Evoluzione o involuzione dell’uomo moderno? Alcune vignette satiriche provano a fornire una risposta

«Baratterei tutta la mia tecnologia per una serata con Socrate».

Steve Jobs

Illustrazione di Amjad Rasmi

Illustrazione di Amjad Rasmi

Ci siamo evoluti intellettualmente oppure stiamo assistendo ad un’inesorabile involuzione della specie umana? La rivista online Bored Panda ha raccolto alcune vignette satiriche che riguardano il progresso e la supposta evoluzione umana. Dopo aver guardato queste vignette molti sono gli interrogativi che affollano la nostra mente.

Illustrazione di traa

Illustrazione di traa

Tecnologicamente avanzati, o semplicemente schiavi della tecnologia? Abbiamo raggiunto una migliore qualità della vita e, su questo aspetto, credo dovremmo concordare tutti noi occidentali. Ma il nostro cervello si sta evolvendo? Siamo diventati più intelligenti?

"Evoluzione", illustrazione di Feggo.

“Evoluzione”, illustrazione di Feggo.

Secondo la tesi di un noto genetista statunitense, Gerald Crabtree, la nostra specie non solo è meno intelligente rispetto ai suoi antenati, ma addirittura sta regredendo. Una regressione lenta, ma inesorabile. Il professore Crabtree, direttore del laboratorio genetico della Stanford University, ha pubblicato una tesi provocatoria sulla rivista scientifica “Trends in Genetics” secondo cui la specie umana sta diventando sempre più stupida ed emotivamente più vulnerabile rispetto a chi ci ha preceduti.

"Evoluzione", autore sconosciuto.

“Evoluzione”, autore sconosciuto.

Le nuove scoperte tecnologiche hanno facilitato la nostra vita, ma secondo l’ evoluzionismo, l’uomo ha bisogno di lottare per la sopravvivenza, altrimenti il suo cervello s’impigrisce. La selezione naturale, che favorisce i più forti e i più intelligenti, consente al nostro cervello di evolversi. Se ciò non accade, se l’uomo non percepisce alcuna necessità di combattere per assicurarsi la sopravvivenza, le sue facoltà mentali si assopiscono.

"Sopravvivenza" di Maentis.

“Sopravvivenza” di Maentis.

Inoltre, sottolinea lo studioso, se da un lato la tecnologia ci ha consentito di progredire e di facilitare molte nostre attività quotidiane, dall’altro ha avvolto il nostro cervello nella bambagia, anticipando il deterioramento cerebrale, che investe l’uomo durante la senilità, al momento in cui cominciamo a muovere i primi passi. La rivoluzione scientifica, a differenza di quello che si potrebbe pensare, non rappresenta una prova della nostra evoluzione, ma una maschera del nostro declino cerebrale.

"L'evoluzione dell'uomo" di David Horsey.

“L’evoluzione dell’uomo” di David Horsey.

Da predatore e raccoglitore, l’uomo è diventato principalmente un consumista e le comodità cui si è abituato hanno prodotto una lenta mutazione genetica che si traduce in un impoverimento delle sue facoltà cognitive. Studi scientifici hanno mostrato che, se si confronta il genoma di figli e genitori, emerge una differenza sostanziale già percepibile tra una generazione e l’altra. Il cervello dell’uomo deve il suo sviluppo alla lotta per la sopravvivenza. E adesso, che tale questione appare del tutto risolta, ci si domanda se la specie umana si stia evolvendo.

"L'evoluzione in poche parole" di Dan Piraro

“L’evoluzione in poche parole” di Dan Piraro

Secondo lo studioso in questione la risposta è negativa. L’esigenza di continue soluzioni per la sopravvivenza era indispensabile e, chi commetteva degli errori o non era in grado di trovare un modo per ripararsi dal freddo o sfuggire alla fame, era destinato a morire. Adesso, spiega Crabtree, il banchiere che commette un errore madornale viene semplicemente “punito” con un bonus, oppure, come accade nella maggioranza dei casi, non è vittima di alcun provvedimento, né la sua sopravvivenza viene compromessa.

"L'evoluzione del parassita" di kudelka.com.au

“L’evoluzione del parassita” di kudelka.com.au

L’esempio fornito dal noto genetista riesce a far comprendere che non dobbiamo più affannarci nel trovare presto delle soluzioni per poter sopravvivere e ciò ha comportato un cambiamento nel nostro cervello, meno arguto nella risoluzione dei problemi rispetto a quello di un uomo vissuto migliaia di anni fa.

