Il Villaggio delle Bambole, quando la nostalgia si tramuta in arte

«E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […] E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.»
Fernando Pessoa

Nagoro, Giappone

Nagoro, Giappone

Nagoro è un piccolo paesino arroccato nelle valli di un’isola giapponese.
Situato nella parte meridionale di Shikoku, una delle quattro principali isole del Giappone, a causa della progressiva deindustrializzazione, ha perso nel corso degli anni quasi tutti i suoi abitanti, costretti ad emigrare per mancanza di lavoro o perché deceduti.
Anche Tsukimi Ayano, una donna oggi sessantacinquenne, aveva deciso di abbandonare quel paesino per un lungo periodo di tempo.
Ma la nostalgia di tornare nel luogo in cui è nata la spinge a farvi ritorno undici anni fa.

Tsukimi Ayano, il villaggio delle bambole. Nogoro, Giappone

Tsukimi Ayano

La donna resta profondamente turbata dal volto nuovo del suo villaggio, abitato ormai da una trentina di persone più anziane di lei. L’unica scuola è stata chiusa e non vi sono più negozi.
Per ingannare il tempo si dedica al giardinaggio, attività contrastata dalla voracità dei corvi che la spinge a costruire da sé alcuni spaventapasseri. Uno di essi viene volontariamente creato con le stesse sembianze del padre con cui la donna vive. Il marito e la figlia della donna non l’hanno seguita in quel suo ritorno al passato e hanno preferito rimanere ad Osaka, dove si era trasferita prima di ristabilirsi a Nagoro.
Dopo quella sua prima creazione sorge in Tsukimi il desiderio di far risorgere quel paesino desolato.
Si dedica così alla realizzazione di bambole che riproducono i volti degli abitanti ormai scomparsi o emigrati.

Tsukimi Ayano, il paese delle bambole. Nagoro, Giappone
E le sue creazioni di pezza, paglia e vecchi stracci, tutte in scala reale, vengono da lei stessa disseminate in ogni angolo del villaggio, intente in attività lavorative, sedute sulle panchine, tra i banchi di scuola, nei giardini e in attesa dell’autobus.

Tsukimi Ayano, il Villaggio della Bambole. Nagoro, Giappone
L’attività artistica di questa signora è stata scoperta dal giornalista e fotografo Fritz Schumann, che ha realizzato il documentario “La Valle delle Bambole” e ha reso così noto a tutto il mondo quel paesino disabitato che, grazie all’inventiva di Tsukimi Ayano, è stato oggi “ripopolato”da quelle che a noi appaiono bizzarre bambole colorate.

Tsukimi Ayano, il paese delle bambole. Nagoro, Giappone
Il suo modo originale di tener vivo il passato ha, in poco tempo, fatto il giro del mondo e, grazie a tale documentario, ha incuriosito molti viaggiatori incrementando così il turismo di quel villaggio.
In appena undici anni, Tsukimi ha realizzato trecentocinquanta bambole, e quel gioco affettuoso non l’ha solamente aiutata a tornare indietro nel tempo con allegria, ma ha fatto sì che i volti di chi è andato via restassero impressi per sempre.

Tsukimi Ayano, il villaggio delle bambole. Nagoro, Giappone
Diverse possono essere le reazioni di chi si trova davanti ad un paesino popolato per lo più da pupazzi; qualcuno potrebbe trovare macabra e triste l’iniziativa di questa insolita artista.
Eppure basterebbe ascoltare le parole di questa dolce e volitiva donna per comprendere il significato di tali creazioni che Tsukimi protegge come se fossero figli suoi.
Dentro ognuno di quei pupazzi batte il cuore di un essere umano che ha vissuto, amato, sofferto e sorriso.
C’è il frutto del paziente lavoro di una donna che ha tramutato la nostalgia in un sentimento di pacata malinconia.

Tsukimi Ayano, il villaggio delle bambole. Nagoro, Giappone

«Quando realizzo la bambola di una persona morta, penso a come questa era quando viveva ed era ancora in salute. Le bambole sono tutte come figli miei.»
Artista di indubbio talento, nel documentario illustra le tecniche da lei adottate ed esaminate da Fritz Schumann in tutti i suoi particolari.

Ammette che le «espressioni facciali sono la parte più difficile. Le labbra sono molto complesse: basta una piccola modifica e possono sembrare quelle di una persona adirata. Sono molto brava nel realizzare le nonne. Tiro la cordicella all’altezza della bocca e loro sorridono. Della vecchia scuola, che è stata chiusa alcuni anni fa, ho realizzato gli studenti, l’insegnante e il dirigente scolastico. Non mi piace fare bambole strane, ma personaggi che s’inseriscono in un determinato scenario.»

Tsukimi Ayano, il Villaggio delle Bambole. Nagoro, Giappone
Non poche sono le persone che restano profondamente legate al proprio paese natale e il tornare nel luogo in cui siamo nati, spesso, riporta alla mente ricordi che pensavamo fossero ormai seppelliti per sempre.
I volti delle persone che hanno accompagnato molti anni della nostra vita riemergono in quei luoghi in cui ci siamo affacciati al mondo.

Tsukimi Ayano, il paese delle bambole. Nagoro, Giappone
Lo scorrere del tempo comporta dei cambiamenti in qualsiasi luogo e, spesso, vorremmo che, almeno per un attimo, tutto tornasse come prima.
Il gesto compiuto da Tsukimi Ayano non riesce a lasciar indifferenti e la voglia di visitare quel paesino è forte.
Le sue parole riguardanti un avvenimento che presto o tardi colpirà irrimediabilmente ognuno di noi infondono un sentimento di pace:
«Non penso alla morte. So che ci vuole un’ora e mezza per raggiungere il più vicino ospedale, quindi, se dovesse accadermi qualcosa, probabilmente morirei prima di riuscire a giungervi. Ma non penso che morire sia spaventoso. Forse vivrò per sempre.»

Tsukimi Ayano, il villaggio delle bambole. Nagoro, Giappone
Dovremmo fare tesoro di queste parole e pensare alla morte come un evento indissolubilmente legato alla vita.
Ci auguriamo che, si spera il più tardi possibile, quando verrà il momento in cui anche la dolce Tsukimi Ayano sarà costretta a lasciare questo mondo, vi sarà qualcuno che seguirà le sue orme e continuerà il lavoro svolto da questa artista. Il minimo che si potrebbe fare dovrebbe spingerci a creare una bambola che riproduca le fattezze di questa donna straordinaria. E perché no? Anche progettare un viaggio in uno dei paesi più affascinanti del nostro pianeta.

Tsukimi Ayano, il Paese delle Bambole. Nagoro, Giappone
(Le immagini e i video sono stati reperiti nel web)

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