Il sorriso amaro del cinema di Mario Monicelli

«Il cinema ha ancora una funzione positiva, e questo vale anche per la letteratura, la musica o la danza. Sono tutti strumenti per suggerire rimedi, denunciare il presente e far sperare nel futuro».

Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioni

Mario Monicelli fotografato da Pino Settanni

Mario Monicelli, uno dei più famosi registi italiani, ha creato pellicole indimenticabili che esprimono la sua acuta osservazione degli usi e costumi del nostro popolo, mostrando il suo occhio attento e disincantato ed un enorme affetto per i falliti e coloro che mostrano difficoltà insormontabili nell’adattarsi alla società.
Il suo sorriso amaro si rileva nello sguardo di molti protagonisti dei suoi film la cui originalità si distingue per quella geniale e amara ironia volta ad analizzare in profondità la vita quotidiana dell’uomo medio.
E lo fa con maestria riuscendo a trasporre sul grande schermo le risate e il dolore che accompagnano la vita di ogni essere umano.
Un vero genio che, dietro il suo triste sorriso ben celato dai baffi, è riuscito ad osservare in modo singolare e realista il  “Belpaese“.

Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioniNato a Roma il 16 maggio 1915, da Tomaso, giornalista e critico teatrale e da Maria Carreri, donna estremamente intelligente nonostante non abbia concluso gli studi, eredita dalla famiglia la vivacità intellettuale unita ad un potente senso della giustizia sociale.
Dopo aver frequentato la scuola elementare a Roma, si stabilisce con la famiglia a Viareggio. Concluderà gli studi liceali a Milano.
Si laurea in Lettere e Filosofia a Pisa e quei continui spostamenti lo accostano al mondo dei maggiori intellettuali del periodo. Negli anni trascorsi a Milano sorge la sua passione per il cinema e, insieme ad alcuni amici, tra cui Alberto Lattuada, Renato Castellani e Riccardo Freda, collabora alla rivista culturale “Camminare” occupandosi delle recensioni cinematografiche.
Ma nel 1935 la rivista viene chiusa perchè malvista dal Ministero della Cultura Popolare per il suo orientamento socialista.

Inizia a realizzare alcuni cortometraggi e uno di questi, “I ragazzi della via Paal, ottiene un prestigioso riconoscimento.
Il suo vero esordio alla regia, dopo aver collaborato con numerosi registi, avviene nel 1949 insieme a Steno con il film “Totò cerca casa. I due registi collaboreranno alla realizzazione di altri otto film, ma nel 1954 Mario Monicelli esordisce da solo con il film “Proibito“, interpretato da Lea Massari.
Già dal suo primo film, diretto personalmente e tratto dal romanzo “La madre” di Grazia Deledda, inizia a delinearsi lo stile ruvido di questo immenso maestro del cinema italiano, avverso alla retorica e dissacrante, che evidenzia anche gli aspetti ridicoli dei suoi personaggi afflitti da quella debolezza umana talvolta irritante e in altri casi volta a suscitare commozione.

Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioni

Proibito, 1955

Il successo giunge con il film “I soliti ignoti, interpretato, tra gli altri, anche da Vittorio Gasman cui ancora nessuno gli aveva affidato un ruolo comico. Si può tranquillamente affermare che grazie a Monicelli l’attore riesce a diventare una figura di spicco nel mondo del cinema.

Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioni

I soliti ignoti, 1958

E in quella banda di manigoldi goffi e disorganizzati, resi eterni dalle capacità direttive e dalle interpretazioni magistrali dei protagonisti, emerge sempre di più la sua attenzione alla caratterizzazione dei personaggi che, con il passare del tempo, diventa sempre più sapiente e trova la massima espressione in altri film, ormai diventati dei classici della commedia italiana.
Chi non ricorda i due soldati approssimativi e svagati del film tragicomico “La Grande Guerra, realizzato nel 1959?

Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioni

La grande guerra, 1959

Degli anni ’60 bisogna ricordare la rivisitazione grottesca del Medioevo nella pellicola “L’armata Brancaleone ( 1966), seguito nel 1968 da “La ragazza con la pistola.
Di seguito un’intervista a Mario Monicelli che illustra il suo modo innovativo di fare cinema.

Tra gli anni ’70 e ’80 emergono “Amici miei (1975), “Un borghese piccolo piccolo (1977) e “Speriamo che sia femmina (1986). Quest’ultimo ottiene due David di Donatello e un Nastro d’Argento.
Padre nobile del cinema italiano, candidato sei volte al premio Oscar, la sua opera non può essere associata superficialmente a quella della “commedia italiana”. La sua grandezza risiede soprattutto nel delineare vizi e virtù di un paese. Profondamente addolorato per il sentiero percorso dal popolo italiano, non ha mai smesso di lanciare provocazioni, e non solo attraverso i suoi film.
I suoi pensieri guardano dolenti al disfacimento della cultura di un popolo, operato anche grazie alla distruzione della scuola. E di quegli anni in cui un po’ di speranza si riusciva ancora a cogliere nei suoi occhi, nelle sue ultime interviste svanisce del tutto quel fuggevole luccichio.

