Closer – La vivisezione dell’animo umano

closer cos'è l'amoreTra i film del grande regista Mike Nichols, recentemente scomparso, merita una particolare menzione la trasposizione cinematografica di una commedia di Patrick Marber: il cinico e spietato “Closer“.
Chi si aspettava una delle solite storie a lieto fine, in cui la forza dell’amore riesce a prevalere sulla cruda realtà, formata per lo più da esseri meschini e vili, sicuramente non aveva fatto attenzione alla frase posta sotto il titolo e che in Italia è stata così tradotta: «Chi ama a prima vista tradisce ad ogni sguardo».
Closer è forse uno dei film più onesti sull’amore e si pregia di sterrare in modo crudo e brutale le misteriose emozioni che investono il sentimento più inafferrabile della nostra vita. E lo fa senza scadere nella banalità di storie viste e riviste di eroici personaggi che riescono a superare tutti gli ostacoli e coronano il loro sogno del “vissero felici e contenti.”
Quattro sono i protagonisti del film: due uomini e due donne.

closer cos'è l'amore?

Jude Law ( Dan )

Dan è uno scrittore fallito che scrive necrologi su un giornale. Arrogante, indeciso e insopportabilmente egocentrico, è il classico piccolo uomo che ritiene di avere la sua grigia vita sotto controllo e può permettersi di agire come un qualsiasi psicologo gli consiglierebbe di fare: “Ma sì, caro Dan. Fai sempre quello che ti senti di fare. La vita è tua e pazienza se altri potrebbero soffrire. Che importa? Tu sei unico, sei speciale. Non puoi piacere a tutti.” closer cos'è l'amore

Clive Owen (Larry)

Larry, dermatologo affermato che non disdegna le prostitute e le chat con sconosciute che gli confessano le loro fantasie sessuali più scontate, è un personaggio sanguigno, spregiudicato e cinico. Osserva attentamente quello che lui definisce “il carnevale umano” e nulla si lascia sfuggire nella sua implacabile analisi.

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Natalie Portman (Alice)

Alice, personaggio controverso e sovente enigmatico, ostenta un’ingenuità che non le appartiene. Ex spogliarellista “raminga”, indossa una maschera ben spessa per proteggere se stessa dalle delusioni di una vita che non ama ed in cui si sente scaraventata con violenza. Ma sa ben destreggiarsi e non concede facilmente se stessa, nonostante le apparenze.

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Julia Roberts (Anna)

Anna, affermata fotografa immatura e debole, si perde nella visione dei pesci di un grande acquario e sembra quasi crogiolarsi nella sua incapacità di prendere decisioni. Il suo sguardo sembra perso nel vuoto di una malinconia senza fine. Da Larry viene definita una “depressiva” che vuole essere infelice per confermare la depressione. “Se i depressivi fossero felici non potrebbero essere depressi. Dovrebbero uscire nel mondo e vivere. Il che può essere deprimente.
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Non esistono personaggi secondari in questo film fuori dal comune. Solo quattro tragiche figure umane le cui vite s’intrecciano casualmente per pochi anni.
Ostica l’interpretazione del titolo: Closer significa vicinanza. Ma non si riesce a comprendere se la vicinanza dei protagonisti sia da attribuirsi alle loro imperfezioni da comuni esseri umani o rappresenti una provocazione per sottindere qualcosa che non esiste; una vicinanza di personaggi così diversi ed estranei anche a se stessi, facilmente irretiti dall’amore, ma incapaci di stare accanto a quello che si può considerare il loro oggetto di desiderio.
L’abuso quasi fastidioso della frase “ti amo” sembra rincorrere fatalmente i quattro protagonisti, inadatti, forse un po’ come tutti noi, a comprenderne il significato. Per questo motivo ne senti la vicinanza. Li detesti e li ami. A volte ne provi anche pietà. E c’è qualcosa che ti lega a loro, anche se istintivamente cerchi di distaccartene. Il dubbio affascina. La certezza annoia. E dall’amore, vero o falso che sia, visto che non esistono dei parametri che possano indicarci cosa possa definire un sentimento così complesso, Dan, Larry, Alice e Anna, si lasciano travolgere. Le carenze delle loro emozioni emergono continuamente ed il ripetere continuamente la frase “ti amo” pare sia una supplica rivolta a se stessi. Come se volessero caparbiamente inseguire l’amore, ma senza abbandonare il proprio egoismo. Non possono farne a meno, ma non si sforzano di rendere felice la persona accanto a sè.
closer ma cos'è l'amore«Ciao, straniero.» Così saluta la prima volta Alice l’uomo di cui aveva incrociato il suo sguardo fugace, dopo essere stata investita da un’auto. E nel suo sguardo, già dal primo istante, traspare il disincanto verso la vita. La ragazza americana che va a Londra per dimenticare un amore finito, sembra già lanciare il messaggio che siamo in fondo tutti stranieri in questo mondo, chiusi nel nostro egoismo. La nostra vita può accarezzare quel momento di grazia e di sofferenza, chiamato amore, ma in fondo si resta sempre stranieri pur nella vicinanza con un’altra persona. Possiamo percorrere un pezzo della nostra vita e anche molto di più con lei, ma resteremo sempre un’isola inesplorata e ignota anche a noi stessi.
Dopo aver assistito alla visione del film, sorge spontaneo un interrogativo: l’uomo tende ad essere “closer” nel suo rapporto con chi dice di amare? E non solo uno. L’amore è una guerra in grado di scatenare gli istinti più bassi dell’uomo?
La debolezza, la bassezza, l’astuzia, la perfidia, la contraddittorietà trovano la loro massima espressione in uno dei sentimenti più “sublimi” e, come succede nella giungla, vince il più forte. In questo caso chi gioca in modo più sporco.
Le emozioni dei protagonisti si esprimono violentemente. E per mostrare che il loro è vero amore decidono di aborrire la menzogna.
Tutto dev’essere detto, la verità dev’essere sempre schiaffata in faccia, guardandosi negli occhi e non importa quali possano essere le conseguenze.
Dan, Larry, Alice e Anna sembrano dei personaggi usciti dalle tragedie di Sofocle, trascinati alla rovina dai limiti dentro di sè e che impediscono loro di vivere in modo felice, come se facessero di tutto per essere condannati al dolore.
Qualcuno prova a ribellarsi; Alice vorrebbe essere felice e si chiede perchè l’amore non possa bastare.

