La religione dell’amore in David Herbert Lawrence

«Coloro che vanno cercando l’amore, manifestano solo la loro mancanza di amore. E la persona senza amore non trova mai l’amore, solo gli innamorati trovano l’amore. E non devono mai cercarlo».

David Herbert Lawrence, biografia, pensiero, opere e citazioni
David Herbert Lawrence, uno degli scrittori inglesi più originali del primo Novecento, denuncia nelle sue opere l’avvento di una borghesia ipocrita e perbenista che ha disumanizzato l’individuo. In quasi tutte le sue opere affronta la sessualità umana in modo diretto e dettagliato. La sua avversione al progresso che, secondo il suo pensiero, corrompe l’uomo, lo spinge a formulare una filosofia di vita fondata su un misticismo laico di commovente purezza che vede nell’immensa potenza dell’amore l’unico rifugio dal materialismo della vita moderna. La ribellione di Lawrence si riscontra nel suo continuo vagheggiare il ritorno ad un’esistenza in piena armonia con la natura per poter trovare l’autentica essenza di una vita degna di essere vissuta e nelle sue opere si legge un’esaltazione del piacere sessuale, mai disgiunto da quell’intesa spirituale profonda in grado di sublimare la relazione amorosa tra un uomo e una donna.
Il suo stile si distingue per una singolare potenza evocativa nel descrivere luoghi e situazioni e per la caratterizzazione realistica dei suoi personaggi.
David Herbert Lawrence, biografia, pensiero, opere e citazioniNato l’undici settembre 1885 a Eastwood, una cittadina della contea del Nottinghamshire, in Inghilterra, è costretto ad affrontare da bambino una vita non facile a causa alle misere condizioni economiche della famiglia e ai suoi problemi di salute. Il padre, un minatore analfabeta e la madre, un’ex insegnante elementare, litigano continuamente davanti ai figli negando così a Lawrence e ai suoi due fratelli e sorelle quella serenità indispensabile per una crescita equilibrata.
Incoraggiato dalla madre, una donna sensibile che vuole evitare ai figli di svolgere lo stesso lavoro del marito, Lawrence frequenterà regolarmente gli studi e diventerà insegnante nelle scuole elementari. A causa della sua salute cagionevole, è costretto ad abbandonare il lavoro intrapreso a sedici anni presso una ditta di strumenti ortopedici, e potrà così dedicarsi al tirocinio di allievo maestro nella British School di Eastwood.
Sin da giovane mostra un particolare talento per la scrittura e già, nel momento in cui gli assegnano la sua prima cattedra, ha scritto alcuni racconti, poesie e due romanzi.
Il suo primo racconto, “Preludio a un felice Natale“, viene pubblicato con lo pseudonimo di Jessie Chambers, su una rivista di Nottingham.
Nel 1909 vengono pubblicate alcune sue poesie e nel 1911 il romanzo “Il pavone bianco“.
Fidanzato con Louisa Burrows, sopravvengono nuovi problemi di salute che lo spingono ad annullare il matrimonio e a dimettersi dall’incarico di maestro.
La sua avventura letteraria prosegue instancabilmente con la pubblicazione del suo secondo romanzo “Il trasgressore“, nel 1912, anno in cui lo scrittore conosce Frieda von Richthofen, una nobildonna già sposata

