook.

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Erica Albright, ex fidanzata di Mark Zuckerberg.

Su di lei ho tratto qualche informazione dal suo blog personale.
Ha conosciuto Mark durante una partita a poker. Il ragazzo la invita a scambiare qualche chiacchiera dopo la partita. Trascorrono un’intera notte a parlare e alla fine Mark le dice di essere attratto da lei per la sua intelligenza, circondato com’è, sostiene, da ragazze immature e stupide.
Erica conseguirà la laurea in Sociologia alla Boston University e questo particolare viene messo in risalto nel film di Fincher, dove Mark le lancia una battuta sull’università da lei frequentata che a suo parere è di serie C rispetto alla sua. Mark esprime il suo disprezzo per gli studenti universitari della Boston ed Erica, in preda alla rabbia, pone la parola fine  alla relazione con il ragazzo.
Zuckerberg torna nella sua camera e inserisce un messaggio offensivo riguardante Erica nel suo blog. Dopo quell’episodio, la ragazza non vuole più vederlo. È  il 4 febbraio 2004 e Mark, il ragazzo che indossa le pantofole anche per camminare sulla neve, scrive: «Quella ragazza (indicando il nome e cognome) è una puttana. Ho bisogno di pensare a qualcosa da fare, ho bisogno di allontanare la mia mente da lei».
Ma cosa succede ancora quella famigerata sera?
Mark è pieno di rancore soprattutto nei confronti delle ragazze e ritiene che gli esseri umani siano in grado di fare un male bestiale e allora pensa di mettere a confronto tutti gli studenti del college con un animale. Con il passare dei minuti la sua rabbia nei confronti di Erica comincia a svanire, ma non l’idea. Non vuole rinunciare a fare qualcosa di eclatante. Lancia un social network dalla sua stanza prendendo come fonte di ispirazione gli annuari delle scuole preparatorie all’università, soprannominati dagli studenti “The Facebook“.
In questi annuari vengono pubblicate ogni anno le foto degli studenti iscritti e dei docenti. Mark utilizza il programma all’interno del campus per prendere l’annuario e crea il sito thefacebook.com in cui gli studenti, dopo aver visionato le foto pubblicate, scelgono quelle dei ragazzi o delle ragazze più “cool” di Harvard per stilare una classifica.

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Realizzato durante il fine settimana, il sito viene poi bloccato il lunedì successivo dai dirigenti dell’università, perché, a causa di tale bravata e del suo enorme successo sovraccarica la rete di Harvard impedendo agli studenti di poter collegarsi ad Internet. Altri si ribellano per l’utilizzo non autorizzato delle loro foto.
Mark è costretto a scusarsi pubblicamente davanti ad una commissione disciplinare.
Ma facebook ormai è nato e niente e nessuno riuscirà a fermare questo genio che continua il suo lavoro, inizialmente solo per gli studenti di Harvard e successivamente, con l’aiuto del suo compagno di stanza Dustin Moskovitz, decide di estenderlo ad altre università.

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Dustin Moskovitz

Il resto è storia.
Per proseguire il suo progetto, Mark si trasferisce a Palo Alto in California insieme a Moskovitz ed altri amici. Prendono in affitto un piccolo appartamento adibito ad ufficio e continuano a lavorare duramente.
Nell’estate dello stesso anno, Mark conosce Peter Thiel, famoso imprenditore americano, inventore anche di Paypal, che acquista una quota di Facebook del 10,2% per 500.000 dollari, e siede così nel consiglio di amministrazione dell’azienda.
Finalmente Mark e i suoi collaboratori avranno un vero ufficio.
Altre proposte di investimenti erano giunte prima di quella di Thiel, ma Mark aveva rifiutato.
Qualche anno dopo motiverà il suo rifiuto affermando che non dipendeva dalla somma offerta, ma dalla priorità data da lui e i suoi colleghi alla creazione di «un flusso di informazioni per la gente. L’idea che le corporazioni mediatiche siano possedute da conglomerati è assolutamente priva di ogni attrattiva per me (…) L’unica cosa che realmente mi interessa è la mia missione, rendere il mondo aperto».

