La pittura passionale di William Turner

Il mio compito è disegnare quello che vedo, non quello che so.”

Autoritratto, 1799

Il predominio della natura, la cui potenza indomabile sovrasta l’uomo e ne mostra la sua fragilità, è il soggetto preferito dal grande pittore inglese William Turner, uno dei maggiori esponenti del Romanticismo nell’arte. Maestro della luce naturale, riesce ad esprimerne le sorprendenti tonalità al punto da diventare un fondamentale punto di riferimento per la successiva pittura impressionistica ed in particolar modo per Monet. Così come altri artisti romantici, Turner trae ispirazione dalla monumentale opera “Teoria dei colori” di Goethe, dedicando ampi studi alla luce e ai suoi effetti sul paesaggio, fino a fondere luce e colore dissolvendo le forme. Il paesaggio si tramuta in un vero e proprio soggetto vivente da conoscere attraverso l’esperienza diretta dei luoghi, anche pericolosi, che l’artista visita per contemplarne la bellezza e il mistero e stabilire interazioni sublimi con la natura. Grazie ai numerosi viaggi intrapresi alla ricerca di una natura immensa e sconosciuta, crea effetti pittorici di straordinaria intensità che mirano a rendere le percezioni avvertite nelle sue contemplazioni paesaggistiche su una tela di nuvole vorticose di varia luce e audaci matrici di colore intinte nell’olio.

William Turner, “Tempesta di neve, battello a vapore al largo di Harbour’s Mouth” (1842)

Turner riesce a cogliere pienamente l’essenza del Romanticismo, subisce il fascino dell’ignoto, l’aspirazione all’infinito, al sublime da cui siamo irrimediabilmente attratti e consapevoli nello stesso tempo dei limiti della nostra comprensione. Onora altresì le forze ancestrali della natura, mirando ad enfatizzarne la potenza in modo innovativo, ponendo l’uomo e la civiltà da lui creata in uno stato d’inferiorità e fragilità, sovente sopraffatti da tali forze. Tempeste, bufere di neve, naufragi, valanghe, squarci di sole, pioggia, vento, cieli nuvolosi e incendi sono i suoi soggetti preferiti, di cui ne mostra l’estrema e incontrollabile forza dinnanzi a cui noi uomini appariamo minuscoli e insignificanti. Non ha paura di perseguire la massima lucentezza e brillantezza dalla sua delicata tavolozza di colori. Ed ancor più radicale di quel tratto delicato e fuggevole che rende i suoi quadri simili a sogni impressi su tela, è la sua espressiva manipolazione della pittura. Sebbene sia in grado di rendere magnificamente i dettagli di  una scena, il suo stile diverrà sempre più astratto nel tempo, eludendo spesso la definizione a favore di una sfolgorante espressione.

Luce e colore (la teoria di Goethe)“, 1843

In un momento in cui i valori classici di equilibrio, precisione e verosimiglianza dominano ancora l’establishment dell’arte, l’insistenza di Turner a spingere i limiti della verità artistica è a dir poco rivoluzionaria. Nonostante lo sprezzante sdegno di alcuni critici del tempo dinnanzi alle sue opere, l’artista diventerà presto una figura di notevole rilievo, influenzando non solo, come già detto, la nascita dell’Impressionismo, ma anche il sorgere dell’Astrattismo.
Turner esprime la sua profonda spiritualità attraverso il paesaggio che si tramuta in eterei mondi onirici grazie ai sorprendenti giochi di luce e di colori creati dagli affascinanti contrasti tra cupi grigi e gialli luminosi. Con un uso magistrale della tavolozza il pittore inglese riesce a creare  atmosfere rarefatte in cui la realtà si fonde con il sogno.

 

Pioggia, vapore e velocità“, 1844

 

Joseph Mallord William Turner nasce a Londra, a Covent Garden,  il 23 aprile del 1775 in un’umile famiglia. Figlio di un barbiere, non trascorre un’infanzia molto felice; la morte della sorella minore causa disturbi di carattere psichico alla madre e per tale ragione, nel 1875, viene mandato a Brentford, piccola cittadina sulle rive del Tamigi a ovest di Londra, dove vive con uno zio materno. L’anno seguente comincia a frequentare una scuola di Margate, nel Kent, anch’essa situata sulle rive del Tamigi. La suggestiva posizione delle due cittadine contribuisce enormemente a far sorgere in lui un forte interesse per l’arte, ed in particolar modo per la pittura.