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Frieda von Richthofen

con un professore universitario di Nottingham di cui Lawrence s’innamora perdutamente. Con lei, nel maggio dello stesso anno, fuggirà in Italia, e compirà numerosi viaggi conseguenza di quel nomadismo inquieto insito nell’animo dello scrittore che lo indurrà ad esplorare il mondo.
Frieda, con cui si unirà a nozze due anni dopo, ispirerà una fervente produzione letteraria tra cui la raccolta “Poesie d’amore” (1913) e il romanzo autobiografico “Figli e amanti” che gli recherà una grande notorietà nel pubblico e nella critica.
Ambientato in una cittadina mineraria del Midland, descrive l’infanzia di Paul Morer, il figlio di un minatore. La madre di Paul, una donna colta e di animo delicato, consuma il suo matrimonio nell’infelicità a causa del carattere rozzo e grossolano del marito con cui entra sovente in conflitto.
La signora Morer incoraggia i figli ad impegnarsi nello studio per evitare di svolgere lo stesso usurante lavoro del padre. Esercita una grande influenza sui figli, in particolar modo in Paul che mostra un immenso amore per la madre, unica figura positiva di riferimento dei suoi anni giovanili.
S’invaghisce di Miriam Willey, ma l’animo eccessivamente romantico della ragazza che rifugge dall’amore fisico, lo spinge a lasciarla. Intrattiene successivamente una relazione con una donna sposata, ma anche tale rapporto lo deluderà.
Quando muore la madre, Paul, che aveva idealizzato la donna al punto quasi di idolatrarla, si rende conto che proprio lei, la prima donna della sua vita, ha esercitato in lui un’influenza quasi ossessiva.
Nell’opera emergono quelle tematiche che ricorreranno negli scritti di Lawrence: l’amore possessivo materno che lo indurrà ad abbandonare Miriam affinché il figlio non si allontani da lei, il conflitto matrimoniale dovuto, secondo lo scrittore, soprattutto alla prepotenza maschile, molto diffusa nelle unioni di quel periodo, e l’importanza del sesso in una storia d’amore. Secondo lo scrittore, infatti, l’intesa sessuale ha un’importanza determinante affinché una relazione possa definirsi completa. E quella forza primitiva che gli ipocriti modelli di comportamento moderni tendono a relegare in secondo piano o ad annientare dev’essere invece valorizzata. L’amore per essere veramente puro deve rivalutare il sesso.

I viaggi intrapresi con Frieda gli consentono anche di entrare in contatto con alcune figure emergenti della letteratura del tempo; stringerà infatti amicizia con John Middleton e Aldous Huxley.

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Lawrence e Frieda

Si stabilisce con la moglie in Cornovaglia durante la Prima Guerra Mondiale, ma dovrà fare i conti con una feroce critica a causa delle sue idee pacifiste.
Pubblicherà altri racconti e il romanzo “Arcobaleno” (1915), stroncato aspramente dai critici puritani che lo considerano osceno. Due anni dopo sarà espulso dall’Inghilterra perché sospettato di tradimento nei confronti della patria a causa del suo legame con una donna appartenente ad una nazionalità nemica. Da quel momento in poi la coppia tornerà in quel paese dopo la fine della guerra e solo per brevissime visite.
Torneranno invece in Italia più volte, perché affascinati da quel paese ancora poco industrializzato.
Nel 1920 Lawrence pubblica a New York quello che viene considerato il suo capolavoro, “Donne innamorate“. L’anno seguente l’opera sarà pubblicata anche a Londra.
Il romanzo narra la storia di due sorelle, Ursula, un’insegnante, e Gudrun, una ex allieva di un istituto d’arte e di due amici intimi: Rupert Birkin, un ispettore scolastico e Gerald Crich, il figlio del proprietario di una miniera di carbone.
Rupert e Ursula s’innamorano e cercano di creare una relazione significativa. Anche Gerald e Gudrun s’innamorano, ma indirizzano il loro rapporto verso schemi convenzionali.
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Gerald aveva accidentalmente ucciso il fratello durante l’infanzia e si ritiene colpevole della morte per annegamento della sorella. Il padre sta per morire e Gerald ne prende il posto nella responsabilità della miniera. È un capo inflessibile, ma rispettato dai suoi dipendenti.
Rupert e Ursula continuano la loro relazione e decidono di sposarsi, mentre Gudrun fa soffrire disperatamente Gerald nel momento in cui il giovane ha più bisogno di lei.
Rupert decide di aiutare l’amico ed entrambe le coppie partono per una breve vacanza nelle Alpi tirolesi. Ma la gita si conclude tragicamente; Gudrun intraprende una relazione con un altro uomo e Gerald, in preda alla sofferenza, si lascia morire tra la neve durante una notte.
Le relazioni tra le due coppie sono strutturate con cura e Lawrence usa la storia per delineare la sua filosofia riguardo l’amore e la vita. Rupert è quasi un autoritratto dell’autore. Riesce a convincere la romantica Ursula ad abbandonare certe convenzioni sociali portandola ad accettare un’unione fuori dagli schemi che consenta loro di mantenere la propria individualità. Riesce anche a farle accettare il forte legame sentimentale che lo lega all’amico Gerald. Ripudia anche l’idea di una casa tradizionale perché vuole vivere senza possedimenti e vincoli di alcun genere. Detesta la vita moderna perché la percepisce priva di scopo e dominata dalle macchine. Con Ursula vuole raggiungere quel mondo primitivo non assoggettato a costumi artificiali e schemi convenzionali imposti dalla società.
Alla figura di Rupert si contrappone quella del debole Gerald, incapace di trovare il proprio essere: l’uomo si accontenta di ciò che la società moderna gli offre e accetta acriticamente la concezione di amore propostagli dal mondo.
Definito dallo scrittore e critico britannico Anthony Burgess «Uno dei dieci romanzi dell’era moderna che ha modificato il nostro modo di pensare e di sentire dicendoci ciò che siamo.», “Donne innamorate”, riesce a trattare poeticamente dei temi scabrosi analizzando nello stesso tempo la vita inglese di quel periodo e, alla stregua dell’Ulisse di James Joyce, segna indelebilmente la letteratura moderna.
Durante i suoi soggiorni in Italia, Lawrence scopre le opere di Giovanni Verga e comincia a tradurle, senza però mai smettere di viaggiare.
La diagnosi di una tubercolosi irreversibile lo spinge a fermarsi in Italia il cui clima mite reca un po’ di sollievo alla sua salute malferma. E proprio a Firenze scriverà il suo ultimo e più famoso romanzo, “L’amante di Lady Chatterley“, stampato a sue spese nel 1928.
L’anno seguente è costretto ad andare a Parigi per difendersi dall’accusa di oscenità del romanzo, le cui copie vengono sequestrate in Europa. Solo nel 1960 in Inghilterra sarà pubblicata la versione integrale di tale opera.