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Il 19 febbraio 2014, acquista per la carezzevole cifra di 19 miliardi di dollari il servizio di messaggistica WhatsApp, che ha riscontrato un grandissimo successo sugli smartphone.
E non crediamo proprio che questo ragazzo si fermerà.

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Chi sia veramente Mark non lo sapremo mai. Siamo a conoscenza di alcune cause intentate nei suoi confronti da  suoi ex colleghi universitari. I due fratelli Cameron lo denunciarono nel 2008 per furto di proprietà intellettuale asserendo che l’idea di un social network universitario fosse stata loro e ottenendo un risarcimento di “appena” 65 milioni di dollari.
Un altro suo ex collega universitario, Eduardo Severin, che era riuscito a trovare degli investitori per Facebook e a cui era stato dato inizialmente il 30% della società, dopo essere stato a New York proprio per svolgere quell’incarico, scoprì che Mark aveva diminuito la sua quota dandone una consistente parte della percentuale dell’amico ad altri investitori. E anche in quel caso fu intentata una causa che si concluse con il riconoscimento del titolo di Saverin come cofondatore.
Chi è veramente Mark Zuckerberg?
Indubbiamente è un uomo determinato e ambizioso, ma riguardo il suo temperamento esistono delle posizioni discordanti. C’è chi lo descrive come un bravo ragazzo poco interessato al denaro, altri come una persona molto avida.
C’è chi sostiene che sia il miliardario più generoso del mondo, altri dicono che la sua avarizia non conosca limiti.
Adesso vive in una villa a Palo Alto insieme alla moglie Priscilla Chan , alla figlia Max e al cagnolino Beast.

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Mark e Priscilla

Fidanzato da molto tempo con Priscilla, ai tempi studentessa di Medicina, il loro non si può proprio definire un incontro romantico. Si conoscono infatti durante una festa facendo la fila per il bagno. E durante quell’attesa Mark, molto insicuro con le ragazze, inizia una conversazione con lei. Ancora Facebook non era nato e la ragazza resta colpita dall’intelligenza di Mark.
Il matrimonio giunge a sorpresa dopo ben nove anni di fidanzamento, il 14 maggio del 2012, nel giardino della loro villa alla presenza di pochi amici. Per una volta Mark, che non consente a nessuno suggerimenti sul suo abbigliamento ormai noto di polo grigie, felpe sdrucite e sandali, indossa un abito nero.
Il suo lavoro richiede una grande concentrazione e non può di certo sprecare tempo per questioni di poco conto.
I geni sono fatti così. E Zuckerberg è proprio un genio. Piaccia o non piaccia il suo carattere, ha attuato una grande rivoluzione riuscendo a far comunicare persone di tutto il mondo. E se qualcuno critica questo modo di comunicare, probabilmente non sa usare Facebook oppure non sa operare una buona selezione nella scelta degli amici “virtuali” e talvolta nemmeno reali.

Mark Zuckerberg, biografia, curiosità e citazioni

Mark insieme al suo cagnolino.

Alcune curiosità per concludere. Mark è daltonico e quindi non riesce a distinguere bene il rosso dal verde.
Per tale ragione ha scelto il colore blu come sfondo per Facebook.
Anche lui ha una pagina personale, ma è inaccessibile. Forse anche lui è molto interessato alla vita degli altri, ma non consente di accedere liberamente al suo diario. In compenso si può accedere alla sua pagina pubblica cliccando qui.
Il 2 dicembre del 2015 è diventato papà e ha pubblicato sulla sua pagina pubblica una lettera dedicata alla figlia impegnandosi a donare il 99% delle azioni facebook a cause umanitarie, circa 45 miliardi di dollari.

Mark Zucherberg insieme a Priscilla e alla figlia Max.

Mark Zucherberg insieme a Priscilla e alla figlia Max.

