Il caso Galileo Galilei, un altro crimine imperdonabile commesso dalla Chiesa

«Grandissima mi par l’inezia di coloro che vorrebbero che Iddio avesse fatto l’universo più proporzionato alla piccola capacità del lor discorso».

Galileo Galilei, processo per eresia
Esistono dei crimini contro l’umanità che non possono essere facilmente perdonati e uno di questi riguarda il processo avviato il 12 aprile 1633 contro Galileo Galilei, il padre della scienza accusato di eresia e costretto al silenzio fino agli ultimi giorni della sua vita da parte della famigerata Santa Inquisizione.
Una condanna che la Chiesa cancellerà solamente nel 1992. C’è da domandarsi se fino a quell’anno i seguaci di tale istituzione avessero continuato a rigettare la teoria eliocentrica fermandosi a credere ciecamente a quel famoso passo della Bibbia in cui è scritto che Giosuè avesse pronunciato la frase “Fermati o sole“, dimostrazione “scientifica” della teoria geocentrica.
E per quale ragione la Chiesa si accanì contro quella teoria al punto da trascinare lo scienziato in tribunale e ad umiliarlo costringendolo all’abiura della sua teoria?
Il sistema geocentrico poneva la terra al centro del sistema solare e di conseguenza l’uomo, espressione del divino, era al centro di tutto. Accettare il sistema eliocentrico significava relegare l’uomo in secondo piano negandogli quel potere datogli precedentemente facendo sì che la volontà creativa divina passasse in secondo piano rispetto alla natura.

Galileo Galilei, processo e condanna
Un episodio della storia veramente vergognoso nato dopo la pubblicazione dello scienziato del “Dialogo sopra i massimi sistemi” che scatenò l’ira della Chiesa e costrinse Galileo Galilei a ritrattare le sue concezioni astronomiche per evitare la condanna a morte. Benché assolto dall’accusa di eresia, gli fu proibito di pubblicare ancora scritti in cui venisse sostenuta la teoria eliocentrica.
A causa di una lettera anonima in cui si denunciavano gli incontri dello scienziato con altre personalità del periodo per dibattere su alcune teorie,  Galileo fu confinato nella sua isolata villa di Arcetri e gli fu pure ordinato di «stare da solo, di non chiamare né di ricevere alcuno, per il tempo ad arbitrio di Sua Santità».
La corrispondenza con amici ed estimatori fortunatamente gli permise di poter dare libero sfogo all’ingiustizia da lui subita e in una di queste lettere si può leggere la sua rabbia verso l’uccisione del libero pensiero e che mostra la solo apparente ritrattazione della sua teoria: «l’infamia ricade sopra i traditori e i costituiti nel più sublime grado dell’ignoranza».
La visione del seguente video aiuterà a riassumere la grande scoperta di Galileo Galilei.

Dopo tredici anni di accesi dibattiti, il 31 ottobre del 1992, la Chiesa “riabilitò” Galileo Galilei giustificando però la condanna che gli era stata comminata per la sua pervicacia nel respingere l’invito della Chiesa a considerare la sua scoperta come una semplice supposizione non dimostrabile.
Lo scienziato si spense dieci anni dopo il suo isolamento.
Vorrei rendere omaggio a quel grande uomo, ennesima vittima di un potere ecclesiastico che mirava a dominare le masse e a tenerle nella più assoluta ignoranza e che ancora oggi difende certe condanne insensate con ipocrite scuse, come giustamente è stato fatto notare da Claudio Rendina: «Assolto Galileo, con tanto di richiesta di “perdono” all’umanità, Giovanni Paolo II personalmente osserva che l’unico torto dello scienziato pisano (perché un torto gli si doveva pure riconoscere) è stato di aver rifiutato il suggerimento del cardinale Bellarmino di presentare come un’ipotesi il sistema copernicano; che è un modo indiretto di salvare la figura stessa del santo porporato».

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