"L'evoluzione della comunicazione" di Mike Keefe

“L’evoluzione della comunicazione” di Mike Keefe

L’involuzione si può anche notare nel modo di comunicare dell’uomo contemporaneo. Si tende ad abbreviare persino la semplice domanda “Come stai?”. E non solo nel linguaggio scritto. Adesso tutto viene abbreviato e chi usa un linguaggio forbito viene guardato con sospetto, come se si trattasse di una persona che vuole fare sfoggio della propria cultura.

Ricordo una battuta del film “Palombella Rossa” di Nanni Moretti, in cui il regista si ribella al modo di comunicare di una giornalista che usa termini stranieri o poco appropriati per esprimersi. Nanni Moretti sottolinea che «Chi parla male, pensa male e vive male».

"Stop" di Stanila

“Stop” di Stanila

Basta osservare con attenzione ciò che ci circonda per accorgerci che stiamo andando verso la distruzione del pianeta: inquinamento, ormoni per far crescere in modo rapido gli animali d’allevamento, antiparassitari per le verdure.

"Evoluzione" di Lynch

“Evoluzione” di Lynch

Il dio denaro sta spadroneggiando indisturbato perché solo in pochi si domandano quali scenari futuri si stiano aprendo per chi ci seguirà. Si parla solo di crescita senza soffermarsi sulle conseguenze che questa cosiddetta crescita abbia comportato.

"L'evoluzione di Dio" di SDunne17

“L’evoluzione di Dio” di SDunne17

Se gli scienziati e gli studiosi lo fanno notare, solo in pochi si fermano a riflettere. E se i cambiamenti climatici, presagiti moltissimi anni fa, sono diventati una realtà, ci siamo semplicemente abituati. La nostra vita non corre pericoli imminenti e saranno gli scienziati a cercare di risolvere il problema. Quest’ultimo è il ragionamento più diffuso, naturalmente nemmeno espresso con una frase di senso compiuto. Vi sono anche coloro che continuano a negare tale evidenza e accusano di disfattismo chi si azzarda a parlarne. Tutto va bene, tutto è bello. Il pensiero positivo è la moda del momento.

"L'evoluzione dell'uomo" di Garland

“L’evoluzione dell’uomo” di Garland

Se Charles Darwin dovesse nuovamente nascere, nei giorni nostri, non parlerebbe più di evoluzione della specie umana, ma di lenta autodistruzione e, spostando la nostra attenzione non più al solo discorso genetico affrontato da Crabtree, ma all’aspetto filosofico, appare lampante che più di cinquant’anni di progresso e di benessere nei paesi industrializzati hanno prodotto un indurimento ed un cinismo dell’animo umano che ha sortito conseguenze sociali da far veramente accapponare la pelle.

"Rispetto per gli anziani" di Maentis

“Rispetto per gli antenati” di Maentis

Senza soffermarsi sulle contraddizioni sociali, ancora fin troppo evidenti, tra i popoli benestanti e il sud del mondo, o la sudata conquista della democrazia, bisognerebbe focalizzare il nostro pensiero a questo lento e inesorabile suicidio di massa di governanti, multinazionali e consumatori inconsapevoli o semplicemente privi di lungimiranza che, allegramente, continuano a sfruttare la terra e a distruggere l’ambiente senza curarsi minimamente di chi verrà dopo di noi.

"Consapevolezza dell'evoluzione umana" di Winchel Yu. "Torniamo indietro. Abbiamo già fottuto tutto."

“Consapevolezza dell’evoluzione umana” di Winchel Yu.
“Torniamo indietro. Abbiamo incasinato tutto.”

Di fronte alle stragi degli immigrati annegati o periti per ipotermia, siamo quasi del tutto indifferenti o chiudiamo le frontiere adducendo sterili scuse di “radici cristiane”, quando di cristianesimo questo mondo occidentale, che ha fatto del liberismo più becero la sua bandiera, non conosce nemmeno i suoi principi fondamentali. Si continua invece a parlare di “crescita” in questo pianeta senz’anima che ancora oggi può definirsi senza dubbio alcuno “l’atomo opaco del male” di pascoliana memoria.