Per la prima volta nella storia della letteratura il piacere femminile viene descritto in modo approfondito e con lunghe e poetiche descrizioni scandalizzando così la società di quel periodo. Inutile dilungarsi sulla trama ben nota a tutti.
David Herbert Lawrence, biografia, opere, citazioni e pensieroIl più indecente romanzo del mondo” vede protagonista una giovane donna dell’alta borghesia che si oppone al potere maschile e agli schemi convenzionali e diventa protagonista assoluta della propria vita. Imprigionata in un matrimonio senza amore, Lady Chatterley, moglie di Sir Clifford, un uomo impotente a causa di una ferita di guerra, conduce la sua vita stancamente con la consapevolezza di non aver mai incontrato uomini degni di quel nome.
L’incontro con il guardacaccia Mellors sconvolgerà la sua esistenza e la donna deciderà, a dispetto di differenze sociali notevoli, di appagare il proprio desiderio scoprendo così quella parte istintiva di sé fino a quel momento sconosciuta anche a se stessa.
Lawrence attacca ferocemente la società perbenista con un romanzo erotico che non scade mai nella volgarità, usando un linguaggio raffinato e criticando in modo esplicito il conformismo imperante.
Ad una lettura superficiale il protagonista assoluto del romanzo potrebbe sembrare il sesso. In realtà Lawrence si serve del sesso come simbolo di una ribellione, di un auspicabile cambiamento in una società immobile in cui si è smarrita l’individualità e l’essere umano non riesce più a comprendere quel se stesso soppresso da una moralità discutibile. E quella simbiosi di Mellors e Connie dà vita ad un nuovo essere lontano dagli schemi di uno stile di vita deciso da altri e pone le basi ad una rivoluzione contro l’idiozia degli pseudovalori di classi dirigenti conservatrici e classiste che mirano solamente a preservare i propri privilegi.
Gli ultimi anni della vita di Lawrence vengono spesi per suscitare un altro scandalo; a Bandol scrive infatti la sua ultima opera “Apocalisse” (1929), un breve saggio che risuona come un urlo di ribellione contro coloro che vogliono soffocare la libertà dell’artista.
L’anno seguente, a causa del peggioramento della sua malattia, viene ricoverato in una casa di cura a Vence, in Provenza. Incapace di sopportare la vita del sanatorio, si fa condurre nella Villa Robermond, situata a Vence, dove si spegnerà il 2 marzo del 1930.
Ad un autore che ancora oggi suscita scandalo, dedico un particolare omaggio con una raccolta delle sue citazioni più significative consigliando vivamente la lettura delle sue opere le cui trasposizioni cinematografiche e televisive non sempre sono riuscite a rendere giustizia alla sua grandezza.