Ecco una parte del testo della lettera: «Come tutti i genitori vogliamo che tu cresca in un mondo migliore rispetto al nostro. Faremo la nostra parte e non solo perché ti amiamo, ma perché abbiamo una responsabilità morale di fronte a tutti i bambini della prossima generazione. Con l’opportunità di concedere a tutti i neonati l’accesso a internet, perché la Rete è l’istruzione per chi non vive vicino a una buona scuola». Fonda insieme alla moglie la Chan Zuckerberg Initiative, con lo scopo di migliorare l’istruzione, curare le malattie, connettere le persone e dare a tutti i bambini un futuro migliore.
Dopo gli attacchi terroristi a Parigi ha pubblicato il proprio messaggio di pace contro l’ostracismo di una parte del mondo occidentale nei confronti di chi professa la religione musulmana. Cliccando qui si può leggere il post in questione.
Auguro un felice compleanno ad uno dei pochi geni della società contemporanea con una raccolta delle sue più celebri citazioni, tratte soprattutto dal film biografico “The Social Network“. Resto in attesa della sua prossima invenzione. Quale vi piacerebbe?

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“La nostra missione: rendere il mondo più aperto e unito.”

Fino a poco tempo fa, la normalità sul web era che la maggioranza delle cose non erano sociali e la maggior parte delle persone non usava la propria identità reale. Stiamo costruendo un nuovo web in cui alla base vi è il “sociale”.
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[Sulla morte di Steve Jobs] Grazie per essere stato un mentore e un amico. Grazie per aver dimostrato che quello che costruisci può cambiare le cose.
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Capire le persone a cui offri servizi è sempre un problema importantissimo, diventa soltanto più difficile quando servi più persone. Cerchiamo di fare tantissima attenzione a ciò, con una combinazione molto rigorosa di feedback quantitativi e qualitativi. Ma se offri servizi a 1.2 miliardi di persone, è molto difficile.
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Personaggio dell’anno

Quando la gente pensa a una piattaforma la pensa ancora in maniera verticale, quella che noi cerchiamo di costruire e invece una piattaforma orizzontale, un ambiente in cui la gente può entrare da ogni terminale.
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Siamo stati fortunati, molte aziende ci mettono anni per affermare il loro prodotto, noi ci abbiamo messo pochissimo, è esploso per suo conto.
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E che il concetto di privacy che ho io non è lo stesso che ha mio padre ed è diverso anche da quello di una ragazzo di quattordici anni. Sei anni fa nessuno voleva che le proprie informazioni personali fossero sul web, oggi il numero delle persone che rende disponibile il proprio cellulare su Facebook è impressionante.
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La tv è unidirezionale, mentre il web ti consente una forma di partecipazione assolutamente inedita, ti consente di entrare in contatto con tutti, partecipi alle discussioni anche con il governo, e questo non è mai accaduto prima. Ed è solo l’inizio di ulteriori cambiamenti perché man mano Internet diventa un esperienza sempre più personale.
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Faccio parte di una generazione diversa dalle altre, la prima ad essere cresciuta con Internet. Sono stato abituato fin da piccolo a vedere cose nuove, tecnologie interessanti, cresciuto con Napster, Wikipedia, Aol, e tutto il resto. Facebook è un’ evoluzione naturale, perché non fa altro che rimettere al centro il motivo stesso della esistenza di Internet, la connessione tra persone.
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Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico.
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È sufficiente un po’ di logica per arrivare al succo della questione. Se voi foste gli inventori di Facebook, avreste inventato Facebook.
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Non sappiamo ancora di che si tratta, non sappiamo cosa sia, non sappiamo cosa può essere, non sappiamo cosa… diventerà, sappiamo solo che è fico! E questo è un valore inestimabile a cui non rinuncio.
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Mark Zuckerberg, biografia, curiosità e citazioni
Io credo che se i suoi clienti vogliono sedersi sulle mie spalle per dichiararsi alti hanno il diritto di provarci, ma io non sono obbligato a divertirmi ascoltando tutte queste bugie. Lei ha una parte della mia attenzione, il quantitativo minimo. Il resto della mia attenzione è rivolto ai miei uffici di Facebook, dove io e i miei colleghi facciamo cose che nessuno in questa stanza, inclusi e soprattutto i suoi clienti, è intellettualmente e creativamente capace di fare. È una risposta adeguata alla sua sussiegosa domanda?
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Sono certo che lei ha fatto i suoi compiti e quindi sa che i soldi non sono una parte importante della mia vita, ma ora come ora potrei comprare l’università di Harvard, prendere il Phoenix Club e trasformarlo nella mia sala da ping pong.
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La gente vuole andare su internet e curiosare sugli amici. E allora facciamo un sito che dia a tutti quello che vogliono: foto, profilo, magari cerchi qualcuno che hai conosciuto a una festa. Io parlo di prendere l’intera esperienza sociale del college e metterla in rete.
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Lo sai che i cinesi con quoziente intellettivo da genio sono più della popolazione totale degli Stati Uniti?
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Probabilmente diventerai un vero mago dei computer, non mi stupirebbe. Ma passerai la vita a pensare che non piaci alle ragazze perché sei un nerd. E io posso dirti dal profondo del mio cuore che non sarà per questo. Non piacerai perché sei un grande stronzo! (Erica Albright)
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Per chi ancora non avesse visto il film “The Social Network), ne consiglio vivamente la visione.
Ecco il trailer della pellicola in questione.