"L'evoluzione nucleare" di bycentaur

“L’evoluzione nucleare” di bycentaur

Chiusi nelle nostre “tiepide case” o nelle nostre rumorose scatolette d’acciaio proseguiamo la nostra esistenza con un’agghiacciante imperturbabilità di certo sconosciuta ai nostri nonni.

Il cadavere del piccolo Aylan Kurdi, simbolo della tragedia dei profughi. Nilufer Demir/Reuters

Il cadavere del piccolo Aylan Kurdi, simbolo della tragedia dei profughi.
Nilufer Demir/Reuters

L’umanità si sta involvendo, ripiegata sul suo insano egoismo, e non solo sotto questo aspetto. Il noto giornale britannico “The Sun” ha reso noto uno studio condotto da alcuni scienziati secondo cui, se proseguiamo per questa strada, tra circa mille anni l’uomo potrebbe anche avere delle sembianze quasi del tutto involute.

"Lego-Darwin" di Glenn Jones

“Lego-Darwin” di Glenn Jones

Con occhi più grandi a causa di una comunicazione verbale sempre più carente e fondata principalmente sullo sguardo, anche la bocca sarà più piccola.

involuzione 2
A causa dello sviluppo della tecnologia, saremmo meno coinvolti nel ragionamento e pronti ad affidarci ai computers per le ricerche e gli esercizi di calcolo. La conseguenza potrebbe condurre anche ad un mutamento delle dimensioni del nostro cervello.

"Evoluzione" di Stefano Tartarotti

“Evoluzione” di Stefano Tartarotti

 

Un’ipotesi davvero sconcertante che si completerebbe con un invecchiamento precoce della pelle a causa del surriscaldamento globale, con la crescita dell’obesità e con meno denti e capelli.

"Evoluzione degenerativa" di Gustavo Moreno

“Evoluzione degenerativa” di Gustavo Moreno

Con l’avvento del web, utilissimo per scambiarsi informazioni o per stare in contatto con amici che vivono all’estero, si è però notato che i social network, se usati in modo poco intelligente, sono diventati per chi ama mostrare il numero alto di amici tra i contatti, il ricettacolo di numerose, infinite interazioni destinate a non sfociare ovviamente in vere e proprie relazioni.

"L'uomo facebookiano" di Stefano Tartarotti

“L’uomo facebookiano” di Stefano Tartarotti

L’uomo sociale sta scomparendo e si affidano spesso a questi strumenti emozioni che avrebbero bisogno di sfumature più complesse per essere espresse.

"Instant Network" di Maentis.

“Instant Network” di Maentis.

Progresso ed evoluzione non sono dunque sinonimi, nessun dubbio a tal proposito e il nostro genetista sostiene che «Se comparisse tra noi un cittadino ateniese del 1000 a.C. sarebbe il più ingegnoso e intellettivamente acuto dei nostri amici. Avrebbe una memoria imbattibile, un sacco di idee e una visione chiara di quali siano le questioni più importanti da risolvere. Non solo. Sarebbe anche emotivamente molto più stabile di noi. Stessa cosa per gli abitanti delle Americhe, Asia, India e Africa tra i 2.000 e i 6.000 anni fa. È proprio in quel periodo che abbiamo raggiunto il picco dell’intelletto».

"L'evoluzione della scrittura" di Emelie Wagner

“L’evoluzione della scrittura” di Emelie Wagner

E, secondo Crabtree, in futuro l’involuzione a cui stiamo già assistendo peggiorerà, sebbene l’articolo in questione garantisca che saremo più stupidi, ma la scienza avrà fatto così tanti progressi da consentire la risoluzione di tutti i nostri problemi. Una vita più facile con una stupidità in crescita esponenziale. Veramente confortante l’ipotesi del professore.

"Evoluzione" di Joel Marsh

“Evoluzione” di Joel Marsh

Non ha però tenuto in considerazione che un’altra figura umana potrebbe prendere il sopravvento e contenere i danni di un progresso sicuramente utile, ma che se usato con scarsa considerazione, potrebbe condurre ad un’involuzione veramente spaventosa: l’uomo ecologista.

"Homo Eco Sapiens - C'è una speranza" di Iveta P.

“Homo Eco Sapiens – C’è una speranza” di Iveta P.

La salvezza della specie umana dipende proprio da chi possiede quella lungimiranza che gli consenta di presagire un futuro differente da quello ipotizzato da molti studiosi. Un uomo che riesca a far comprendere che è giunto il momento di cambiare rotta. È già troppo tardi?

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