La nave negriera” (1840)

Grazie al suo talento artistico naturale, comincia a produrre alcune piccole opere che vengono esposte nella bottega del padre e vendute per pochi scellini. Nel 1789, a soli quindici anni, entra a far parte della Royal Academy of Art di Londra, dove successivamente eserciterà la professione di insegnante. Alla Royal Academy inizia ad esporre i suoi acquarelli e dal 1792 comincia a viaggiare per il paese, durante l’estate, alla ricerca di soggetti, riempiendo i suoi quaderni di schizzi con disegni da elaborare più tardi in acquerelli. A soli ventuno anni, nel 1796, William espone “Pescatori in mare“, il suo primo lavoro ad olio che vede protagonista una barca di pescatori in balia della forza travolgente della natura. Ambientata al largo dei faraglioni dell’isola di Wight, la scena, illuminata dai raggi della luna che si riflettono sulle acque inquiete, mostra già quell’atmosfera sospesa e silenziosa che caratterizzerà le sue straordinarie opere.

Pescatori in mare“, 1796

I paesaggi classici di Nicolas Poussin e di Claude Lorrain sono i primi riferimenti artistici di Turner che comincia anche a lavorare come incisore e realizza progetti architettonici. Giovanissimo, entra in contatto con molti artisti, tra cui Delacroix, l’acquarellista inglese Cozens e il paesaggista gallese Wilson. Questi ultimi contribuiscono ad ampliare la visione di Turner, rivelandogli un approccio più poetico e fantasioso del paesaggio che il nostro pittore osserva cercando di catturarne lo spirito anziché l’esatta topografia.

Con la fine delle guerre napoleoniche, nel 1815,  Turner riprende a viaggiare e nel 1819 visita Roma, Napoli, Firenze e Venezia. Durante questo periodo, realizza circa 1.500 disegni dai quali crea diversi dipinti. Dipinti che, come il “Canal Grande, Venezia” (1835), mostrano un cambiamento nell’uso del colore con molti strati di smalto trasparente e uno straordinario gioco di contrasti tra colori caldi e freddi che creano la forma e, più in generale, una gamma più audace. Anche questo quadro mostra il peculiare stile del nostro pittore, ben visibile in particolar modo nel dissolversi della forma nella luce, rendendo il dipinto evanescente e un po’ sfocato.

Il Canal Grande, Venezia” (1835)

Instancabile viaggiatore, Turner visita altri paesi del Vecchio Continente, tra cui anche la Germania, la Danimarca e la Cecoslovacchia, abbozzando ancora una volta numerosi schizzi da cui trarrà altri dipinti sempre più fluidi e poco dettagliati. Lo stile innovativo di Turner in questi che saranno i suoi ultimi dipinti susciteranno aspre critiche.
La morte del padre lo segna profondamente, mentre le sue precarie condizioni di salute si aggravano sempre di più. Affoga nell’alcool la sua tristezza e si trasferisce a Chelsea nel 1846. Non rivela nemmeno ai suoi vicini di casa la propria identità, dicendo di chiamarsi Puggy Booth, usando il cognome della vedova di un ammiraglio, Sophia Booth, unica persona negli ultimi anni della sua vita alla quale confida i propri sentimenti e paure. Si spegne nella sua dimora a  Chelsea il 19 dicembre del 1851. Lascia la maggior parte della sua considerevole fortuna ad un’organizzazione benefica per “artisti decaduti“.

La valorosa Téméraire trainata al suo ultimo ancoraggio per essere demolita“, 1838

 


La maggior parte dei suoi dipinti sono ora ospitati nella Tate Britain e nella National Gallery di Londra. Nel 1984, la Tate Britain crea il prestigioso premio artistico Turner Prize, e nel 2005 il noto dipintoLa valorosa Téméraire trainata al suo ultimo ancoraggio per essere demolita(1838), viene ritenuto “il più grande dipinto britannico” in un sondaggio lanciato dalla BBC.
L’opera di Turner ha influenzato la pittura per molto tempo e ancora oggi è considerato l’artista che ha elevato l’arte della pittura paesaggistica ad un livello così elevato da poter competere con la pittura storica.
Di seguito altre immagini delle sue opere più significative.

L’Incendio delle Camere dei Lord e dei Comuni“, dipinto olio su tela, 1835.
Nel 1834 un incendio inghiottì le Camere del Parlamento e bruciò per ore mentre i londinesi osservavano l’orribile evento. Turner realizzò una serie di schizzi, acquerelli e dipinti a olio di tale episodio dal punto di vista del Tamigi.

 

Roma dal monte Aventino“, 1835

 

Mattino gelido“, 1813

 

Pace, esequie in mare” (1842)

 

Ombra e tenebre, La sera del diluvio” (1843)

 

La dogana, San Giorgio e le Zitelle della gradinata dell’albergo Europa“, 1842

 

La stella della sera“, 1830

 

Il Ponte del Diavolo al San Gottardo“, 1803-1804

 

Eruzione del Vesuvio“, 1817

 

 

Ulisse schernisce Polifemo“, 1829

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Categorie: Arte, Biografie

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