Chi sono

Semplicemente un’insegnante appassionata di cinema, letteratura, fotografia, natura, arte, animali e viaggi.

Chi siamo

Eccomi con due dei miei adorati micini, adottati il 6 gennaio del 2015

La mia idea di aprire un blog è nata dopo aver creato una pagina su facebook dedicata ad una ragazza che ha lasciato questo mondo troppo presto.
Con il passare del tempo ho cominciato ad appassionarmi agli accostamenti di immagini e pensieri di autori celebri che toccano varie tematiche dell’esistenza umana.
E l’esperienza sulla pagina mi ha spinto a creare un blog che funga da contenitore di riflessioni che userò per parlare delle mie passioni.
L’idea di aprire questo blog è dunque nata per tener viva la memoria di quella splendida ragazza, che, come me, amava molto leggere e scrivere.
Secondo il mio e il suo punto di vista, la società odierna, con i suoi ritmi frenetici, offre poco spazio alla riflessione e sorge prepotentemente in molti di noi l’esigenza di andare contro questo sistema disumano che ci spinge continuamente a correre e ad inseguire il tempo.
Un blog di ribellione se proprio vogliamo trovare una definizione.
Una ribellione pacata che racchiude il desiderio di fare un passo indietro e porre più attenzione al meraviglioso mondo che ci circonda non per distaccarmi dai problemi che stanno investendo il nostro pianeta, ma per condividere quelle passioni che necessitano di silenzio e introspezione.
eccomi
Rileggere brani di autori famosi del presente e del passato, commentare film che mi hanno particolarmente colpito, selezionare fotografie dal web per estraniarmi per un po’ dai rumori e da certe bassezze della vita quotidiana.
Romano Battaglia ha scritto che “Ognuno ha una capanna nel cuore dove si rifugia ogni qual volta la pioggia della vita cade troppo forte.”
Io ho creato una capanna del silenzio dove rifugiarmi per sfuggire ad un sistema che mira ad indurirci e a disumanizzarci. Un luogo in cui fissare le mie esperienze e conoscenze ed evitare così di smarrirne il ricordo.
Perché aprire un blog?
In aiuto mi giunge il pensiero dello scrittore Ryszard Kapuściński che riesce egregiamente ad esprimere quella sensazione di fugacità della vita provata da molti di noi, soprattutto quando si raggiunge il cosiddetto periodo della maturità:
«L’uomo infatti sa, e invecchiando lo sente con maggiore evidenza, che la memoria è fragile e fuggevole e che, se non fissa le proprie esperienze e conoscenze in modo più stabile, rischia di perderle.
Scrivere è l’ambizione umana di tramandare agli altri il più possibile di quanto si è appreso e vissuto».

 

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