Anche nei suoi ultimi film, tra cui “Parenti Serpenti (1992) e  “Panni Sporchi (1999), il suo cupo realismo emerge in commedie che vanno oltre il mero divertimento per famiglie. Sono pellicole che raccontano l’Italia usando strumenti tratti dalla grande tradizione della cultura popolare. Ma quanti di coloro che ridevano davanti ai suoi film, ne sono riusciti a coglierne la tragicità? Forse pochi. Gli stessi critici impiegano molto tempo per comprendere che i suoi film non sono affatto innocui e spensierati.

Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioni

Una scena del film “Parenti serpenti”…dietro quella foto sorridente di una famiglia felice riunitasi a Natale si denota il materialismo in cui è precipitata la nostra società

Dietro le sue commedie si coglie la visione della vita del regista, una visione in cui gli ultimi della società non hanno alcuna speranza di riscatto. Da qui la sua profonda amarezza in un pensiero che racchiude tale visione: «La speranza è una trappola, è una cosa infame inventata da chi comanda». Basta soffermarsi su questo pensiero per comprendere la peculiarità del suo cinema che alla vita risponde con una risata per esorcizzarne il dramma. Ed in questo si può racchiudere la grandezza di Monicelli. Nell’aver raccontato situazioni drammatiche all’interno di un cinema di massa che non cerca film intellettuali, ma semplicemente lo svago.

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Una scena del noto film “Amici miei”

Sposatosi due volte, la sua ultima compagna, Chiara Rapaccini, l’ha conosciuta quando aveva 59 anni e lei appena diciannove. Poi confessa di essere andato a vivere in solitudine e spiega così la sua scelta: «Per rimanere vivo il più a lungo possibile. L’amore delle donne, parenti, figlie, mogli, amanti, è molto pericoloso. La donna è infermiera nell’animo, e, se ha vicino un vecchio, è sempre pronta ad interpretare ogni suo desiderio, a correre a portargli quello di cui ha bisogno. Così piano piano questo vecchio non fa più niente, rimane in poltrona, non si muove più e diventa un vecchio rincoglionito. Se invece il vecchio è costretto a farsi le cose da solo, rifarsi il letto, uscire, accendere dei fornelli, qualche volta bruciarsi, va avanti dieci anni di più».
Pone fine alla sua vita il 29 novembre 2010 lanciandosi dal quinto piano dell’ospedale di Roma in cui viene ricoverato a causa di un tumore alla prostata ormai in fase terminale.

I capolavori di Mario Monicelli in quattro minuti

Così come il padre, quel suo amato padre, giornalista e scrittore antifascista, che, in preda alla depressione, in un paese che non riconosceva più, si suicida nel 1946, anche Monicelli ricorre ad un gesto estremo per porre fine alla sua sofferenza. A proposito del suicidio del padre Monicelli disse:« Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre l’ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l’altro un bagno molto modesto».
E così come Monicelli, ritengo appartenga alle persone infime giudicare negativamente coloro che decidono di morire come desiderano.
Di seguito una raccolta di alcune sue citazioni. Ciao, Mario. Grande maestro per tutti noi.

Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioni

Quello che in Italia non c’è mai stato, una bella botta, una bella rivoluzione, Rivoluzione che non c’è mai stata in Italia… c’è stata in Inghilterra, c’è stata in Francia, c’è stata in Russia, c’è stata in Germania, dappertutto meno che in Italia. Quindi ci vuole qualcosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto, 300 anni che è schiavo di tutti.
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Gli italiani sono fatti così: vogliono che qualcuno pensi per loro, se va bene va bene, se va male poi l’impiccano a testa sotto.
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Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioni
Le grandi domande esistenziali non m’interessano. Chi siamo e dove andiamo sono cose su cui non mi sono mai soffermato. Quelle bischerate là servono solo ad alimentare l’angoscia.
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La commedia all’italiana è questo: ci sono argomenti drammatici, temi drammatici, qualche volta anche tragici, girati con tono umoristico, a volte addirittura comico e a volte arrivano a delle punte farsesche, ma i temi sono drammatici, non sono storielline divertenti e comiche.
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La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena.
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Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioni

La vera felicità è la pace con sé stessi, e, per averla, non bisogna tradire la propria natura.
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Tutta la comicità da sempre, dalla nostra tradizione millenaria è sempre rivolta a questo, a ridere della morte, a ridere della malattia, della vecchiaia, della miseria soprattutto della fame. Senza questi elementi, fame, morte, malattia e miseria noi non potremmo far ridere in Italia.
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Mario Monicelli, biografia, filmografia e citazioni

Il cinema è come la letteratura, deve cogliere l’attualità e mostrarla.
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Solo gli stronzi muoiono.
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L’Italia si presenta bene ad essere messa in commedia, anzi, sempre meglio!
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La speranza è una trappola inventata dai padroni; la speranza è di quelli che ti dicono: state buoni, state zitti, pregate, che avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell’aldilà; perciò adesso state buoni!
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Sono stato soddisfatto di film che si sono rivelati dei disastri e insoddisfatto di film che sono andati benissimo. L’autore è l’ultimo a capire.
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Mario Monicelli insieme ad Alberto Sordi

Mario Monicelli insieme ad Alberto Sordi

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1 Comment

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