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“Nessuno ti amerà mai quanto me. Perchè l’amore non basta?”

Eppure la stessa Alice che implora Dan è il personaggio che rivela più sorprese. Sincera e bugiarda. Pur non esitando nemmeno un istante a confessare di aver lavorato come spogliarellista al suo compagno, non gli rivelerà mai il suo vero nome, come se fosse consapevole dell’irrimediabile conclusione di qualsiasi storia d’amore. Ma quando torna al suo lavoro di spogliarellista è sincera con chi non ama e gli offre del denaro per conoscere il suo vero nome.
Alice non permette a nessuno di lasciarla. “Nessuno mi ha mai lasciato“, afferma con un sorriso. Ed in effetti lei fa in modo che sia così. Quando Dan le confessa di essersi innamorato di un’altra, lei fa in modo di scomparire cercando di far perdere le sue tracce.
Lo stesso fa Larry, quando Anna decide di abbandonarlo. E il tempestare brutalmente di domande la moglie con il fine di umiliarla per poi allontanarla dalla propria vita ha due scopi: esigere la verità e dimostrare che non è stata lei a lasciarlo. L’ultima parola deve essere la sua.
Ecco una sequenza emblematica del film che mostra il masochismo dei personaggi di Closer; preferiscono affrontare le amare ripercussioni derivate dalla loro prepotente esigenza di ascoltare ciò che già sanno, piuttosto che sorvolare su certi particolari la cui conoscenza non fa altro che dilatare la ferita.

Film cerebrale e intenso, esamina il dolore e il disincanto che accompagnano ineluttabilmente gli esseri umani quando si fiondano sull’amore nutrendo forse delle aspettative molto elevate. I personaggi hanno un bisogno quasi esagerato di parlare. E quel dialogare non lascia un attimo di respiro nello spettatore che resta imprigionato dalla potenza di quelle crude parole e dalla schizofrenia degli stessi personaggi che vogliono la verità e poi si pentono di averla chiesta.
Il seguente dialogo ne è solo un esempio:
Dan : Cosa ti aspetti da me?
Anna: Comprensione.
Dan: Perché non mi hai mentito?
Anna: Perché eravamo d’accordo di dirci sempre la verità.
Dan: Cos’ha di così bello la verità? Prova la menzogna, è la moneta corrente del mondo.

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Anna: L’amore ti annoia.
Dan: No, l’amore mi delude.

Amore è una parola che si ripete spesso in questo capolavoro di menzogne e tradimenti e tutti sembrano perdere in questo gioco al massacro.
Solo uno sarà il vero perdente? O perdono tutti? Il film lascia molti interrogativi sospesi e, come tutti i capolavori, non lascia trasparire alcuna morale. L’amore esiste veramente o è solamente un’altra invenzione umana? Oppure nessuno dei protagonisti è veramente innamorato? E l’idea dell’amore è soggettiva?
La musica di sottofondo non viene contemplata dal regista. La bellissima canzone di Damien RiceThe Blower’s Daughter” viene usata come sottofondo iniziale e finale. Ed anche la scelta della canzone non è di certo casuale, visto che il testo si conclude con le seguenti parole: “Non riesco a non pensarti…Fintanto che non trovo qualcuno di nuovo.