N.B. Le immagini e i video sono stati reperiti nel web, quindi considerati di pubblico dominio e appartenenti a google, a youtube e ai legittimi proprietari. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al seguente indirizzo lacapannadelsilenzio@yahoo.it e saranno immediatamente rimossi.

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5 Comments

  • ritaru69 says:

    Grazie per l’articolo, avevo visto solo il film e mi ero fatta un’idea di questo genio non proprio negativa e ho sempre avuto la curiosità di conoscerlo meglio.Bambino prodigio e solitario,come tutti i geni.Un po’ difficile per persone di elevata intelligenza socializzare come gli altri.Pensavo provenisse da una famiglia povera perchè avevo notato nel film The Social Network una sorta di astio nei riguardi dei due gemelli che gli hanno fatto causa. Sembrava una persona quasi rancorosa,ma interessante. La domanda posta è troppo difficile. Quale invenzione vorremmo ancora da Mark?Uhm…Non saprei. Forse perchè non ne capisco nulla di informatica.Già è riuscito anche se in parte a distruggere le barriere della comunicazione.E non è poco. Forse qualcosa che pulisca tutto in modo automatico. Premi un bottone e la casa si pulisce da sé.E’ chiedere troppo?

  • marina4351 says:

    Ma non doveva creare la bistecca artificiale?Avevo letto questo da qualche parte. Che fai Mark?Sei troppo preso da facebook?;)

    • lacapannadelsilenzio says:

      Non voleva crearla Mark, ha finanziato tale progetto Sergey Brin, uno dei co-fondatori di Google. Ed è già stata assaggiata, ma gli esperti hanno ritenuto che dovesse essere migliorata.

  • […] Mark Zuckerberg non ha avuto esitazione alcuna dinnanzi al proliferare di pregiudizi che stanno investendo il mondo, dopo gli attacchi terroristici di Parigi. Noto per la sua franchezza, il fondatore di Facebook non ha perso nemmeno un momento per esprimere la propria opinione pubblicamente riguardo l’ostracismo di una parte del mondo occidentale nei confronti di chi professa la religione musulmana. E la sua dichiarazione non dev’essere letta, secondo il mio punto di vista, solo come un attacco al candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump, che vorrebbe vietare l’ingresso ai musulmani nel suo paese, ma dovrebbe essere estesa a tutti coloro che sono affetti da una strana malattia di cui si conosce bene la causa (ignoranza) ed anche la cura (cultura). Una malattia che si sta diffondendo a vista d’occhio, definita “islamofobia“. […]

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