“Figli dello stesso fango”di Daniele Armitrano. Un romanzo sul disagio giovanile.

«Non importa se non riesci a parlare, a me basta ascoltare un tuo silenzio…»
Essere giovani è una fiamma di breve durata, ma particolarmente intensa. Quell’età dell’immortalità, così come amavano definirla gli antichi persiani, non è una semplice passeggiata e le emozioni vissute in quel particolare periodo della nostra esistenza resteranno impresse nella nostra mente per sempre, forse ancor più dei ricordi e delle impressioni della nostra infanzia. Basterà un odore, un ritorno nei luoghi in cui abbiamo mosso i primi passi nel percorso più difficile della nostra vita per lasciar affiorare ciò che credevamo fosse sepolto per sempre. È quello che accade al protagonista di un avvincente thriller psicologico che riesce a scavare abilmente dentro i personaggi, ricostruendo in un lampo i dettagli della sua tormentata giovinezza. Il romanzo in questione, dal titolo “Figli dello stesso fango“, scritto dall’autore esordiente Daniele Amitrano, può essere anche acquistato in versione tascabile su Amazon.
Protagonista del romanzo è Andrea Amato, un giovane giornalista che vive a Milano. Dopo aver ricevuto una misteriosa telefonata riguardante la morte di colui che scoprirà essere un suo caro amico, decide di far ritorno al suo paese natale, Formia, che aveva lasciato dieci anni prima, senza avervi mai fatto ritorno. Una decisione dettata dalla prepotente necessità di far luce su quell’episodio drammatico e forse anche dall’inconscia nostalgia di rivedere la casa in cui ha vissuto prima di trasferirsi definitivamente a Milano. Proprio a Formia, Andrea comincerà a rievocare tutto il suo cammino adolescenziale, comprese le prime esperienze con le ragazze, l’amore per Nancy, la necessità di appartenere ad un gruppo, la trasgressione, l’ammirazione sconfinata verso i giovani più grandi, ai suoi occhi modelli ideali da seguire, e la sperimentazione sfrenata di droghe e di alcool. Alle difficoltà di vivere quell’affascinante, ma spesso doloroso cammino della nostra vita, si aggiungono nel caso di Andrea le problematiche di convivere con un fratello affetto da schizofrenia e il senso di oppressione nell’essere costretto a condurre la propria vita in una piccola e asfissiante città di provincia. Travolto dai ricordi e dalle sensazioni da essi suscitati, Andrea condurrà la sua indagine da solo, scoprendo che non sempre è la droga la protagonista degli avvenimenti e conducendo così i lettori dinnanzi ad un finale imprevedibile.


Romanzo scorrevole e coinvolgente, vede protagonisti gli adolescenti, con le loro insicurezze e fragilità, talvolta destinati ad affondare perché incompresi o inascoltati da una società distratta e frettolosa. Passato e presente si intrecciano rendendo la lettura incalzante e fornendo ai ragazzi una profonda analisi di quello che accade durante “l’età ingrata” in cui non è per niente facile accettare i dettami della società ed i sogni cominciano a sbiadire e ad infrangersi con la realtà. Nello stesso tempo “Figli dello stesso fango” porterà all’attenzione di genitori e insegnanti, sovente dimentichi delle sensazioni di inadeguatezza e vulnerabilità sperimentati in quel tormentato percorso, a rivisitare il proprio passato e a prestare più attenzione a certi comportamenti anomali dei propri figli o studenti per prender loro la mano e condurli con discrezione verso il cammino della maturità.


Da non dimenticare altresì il viaggio intrapreso dal protagonista che lo indurrà a soffermarsi su quei momenti di bellezza e magia che hanno delineato il suo delicato percorso, sulla sua immensa forza di “rialzarsi dal fango” e sulla sua capacità di apprezzare la vita, perdonando quel passato che ci ha fatto diventare quelli che oggi siamo.
Molti i temi tristemente attuali affrontati dall’autore: dalla droga al disagio esistenziale dell’adolescente di oggi che, forse più di ieri, avverte la distanza tra sé ed una società di adulti che sembra avergli sottratto il futuro, dall’assenza delle istituzioni alle difficoltà delle famiglia dinnanzi ad un caso di malattia mentale da gestire quotidianamente.

“Mental Disorders”, Christian Sampson.

L’amplificazione dei sentimenti che investono l’adolescenza viene approfondita con rara sensibilità e con un linguaggio fluido e veloce l’autore riesce a coinvolgere il lettore sin dalle prime battute.
Di seguito alcuni passi del romanzo, edito da 13Lab.

Il ricordo delle cose importanti è come un graffito sulla parete dell’anima. Risultano inutili e maldestri i tentativi di cancellarlo. Esso riemerge e, quando meno te lo aspetti, torna a far parte del presente.

 

Ci sono giorni che iniziano con qualcosa di speciale, anche se questo qualcosa deve ancora accadere o magari non accadrà mai. Sono quei giorni che ognuno si porta dietro per tutta la vita e che, al solo ricordo, fanno baluginare l’anima.
Bob Barker painting.

 

È perfetta così agli occhi di lui. Profuma di vaniglia e di delicato Chanel. Delicato come il suo corpo, delicato come qualsiasi cosa le appartenga.

 

Le prime schermaglie di una storia d’amore sono una fitta rete di mosse e contromosse, di parole dette e altre taciute di proposito, di sguardi lanciati e altri nascosti. È un po’ come nel gioco degli scacchi: una mossa sbagliata ti fa saltare la pedina e sei fuori dalla partita.”

 

Entrambi si lasciano cullare da sogni e da verità che si incrociano vertiginosamente, assottigliando il confine che li separa. La loro convivenza, però, non è mai destinata a resistere in eterno. Prima o poi l’uno deve prevalere sull’altro.”
Pietro Canonica, “L’abisso” (1909).

 

Bisogna solo saper affrontare quelle poche ore che sanno d’eternità perché le attese dei momenti da vivere insieme diventano interminabili.”

 

Guarda al di là del muro, verso il nulla. Un nulla che rispecchia un altro sabato sera uguale agli altri. Un nulla che raffigura perfettamente i suoi vuoti esistenziali e le sue lacune comunicative incolmabili.”

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