La vacuità dei legami è il tema principale di un film che ama indugiare sul cinismo della società contemporanea che cerca l’amore, ma non è disposta a cedere nemmeno un po’ dal proprio egoismo. I personaggi, infatti, sembrano molto innamorati, ma incapaci di gestire il loro amore.
Il regista non vuole che la musica copra i dialoghi, desidera che non sfugga nemmeno una parola di quello che viene detto. Tutto dev’essere concreto. Anche i vestiti indossati devono rivelare gli stati d’animo dei protagonisti.
Singolare la scena del dermatologo Larry che, quando intuisce di stare per essere lasciato, si veste come se stesse per uscire perchè non vuole subire l’umiliazione dell’abbandono mentre si trova in vestaglia.
Alcuni critici hanno disapprovato il linguaggio scurrile dei dialoghi e un presunto ermetismo che lo rende di ostica interpretazione ai più. Quei critici hanno trascurato dei particolari importanti: proprio sull’intensità degli sguardi e delle parole si concentra la bellezza di un film che concede ad ogni spettatore un finale di libera interpretazione.
Questa è l’eleganza dei film d’autore.
Eccelse la regia, la fotografia e la sceneggiatura sincopata del film che indugiano sui particolari visivi, sugli sguardi, su una lacrima che sfugge silenziosamente sul viso di Alice. E quel momento d’intensa tristezza viene immortalato dalla sua rivale, la fotografa Anna, che non esita nemmeno ad esibire la foto della ragazza in una delle sue mostre.
closer la vivisezione dell'animo umanoE in fondo queste mostre fotografiche ritraggono spesso volti di persone la cui sofferenza viene messa a nudo.
Estranei che guardano altri estranei. E sorseggiano un cocktail mentre commentano la bellezza di quelle foto.
Siamo veramente tutti dei “closers” apparentemente vicini, oppure bisogna tralasciare la prima traduzione che vorremmo abbracciare per lasciare spazio alla seconda che traduce closer con chi chiude? Vicini o lontani? Affascinante ambivalenza del termine.
Coraggioso il tentativo di analizzare l’amore in tutti i suoi risvolti e altrettanto coraggioso non donarne alcuna definizione.
Prova a farlo il dottor Larry quando si scontra con Dan in un dialogo memorabile, ma ne esce sconfitto anche lui che da medico parla di un organo che domina la nostra esistenza.
Dan: Sei un animale.
Larry: Sì? E tu cosa sei?
Dan: Credi che l’amore sia semplice, credi che il cuore sia come un diagramma!
Larry: Tu non l’hai mai visto un cuore umano, è come un pugno avvolto nel sangue!!! Vattene affanculo! Scrittore! Bugiardo! Fatti un giro all’obitorio mentre io mi sporco le mani!
Un pugno avvolto nel sangue“. E da lì nascono le nostre inspiegabili emozioni che non sempre la mente riesce a controllare. Il resto è mistero. O forse abbiamo voluto crearci un’illusione per sopravvivere, cerchiamo l’innamoramento e ci scontriamo con il disincanto per la nostra stessa incapacità di costruire, giorno dopo giorno e sicuramente non senza fatica, la stabilità di una relazione.
Chi ama a prima vista tradisce ad ogni sguardo.” Forse è una realtà che investe un po’ tutti, a causa della nostra fragilità. Ma il messaggio lanciato dalla giovane Alice, quando il compagno le confessa di averla tradita, resta scolpito nella nostra mente:
Dan: Il tradimento è brutale, io non m’illudo che non sia così.
Alice: Come funziona, come si può fare questo a qualcuno?-
Dan: Mi sono innamorato, Alice.
Alice: Come se non avessi avuto scelta! C’è sempre un momento in cui decidi “io a questo voglio cedere” o “io a questo voglio resistere.”
Grazie anche alla recitazione superba dei quattro protagonisti, Closer ha ricevuto molti premi, tra cui il Golden Globe come migliori attori a Clive Owen e Natalie Portman.
Un film geniale e sagace che non lascia indifferenti e che riesce anche a far del male. Difficile da comprendere e forse per questo straordinario. Un vero gioiello in un mondo ormai sopraffatto dai luoghi comuni e dalle frasi preconfezionate. Consigliato a chi è stanco dei film banali, si può trovare in DVD.
La capanna vuole rendere omaggio al regista Mike Nichols ricordandone uno dei suoi migliori films.

Il trailer: http://filmup.leonardo.it/trailers/closer.shtml

(Le immagini sono state reperite su Pinterest)


 

 

 

 

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Categories: Passione cinema

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