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L’uomo si crea un Dio a propria immagine, e ogni Dio invecchia insieme con gli uomini che lo hanno creato.
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La colpa nascosta è tradita dal silenzio.
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La libertà è una grande realtà. Ma significa, soprattutto, libertà dalle menzogne.
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La nostra è un’epoca fondamentalmente tragica, anche se ci rifiutiamo di considerarla tale. Il cataclisma c’è stato, siamo tra le rovine, ma cominciamo a ricostruire nuovi piccoli habitat, a riavere nuove piccole speranze.
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La vita è nostra per essere vissuta, non salvata.
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Nessun ideale assoluto farà sì che il leone giaccia con l’agnello a meno che l’agnello non sia dentro di lui.
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Non serve a niente scacciare i nostri demoni: essi fanno parte di noi; dobbiamo accettarli e vivere in pace con essi.
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Non sono sicuro che una relazione mentale con una donna renda impossibile il fatto di amarla.
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Si sente la necessità assoluta di muoversi. E soprattutto di muoversi in una direzione particolare. Una doppia necessità: muoversi e sapere in che direzione.
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“Voglio vivere la mia vita affinché le mie notti non siano piene di rimpianti.”

L’uomo è disposto ad accettare una donna come sua pari, come un uomo in gonnella, come un angelo, un diavolo, una faccia d’angelo, una macchina, uno strumento, un seno, un utero, un paio di gambe, una serva, un’enciclopedia, un ideale o un oscenità, l’unica cosa è che non l’accetta come un essere umano, un vero essere umano di sesso femminile.
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Sono un uomo, e vivo. Per questa ragione sono uno scrittore di romanzi. E siccome sono un romanziere, mi considero superiore al santo, allo scienziato, al filosofo, al poeta, che sono tutti grandi autorità nelle diverse attitudini dell’uomo vivo, ma non vanno mai fino in fondo.
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Tutti gli uomini sognano. Non però allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi della mente si svegliano al mattino per scoprire che il sogno è vano. Ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, giacché ad essi è dato vivere i sogni ad occhi aperti e far sì che essi si avverino.
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Fica! Sei tu; è quella cosa in cui entro ed è quello che diventi tu quando entro in te, nient’altro. Chiavare è soltanto quello che si fa. Gli animali chiavano. Ma fica è molto di più. Sei tu, capito: e non sei affatto un animale, no? anche da chiavare. Fica! È questo il bello di te, piccolina!
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La vita è sempre un sogno o una follia dentro un recinto.
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Le città attirano in una palude più spesso di quanto non portino nel grande oceano della vita.
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Vi è Gesù e vi è Giovanni. L’amore cristiano salverebbe l’universo, ma c’è l’invidia cristiana che non sarà mai soddisfatta fin quando non l’avrà distrutto.
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Non va bene cercare di sbarazzarsi della propria solitudine. Bisogna rimanerci attaccati tutta la vita. Solo a volte, a volte, il vuoto sarà riempito. A volte! Ma bisogna aspettare quei momenti. Accettare la propria solitudine e rimanerci attaccati tutta la vita. E poi accettare le volte in cui il vuoto viene riempito, quando è il momento. Ma quel momento deve arrivare da solo. Non lo si può forzare.
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Vorrei cancellare le macchine dalla faccia della terra di nuovo, e dare termine in modo assoluto all’era industriale, come un nero mistero.
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“L’amore è il fiore della vita, e fiorisce inaspettatamente e senza regole, e deve essere colto dove viene trovato, e goduto per la breve ora della sua durata.”

