Fuga dal capodanno. Dieci buoni motivi per odiarlo.

31 dicembre: Giornata Mondiale del “Che cosa fai tu stasera?”
(Romain Cheylan, Twitter)

Ebbene sì, non ho mai amato il capodanno. D’altronde come si può pretendere da chi crea un sito dal nome “la capanna del silenzio” una passione nei confronti di una delle feste più rumorose che vi siano?
Lo so, molti penseranno che il desiderio di distinguermi dalla massa sia il motivo per cui mi cimento a scrivere i miei pensieri su questa festa. Liberi di pensarlo.
Mi limito solo ad una breve premessa.


Non ho mai amato le tradizioni, soprattutto quelle urlate.
Chi mi conosce bene sa che si tratta di una mera avversione verso un giorno che non celebra alcun evento storico o personaggio famoso. Va be’ che in Italia pochi sono i giorni che rammentano episodi storici di rilevante importanza. E se il mio ultimo viaggio quest’anno è avvenuto in Turchia, so bene che dovrò accontentarmi del solito calendario che festeggia santi, quasi tutti sconosciuti. Non credo vi sia un solo italiano che conosca vita, morte e miracoli di tutti i santi presenti nel nostro calendario. Ogni anno ho portato con me un calendario acquistato in paesi in cui non esiste l’abitudine di associare ad ogni giorno un santo, ma…sto divagando. E comunque dovrò accontentarmi di un calendario italiano quest’anno. Ma non farò gli auguri di “buon onomastico” a nessuno. Non faccio mai caso al nome del santo del giorno.
Torno al tema della questione capodanno.


Il capodanno per me rappresenta un giorno unico e irripetibile.
Così come ogni singolo giorno della nostra vita.
Cerco sempre di evitare tutto ciò che mi annoia in qualsiasi giorno dell’anno, perché dovrei fare un’eccezione a capodanno?
Perché lo fanno tutti? Perché segna l’inizia di un anno nuovo? Ma che grande emozione cambiare calendario e brindare alla fine di un anno vecchio! Sarò insensibile, ma non provo alcun brivido nel condurre queste operazioni.
Ecco a voi i motivi principali per cui detesto questa festa.

1. Non amo i botti. (Mi domando anche se c’è qualcuno che li ami veramente. E se la risposta è affermativa, attendo una spiegazione). I botti, oltre ad infastidirmi, mi ricordano che non pochi saranno gli animali a subirne le nefaste conseguenze. E tutto questo per una tradizione non condivisa da tutti.


2. Detesto le grandi abbuffate, mi sembrano l’ultimo piacere rimasto a chi ha già raggiunto la pace dei sensi. Ore e ore sprecate a mangiare fino a scoppiare sottraggono tempo alla vita. Poi mi tocca pure sorbirmi la stressata padrona di casa che cucina da tre giorni ed il marito che ne decanta le doti da cuoca e le amiche a scambiarsi le ricette e… No, non posso reggere tutto questo. Oppure, peggio ancora, pagare una cifra considerevole per attendere la mezzanotte in un locale? Certe festicciole fantozziane preferisco evitarle. Ma poi che bisogno c’è di mangiare così tanto? Si nutre il desiderio di stare male il giorno seguente e svegliarsi con una faccia da zombie?

3. La finzione del divertimento. La gente che cerca necessariamente di divertirsi in una data prestabilita mi reca tristezza. E quindi preferisco non vederla.


4. Festività obbligatoria. Detesto le festività obbligatorie. Tutte. Ma in particolar modo questa perché non è discreta e t’impone di rinunciare a qualcosa che vorresti fare. Una serata tranquilla a lume di candela con la persona che ami? Certo che lo puoi fare. Ma a casa tua col sottofondo di botti e auguri di “Buon Anno a te e famiglia.” Hai bisogno urgente di un idraulico? Ma come osi cercare un idraulico a capodanno? La domenica si può anche capire, ma proprio a capodanno no: il capodanno è sacro.


5. Gli auguri forzati. Odio fare gli auguri di buon anno. A pensarci bene anche a riceverli. Suonano così fasulli soprattutto quando provengono da persone che non vedi mai durante l’anno. È vero che non possiamo stare tutti i giorni a farci gli auguri, ma concentrare frasi fatte in giorni stabiliti da altri non mi sembra un segno di intelligenza.


6. Buoni propositi. Mi annoia ascoltare i buoni propositi degli altri. Io non faccio mai liste di buoni propositi. Perché dovrei farne una quando cambia semplicemente un giorno del calendario? E soprattutto perché dovrei ascoltare quelli altrui?


7. Il look di capodanno è orribile. Lustrini, paillettes, borse luccicanti, orecchini a grappolo colorati e sandali senza calze sono inguardabili. Ma un’occhiata allo specchio no?


8. Le sbronze. Chi si sbronza è pericoloso per sé e per gli altri, annoia terribilmente e gli puzza pure l’alito. Spettacolo patetico a cui fa seguito, talvolta, pure il vomito.


9. Le persone sole. Penso a tutti coloro che, ancor più degli altri giorni, avvertono la solitudine. Nella notte di San Silvestro (a proposito, ma chi era San Silvestro?) vi sono anche persone che hanno recentemente perduto una persona cara, o che si sono appena separate. Li sento rinchiudersi ancor più nel loro dolore o sforzarsi di apparire allegri per non “guastare” la grande festa agli altri. Insomma perché rompere le scatole a tutti con questo casino?

10. Disco Samba. Non fraintendetemi, adoro la musica brasiliana. Sono semplicemente stanca di sentire la solita compilation (Sì, proprio quella di “Brigitte Bardot, Bardot. Brigitte Peugeot, Peugeot“) solo in questo periodo dell’anno, seguita poi dall’immancabile e patetico trenino. Sarebbe ora di cambiar disco!

Ho smesso da tempo di sognare un mondo senza guerre e altre note utopie giovanili. Lasciatemi almeno sognare un mondo senza feste comandate che, volenti o nolenti, ci travolgono e ci costringono a restare a casa per non essere schiacciati da quella folla di festaiolcompagnoni che sembrano attendere questo giorno per divertirsi e bere litri di spumante da supermercato.
Faccio volentieri a meno di certi spettacoli.

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