Per il puritano ogni cosa è impura.
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La cosa più crudele che un uomo possa fare a una donna è di descriverla come perfetta.
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La grande esperienza di vita per ogni uomo è la sua avventura dentro la donna. L’uomo abbraccia nella donna tutto quello che non è sé stesso, e da quella risultante, da quell’abbraccio, sprigiona ogni nuova azione.
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Non dovresti aspettarti più alcuna rivoluzione, perché non c’è nessun nuovo bambino nel grembo della nostra società. La Russia è un collasso, non una rivoluzione.
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Mai mi fu dato di vedere un animale in cordoglio di sé. Un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo senza aver provato mai pena per sé stesso.
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La pornografia è un tentativo per insultare il sesso e coprirlo di fango.
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Disprezzavano la mediocrità in cui si traducono i comuni rapporti umani.
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Il mondo è pieno di questi esseri incompleti che camminano su due piedi e degradano l’unico mistero che rimane: Il sesso.
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La Sardegna è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient’affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza. Creste di colline come brughiera, irrilevanti, che si vanno perdendo, forse, verso un gruppetto di cime. . . Incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa.
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Finché risplenderà il sole, non si potrà dire che è solo una palla di gas infiammabile.
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Forse la più profonda scienza dell’amore è amare ciò che si disprezza.
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Le città attirano in una palude più spesso di quanto non portino nel grande oceano della vita.
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Non posso attribuire al nemico alcun senso, solo il disastro.
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L’amore è solamente un ramo, la parte fondamentale è oltre l’amore, è una specie di nuda solitudine, un io staccato da tutti, che non ha possibilità d’intesa, di unione, e non l’avrà mai.
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E se c’è un cielo, lui è là, e lui mi dormirà accanto in modo che io possa dormire.
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La coscienza è sinonimo di paura della società oppure, nel migliore dei casi, di paura di se stessi.
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A dispetto degli igienisti, il sonno è più salutare quand’è condiviso da un essere amato. Il calore, la sicurezza, la pace e quell’intimo conforto che derivano dal contatto dell’altro, lo intessono infatti come una specie di dolcissimo velo che avvolge interamente anima e corpo.
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Si ritiene che il mondo sia colmo di possibilità ma, nella maggior parte dei casi, nell’esperienza personale si riducono a pochissime. Vi sono miriadi di pesci nel mare… forse… ma a quanto sembra, la stragrande maggioranza è composta da sgombri o aringhe, e se non si è uno sgombro o un’aringa, si hanno scarsissime probabilità di incontrare altri tipi di pesci nel mare.
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È forse l’unica cosa che non ti permettono di fare, quella di essere franchi e schietti in materia di sesso. Si può essere sudici quanto si vuole. Anzi, più ci si comporta sudiciamente riguardo al sesso, e più la cosa va loro a genio. Se invece si crede nel sesso e non si vuole che sia infangato, allora ti fregano. È il solo folle tabù superstite, il sesso inteso come una cosa naturale e vitale. Non ne vogliono sapere, e sono pronti ad ammazzare, piuttosto di permettere ad altri di praticarlo.
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C’era un uomo che amava le isole. Era nato su un’isola, ma non gli si addiceva perché c’era troppa gente oltre a lui. Voleva un’isola per conto proprio: non necessariamente per starci da solo, ma per fame un mondo tutto per sé.
Un’isola, se comincia a essere grandina, non è meglio di un continente. Per la verità deve essere piuttosto piccola, per assumere sembianze di isola; e questa storia mostrerà quanto minuscola debba essere, prima che tu possa ritenerla pronta a riempirla con la tua personalità.
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Ed è così che siamo fatti. Per pura forza di volontà isoliamo le nostre intuizioni interiori dalla consapevolezza di ciò che ammettiamo pubblicamente. Ciò provoca uno stato di paura, o di apprensione, che rende dieci volte più duro il colpo, quando lo riceviamo.
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